Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

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domenica 8 dicembre 2024

Teatro:“Falstaff e le allegre comari di Windsor”

Nel mese di Novembre presso il teatro Verdi di Fiorenzuola è stata messa in scena“Falstaff e le allegre comari di Windsor”opera  di William Shakespeare, caratterizzata da intrighi amorosi, equivoci e situazioni comiche.

La commedia esplora temi come la gelosia, la fedeltà coniugale e l’inganno, il tutto condito da una forte dose di comicità e satira sociale.

La trama è divisa in cinque atti ed è condotta interamente dalle donne, donne simulatrici,scaltre e “vive” che tengono il pubblico attento e partecipe.

Riportiamo brevemente la trama:nel I atto,Sir John Falstaff, un cavaliere caduto in disgrazia e pieno di debiti, decide di corteggiare due ricche donne sposate, Mistress Ford e Mistress Page, per sottrarre loro denaro. Scrive lettere d’amore identiche a entrambe, sperando di conquistare i loro favori. Tuttavia, le due donne scoprono il piano e decidono di vendicarsi.

Nel II atto Mistress Ford e Mistress Page organizzano uno scherzo ai danni di Falstaff: fingono di accettare le sue avances per metterlo in situazioni imbarazzanti. Nel frattempo, Ford, il geloso marito di Mistress Ford, sospettando l’infedeltà della moglie, si traveste e si presenta a Falstaff con il nome di “Brook” per spiarlo e scoprire la verità.Nel III atto Falstaff si reca a casa di Mistress Ford per un appuntamento amoroso. Tuttavia, quando Ford torna inaspettatamente, le donne nascondono Falstaff in un cesto della biancheria sporca e lo fanno scaricare nel fiume. Nonostante l’umiliazione, Falstaff non si arrende.Nel IV atto le donne organizzano un secondo scherzo: invitano Falstaff a un altro incontro, ma questa volta lo travestono da “Vecchia Zia di Brentford”, una figura poco amata da Ford. Quando Ford torna, infuriato, picchia Falstaff, senza riconoscerlo nel travestimento.Nel V atto per il gran finale, le due donne pianificano una burla ancora più elaborata:convincono Falstaff a incontrarle di notte nel bosco, indossando un costume da cacciatore. Qui, un gruppo di amici e familiari, travestiti da fate e folletti, lo spaventa e lo deride. Alla fine, Falstaff capisce di essere stato preso in giro, ma tutti i malintesi si risolvono, e la commedia si chiude con risate e riconciliazioni. Falstaff, pur umiliato, viene perdonato, e la comunità di Windsor ritrova l’armonia.

Grazie a questa rappresentazione Il personaggio di Sir John Falstaff diventerà il più amato della produzione comica shakespeariana ed entrerà, a pieno diritto, nella storia del teatro e nel cuore degli spettatori di tutti i tempi. Falstaff è uno dei personaggi più amati e memorabili alla sua complessità, umanità e irresistibile comicità.

Soprattutto quando si rivolge direttamente agli spettatori e li coinvolge implicitamente nelle sue battute, crea un legame speciale con il  pubblico,  che si sente complice delle sue marachelle e condivide con lui un sorriso, rendendolo un personaggio difficile da non amare.

La redazione








lunedì 26 febbraio 2024

"Le Idi di Marzo" di William Shakespeare

Al Teatro Verdi di Fiorenzuola, nella serata del 22 febbraio 2024,  è andata in scena la rappresentazione
 “Le Idi di Marzo”, tratta da alcuni frammenti dell’opera “Giulio Cesare” di William Shakespeare. 
Lo spettacolo si inserisce all’interno della stagione teatrale del Verdi dal titolo “Ritorno a Itaca” che, come spiega il direttore artistico del teatro Mino Manni, è un viaggio metaforico, attraverso le opere rappresentate, mediante cui il pubblico riscopre l’arte e la cultura occidentale da cui proviene. Il teatro diviene dunque in questo senso uno strumento per ritrovare e indagare se stessi, analizzando in modo più consapevole lacontemporaneità.
Anche tramite il monologo di Alessandro Preziosi sulla tragica morte di Giulio Cesare, è stato
possibile estrapolare una riflessione sull’Ambizione e sul concetto di Bene e di Male, attraverso i
punti di vista chiaroscurali dei quattro personaggi portati in scena: Cesare, Marcantonio, Cassio e
Bruto.
La narrazione ha avuto inizio con l’orazione di Marcantonio, con cui vengono ripercorsi i momenti
salienti della vita del dittatore anche attraverso le figure di chi gli fu fedele o, al contrario,
cospiratore. Gli spettatori si trovano a contatto con personaggi ambigui che non agiscono né in
modo completamente positivo, né in modo completamente negativo; solo guidati dall’Ambizione
che porta loro a prendere decisioni senza scrupoli, seguendo solo il vantaggio personale che tali
azioni avrebbero comportato. Bruto e Cassio appaiono manovrati dal Senato per eliminare Cesare,
che aveva concentrato nelle sue mani troppo potere ma emerge anche rancore e insoddisfazione
generalizzata del popolo nei confronti di colui che aveva guidato l’impero fino a quel momento.
Marcantonio si mostra come il leale amico di Cesare, ma risulta anche un grande oratore che riesce,
dunque, a manipolare il popolo in un momento difficile della storia romana. Così, grazie al testamento
di Cesare in cui quest’ultimo nomina suoi eredi tutti i cittadini romani, Marcantonio riconquista il
popolo che lo esalta e si schiera contro chi ha voluto la morte del celebre dittatore.
Tutti i personaggi risultano quindi agire, spesso non in modo lecito – arrivando alle Idi di Marzo–,
per il Potere secondo il concetto per cui il fine giustifica i mezzi, comunemente attribuito, seppur
erroneamente, a Niccolò Machiavelli.
Le musiche di Giacomo Vezzani e l’utilizzo funzionale delle luci sul palco e in platea hanno,
inoltre, evocato drammaticità allo spettacolo in determinati attimi ricchi di tensione, accrescendo,
indirettamente, il coinvolgimento del pubblico in un’opera non propriamente scorrevole ma di
grande valore, grazie soprattutto alla recitazione magistrale di Preziosi.
Paola Bravo 4B LS