Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

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martedì 21 marzo 2023

"ALMOND: COME UNA MANDORLA" di Won-pyung Sohn

Yunjae è nato con una condizione cerebrale che lo ha lasciato con un'amigdala anormalmente piccola, che ha influito sulla sua capacità di elaborare, comprendere e trasudare emozioni. Alessitimia è la mancata capacità di identificare, descrivere e distinguere le emozioni. 
Sentimenti quali paura, colpa, tristezza e rabbia sono cose che non ha mai provato. Tuttavia, sua madre ha sviluppato una notevole protezione nei suoi confronti, oltre a insegnargli l'arte delle emozioni e interagire con gli altri. Quando la sua vita viene sconvolta dopo una tragedia, rimane sospeso in uno stato senza forma. Mentre sta cercando di capire cosa fare dopo, scopre che, sebbene sia un mostro tra gli umani, non è l'unico nel mondo.
 
Il lettore è condotto attraverso l'adolescenza del nostro protagonista curioso, mentre affronta difficoltà ad adattarsi e fare amicizia. Per la maggior parte della storia, egli naviga nella società ponendo sempre domande e chiedendosi cosa potrebbero provare gli altri. Almond è la storia di YunJae che attraversare da solo la quotidianità di questo mondo dopo che una tragedia lo separa dalle uniche donne che lo hanno mai capito e amato. 

Questo romanzo è per ogni persona che non si sente compresa dalla società in generale, o che che si percepisce come un imbroglione perché imita l'essere “umano”, ogni individuo cosciente del fatto che “essere normale” è l’obiettivo più difficile da raggiungere.
 
Questa storia tratta di amore, amicizia, differenze, accettazione e crescita, offrendo anche una prospettiva microscopica di un'amicizia non convenzionale tra Yunjae e Gon. Le personalità di questi due personaggi sono una giustapposizione l'una dell'altra. Yunjae non esprime nulla, mentre Gon è molto esplicito riguardo le emozioni, sebbene il suo vocabolario sia limitato.
 
Oltre ad esplorare il significato del concetto di umanità, il libro a
ffronta anche molti altri temi come l'educazione, la violenza e il ruolo che ogni persona ha nel miglioramento o nel peggioramento della società.
 
Almond è si legge scorrevolmente, e quando si raggiunge la fine si vuole ricominciare. La prosa di questo libro rispecchia l'arte della scrittura semplicistica. Infatti, la lettura è sia breve sia piacevole e la sua trama è abbastanza lineare, pur essendo trattati argomenti impegnativi.
Inoltre, il percorso sviluppato dal pensiero atipico del protagonista crea una lettura che attira l'attenzione. In particolare ho amato le riflessioni sulla paura e sul coraggio. Siamo davvero mai veramente forti senza paura?  La forza senza paura è un atto di ingenuità? Cosa significa essere umani? La definizione di umano è universale o varia? 

Tutti i personaggi rappresentano diversi aspetti dell'umanità: sua madre, coraggio e crescita; sua nonna, bruttezza e confronto; Gon, paura, percezione e rottura; Dora, desideri, felicità, apprezzamento; Mr. Shim, amore, speranza e pazienza; Professor Yun, realtà e delusione.
 
Abitare la mente di Yunjae è stata un’esperienza paragonabile a esplorare un museo. Mi sono persa nei suoi pensieri e nelle sue emozioni (o mancanza di esse) mentre elaboravo e interrogavo i miei.

PRABH KAUR - 3^B LS

martedì 31 gennaio 2023

"SOSTIENE PEREIRA" di Antonio Tabucchi

 “Lei deve imparare a scrivere, altrimenti, se scrive con le ragioni del cuore, lei andrà incontro a grandi complicazioni, glielo posso assicurare.”


Stanco, anziano, in sovrappeso, cardiopatico e ossessionato dal pensiero della morte, anche a causa della scomparsa della moglie, malata di tisi, Pereira è un giornalista che si occupa della pagina culturale del “Lisboa”, un giornale del pomeriggio di Lisbona. 

Siamo in Portogallo nell’agosto del 1938 sotto la dittatura di Salazar, in un’Europa carica di tensioni a causa del regime nazista e fascista e alla guerra civile in atto in Spagna tra nazionalisti e repubblicani. Pereira però prosegue la sua monotona vita restando legato al passato e al caro ricordo della moglie, non interessandosi più di tanto alla politica e a ciò che succede intorno a lui.

Un incontro però cambia la sua vita. Per caso legge un articolo di Francesco Monteiro Rossi, un giovane laureato in filosofia, a proposito della morte e ne rimane profondamente colpito. Così decide di assumerlo come collaboratore esterno nella pagina da lui curata, affidandogli il compito di scrivere necrologi anticipati di celebri scrittori così da non trovarsi impreparato all’occorrenza. Il ragazzo però scrive articoli secondo Pereira impubblicabili a causa della censura che vige nel Paese poiché trattano ad esempio di Marinetti o D’Annunzio, dei quali attacca l’adesione al fascismo e gli ideali bellicosi.
Il vecchio giornalista spaventato dagli ideali di libertà e opposizione al regime del giovane Monteiro Rossi è combattuto tra il desiderio di aiutarlo e quello di lasciare invariata la sua vita abitudinaria. Sceglie però di sostenerlo economicamente, anche quando scopre che è un rivoluzionario che combatte in Spagna. 

Nel frattempo Pereira passa una settimana in una clinica talassoterapica a Parede dove conosce il dottor Caruso che gli confida di volersi trasferire in Francia, Paese considerato cardine della libertà in Europa. Pereira gli rivela la sua inquietudine e Caruso, esponendogli una teoria francese sull'anima, considera questo suo sentimento come l’inizio di un cambiamento interiore.
Tornato a casa, l’esistenza di Pereira comincia a mutare. Inizia a prendere consapevolezza di ciò che accade intorno a lui e, a determinare una svolta decisiva, è la comparsa di Monteiro Rossi che gli chiede di nasconderlo a casa sua perché è ricercato. Qui, si presentano un giorno tre uomini che si qualificano come polizia politica e che picchiano a sangue il giovane rivoluzionario. Pereira scosso da quanto successo trova il coraggio di reagire e diventare un oppositore del regime. Scrive un necrologio su Monteiro Rossi che funge anche da denuncia contro il regime per poi scappare dal Portogallo.

“Sostiene Pereira” è il resoconto di una presa di coscienza da parte del protagonista avvenuta attraverso gli incontri che fa nel giro di un’estate e che lo portano ad avere la forza, nonostante la censura, di opporsi al regime attraverso il suo lavoro di giornalista. È il simbolo della difesa della libertà d’espressione per gli oppositori politici, una critica ai regimi totalitari e un encomio a chi ha avuto il coraggio di esporsi, di scrivere, di lottare per i propri ideali e la propria libertà.

“La filosofia sembra che si occupi solo della verità, ma forse dice solo fantasie, e la letteratura sembra che si occupi solo di fantasie, ma forse dice la verità.” 

Attraverso questo libro Tabucchi vuole anche far passare il messaggio che un uomo di cultura, un letterato come Pereira ha l’obbligo morale di esporsi a proposito dei problemi presenti in una società e denunciare ciò di cui gli altri non si accorgono o per omertà fanno finta di non accorgersi.

Quante volte è più facile non prendere posizioni e nascondere le proprie idee perché considerato più comodo? A volte per paura anche a me capita di non esprimere la mia opinione su determinati argomenti, ritenendo che sia ininfluente, ma sbaglio e quando mi succede dovrei ricordarmi del monito che mi hanno lasciato Pereira, Monteiro Rossi e tutte le persone realmente esistite che hanno lottato per quello in cui credevano anche a costo della vita perché non è mai troppo tardi per cambiare la situazione, basta solo avere coraggio.

“Tutto si può fare, basta averne la volontà.”

PAOLA BRAVO - 3^B LS

venerdì 27 gennaio 2023

"A RIVEDER LE STELLE" di Aldo Cazzullo

“L’Italia ha questo di straordinario, rispetto alle altre nazioni. Non è nata dalla politica o dalla guerra. È nata dalla cultura e dalla bellezza. È nata da Dante e dai grandi scrittori venuti dopo di lui.”


In occasione del settecentesimo anniversario della morte di Dante lo scrittore e giornalista italiano Aldo Cazzullo ha pubblicato A riveder le stelle, un libro dove commenta l’Inferno della Divina Commedia.
Cazzullo non si limita però a riassumere e spiegare la storia della prima parte della Commedia,
 ma a prendere in esame ogni ambiente e ogni personaggio presenti nell’Inferno e a contestualizzarli rispetto all’opera e all’epoca in cui Dante è vissuto.
 
Ricostruendo parola per parola il viaggio del poeta lo scrittore accompagna il lettore passo dopo passo tra i cerchi infernali, fermandosi per introdurre e spiegare la storia di ogni uomo, donna o personaggio mitologico incontrato lungo il cammino ultraterreno, storie certamente ovvie nel contesto culturale ed epocale di Dante ma che nell’era moderna (forse per mancanza di documenti storici non condizionati dalla morale del tempo tendente alla cristianizzazione della Storia e della scienza) fatichiamo a comprendere a pieno.
 
Un capitolo che mi ha particolarmente colpito è stato quello dedicato all’incontro del poeta con Odisseo e Diomede; mentre racconta della conversazione tra Dante e il navigatore Cazzullo si riserva il tempo per compiere una riflessione ad ampio raggio (comparando opere differenti, ma uguali nel messaggio) sul tema dell’esplorazione, intesa sia come scoperta geografica sia come esplorazione dell’uomo, giungendo a parlare del “mistero del male e del prodigio della salvezza” che ognuno custodisce all’interno del suo animo. Il lettore passa così dalle righe della Commedia a quelle della storia di Padre Kolbe, dalle avventure dell’Odissea alle strofe di Odysseus di Francesco Guccini.
 
A riveder le stelle è stata una lettura molto interessante, abile al punto giusto nel riassumere un tomo come l’Inferno senza risultare noioso o scontato; credo inoltre che possa essere di grande aiuto agli studenti che stanno affrontando lo studio di Dante e delle sue opere, in quanto fornisce ottimi approfondimenti sulla vita dell’autore e una buona contestualizzazione della Commedia stessa.

EDOARDO DEVOTI - 3^A LS

venerdì 20 gennaio 2023

"SHATTER ME" di Tahereh Mafi

 “Sono rinchiusa da 264 giorni.”

 
Un romanzo tanto bizzarro quanto interessante è quello che Tahereh Mafi ci propone.

La vicenda si svolge in un futuro distopico: gli uccelli non volano, le persone non si sfamano più con cibo vero e il mondo è governato dalla “Restaurazione”.

In questa realtà esistono leggi della natura che sono in contrasto tra loro: Juliette Ferrars è rinchiusa in una prigione a causa dei poteri che possiede. La protagonista, infatti, inizia un vero e proprio cammino verso la libertà quando le viene assegnato un compagno di cella.

Adam è un ragazzo apparentemente scontroso e molto silenzioso che dietro di sé ha un passato crudele che lo accompagna ancora oggi.
Un giorno, però, Juliette viene costretta ad abbandonare la sua cella per presentarsi al servizio dei militari della Restaurazione. Qui conosce nuovi amici e persone che le fanno dubitare della giustizia in cui ha sempre creduto. Infatti Warner, il capo di questo Settore militare, si affeziona in particolar modo a Juliette, la quale, però, lo disprezza.

Questa nuova esperienza la riporta alla sua umanità e ancora di più al sentimento di felicità che il suo cuore non sentiva da tempo.
 
“Forse dovresti rassegnarti all’idea che sia stato inutile cercare di essere ciò che non eri, perché per quanto ti sia sforzata, nessuno è mai stato contento.
Nessuno è mai stato soddisfatto.”
 
Shatter me è indubbiamente un libro geniale, sviluppato attorno a un’idea altrettanto valida.
Oltre a concentrarsi sui cambiamenti del mondo, accenna in maniera quasi impercettibile al delicatissimo equilibrio che esiste tra bene e male: cos’è meglio per me e cosa per gli altri?
Preferisco, quindi, pensare a me stessa o alle altre persone?
 
Oltretutto, è possibile leggere questo romanzo in lingua originale poiché è scritto in modo semplice anche in inglese.
Consigliato a chi ama i romanzi alternativi con un pizzico di fantasy e ha voglia di leggere una saga piena di colpi di scena e cambiamenti.
 
“Pensi di avere una maledizione? Tu hai un dono!”
 
 
AGATA ILLICA MAGRINI - 2^A LSU

martedì 10 gennaio 2023

"TEORIA MUSICALE" di Luigi Rossi



Salve cari lettori del Mattei’s blog.
Per la prima volta ho la possibilità di scrivere un articolo per voi e oggi sono qui per recensire il libro “Teoria Musicale” di Luigi Rossi. Per cui accomodatevi e buona lettura!

“La complessa materia della Teoria musicale è già stata trattata esaurientemente da illustri docenti in tutti i suoi aspetti scientifico-didattici, e non è quindi possibile aggiungervi delle novità in senso stretto, anche se l’evoluzione contemporanea dell’arte musicale esigeva qualche aggiornamento che l’autore ha tenuto ben presente nel corso della stesura dell’opera”.

Questa è una parte della presentazione del libro - manuale - che mi ha aiutato e può essere utile anche agli altri a evitare di giudicare il libro dalla copertina e, in questo caso, anche dal titolo banale e poco invitante.

Vi consiglio di leggere attentamente questo manuale perché, secondo me, può essere utile per comprendere al meglio la musica sia attraverso uno strumento musicale o semplicemente tramite la propria voce.
In secondo luogo, può aiutare a migliorare l’attenzione ai dettagli; nel manuale gli argomenti sono trattati con precisione e si può prendere spunto per fare ciò in qualsiasi situazione.

Il manuale è composto da diciannove capitoli e quelli che io ho apprezzato sono ben quattordici, ovvero i seguenti: 1,2,3,5,6,7,10,12,13,15,16,17 e 19.
Ho scelto questi sia perché avevo già sentito parlare degli argomenti in essi contenuti tramite video online ( già lì l'aspetto teorico della musica mi aveva incuriosito) sia perché suonando uno strumento musicale da quasi 4 anni, ovvero la chitarra, sentivo la necessità di approfondire alcuni di questi affrontati nel libro che conoscevo solo in modo rudimentale.
Tra questi capitoli non rientrano i numeri 8 e 9 perché non mi hanno particolarmente interessato come gli altri però li ho compresi rapidamente e vi esorto a scorrerli al volo.

Inoltre alcune parti mi hanno permesso di fare dei collegamenti con altre materie scolastiche. Ad esempio l’ictus dal punto di vista poetico, è l’accento metrico che prevale su altre sillabe toniche e, da quello musicale è l’accento forte della battuta ( in musica le battute sono parti della stessa durata in cui viene diviso un brano musicale per essere letto dal punto di vista ritmico e vengono segnate da stanghette sul pentagramma).
Poi esistono i piedi in musica e nell’epica. Nell’epica i piedi sono gruppi di sillabe che, ad esempio, compongono l’esametro ( il verso che compone l’Iliade e l’Odissea). In musica sono gruppi di sillabe forti o deboli per il loro suono.
Esistono anche il quinario e la terzina  che sono,in musica, un tipo di tempo e un gruppo di tre note, e ,in poesia, un verso di cinque sillabe metriche e una strofa di tre versi.

Invece i capitoli che non ho gradito sono il 4, l’11 e il 18 perché sono stati abbastanza difficili da comprendere e poco gradevoli per l’argomento trattato.
Probabilmente mi servirà una nuova lettura per capirli meglio e per consolidare l'apprendimento degli altri già compresi.

Anche il lessico non è stato semplice in tutti i capitoli però non è solenne; basta porre attenzione e i concetti diventano chiari ( il manuale fornisce anche immagini per semplificare l’apprendimento).
Lievemente sotto le mie aspettative; pensavo fosse più semplice ma mettendoci più impegno l’ho letto con gusto: il mio voto è 8,5/10.

Questo libro lo consiglierei a persone che suonano strumenti musicali per diletto e che non hanno mai avuto l’opportunità di apprendere dettagliatamente la parte teorica (come ho fatto io) e anche alle persone che si stanno approcciando ad un liceo musicale o al conservatorio in modo tale da arrivare con qualche nozione, anche elementare, della materia in questione, ovvero la teoria della musica.


FRANCESCO MACCAGNI - 2^B LSU





venerdì 6 gennaio 2023

"PAOLO E FRANCESCA" di Matteo Strukul


 "Amor, ch'a nullo amato amar perdona
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona."
 
A pronunciare questi celebri versi del canto V dell’Inferno di Dante Alighieri è Francesca da Polenta, collocata insieme all’amante Paolo Malatesta nel girone dei lussuriosi. Entrambi sono i protagonisti del libro Paolo e Francesca, la riscrittura della storia d’amore che più ha colpito e appassionato generazioni da quando Dante ha scritto la Commedia.

Francesca è una ragazza di 16 anni che ama i libri e le avventure cavalleresche come quelle di Lancillotto. Viene promessa sposa dal padre a Giovanni “Gianciotto” Malatesta, guerriero rozzo e spietato. Quest’ultimo addirittura non si presenta al matrimonio e manda a celebrarlo per procura il fratello Paolo, bello e affascinante a differenza sua. Sin dal primo incontro scatta la passione tra i due cognati che, consapevoli del loro errore, tentano di autoconvincersi che la loro relazione non possa sussistere e cercano di condurre le proprie vite separate facendo in modo di non pensare l’uno all’altra. Però, non riescono a fermare il loro trasporto emotivo e iniziano ad avere incontri clandestini, anche al castello di Gradara dove Francesca si rifugia, coscienti che il loro sentimento impossibile potrebbe condurli alla morte.

“Paolo era l’alfa e l’omega. Era la sua maledizione e i suoi giorni di festa. La sua stella luminosa e la notte più cupa, la passione bruciante e la voglia che la divorava, il suo cavaliere e l’uomo che saccheggiava il suo corpo. Fino a farle mancare il respiro. Paolo era tutto questo e molto altro.”


Interessandomi di Dante, la storia di Paolo e Francesca la conoscevo già ma in questo libro mi ha colpito ancora di più perché mi è piaciuto come è stata raccontata. Avrei forse preferito che la narrazione fosse più lunga e dettagliata in quanto sono presenti salti temporali significativi all'interno della storia. Allo stesso tempo, però, penso che arricchendola ci sarebbe stato il rischio di renderla noiosa. Così invece risulta scorrevole e lascia il lettore attaccato alle pagine dall’inizio alla fine. Merito di questo è anche il modo di scrivere di Matteo Strukul, che appare semplice e fluido, anche se i termini utilizzati risultano curati nei dialoghi e nelle descrizioni.

Oltre alla storia, il libro mi è piaciuto per le tematiche trattate. Infatti, dall’amore infatti si passa al tema della donna nel Medioevo che, in questo periodo storico, veniva vista come un oggetto funzionale solo ad essere moglie e madre. Era reputata debole e sottomessa al marito, non poteva avere interessi considerati non femminili e se li aveva era malvista. 

“Una donna ha come il più sacro dei suoi compiti quello di procreare. Una moglie può così dare a suo marito un erede e una discendenza. Ma se non riesce in questo, allora è del tutto inutile.”

Un esempio di questo è proprio Francesca, che viene obbligata a sposarsi con un uomo che non conosce e che non si degna nemmeno di venire alla cerimonia. Gianciotto non apprezza neppure le sue passioni come quella della lettura e, per lui Francesca ha un solo compito: dargli un erede. Compito questo che la donna non porta a termine poiché perde il suo primo figlio alla nascita e successivamente partorisce una bambina. Per questa sua inadeguatezza viene disprezzata dal marito e dalla sua famiglia perché considerata inutile alla dinastia dei Malatesta.

Consiglio questo libro a chiunque abbia letto il V canto dell’Inferno in quanto può essere un piacevole approfondimento della vicenda e, in particolare, a chi si è approcciato a Dante solo da un punto di vista scolastico non apprezzandolo o trovandolo noioso per ricredersi e, magari poter rileggere il poema originale da una prospettiva più semplice e moderna.
 
PAOLA BRAVO – 3^B LS

venerdì 30 dicembre 2022

"LA SIGNORA DELLE CAMELIE" di Alexandre Dumas

 “Non so se nella vostra vita abbiate mai provato o proverete mai quello che sentivo io vedendo Marguerite”


Cari lettori del Mattei’s Blog, vi proponiamo per l’ultimo giorno dell’anno una lettura piena di passione: questa non è solo una storia d’amore, ma anche una storia di redenzione e disperazione.
Si tratta di un amore impossibile quello tra Armand e Marguerite: è lei la signora delle camelie, protagonista di quest’opera di Alexandre Dumas.

Armand è un giovane di famiglia benestante che vive a Parigi e ha davanti a sé una carriera brillante, che vacilla dopo l’incontro con Marguerite. Lei, infatti, è la più famosa cortigiana della città, pronta a concedersi a chiunque possa soddisfare i suoi desideri lussuosi e sostenere le sue spese sanitarie, a causa della sua malattia segreta.
Quello che nasce tra i due giovani è un amore genuino, diverso da quello che la ragazza è solita ricevere, tuttavia irrealizzabile a causa di difficoltà economiche che coinvolgono ambedue.
Nonostante ciò, ad un tratto decidono di abbandonare la città e convivere. Proprio in questo periodo, sorgono ulteriori problemi economici che costringono Marguerite a vendere i suoi beni all’insaputa di Armand. Quando quest’ultimo ne viene a conoscenza, decide di sanare tutti i debiti con i soldi del padre: è questa la causa che spinge il genitore del giovane a chiedere alla ragazza di ritornare alla sua vita da mantenuta, rinunciando ad Armand.
 
“Figliuola, non prendetevela per quello che sto per dirvi; cercate solamente di capire che, a volte, la vita ha delle necessità crudeli per il cuore, ma alle quali occorre sottomettersi.”
 
Fatto ritorno alla crudele realtà, Marguerite sceglie di continuare a farsi mantenere fino alla sua morte precoce. Solo il suo decesso richiama Armand a Parigi e gli fa incontrare proprio lo scrittore, a seguito della vendita di mobili e oggetti preziosi posseduti dall’amata.
 
La storia tratta di una vicenda realmente accaduta allo scrittore stesso: Marguerite, infatti, è ispirata all’amata di Dumas: Marie Duplessis, nota per la bellezza, il buon gusto e per la voracità con la quale sperperava i patrimoni degli amanti. Egli la incontrò al teatro parigino dei Variétés, frequentato soprattutto da giovani mantenute e dai loro ricchi protettori.
 
“Cosa volete mai! Non si può dire tutto, nemmeno a bassa voce, nemmeno in un’edizione segreta, e quelle che non si possono pubblicare sono le cose più curiose della vita di un uomo; ecco perché solitamente le biografie non significano nulla.”
 
La signora delle camelie è un romanzo d’amore che rispecchia perfettamente la società del 1800: sono i sentimenti profondi dei protagonisti e la loro complicità che tengono il lettore incollato al libro. Lo consigliamo a chi ama i romanzi storici a sfondo romantico e vuole immergersi in emozioni travolgenti!
 
MARTINA CAVALCA - 2^A LSU
AGATA ILLICA MAGRINI - 2^A LSU

lunedì 19 dicembre 2022

Calendario dell'Avvento - day 20 - OCEANO MARE

Cari lettori del Mattei’s blog, oggi vi propongo un classico contemporaneo: una storia in da leggere lentamente per sentire l’animo commuoversi.
 
Peccati da assolvere, vite da ritrovare, sogni troppo grandi da rendere veri, desideri ardenti, una costante ricerca della propria identità, un passato che si interseca con il presente: ogni storia racconta l’esistenza di qualcuno, ciascuno voglioso di dare un senso alla propria presenza. Questo è ciò che converge nella Locanda Almayer, un luogo magico, ornato dalla bellezza di cui solo i vinti sono capaci, in cui si dice tutto in una sola parola, o tutto in una sola parola si nasconde, dove l’unico vero protagonista è il mare: regna sovrano sull’intera vicenda e dentro di esso i personaggi cercano redenzione o assoluzione, senza sapere che questo è intenso, forse troppo, immane, onnipotente, spettacolare, crudele.
 
E’ dunque la storia di Elisewin, una ragazza troppo fragile per vivere e troppo viva per morire, accompagnata dal fedele Padre Pluche. E’ la storia dell’avvenente e maliziosa Ann Deverià, colpevole di adulterio; del pittore Plasson che cerca di ritrarre il mare nella sua essenza, trovandone gli occhi; di Bartleboom, che del mare cerca la fine; del dottor Savigny, di Thomas, tetro e silenzioso, avvolto da un alone di mistero.
Soprattutto è la storia del mare, un mare che culla la solitaria locanda e chi vi soggiorna, un mare che riflette la luna e brilla di giustizia, un mare splendido, dove le singole onde si fanno vive e il rumore del loro frantumarsi sugli scogli ha un significato; un mare cruento, irrazionale e violento, laggiù, dove l’uomo mostra la sua vera natura, e si scopre che tutto diventa vero solo nella morsa della disperazione, oppure che il mare è uno specchio e, solo nel suo ventre, puoi davvero vedere
.
Questo è Oceano Mare, un libro dove il mare viene scritto con la m maiuscola da Alessandro Baricco, autore capace di renderlo vivo, il mare, di raccontarlo in ogni sua sfumatura, magica o violenta che sia.
Pubblicato in tempi recenti, è un’opera accattivante, alla quale si possono avvicinare tutti: è la storia del mare, quello vero, una storia che vi consiglio di leggere in maniera minuziosa, perché davvero in grado di solcare il cuore. D’altronde, come dice Baricco stesso: Oceano Mare è un modo di perdere tutto, per tutto trovare.
 
CRISTIAN MALLARDO – 2^A LS

venerdì 16 dicembre 2022

Calendario dell'Avvento - day 17 - RACCONTO DI NATALE

 
“Felice natale Zio, che Dio ti Benedica!” 
augurò lieta la voce del nipote di Scrooge
 
La storia di Scrooge ha la capacità di attrarre grandi e piccini, trasportandoci in una notte magica, tra sogni e realtà, tra spiriti e persone umane, tra gioia ed infelicità.

Ci insegna il vero valore del dono: saper offrire il proprio tempo e la propria allegria è il più bel regalo che possiamo fare.
E anche quest’anno cerchiamo di dimostrare agli altri che li vogliamo bene!
 
“Entra- disse lo spirito.- Vieni a fare la mia conoscenza.”

Nella Londra del XIX secolo, il vecchio banchiere Ebenezer Scrooge lavora ogni giorno per accumulare denaro. Ricco, avido ed egoista rimane in ufficio fino a tardi anche il giorno della Vigilia di Natale, costringendo il suo impiegato Bob Cratchit a fare lo stesso. Risponde male a tutti coloro che gli augurano un buon Natale e maltratta persino il nipote Fred, che lo invita affettuosamente a cenare con la sua famiglia.
Uscito dall’ufficio e giunto al portone di casa, Scrooge vede il volto del defunto socio in affari, Jacob Marley, morto sette anni prima; inizialmente cerca di non pensarci, ma quella visione lo ha turbato profondamente.
Entra in casa e comincia a percepire strani fenomeni, fino a quando non appare il terrificante fantasma di Marley!
E questo è solo l’inizio perché durante tutta la notte riceve visite da parte di tre Spiriti che gli mostrano, in un’atmosfera magica, il Natale Passato, il Natale Presente e il Natale Futuro.
 
“-Chi è?- esclamò Fred
-Sono io, lo zio Scrooge. Vorrei accettare il tuo invito. Posso entrare? –
Se poteva? 
Per poco Fred non gli staccò un braccio a furia di stretta di mano.”
 
L’edizione che vi sto mostrando appartiene alla collana Mursia editore degli anni ‘80, è sicuramente un’edizione per bambini perché presenta dei disegni molto colorati e realistici, il linguaggio utilizzato è semplice e chiaro  ma è veramente un libro ricco di storia passata, bellissimo nei suoi dettagli.
Leggete anche voi la storia di Scrooge, magari insieme ai piccoli della famiglia, per riscoprire il calore del Natale e il vero dono di questo magico periodo: la famiglia.
 
MARTINA SIGNORILE - 5^A  LSU

mercoledì 7 dicembre 2022

Calendario dell'Avvento - day 8 - LE NOTTI BIANCHE

 

Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esistere solo quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso, che a guardarlo veniva da chiedersi: è mai possibile che vi sia sotto questo cielo gente collerica e capricciosa?

È il 1848 a San Pietroburgo quando, in una delle tante notti dove il sole non tramonta mai, un sognatore si aggira per le strade finché non nota una ragazza piangere e non può che darle a parlare. Così iniziano le notti bianche, una serie di incontri tra due anime, ognuna oppressa da una vita troppo solitaria. 

Il protagonista, il cui nome ci è sconosciuto, vive le sue giornate nell’esclusiva compagnia della sua fervida immaginazione: è riuscito a sopravvivere sette anni nella città senza stringere rapporti con nessuno. Appena vede un passante con un volto singolare, ecco che inizia una nuova storia: l’uomo diventa prima suo conoscente e poi fidato amico e tutto ciò accade solo nei suoi irrefrenabili pensieri. 

Dostoevskij vuole trasmettere un messaggio: vivere nell’immaginazione alla stregua del caso è un veleno, nascosto sotto forma di una dolce illusione.

Un nuovo sogno! Una nuova felicità! 
Un'altra dose di veleno dolce e raffinato! 
Che cosa importa a lui della nostra vita reale? 

Infatti, il sognatore è un uomo impossibilitato a vivere normalmente poiché prigioniero della sua stessa fantasia. Così, durante una delle notti che trascorre confortando Nastenka, la ragazza incontrata in lacrime, con il suo cuore spezzato realizza di non avere una storia, in quanto non ha mai realmente vissuto.

D’altra parte vi è Nastenka, dolce e un po’ ingenua, sicura solo del suo amore per un uomo che l'ha abbandonata. Vive assieme a sua nonna, la quale è molto severa e la confina in casa tutto il giorno tenendola legata a sé tramite un filo di stoffa.



I due personaggi sono l'emblema di un dualismo ben marcato: da una parte una persona che volontariamente sceglie una vita di rinunce ed infelicità e  dall'altra una costretta ad un esilio dal mondo tanto bramato. Eppure è proprio tale dicotomia rappresentata dai loro stili di vita a far cambiare idea al nostro sognatore, in quanto dopo aver parlato per ore con Nastenka egli si accorge di nutrire un’emozione più forte di qualsiasi sogno: prova un affetto sincero per la ragazza. Tale sentimento lo spinge a non essere più succube degli eventi, così inizia il suo viaggio per trovare la felicità reale. 

L'ambientazione crepuscolare, dove le notti sono illuminate dal Sole e per questo dette quindi notti bianche, fa da sfondo alla vicenda che alterna dialoghi e riflessioni dei personaggi a raffinate descrizioni del paesaggio e del modo di vivere della Russia di metà Ottocento.

Ho amato lo stile di Dostoevskij, e trovo che questo romanzo sia perfetto per affacciarsi alla letteratura russa così carica di pathos.

L’autore si sofferma sulla parte più emotiva dei personaggi, portandoci a riflettere su amore, solitudine e rimorso. Una lettura emozionante in queste sere fredde, per lasciarsi trasportare nel sogno e riflettere sulla nostra vita. 

«Dio mio! Un intero attimo di beatitudine! 
È forse poco, sia pure per tutta la vita di un uomo?»

Buona lettura!


ARIANNA ZILIANI – 2^A LS

domenica 4 dicembre 2022

Calendario dell'Avvento - day 5 - IL CALORE DELLA NEVE

 “A me sembra una buona idea… non possiamo tornare indietro adesso!”

La neve copriva ogni cosa e, il freddo era pungente.
Siamo negli anni ‘90 in Norvegia, quando dei giovani ragazzi  decidono di affrontare un’avventura molto pericolosa, tra primi amori, piccoli litigi e  la voglia di dimostrare agli altri di essere grandi, più grandi di quello che si è in realtà. 
 
Quattro ragazzi di dieci anni decidono di partire per una missione segreta, non una semplice avventura ma un salvataggio: da giorni Fredrik, fratello maggiore di Simon, è scappato da casa sua dopo una lite con i genitori.


Il viaggio dei protagonisti viene raccontato tramite dei bellissimi disegni, che rappresentano un  paesaggio innevato mozzafiato, un panorama spettacolare. La bellezza della natura attrae ma allo stesso tempo ci spaventa: proprio per questo motivo i ragazzi dovranno affrontare sfide molto pericolose  come attraversare un lago ghiacciato oppure riuscire a dominare una slitta, o anche sopravvivere ad una tormenta.
 
“Sei sicuro che tuo fratello sia in questa baita?”
“Io…ecco… non lo so”
 
Questo non è un classico libro ma una graphic novel disegnata e scritta da Christian Galli.
Attraverso  i suoi disegni possiamo cogliere l’ambientazione della storia, i diversi personaggi e i caratteri tipici adolescenziali.
 
Il libro è veramente una coccola per il periodo invernale, da leggere ai propri bimbi, nipoti o fratelli; perciò se non sapete ancora cosa leggere durante le feste di Natale questo libro potrebbe fare al caso vostro, soprattutto chi vuole sperimentare la lettura di fumetti e graphic novel.
 
Qual è la vostra graphic novel preferita?

MARTINA SIGNORILE – 5^A LSU