Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

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giovedì 3 febbraio 2022

MONOLOGO DI LORENA CESARINI SUL RAZZISMO AL FESTIVAL DI SANREMO.


“Perché un uomo è uguale a un uomo!”

Il Festival di Sanremo sa sempre stupire e nella seconda serata è stato l’intervento di Lorena Cesarini a lasciare senza parole tutto l’Ariston.

La giovane attrice, nata da mamma senegalese e papà italiano, racconta i brutti avvenimenti a seguito dell’annuncio della sua partecipazione come co-conduttrice : infatti non appena al TG1 viene presentata la scelta di Amadeus il web viene intasato da tantissimi insulti e commenti razzisti come ad esempio “Non se lo merita, l’hanno chiamata perché è nera!” oppure “Forse l’hanno chiamata per lavare le scale e innaffiare i fiori” per concludere con quello più originale di tutti “E’ arrivata l’extracomunitaria ”.

“Fino ad oggi a scuola, sul tram, a lavoro, nessuno aveva mai sentito l’urgenza di dirmi che avessi la pelle nera. E invece, quando Amadeus ha dato la splendida notizia che sarei stata qui, certe persone hanno sentito proprio questa urgenza. Evidentemente per alcuni il mio colore della pelle è un problema”.

Così inizia il monologo che a quegli insulti non risponde con lo stesso odio e la stessa prepotenza, ma con emozione e pacatezza leggendo alcune parti del libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” del celebre autore marocchino Tahar Ben Jelloun. 

Vi riportiamo un breve estratto di quanto letto dalla Cesarini: Il libro inizia con la figlia che gli ha una domanda: ‘Babbo: che cos’è il razzismo?’ E lui risponde: “È un comportamento distribuito in tutte le società tanto da diventare, ahimè, banale. Consiste nel manifestare diffidenza e poi disprezzo per le persone che hanno caratteristiche fisiche e culturali diverse dalle nostre’. Allora la figlia: ‘Quindi anche io potrei essere razzista, se è così diffuso?’. E lui: ‘No, un bambino non nasce con il razzismo nella testa, tutto dipende dall’educazione: nella scuola e a casa. Il razzismo crede che lo straniero appartenga ad una razza inferiore ma ha completamente torto. Il razzismo non ha alcuna base scientifica, esiste un solo genere umano nel quale ci sono uomini, donne, persone di colore, di alta statura, o bassi, con attitudini differenti e varie. Tutti gli uomini e le donne del pianete hanno nelle vene sangue della stessa tinta, indipendentemente dal colore della pelle, perché un uomo è uguale a un uomo’. A questo punto Mèrième fa un’ultima domanda: ‘Babbo, ma i razzisti possono guarire’? E lui: ‘Ma tu pensi che il razzismo sia una malattia?’. “Sì, perché non è normale che un uomo disprezzi un altro uomo per il colore della pelle’. Ed ecco la risposta del papà: ‘La guarigione dipende da loro, se uno si pone delle domande, se dice: Può darsi che io abbia torto di penare come penso. Perché quando uno riesce ad uscire dalle proprie convinzioni va verso la libertà'”.   

La giovane attrice conclude ricordando che la cosa più importante per ogni essere umano è la libertà!

L’intervento della Cesarini ha colpito molto perché svela quanto insensato sia il razzismo attraverso le parole di una bambina. Lei alla quale hanno detto che non meritava quel palco, quello stesso palco l’ha “mangiato” incantando il pubblico lanciando il messaggio più importante di tutti: il razzismo non ha senso, perché un uomo è uguale a un uomo! 

E voi cosa ne pensate di questo intervento?                                                                                          

Cattani Martina 5^A L.S.U.

lunedì 8 marzo 2021

Sanremo 2021, con i Maneskin si cambia la storia del festival

 


Sanremo, il festival della canzone italiana riconosciuto a livello mondiale, quest’anno cambia la sua stessa storia.

In un periodo così difficile per la musica e lo spettacolo, le luci del Teatro Ariston tornano ad accendersi per illuminare il palco pronto ad accogliere la competizione canora più attesa d’Italia che quest’anno presenta varie novità, prima fra tutte la mancanza del pubblico a causa covid, ai fiori donati anche ai concorrenti maschi, per poi arrivare al mago del cross calcistico, Ibrahimovic, come co-conduttore. A lasciare tutti stupiti è il podio finale che vede il terzo posto di Ermal Meta che, nelle classifiche delle prime serate, si era confermato al primo posto, al secondo posto Fedez e Francesca Michielin che, invece, nelle classifiche erano arrivati in posizioni che non facevano presagire l’arrivo al podio. Ma i veri protagonisti di questo festival sono loro, i vincitori, i Maneskin che con la loro canzone “Zitti e buoni” si guadagnano il primo posto. Loro, con le loro esibizioni ben lontane dai canoni tradizionali di Sanremo, hanno dimostrato che credere in se stessi gratifica sempre e che partecipare a un talent non è la fine di un percorso ma solo l’inizio. Un gruppo di giovani animati da una passione talmente grande da arrivare a colpire tutti i telespettatori che poi li hanno premiati. Ma raccontiamo meglio chi sono i vincitori: I Maneskin sono un gruppo musicale rock italiano formatosi a Roma nel 2015 e composto da Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio. Dopo aver raggiunto la notorietà con la partecipazione ad X-factor 2017, firmano un contratto discografico con la Sony casa discografica con cui poi pubblicano diversi demo.                                                                                   

Con “Zitti e buoni” vogliono portare sul palco una denuncia e un’affermazione del proprio essere: un rifiuto alla monotonia della società odierna e un grido di esaltazione alla diversità. I Maneskin infiammano l’Ariston con una canzone che dimostra quanto a volte ciò che viene reputato strano, diverso, inaccettabile per la convenzionalità a cui siamo abituati sia l’elemento vincente. Di sicuro di questo Sanremo si parlerà negli anni a venire, ma quello che lo ha reso storico è stata proprio questa vittoria cosi anticonvenzionale, quindi complimenti ai Maneskin per la vittoria e per il bellissimo messaggio lanciato. 

E voi cosa ne pensate di questo festival?                                                                               

Cattani Martina 4^ A L.S.U.