Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

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lunedì 22 maggio 2023

SUZUME - un amore eccezionale



Bentornati cari lettori del Mattei’s blog!
Oggi siamo qui per parlarvi del nuovo film di animazione di Makoto Shinkai: “Suzume” 
Questo nuovo capolavoro, uscito da pochissimo nelle sale cinematografiche italiane, è un reminder che il maestro dell’animazione giapponese ci sa davvero fare con le storie magiche ed avvincenti! La sua capacità di integrare la vita quotidiana con il fantastico mondo tradizionale giapponese è unica nel suo genere. 

Vediamo meglio la trama del nuovo film: Suzume è un’adolescente che vive una tranquilla vita da liceale con la zia. Ogni mattina sale sulla sua bicicletta rossa e va a scuola. Come in ogni film di Shinkai, un incontro fortuito con uno sconosciuto incrociato per strada le cambia la vita in una classica storia d’amore… con una sedia! 

Originariamente Makoto Shinkai voleva esplorare una storia d’amore tutta femminile ma un suo produttore gli ha consigliato di raccontare una storia in linea con i suoi lavori precedenti in modo che il suo pubblico continuasse ad amarle, perciò per non rendere il film troppo romantico, Shinkai ha deciso di rendere l’interesse amoroso principale della protagonista “una sedia”.

Vi consigliamo di guardare questo bellissimo film ma anche gli altri capolavori del maestro Shinkai, in particolare “Your Name” e “Weathering with you” ed inoltre di leggere i libri di cui noi possediamo quasi tutta la collezione completa!  

Alla prossima, 
MEG e LORY - 5^A LSU/5^A AFMI


martedì 16 maggio 2023

POPPY PLAYTIME

Bentornati cari lettori del Mattei’s Blog! Oggi siamo qua per parlarvi di un gioco molto particolare.
Avrete sicuramente già visto i suoi personaggi da qualche parte ma, se non avete mai provato a giocarci, o meglio, avuto il coraggio, non avete la minima idea della sua bellezza.

“Poppy Playtime” è un videogioco horror ad episodi sviluppato e pubblicato dalla casa indie americana: Mob Entertainment. Il giocatore prende il posto di un ex-dipendente dell'azienda produttrice di giochi per bambini "Play Time Co.” e ritorna ad esplorare essa dopo 10 anni dal suo totale abbandono. 

Ad oggi sono stati pubblicati due capitoli e il terzo è in lavorazione e possiamo assicurarvi che il worldbuilding è stupefacente e giocandoci sarete talmente immersi da rimanere con il fiato sospeso dall’inizio alla fine! 

Se volete curiosare nel mondo di “Poppy Playtime” vi consigliamo inoltre di guardare dei video che sono stati pubblicati sul canale Youtube: “Playtime Co. Official” che rappresentano degli strani esperimenti fatti anni prima dell’abbandono della fabbrica e mostrano lo sviluppo dei nuovi giocattoli. Se solo avessero saputo il guaio in cui si stavano mettendo… 
Vi consigliamo in particolare la visione di: https://youtu.be/fhQyiIZlwDw  

Speriamo che questo gioco vi colpisca tanto quanto ha fatto con noi e soprattutto che non ne siate rimasti troppo traumatizzati! 

Alla prossima,
MEG e LORY - 5^A LSU/5^A AFMI


mercoledì 26 aprile 2023

ZELDA: BREATH OF THE WILD

Ben ritrovati, cari lettori del Mattei’s Blog!
Siamo tornati per parlarvi di un classico che abbiamo voluto recuperare per immergerci nel suo fantastico mondo: stiamo parlando di Zelda, nello specifico The Legend of Zelda: Breath of the Wild.
 

Questo fantastico titolo Nintendo narra le vicende di un giovane eroe di nome Link, risvegliatosi in una grotta da un sonno secolare e di una principessa, Zelda, che in quest’attesa ha lottato senza sosta contro una calamità di nome Ganon che non vuole fare altro che distruggere il mondo. Una lotta tra bene e male che si ripete incessantemente e che i diversi cantastorie di Nintendo non hanno ancora smesso di farci vivere tramite gli occhi di questo giovane ragazzo alle prese con un destino che sembra già scritto.

Anche questa volta siamo riusciti a stupirci, a rivivere la stessa storia come se l’avessimo udita per la prima volta e ci siamo fatti travolgere da quel vento, maestoso e delicato.

 
La libertà narrativa, difatti, trova riscontro nella libertà offerta dalle dinamiche racchiuse nell’immenso mondo di gioco, totalmente a disposizione del giocatore. È addirittura possibile correre dritti alla fine dell’avventura, nonostante per ovvi motivi sia un’alternativa che non abbiamo minimamente preso in considerazione!
Quantificare la grandezza della mappa sarebbe come ammettere di voler trovare per forza un limite alle attività possibili, quando poi basta percorrere due sentieri e guardarsi un po’ attorno per ritrovarsi a raccogliere funghi o cercare oggetti magici sotto alle rocce in riva al fiume.
 
“The Legend of Zelda: Breath of the Wild” è l'esempio di come Nintendo abbia persone tra le sue fila in grado di trasformare i successi del passato, con i loro elementi distintivi, in capolavori del presente, e perché no, anche del futuro.
 
Come sempre vi invitiamo vivamente di provare questo fantastico gioco, se non l’avete già fatto, e a farci sapere cosa ne pensate!
 
Alla prossima, MARGHERITA BONETTI e LORY MITROFAN - 5^A LSU/5^A AFMI  


martedì 4 aprile 2023

DUNGEONS & DRAGONS - L'onore dei ladri

Bentornati cari lettori del Mattei’s Blog! oggi sono qui per raccontarvi una nuovissima avventura fatta di magia, ladri e sacrifici. 

Dungeons & Dragons - L'onore dei ladri è un progetto ambizioso a partire dai nomi che compongono il cast
Dal protagonista Chris Pine, mattatore assoluto di un'avventura demenziale e sopra le righe, nonché produttore esecutivo del film, a Michelle Rodriguez, nei panni della guerriera Holga Kilgore, fino ad un insospettabile Hugh Grant, passando per Regé-Jean Page (il duca più famoso al mondo), Daisy Head, Justin Smith e Sophia Lillis.
Una cerchia di volti che danno spessore, grazie a personalità e carisma, ad un party di personaggi che rappresenta la vera forza di questo adattamento cinematografico, di natura fondamentalmente parodistica.

Eppure inizia tutto da un dramma, quello del bardo Edgin Darvis che è fuggito di prigione insieme alla compagna Holga dopo una lunga reclusione a causa dei suoi misfatti pregressi, e ha l'obiettivo di ricongiungersi con la figlia perduta, ciò orfana di madre e accudita dal ladro Forge Witzwilliam. Una volta giunti a Neverwinter, città cosmopolita e centro nevralgico della regione del Faerun, i protagonisti scoprono di essere vittime di un grande inganno, e che il Regno si trova sotto il giogo di una tremenda invasione demoniaca.
Costretto a fuggire con la coda tra le gambe, Edgin (Chris Pine) deve mettere insieme una squadra per compiere un viaggio che lo porterà ad ottenere gli strumenti necessari per compiere la sua missione: salvare sua figlia e recuperare un‘antica reliquia che potrebbe riportare in vita la sua defunta moglie.
Una grande avventura che porta i nostri ladri ad attraversare pericolosi dungeon, ad affrontare draghi sovrappeso e a confrontarsi con creature di ogni tipo per salvare la pelle e vendicare un tradimento, in un racconto che segue gli stessi binari di una Campagna di D&D: una serie di quest da portare a termine, oggetti da ottenere, alleanze da stringere.

Il primo grande pregio di Dungeons & Dragons - L'onore dei ladri è quello di rispettare lo spirito, le atmosfere e la mitologia di riferimento: non senza qualche piacevole sorpresa e  un cameo inaspettati, il film riserva una dose di citazionismo francamente impressionante, con riferimenti ed easter egg che faranno balzare dalla poltrona i fan più irriducibili del franchise di origine e intrigheranno il pubblico meno avvezzo ai giochi di ruolo.
Non serve in ogni caso essere esperti di D&D per cogliere i numerosi riferimenti che la pellicola di Jonathan Goldstein e John Francis Daley sfodera in una passerella di citazioni sfrenate e riconoscibili: d'altronde è proprio grazie al cinema, alla letteratura di genere e ai videogiochi che Dungeons & Dragons è entrata di diritto nell'Olimpo della cultura pop, e la facile visione di questa trasposizione cinematografica non può che confermare l'accessibilità.
Ciò in cui Honor Among Thieves risulta pienamente riuscito è proprio il tono scanzonato, nel senso più positivo del termine: una formula narrativa che segue perfettamente la lezione del Marvel Cinematic Universe, imbrigliando nella propria formula stilistica tutto il meglio del cinema supereroistico di consumo, da Guardiani della Galassia al primo Ant-Man.
Un'unione che, nonostante le chiare muse ispiratrici di un nuovo e potenziale franchise cinematografico, sa di freschezza e novità, come già suggeriva l'ultimo trailer di Dungeons & Dragons - L'onore dei ladri. Merito indubbiamente dell'ambientazione, che riporta al cinema un fantasy classico che tuttavia prende in giro i suoi stessi stereotipi, ma soprattutto di un cast di protagonisti d'eccezione, che a partire dall'ottimo Chris Pine si compone di una gang sgangherata ma comunque affiatata, accomunata dal sempreverde tema della famiglia acquisita e costruendo un gruppo carismatico.

Un mix vincente e convincente quello tra personaggi e stile narrativo, che non potrà non divertire chi in questi anni ha giocato
D&D all'insegna di un piacevole e spensierato non-sense.
Proprio per questo è doveroso sottolineare, anche in chiusura, quanto questa operazione potrebbe non soddisfare i giocatori della "prima ora", quelli per cui Dungeons & Dragons è "una cosa seria".
Sembra chiaro che Paramount sia intenzionata a percorrere l'idea di una saga cinematografica pensata in continuity e sulla scia del MCU. Se c'è un franchise che, al pari di quello fumettistico, può rappresentare una fonte inesauribile di materiale, per storie e personaggi differenti, è proprio Dungeons & Dragons.
L'onore dei Ladri potrebbe, insomma, rappresentare l'inizio di una nuova saga, perché siamo sicuri che il risultato finale saprà affascinare il grande pubblico anche grazie ad una messinscena più che dignitosa.
Il mio voto è 8/ 10
 
Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il trailer: https://youtu.be/T93JAWetA3c
 
Alla prossima recensione! 
KATIA BINELLI - 5^A LSU

 
p.s nota d'onore, come già detto prima, per il meraviglioso cast!!!

domenica 26 marzo 2023

"SHAZAM!" - da fumetto a film

Il dottor Sivana torna, da adulto, nella caverna di un mago in cui era stato casualmente da bambino e in cui aveva avuto la possibilità di ricevere poteri magici. Il suo animo corruttibile non lo aveva reso degno del prezioso dono. Ora che è cresciuto riesce ad ottenere nuovi poteri mettendo in pericolo il pianeta.

Per sconfiggere il malvagio dottore, il mago designerà Billy Batson, un giovane problematico che sta cercando di scappare da alcuni bulli e si ritrova nella sua dimora per caso. Con i nuovi poteri egli è in grado (pronunciando la parola SHAZAM) di trasformarsi in un semidio e tenterà di sconfiggere Sivana, che nel frattempo ha inoltre liberato i demoni dei Sette Peccati Capitali…

Shazam è un cinecomic del 2019 che ha avuto come attore protagonista Zachary Levi e come doppiatore italiano Maurizio Merluzzo. Ultimo tra i film appartenenti al DCEU e facente parte di un franchise da sempre giudicato insulso e insoddisfacente, è riuscito comunque a rientrare nei pochi film casa DC graditi al pubblico, così come il suo sequel uscito recentemente.

A mio parere Shazam è un film brillante, carico e vivace, molto fedele al fumetto originale (del quale io sono un lettore e che consiglio vivamente a tutti gli appassionati) e che così come il suo spin off (Black Adam) e il suo sequel (Shazam: la furia degli dei) riesce a sostenere la cinematografia di supereroi dopo la conclusione della fase 4 Marvel e del flop generale della DC. 
Consigliato pienamente per chi desidera vedere un’opera divertente e leggera, di facile immedesimazione, ma che comunque stimoli nello spettatore riflessioni sul tema del bullismo, dell’uso sconsiderato del potere e della famiglia.

EDOARDO DEVOTI - 3^A LS

lunedì 13 marzo 2023

DA ME O DA TE? un'amicizia lunga un amore

Bentornati cari lettori del Mattei’s Blog! ho appena aiutato due miei amici a fare un difficile trasloco… ma forse è stato più faticoso fargli capire che la loro amicizia era ben altro.

Il 10 febbraio è uscita su Netflix una nuovissima e divertente commedia in occasione di San Valentino, Da me o da te, che vede come protagonisti Ashton Kutcher e Reese Whiterspoon.
Probabilmente è uno dei film che siamo soliti guardare in occasione di questo giorno, magari in compagnia della dolce metà.

La storia di Da me o da te si presenta semplice e divertente ed è bello come alcuni attori presenti, ad esempio Reese Whiterspoon, contribuiscano con il proprio carattere alla sceneggiatura.
La particolarità della pellicola è che i due attori raramente si mostrano insieme in scena, il che è senz’altro un rischio.

La trama non è sicuramente delle più innovative visto che parliamo di un’ amicizia lunga 20 anni che cela molto di più, ma nonostante ciò riesce ad abbattere un muro che esiste tempo su questo argomento, ovvero l’amicizia tra donna e uomo: un rapporto simile può esistere, dando vita ad un legame tenero e molto puro tra i due, difficile da vedere se entriamo nell’ottica reale.

Nonostante i due siano abbastanza lontani, Debbie si trova a Los Angeles e Peter a New York, nel film sono presenti diversi dialoghi che dimostrano che anche un rapporto bello e duraturo come il loro in realtà possa nascondere alcune bugie.
Un po’ troppo lunga la dichiarazione da parte del protagonista nei confronti di Debbie, ma va bene dal momento che i due hanno messo a tacere i loro cuori per circa 20 anni prima di dichiararsi amore reciproco: questa è una cosa che ho apprezzato, in quanto è stato dato spazio all’amicizia e al vero valore che si nasconde dietro questo sentimento che molti sottovalutano.

Oltre all’amicizia, altro tema affrontato in Da me o da te è la distanza.
Sembra proprio che i due protagonisti non facciano tanto caso all’ipotetico problema e cerchino di affrontarlo allo stesso modo anche quando si troveranno a dover fare scelte importanti.
Parlando dei protagonisti e dei rispettivi attori, avete presente quando si dice: quel ruolo è perfetto per lui/per lei? Ecco, con questo film non ho fatto altro che pensare a questo tipo di domanda.

Chi conosce Ashton Kutcher o Reese Witherspoon sa che in realtà fuori dalle scene sono davvero così. Infatti i loro personaggi, Debbie e Peter, sono una loro copia.
Ashton rappresenta alla grande quel tipico ragazzo follemente innamorato ma impacciato da morire. Debbie ha invece ereditato l’essere frizzante e divertente di Reese.
Questo film riesce a divertire ed emozionare grazie ad una storia che cresce in modo naturale, dando un’importanza magnifica all’amicizia e con i due attori che sono incredibilmente spontanei nei loro ruoli.

È una storia d’amore perfetta per ogni età e ben costruita attorno ad una Los Angeles che rappresenta il simbolo dell’amore dei due protagonisti.
Da me o da te rende possibile ciò che per anni ho pensato potesse essere difficile da realizzare, ovvero una rom-comedy dove i protagonisti sono per la maggior parte del tempo lontani.
È un film davvero dolce e divertente, capace di dimostrare che in amore niente può finire davvero se quel sentimento è destinato a compiersi.
Una buona commedia romantica per iniziare in amore questo 2023!
 
Il mio voto è 7/10
 
Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il trailer:
https://youtu.be/SDal9sQP9WU
 
Alla prossima recensione!
KATIA BINELLI – 5^A LSU
 
p.s voi credete all’amicizia tra uomo e donna?

lunedì 9 gennaio 2023

L'ARTE DI FARE L'ARTE

Cos'è l'arte? Cosa serve? Come fare arte? Cosa caratterizza l'identità dell'artista?


Queste sono domande apparentemente semplici che richiedono un dibattito altamente filosofico, complesso e irrisolto che dà vita a più domande che risposte soddisfacenti. Creare arte è una delle caratteristiche distintive della specie umana fin dalle nostre origini. Gli esseri umani sono artisti per natura e la storia dell'arte inizia con quella dell'umanità. Nei loro impulsi e risultati artistici, gli esseri umani esprimono la loro vitalità, la loro capacità di stabilire una relazione benefica e positiva con il loro ambiente e di umanizzare la natura; il loro comportamento come artisti è una delle caratteristiche per la selezione favorevole all'evoluzione della specie umana. Le prove di un'ampia analisi dell'arte rupestre e delle pitture e incisioni rupestri mostrano che, fin dalle loro origini, l’Homo Sapiens è sempre stato Homo aestheticus. L'umanità ha attraversato un lungo periodo di evoluzione e con essa anche l’arte si è evoluta. L'arte, dai dipinti di segni pittografici alle canzoni danzanti per le feste, si è gradualmente espansa all'architettura, alla scultura, al teatro, alla letteratura, al cinema e alla televisione attraverso secoli di evoluzione umana, costituendo infine la civiltà spirituale umana.
 
Quindi, l’arte è associata a molte professioni, soggetti, oggetti e metodi nel mondo di oggi e i pensieri su ciò a cui si riferisce varieranno così come i sentimenti nei suoi confronti. Sebbene la definizione generale di arte sia ancora in discussione, con questo termine si definisce principalmente l'uso consapevole dell'abilità e dell'immaginazione creativa, specialmente nella produzione di oggetti estetici in numerosi dizionari e tesi. Essendo uno dei modi più creativi di esprimere l'esperienza umana, l'arte è fatta di infiniti scopi, motivazioni, intenzioni e ispirazioni: raccontare una storia permettere all'artista di esprimersi e di riflettere la bellezza della natura, di un paesaggio, o di una città, per rappresentare la realtà e gli ideali, per provocare pensieri e discorsi solo per citarne alcuni.

Tuttavia, nel mondo moderno contemporaneo l'arte è diventata una merce e un lusso che esiste solo entro i limiti della perfezione, trascurando gran parte della parte creativa e fantasiosa della definizione stessa di arte. Creare arte è diventato un processo meccanico ed esclusivo, trascurando così l'intrinseca universalità e umanità dell'arte di fare arte. La maggior parte degli esseri umani ritiene che l'arte sia fatta di regole rigide, linee perfette, simmetria perfetta e abilità innata. È tragico che noi esseri umani siamo riluttanti a fare arte fine a se stessa, per il divertimento generale e l'espressione di sé. Ogni volta che una persona è propensa a praticare l'arte di creare arte, l'approccio iniziale ad un'anatomia o a una prospettiva presuppone una rigidità precisa che potrebbe scoraggiarla e allontanarla dal suo intento.
 
Il miglior primo tentativo di avvicinarsi alla creazione è spogliare l'arte delle sue basi: immaginazione, creatività e espressione di sé. Esempi da seguire sarebbero i bambini: infatti, essendo nuovi al mondo e osservando se stessi e ciò che li circonda, il loro scopo nel creare arte riecheggia quello dello scopo primordiale dell'umanità stessa che è la voglia di capire, esprimere e semplicemente essere e testimoniare. È vero, tuttavia, che va crescendo il processo di formazione di idee originali attraverso l'esplorazione e la scoperta diviene più faticosa. L'obiettivo principale dei primi passi del processo artistico è liberarsi dalle catene del perfezionismo.
 
L’avvicinamento all’immaginazione e all’espressione più libera può essere realizzata con vari metodi e uno di questi è provare nuove cose. Uno dei motivi per cui spesso ci sentiamo privi di fantasia è dovuto al fatto che non stiamo sperimentando abbastanza con le idee che abbiamo. Per imparare accrescere la creatività, devi creare cose! Quando hai un sussurro di un'idea, non importa quanto basilare, o sei ispirato da qualcosa che hai indagato o sperimentato, inizia a delinearlo. Mentre esplori, troverai nuove idee ed esplosioni creative che emergono dalla sperimentazione. Proprio come un muscolo, per sviluppare la creatività è necessaria la pratica. Con la pratica regolare, le capacità creative del nostro cervello possono crescere ed essere attivate. Inoltre, avere un album da disegno personale funziona alla grande anche con la creatività che scorre in modi semplici e divertenti; è una parte onnipresente del toolkit di un artista, sia esso digitale o cartaceo. Tuttavia, l'intenzione non deve mai essere quello di riempire l’album, cosa che molte volte si è soliti fare, ma quello di usarlo e amarlo.
 
Per chiunque lo desideri ma abbia problemi a iniziare, tenere o finire un diario o un quaderno di disegno, i suggerimenti di Wreck This Journal sono un buon inizio. Infatti è un libro illustrato che presenta una raccolta sovversiva di suggerimenti, chiedendo ai lettori di raccogliere le loro migliori capacità di fare errori e pasticci. Riempire le pagine del libro (e distruggerle). L'acclamata illustratrice Keri Smith incoraggia i giornalisti a impegnarsi in atti "distruttivi" - bucare le pagine, aggiungere foto e deturparle, dipingere con il caffè e altro ancora - per sperimentare il vero processo creativo. I lettori possono scoprire un nuovo modo di creare la propria arte o il diario personale e, nuovi modi per sfuggire alla paura della pagina bianca e impegnarsi pienamente nel processo creativo. Lo scopo del diario è rompere l'abitudine di tutti i perfezionisti che rabbrividiscono al pensiero di una pagina piegata in uno dei loro libri. Io sono una di quelli, senza dubbio: sebbene all'inizio sia difficile, alla fine è liberatorio poter "distruggere" il diario, creando un'opera d'arte unica nel processo. È difficile finire questo libro, poiché è in continua evoluzione; inoltre, è divertente da portare in giro e aggiungere qualcosa quando si vuole.  Allarga i confini e fa pensare sia all'arte che al diario in un modo diverso, cerca di espandere le idee che abbiamo stabilito su ciò che pensiamo sia un diario: non si tratta solo di un raccoglitore di eventi e sentimenti raccontati ordinatamente, piuttosto esso può essere l'ultima forma di espressione e sperimentazione della creazione. Partendo da questi suggerimenti, si può diventare più indipendenti con il proprio processo artistico e avere successo nell'arte di creare arte.
 
PRABHJOT KAUR – 3^B LS