Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

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domenica 8 dicembre 2024

“IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA”

Martedì mattina siamo andati al cinema Capitol,qui a Fiorenzuola,a vedere il film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”.

Il film racconta la   storia di Andrea Spezzacatena: un quindicenne, studente al liceo scientifico Cavour di Roma,vittima di bullismo e il cyberbullismo,che nel 2012 decise di togliersi la vita.

Oggi Andrea avrebbe 27 anni e fa riflettere il fatto che,come un adolescente qualsiasi, non abbia potuto godere degli anni più belli della sua vita. La sua storia è una delle tante che ci rendono sempre più consapevoli di come i fatti e soprattutto le parole che diciamo possano avere un peso sugli altri, e che bisogna fare attenzione a come si usano. Inoltre, ci lascia anche un messaggio molto importante, ossia che se si e' vittima di bullismo o cyberbullismo, come nel caso di Andrea, non bisogna arrendersi, ma lottare, chiedere aiuto,farsi supportare.

In questo contesto anche il ruolo della famiglia è stato molto importante: la madre di Andrea lo ha sempre supportato, anche se non si era accorta del bullismo di cui era vittima suo figlio; ancora oggi ,raccontando nelle scuole,( e ora anche con il film), la sua storia contribuisce a mentenere vivo il ricordo di Andrea e a redarguire tutti noi.

I social hanno sicuramente avuto un ruolo fondamentale nella storia e hanno aggravato la situazione, anche questo ci fa capire molto di quanto influenzino i giovani d’oggi. L’ultimo aspetto di cui vorrei parlare riguarda l' omologarsi per piacere agli altri, tipico tutti gli adolescenti. Vestirsi o truccarsi come gli altri, fare cose o sport perché lo praticano gli altri, vedere un certo film perché lo hanno guardato gli altri; ma nella maggior parte delle volte magari a noi neanche piace quel vestito o quel film, ma lo mettiamo o lo guardiamo per far colpo sugli altri. Andrea ha fatto finta di essere qualcun altro per evitare il giudizio degli altri, ma questo gli è costato veramente molto molto caro.

Questa storia ci insegna a riflettere sul peso di azioni e parole a cui spesso potremmo dare poco peso, sull'importanza di chiedere aiuto, soprattutto se si e' vittima di episodi come quelli vissuti da Andrea.

Purtroppo molti ragazzi oggi faticano a confidarsi e ad avere punti di riferimento stabili, non vedono soluzioni e credono che l’unica soluzione sia arrendersi, arrivando anche a  togliersi la vita.

Baistrocchi Alice 2 CLSU







lunedì 11 gennaio 2021

“FACEBOOK: QUANDO UN SOCIAL TI SALVA LA VITA!”


Oggi non ci spostiamo in giro per il mondo, ma rimaniamo nella nostra provincia raccontando la storia di Valentina Casarola che grazie a Facebook ha potuto salvare la vita di un’altra donna.

Era un pomeriggio come tanti, quando Valentina scorrendo tra le varie pagine di uno dei social più usati quotidianamente s’imbatte in un post che la lascia molto perplessa, l’autrice infatti scrive “Niente non c'è la faccio più… Scusate mondo… Scusate figli miei”.

“Ho visto che molti le avevano scritto ma la donna non rispondeva!” Così Valentina, dopo un primo tentativo di contattare anche lei la donna, decide di non stare con le mani in mano e avverte subito il 112 di Fiorenzuola d'Arda che, dopo uno scambio di informazioni con la polizia postale, riesce a collegarsi con i colleghi di Milano, luogo di residenza della donna, e a trovare l’indirizzo della donna dove interviene una volante e un’ambulanza.

Tutta l’operazione si svolge in pochi minuti e fortunatamente la donna sta bene e dopo un colloquio con gli agenti sostituisce il post con un altro in cui scrive “Sto bene, ho appena parlato con la polizia. Grazie a tutti per avermi fermata!”

Così Valentina è riuscita a salvare un'altra vita, grazie a uno degli strumenti più criticati dalla società moderna, uno strumento visto come una rovina per i giovani. Tutte le cose hanno i loro lati negativi e i loro lati positivi, sta a noi capire come utilizzarli nella maniera giusta e Valentina c'è riuscita portando grande positività in un periodo dove la felicità tende a scarseggiare.

Complimenti ancora Valentina Casarola.

Cattani Martina 4^A L. S. U.