martedì 30 maggio 2023

"SEMBRAVA BELLEZZA" di Teresa Ciabatti

 “Ragazze infette, ecco che cosa siamo state, Federica. La nostra prossimità al danno. Le immagini di movimenti a vuoto, perdita di equilibrio, cadute, smarrimenti -dove mi trovo?-, persone e oggetti perduti per sempre: come si chiama lui? 
Come si chiama lei? Ed eravamo noi.” 

                         
Realtà o finzione? Suggestione o leggenda? 
La storia di una donna che, dopo un’infanzia trascorsa ai margini, si prende la sua rivincita sociale diventando una scrittrice di grandissimo successo. Nel privato, invece, è una donna divorziata, con una figlia che abita lontano da lei e rifiuta di parlarle ed è combattuta tra risentimento e sgomento per il tempo che passa inesorabile. 
Inoltre dopo trent'anni Federica, la sua cara amica del liceo, torna a cercarla e riporta nel suo presente anche la sorella maggiore Livia, in adolescenza emblema di bellezza soprannaturale, che in seguito ad un incidente è rimasta prigioniera nella mente di un’eterna ragazza. La protagonista alla ricerca della verità, su se stessa e su Livia, cerca di riprendere la via della propria esistenza. 

Tra le pagine di questo libro si inciampa continuamente, si rischia di scivolare, di rimanere sospesi nel vuoto, di essere sottratti alla realtà per ritrovarsi in un’altra dimensione. Facciamo fatica a distinguere ciò che è reale da ciò che è finzione; facciamo confusione nel distinguere il presente dal passato; ma facciamo altrettanta fatica a leggere questo libro per i tanti contenuti di infelicità. 

La scrittrice ha una scrittura unica, potente, schietta e dolorosa. Ciabatti ci prende per mano e ci trascina sott’acqua insieme a lei, dove respiriamo tutta l’inadeguatezza, la cattiveria, il dolore, la manipolazione, i vuoti, l’ossessione per il colpo e per la ricerca della bellezza di cui queste pagine sono intrise tra fragilità e cinismo. 
Immaginate di correre sempre più veloce fino a perdere il fiato, senza però riuscire mai a fermarvi, perché in realtà non volete proprio farlo, in un mix di fatica e benessere. E’ un pò questa la sensazione che ho provato leggendo ‘Sembrava bellezza’. 
Un’opera che non si legge ma che si subisce, si assorbe e resta dentro. 

MARTINA SIGNORILE - 5^A LSU

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