Nico
Acampora, ex educatore napoletano, durante il convegno all’università
Cattolica di Piacenza, ha
parlato alla nostra platea di studenti, di autismo.
L’autismo
è un disturbo psicologico che porta un soggetto a compiere
comportamenti strani e continui fin dall’infanzia.
Infatti,
i neonati autistici compiono di insolito il dondolio,il rifiuto delle
coccole, del contatto visivo e addirittura dei rapporti sociali.
Inoltre,
essi iniziano a parlare più tardi a differenza dei coetanei e
provano grande agitazione in caso di cambiamenti, come nuovi alimenti
o giocattoli.
Questo
disturbo è parecchio diffuso in Italia; la stima dei bambini
autistici è pari a 500000-600000.
Talvolta
viene raramente portato rispetto a questi soggetti e, in particolar
modo, nell’ambito lavorativo.
Qui
si inserisce l’insolita iniziativa di Nico Acampora,fondatore di
“PizzAut”.
Nico
ha preparato questo progetto grazie ad un’esperienza diretta con
l’autismo.
Infatti,
dopo aver visto il secondogenito autistico Leo, nato nel 2010,
preparare una pizza per la famiglia, ha creduto che questa attività
potesse essere d’aiuto a tutti gli autistici.
“Pizzaut”
non è una semplice pizzeria nella quale sono coinvolti 35 giovani di
età compresa tra i 20 ed i 25 anni, bensì un grande esempio di
inclusione sociale, altro argomento trattato durante il convegno.
L’inclusione
dal punto di vista sociale indica la percezione dell'appartenenza
all’interno di gruppi od istituzioni e ha come obiettivo da
raggiungere l’eliminazione delle discriminazioni prodotte da
diversi fattori proprio come le disabilità .
Per
Nico è impensabile che gli autistici non possano lavorare o studiare
a causa del loro disturbo o che non possano avere la loro autonomia
nel mondo lavorativo.
I
dipendenti del ristorante hanno subito grazie a Nico un grande
cambiamento in positivo:alcuni sono passati dal non rivolgere la
parola a nessuno ad abbracciare tutti i clienti.
Successivamente
Nico ha creato anche il “PizzAutobus” ovvero un insieme di food
truck gestiti da 5 dipendenti autistici; il suo intento è quello di
espandere ad ogni provincia un furgoncino per permettere a circa 500
autistici di trovare lavoro.
Queste
attività potrebbero essere proposte, secondo me, anche agli studenti
nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro.
Affiancate
allo studio, esse potrebbero diventare ottime tecniche di
apprendimento.
In
primo luogo esse potrebbero equivalere alle prime esperienze
lavorative di uno studente il quale potrebbe capire cosa vuol dire
avere buoni rapporti con i propri colleghi e,di conseguenza, imparare
a rispettarli ed accettarli così come sono.
Francesco 3BLSU