Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

Visualizzazione post con etichetta romanzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta romanzo. Mostra tutti i post

mercoledì 24 maggio 2023

"UNA CENERENTOLA A MANHATTAN" - la favola moderna

“Ma lei non era una conquista: voleva solo sdraiarsi ai suoi piedi e adorarla fino all’ora della sua morte.”
 
Cari lettori, oggi voglio proporvi uno dei più famosi titoli della scrittrice Felicia Kingsley: Una Cenerentola a Manhattan.


Il romanzo è una montagna russa di emozioni: felicità, tristezza, amore e un pizzico di rabbia. Quest’ultima è quasi la protagonista stessa del libro a causa delle ingiustizie che esso riporta.
Riley ha sempre vissuto in compagnia della sua matrigna dopo la morte dell’amatissimo padre, ma, come da prassi, la “Cenerentola” del libro verrà trattata in maniera crudele dalla seconda madre. Nonostante ciò, la protagonista riesce a far sentire la sua voce in tutta la metropoli grazie allo pseudonimo di Ray Mullighan, con il quale scrive sulla rivista “XLnce magazine”. Dopo aver deciso di pubblicare il libro che ormai scriveva da tempo, Riley si imbuca a una delle più popolari feste in maschera di tutta Manhattan : il Global Media Gala. Una volta arrivata, riesce a consegnare la chiavetta con al suo interno il romanzo all’editore che tanto ammirava, tuttavia, prima di andarsene, a causa di un imprevisto, incontra un ragazzo che la salverà da una terribile situazione. Scopre di avere molte caratteristiche in comune con il lui, ma allo scoccare della mezzanotte, Riley è costretta a correre via, perdendo, così, una delle sue uniche e bellissime scarpe. Sfortunatamente, i due non avranno modo di conoscere le rispettive identità perché le maschere continueranno a coprire i loro volti. Nei giorni successivi, il principe tappezzerà la città con annunci della scarpa e foto della ragazza per trovarla.
Grazie a questo fatto, Riley acquisirà un ulteriore pseudonimo: la Cenerentola di Manhattan.
 
“Ho voglia di ascoltarla per sentire tutto quello che ha da dirmi, fossero anche le previsioni del tempo.”

Non sono una grande amante dei romanzi rosa, tuttavia questo libro ha del tutto superato le aspettative, mi ha coinvolto a pieno nella lettura facendomi sentire parte della vicenda e soprattutto delle emozioni di Riley, che spesso mi lasciavano con un po’ di amarezza.
Inoltre, ho apprezzato l’accuratezza dei dettagli che richiamavano la famosissima storia di Cenerentola, adattati perfettamente anche ai personaggi.
Consiglierei questo libro agli appassionati di principesse Disney e storie d’amore.
 
AGATA ILLICA MAGRINI - 2^A LSU


mercoledì 3 maggio 2023

"FACCIAMO FINTA CHE NON SIA SUCCESSO NIENTE" di Maddie Dawson

 ‘Sarete sotto pressione e litigherete per i soldi e per il sesso, per chi lava i piatti e per chi deve cambiare i pannolini, e per un sacco di altre fesserie che adesso non ti immagini neppure. Ma quando succederà, non perdere la testa e non cominciare a dare la colpa  a te, a lui, alla noia, al governo, a Dio o a qualsiasi altra cosa. E’ la vita. E supererai tutto.’

 
Annabelle e Grant sono la coppia modello: Grant è un uomo fedele, leale, rispettoso, preciso e solido nei suoi ideali; tutte le donne vorrebbero poterlo sposare. Eppure ultimamente è troppo preso dal suo lavoro: tutti i compiti da correggere, le lezioni da preparare, un libro da scrivere sulle lotte sindacali. Così impegnato da essere sempre sommerso dagli impegni, da dedicare al sesso solo il mercoledì mattina, da pretendere costantemente il silenzio e da dimenticarsi di cenare. 
Annabelle si sente terribilmente sola.
E così, trasferitasi a New York per aiutare la figlia in una gravidanza complicata, si lascia travolgere dai sentimenti e dai ricordi della sua storia passionale con Jeremiah, che dopo ventisei anni, otto mesi, due settimane e quattro giorni, non riesce ancora a dimenticare.
 
‘Ero qui distesa e ho pensato che certe cose funzionano meglio se ne parli nel cuore della notte. Forse si è più veri, non si hanno le difese alzate.’
 
Una meravigliosa storia d’amore, ricca di passione e profondità, una storia leggera e ironica, perfetta da leggere in questo periodo dell’anno, sotto le coperte mentre si sorseggia un buon tè caldo aspettando il bel tempo primaverile.
 
Voi l'avete letto? consigliatemi delle letture primaverili!
 
MARTINA SIGNORILE - 5^A LSU

venerdì 14 aprile 2023

"DIO DI ILLUSIONI" di Dona Tartt

 Mi sentivo in un mondo irreale, come in un film dalla complessa trama che avessi cominciato a vedere da metà, senza dunque riuscire a coglierne lo svolgimento.”


Tutto ha inizio quando Richard decide di frequentare un college del Vermont, attratto in particolar modo dal corso di greco. Solo altre cinque persone seguono questo corso: Henry, Bunny, Francis, Charles e Camilla. Il loro insegnante è Julian, misterioso e diverso da tutti gli altri professori, insegna ai suoi studenti lezioni incentrate su un passato mitico e distante.

È la mente il nostro luogo, ed essa può fare del paradiso un inferno.”

I protagonisti vivono in un mondo caratterizzato dagli studi classici e riti antichi, lontani dalla società che li circonda. Fino a quando, una notte, accade un fatto che stravolge le loro vite e che li costringe ad affrontare la realtà.


Non so perché lo facemmo; né sono affatto sicuro che, se le circostanze lo richiedessero, non lo faremmo di nuovo.”

Così inizia per loro un periodo colmo di segreti e bugie. Tutti cercano di nascondere l’accaduto, eppure, uno dei cinque la pensa diversamente. Questa inaspettata svolta porta gli altri studenti a comportarsi in modo impulsivo, senza ragionare su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Mi piacerebbe dire che fui guidato da un irresistibile, tragico motivo a fare ciò che ho fatto quella domenica pomeriggio di aprile: ma mentirei.”

Ho trovato questo libro coinvolgente e scorrevole. La trama mi ha conquistata dal primo momento in cui l’ho letta, con i suoi personaggi unici ed enigmatici e i suoi colpi di scena. Una volta iniziato non sono più riuscita a smettere di leggere, all’inizio si sa così poco dei personaggi, tuttavia, procedendo con la lettura, si scopre la loro vera natura.

MARTINA CAVALCA – 2^A LSU

domenica 2 aprile 2023

"FINCHÉ IL CAFFÈ È CALDO" di Toshikazu Kawaguchi

 “C’erano tre grossi orologi antichi da parete nel caffè, ma le lancette segnavano tutte orari diversi. Era fatto apposta, oppure erano semplicemente rotti? I clienti alla prima visita questo non lo capivano mai, ed erano immancabilmente costretti a guardare il proprio orologio.”
 

Le leggende narrano di un luogo magico, una caffetteria dove si può viaggiare nel tempo, per farlo basta sedersi al tavolino giusto con davanti una tazza di caffè fumante. Bisogna occupare una determinata sedia, quella appartenente ad un fantasma che si alza solo una volta al giorno. L’unica regola fondamentale è finire di bere il caffè prima che diventi freddo.
I pochi che intraprendono questa avventura sono accumunati da un rimpianto o da un errore insanabile a cui vorrebbero porre rimedio, tuttavia non è possibile modificare il presente.

“E comunque – pensava – che senso poteva avere, se tanto il presente non sarebbe mai cambiato, qualsiasi cosa si provasse a fare?”
 
I protagonisti di questa racconto sono: Fumiko, Kotake, Hirai e Kei. Tutte hanno storie differenti, eppure si ritrovano nello stesso posto con il medesimo scopo: viaggiare nel tempo.
Il romanzo è composto da quattro capitoli e ognuno si concentra su un personaggio: una giovane donna pronta a rivelare i suoi sentimenti ad una persona cara, una moglie incuriosita da una lettera mai ricevuta, una sorella pentita del suo comportamento, infine, una madre che non ha potuto vedere la figlia.

“L’acqua cade dall’alto al basso, è la forza di gravità. 
Anche le emozioni forse agiscono secondo la stessa legge.”
 
È necessario notare come, qualsiasi cosa si faccia, il presente rimane invariato. È importante, affinché si possa affrontare il presente e il futuro, trovare un modo per accettare il proprio passato.
Questo libro è ideale per coloro che sono alla ricerca di una lettura scorrevole e piena di significato, che sappia trasmettere emozioni e far riflettere.

Ho deciso di prendere questo libro poiché mi era stato consigliato e dopo aver letto la trama non ho resistito alla tentazione. Mi sono immedesimata sin da subito nei personaggi e nella loro storia. Leggendolo ho intrapreso un viaggio emozionante e coinvolgente all’interno di un mondo distante, eppure per certi aspetti mi è sembrato alquanto vicino.

Alla prossima recensione!
MARTINA CAVALCA - 2^A LSU

giovedì 27 gennaio 2022

GALATEA DI Madeline Miller


Voi conoscete la storia di Galatea?

Il mito di Pigmalione, racconta di come Pigmalione si innamorò perdutamente della scultura che creò con le sue mani, a tal punto da sentire il disperato bisogno di chiedere alla dea Afrodite di tramutare in vita la pietra, così che il suo creatore potesse averla in sposa.

Nella rivisitazione della Miller, Galatea è una statua che il soffio della vita ha reso umana. Fredda come la pietra che era, il suo cuore batte tra le mura di una stanza di quello che sembrerebbe un ospedale. I medici la credono pazza quando afferma di essere fatta di pietra e la zittiscono con degli intrugli caldi che credono la facciano rinsavire, ma in realtà le tolgono le forze ora dopo ora. Suo marito, il suo creatore, viene a trovarla ogni giorno essenzialmente per una sola ragione: sfogare il suo desiderio sessuale. Il gioco inizia sempre nello stesso modo: quando lui entra nella stanza lei finge di essere ancora una statua, e quando lui prega che lei diventi una donna in carne e ossa, lei apre gli occhi e lui si prende il suo corpo. Un uomo freddo, distaccato, che non accetta che nel momento in cui Galatea ha preso vita ha acquistato anche la capacità di parlare, e soprattutto ciò che più lo infastidisce: la libertà che le permette di sfuggire al suo controllo, alla sua oscura e gelida possessione.

Pur essendo in origine una statua, l’unico ad avere un cuore di pietra è il marito, incapace di un qualsiasi atto d’amore, un uomo che ha costruito la sua esistenza su delle fondamenta di egoismo.

“La sola cosa difficile sono le dita, cui mio marito ama dire di aver dedicato un anno intero per farle apparire reali invece che immobili e inerti, come l’opera di certi scultori indolenti. Quindi devo concentrarmi e tenerle proprio come piace a lui, se no si rovina tutto.”

Madeline Miller non ha bisogno di presentazioni, perché ormai è un’autrice di bestseller conosciuta in tutto il mondo. Ho amato i primi due suoi libri ovvero: ‘La canzone di Achille’ e ‘Circe’ e mi sono già innamorata di ‘Galatea’. È una storia, ma assomiglia a una leggenda tramandata oralmente di generazione in generazione; è una poesia, di cui però non abbiamo né versi né rime baciate: una metrica assente, eppure sempre poesia. 


Ciò che più mi ha colpito di questa lunga poesia sussurrata è la dualità della sua natura: fragile eppure così forte, come un diamante racchiuso nei petali di un narciso.

La complessità umana, e soprattutto la difficoltà dell’essere donna, viene indagata con una delicatezza disarmante, che sfocia in un sentimento di amara tristezza.

Il linguaggio utilizzato è dolce e affabile quando dialoga con il marito, ruvido e pieno di rabbia quando racconta la verità a se stessa:

“Il punto è che mio marito non si aspettava che parlassi, credo. Non lo biasimo affatto per questo, dato che mi aveva conosciuta solo come statua, pura e bella e arrendevole alla sua arte. Naturalmente, quando mi bramava viva era quello il suo desiderio, ma più che viva mi voleva tiepida, quel tanto che bastava per potermi scopare.”

Galatea, riesce a interrogarsi sul nostro presente, denunciando le ingiustizie e i temi che ogni giorno ci indignano, e lo fa attraverso un mito antico, distante quasi duemila anni da noi, eppure così attuale. Un dialogo del passato con il presente e il futuro, una voce femminile che emerge in tutta la sua forza e potenza, senza mai perdere la delicatezza e la bellezza che la caratterizzano, sin da quando altro non era che una statua di marmo perfetto.

 Qual è il vostro mito preferito?  Un mito che ho sempre adorato è ‘Il Minotauro’

 MARTINA SIGNORILE 4’A LSU

giovedì 13 gennaio 2022

LE TRE DEL MATTINO DI GIANRICO CAROFIGLIO

 


VOCI DI CORRIDOIO

“LE TRE DEL MATTINO”

ROMANZO DI GIANRICO CAROFIGLIO

“Ci sono occasioni in cui occorre parlare e non bisogna dare nulla per scontato. Poi ci sono occasioni in cui, invece, devi rimanere in silenzio perché nell’aria c’è qualcosa di impalpabile e prezioso, e le tue parole potrebbero disperderlo in un istante.”

“Le tre del mattino “ è un romanzo di formazione, una commovente storia di scoperte, formazione e di un inaspettato incontro tra padre e figlio, scritto e pubblicato nel 2017 da Gianrico Carofiglio,  ex magistrato ed ex politico italiano, noto attualmente per essere un celebre scrittore. 


Il protagonista dell’opera è Antonio, un adolescente solitario alla ricerca di un proprio posto nel mondo, di un proprio ideale da inseguire, di una propria passione da custodire gelosamente e  renderla successivamente il proprio lavoro,  come hanno fatto anni prima i suoi genitori, in particolare suo padre, un matematico dal passato brillante, oggi professore di una prestigiosa università.

Gli anni passano, Antonio cresce e tutte le sue paure emergono incessantemente in un momento in cui inizia per lui un lungo tunnel nero fatto di attacchi tachicardici, una temporanea abolizione della capacità di entrare in contatto con gli altri per i tanti, troppi stimoli, i suoni ordinari per lui si trasformano ben presto in un frastuono intricato insieme ai  numerosi flashback che ogni giorno percepisce. Per Antonio sono momenti difficili, in quei giorni per lui il tempo perde struttura, mattina, sera e notte si confondono senza riposo, mentre l’esito delle sue analisi inizia a farsi sempre più evidente confermando le sue sintomatologie :  Antonio soffre di epilessia idiopatica.


‘E così che un pomeriggio di giugno dei primi anni Ottanta, Antonio e suo padre, un uomo silenzioso e riservato anche con il figlio con il quale nel corso degli anni non è riuscito a creare un buon rapporto fatto di sincerità, amore e lunghi discorsi a cuore aperto, atterrano a Marsiglia, dove una serie di circostanze inaspettate li costringerà a trascorrere insieme due giorni e due notti senza sonno in un “attraversamento che li cambierà per sempre”, queste le parole dell’autore.

Passeggiando per le strade della città parigina, tra croissants, concerti jazz e nuovi e inattesi incontri, padre e figlio iniziano a parlare, a conoscersi davvero, con naturalezza. Per la prima volta Antonio si apre con il padre, gli chiede pareri e consigli come fosse per lui un vero punto di riferimento, come fosse l’unica costante in una vita di orribili variabili. Con un linguaggio frizzante, preciso e dinamico, capace di far breccia nel cuore di numerosi adolescenti, Gianrico Carofiglio costruisce un indimenticabile romanzo sull’importanza del dialogo, della famiglia, del talento e del tempo che tutti dovrebbero leggere.


 «Per me è un libro sul passare del tempo, dell’amore e del talento, destinate a passare di mano. Da me a te, e da te a qualcun altro. Da un padre a un figlio. Questo libro valorizza il talento, una cosa che ti è stata data e di cui hai completa responsabilità, se la lasci lì, se non la riconosci, la coltivi, la fai crescere, diventa materiale inerte.

È come l’amore: hai la possibilità di averne cura ma puoi decidere di lasciarlo come è, senza moltiplicarlo, scegliendo la strada che ti porta dove capita.”

Queste le parole dell’autore Gianrico Carofiglio che termina il proprio discorso di presentazione del libro con un audace e filosofico pensiero sull’indulgenza.

Camilla Ziliani


lunedì 22 novembre 2021

C’ERA DUE VOLTE Di Franck Thilliez

 


Avendo già letto due suoi romanzi non potevo perdermi il suo nuovo libro! Per puro caso ho conosciuto questo scrittore che ha la capacità di far diventare una lettura un vero e proprio mistero dove, tu, lettore, devi risolvere un caso di polizia molto intrigato e contorto.

Un uomo si addormenta nel 2008 e si sveglia nel 2020. In mezzo, una figlia scomparsa, il cadavere di una donna, una pioggia di uccelli morti, una amnesia che ha cancellato 12 anni di ricordi. C'era una volta, così iniziano le favole, ma qui C'era due volte perché Gabriel Moscato deve ricominciare tutto da capo, gli tocca ricominciare una vita e un'indagine che è tutto fuorché una favola.

'C'era due volte' è un thriller ben congegnato, in cui ogni tassello è perfettamente incastrato in un puzzle terribile e malefico, dove i tempi principali come l'amnesia, la malattia mentale e il lutto si concentrano in una caccia fatta di enigmi, manoscritti e arte. Proprio così l'arte che all'interno di questo libro gioca un ruolo sporco, un'arte oscura e violenta che nasconde la verità.

Franck Thilliez gioca con noi e con i suoi personaggi, costruendo una storia cupa e raggelante, come i paesaggi e la pioggia incessante della piccola cittadina francese in cui è ambientata la storia. Ammettiamolo, Franck Thilliez, è un genio. E' credibile e sfuggente allo stesso tempo, è capace di creare una costruzione narrativa mai vista prima; se avete amato la complessità morbosa del Manoscritto non potrete che impazzire per questo romanzo: palindromi, enigmi, giochi mentali sono all'ordine del giorno. Quello che leggerete, o meglio dire che vivrete sulla vostra pelle, è una manipolazione mentale in piena regola, non ci sconti o vie di fuga per nessuno.

'Cera due volte' è sicuramente tra i migliori thriller letti quest'anno soprattutto perché l'autore è riuscito a sorprendermi e a disorientarmi alla fine di ogni capitolo con la voglia di leggere ancora e ancora. Vi consiglio fortemente di leggere prima di questo libro 'Il Manoscritto' perché le storie sono collegate e inoltre molti passaggi possono essere capiti solo dopo aver letto anche 'Il Manoscritto'.

Avete mai letto qualcosa di Franck Thilliez? Io me ne sono follemente innamorata vorrei poter leggere tutto di questo autore!

 Martina Signorile, 4A lsu

 

domenica 31 ottobre 2021

OGNI MATTINA A JENIN di SUSAN ABULHAW


“Ogni mattina a Jenin” è un romanzo storico scritto da Susan Abulhaw, scrittrice palestinese e attivista per i diritti umani.

1948, intere generazioni di palestinesi sono costrette a lasciare la propria terra dopo la nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di sfollati “senza patria”.

Mediante una narrazione frizzante, estremamente drammatica e con un pizzico di tristezza, Amal, protagonista del romanzo, nipote del patriarca della famiglia Abuleja,  narra l’abbandono, suo e di tutta la sua famiglia, dalla propria casa, dal proprio paese, per il campo profughi di Jenin, città palestinese nella Cisgiordania settentrionale;  intrecciando la storia della sua famiglia, simbolo di tutte le famiglie palestinesi dell’epoca, alle vicende storiche riguardanti la Palestina del 1948, attraverso il racconto di una guerra tragica che ha portato la fine si uno stato e l’inizio di un altro.

“Guardo la vita stillare dallo squarcio di proiettile di un “esempio” di sedici anni e mi stupisco di cose normalmente innocue come le parole possano diventare crudeli e spietate per rispondere alla sete di potere, a dispetto della ragione o della storia.” 


Il campo profughi di Jenin fu fondato nel 1953 dalla Giordania per ospitare i palestinesi sfollati fuggiti o espulsi durante la guerra del 1948, durante questo sfondo di guerra e disperazione Amal accompagnerà il lettore in un viaggio drammatico fatti di grandi tragedie come quella riguardante i fratelli della stessa, separati da bambini per poi ritrovarsi a combattere militarmente su fronti opposti.

Amal nell’opera racconta la sua storia, a storia della sua ’infanzia, della sua adolescenza, le sue prime esperienze, i suoi momenti di gioia e tristezza, il matrimonio, la maternità e, infine, il bisogno di condividere tutto quello che ha vissuto con la persona più importante della sua vita: sua figlia.

 

La guerra era diventata grande come il mare e tutti i suoi pesci. Il dolore nel mio cuore era vasto come l’universo e tutti i suoi pianeti.”

“Ogni mattina a Jenin” è un romanzo di estrema attualità che costringe il lettore ad affrontare uno dei conflitti armati più complessi dei giorni nostri.

La narrazione è frizzante, con incredibili colpi di scena e inaspettati flashback temporali, il linguaggio è semplice, conciso ma d’effetto, i personaggi sono descritti in maniera approfondita sia fisicamente che psicologicamente, ad emergere durante la narrazione dell’opera sono però le emozioni che ogni personaggio, sia di importanza primaria che secondaria, prova, esprime o reprime.

Un libro semplice, una lettura non troppo impegnativa ma dai grandi insegnamenti morali. 


 “Nel tentativo di procedere con passo sicuro in una vita che vacillava d'incertezza, imparai a venire a patti con il presente recidendo inconsapevolmente i legami d'affetto del passato. Essendo cresciuta in un panorama di sogni improvvisati e astratti desideri patriottici, tutto mi sembrava transitorio. Non si poteva fare affidamento su niente, né sui genitori, né sui fratelli o le sorelle, né sulla propria terra.”

 Ziliani Camilla

mercoledì 18 agosto 2021

Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia

Ci troviamo a Palermo nel 1993; la scuola chiude i battenti per dare il benvenuto all’estate e i giovani sono pronti a lasciare la loro città per partire, tra di loro c’è anche Federico che non vede l’ora di partire per l’Inghilterra al fine di vedere nuovi posti e studiare una nuova lingua, ma c’è qualcosa, o piuttosto, qualcuno, che gli fa cambiare idea. Sto parlando di Padre Pino Puglisi, un insegnante di religione, che ama il suo lavoro, ama la sua fede ma soprattutto, ama i suoi studenti; il suo obiettivo è quello di aiutare i bambini di Brancaccio, un quartiere malfamato ed abbandonato a se stesso, e Federico gli darà una mano. Affrontando questa nuova avventura, Federico, scoprirà la vita e la sofferenza di bambini senza speranza, che non vedono altra via se non quella tracciata per loro dalla mafia; ma Padre Pino Puglisi cercherà di salvare quei bambini, quelle giovani vite, togliendoli dalla strada della criminalità, purtroppo però capirà troppo tardi che l’unico modo per salvare quei bambini è sottrarli da quel quartiere malfamato. Infatti la mafia, che non lascia scampo a nessuno, reagirà colpendo per prima, dritta al cuore di Padre Puglisi e dei suoi studenti.

Il 15 settembre del 1993, quindi 28 anni fa, veniva ucciso Padre Pino Puglisi, uomo onesto e coraggioso che ha sottratto tantissimi giovani alla malavita e che ha seminato bellezza e speranza nel quartiere di Brancaccio, zona periferica di Palermo allora abbandonata da tutte le istituzioni.

Non conoscendo bene la storia di 3P ho apprezzato molto il modo delicato e discreto di raccontare ancora una volta un omicidio per mano della Mafia, inoltre mi sono interessata al personaggio e voglio approfondirlo meglio, magari leggendo altri titoli che parlano dello stesso personaggio.

“Ciascuno di noi è custode di chi ha accanto: per parentela, per amicizia, per lavoro, per vicinato. Ciascuno di noi è affidato ad altri e altri sono affidati a noi, perché Dio muove tutto per spingerci ad amare di più ed essere amati di più.”

Ho letto molto poco di Alessandro D’Avenia e per ora ho apprezzato molto i suoi libri, per il loro contenuto e per il modo in cui l’autore scrive; ma quello che non apprezzo dei suoi libri è lo stile non continuo della storia, ci sono continui salti temporali e cambi di personaggi che raccontano la storia e non viene mai detto quando accade, quindi il lettore deve stare molto attento alla storia perché da un momento all’altro tutto può cambiare. Proprio per questo motivo la storia è per adulti e non per i giovanissimi, cosa che mi fa piangere il cuore perché è un libro che dovrebbero leggere tutti. 


Nonostante questo, il libro è un piccolo gioiello, che tutti dovrebbero leggere perché ha la capacità di insegnare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, che non sempre la vita è facile e giusta, ma piuttosto difficile ed ingiusta, che c’è sempre qualcuno che cercherà di farti del male e di abbatterti ma tu devi avere la forza di tirati su, e mi ha anche insegnato una lezione importante che i bambini sono fragili ma allo stesso tempo forti.

E voi avete letto #ciòcheinfernononè ? Quali altri libri di questo autore avete letto?

MARTINA SIGNORILE

mercoledì 24 febbraio 2021

La canzone di Achille Di MADELINE MILLER


« Aveva davvero pensato che non lo avrei riconosciuto? Lo riconoscerei anche solo dal tocco, dal profumo, lo riconoscerei anche se fossi cieco, dal modo in cui respira, da come i suoi piedi sferzano la terra. Lo riconoscerei anche nella morte, anche alla fine del mondo.»

Un amore nato per sbaglio, un amore tra due giovani, prima amici, poi amanti. Non potrebbero essere più diversi eppure è proprio questa la loro diversità a farli innamorare così profondamente e incondizionatamente.

“ Eravamo come dei all'alba del mondo e la nostra felicità era così abbagliante che non potevamo vedere altro che noi” .

Achille, il più grande guerriero della sua generazione, pura luce, oro brillante, creatura irraggiungibile e dalla grande imponenza, vittima della sua stessa arroganza. Ne “La canzone di Achille” dovrà interfacciarsi contro qualcosa che colpisce persino una divinità come lui: L’ AMORE. 


L’amore nei confronti di colui con il quale è cresciuto, dell’essere più goffo, lento e minuto di tutta la Grecia, Patroclo. Se Achille è fuoco, forza, orgoglio, è furioso con i nemici, impetuoso in battaglia ed estremamente impavido di fronte a ogni circostanza; Patroclo è l’esatto contrario, è conoscenza, timidezza, perseveranza, la parte più umana e fragile di qualsiasi uomo ma… non in amore, in amore è lui la forza che porta avanti la loro relazione, è lui pronto a difendere ciò che prova contro tutto e tutti, mentre vittima del giudizio altrui risulta essere paradossalmente Achille.

Sullo sfondo della celeberrima battaglia di Troia, attraverso le parole di Patroclo, assistiamo al loro primo incontro, alla nascita della loro amicizia e, successivamente a un rapporto dolce, intimo e passionale, dove il celebre eroe acheo potrà liberarsi di tutta la sua armatura con cui ormai da anni si protegge. Achille e Patroclo impareranno a riconoscere, accogliere e vivere un sentimento amoroso via via più forte e consapevole che nessuno, né il disappunto della Dea Teti, né la profezia a cui Achille è sottoposto, potrà separarli.

 

“Il suo volto è innocente, levigato dal sonno, dolce come quello di un ragazzino. Amo guardarlo. Lui è questo, sincero e innocente, dispettoso ma senza malizia. Si è smarrito tra le doppiezze di Agamennone e Odisseo, tra le loro menzogne e i giochi di potere. Lo hanno confuso, lo hanno legato a un palo e ora lo torturano. Accarezzo la pelle morbida della sua fronte. Lo slegherei se solo potessi. Se solo lui me lo permettesse”

 


“La canzone di Achille” non è un semplice romanzo ma l’incontro di due anime destinate a stare insieme nell’eternità.

Madeline Miller mediante questo romanzo, ci racconta della leggendaria guerra di Troia in chiave moderna, mediante tecniche innovative e inaspettatamente sensazionali. Con pagine colme di dolcezza e di speranza, il romanzo coinvolge completamente il lettore che, durante la narrazione sarà travolto da un turbine di emozioni e sentimenti contrastanti.

Felicità, sofferenza per la separazione, complicità, amicizia, amore puro, sincero, incondizionato ma al contempo sofferto e condannato, sono solo alcune delle tematiche affrontate in questo incredibile romanzo .

“La canzone di Achille” è un libro che entra con prepotenza nei cuori di tutti i lettori, ammaliati dalla lirica e dallo scenario in cui quest’ultimo è contestualizzato, innamorati del sentimento puro che unisce Achille e Patroclo, insomma… una storia moderna e antica, capace di far breccia nel cuore di chiunque!

  «Verrai con me?» chiese.  


Il tormento infinito dell'amore e del dolore. Forse in un'altra vita, avrei potuto rifiutare, avrei urlato strappandomi i capelli, lo avrei lasciato solo ad affrontare la sua scelta. Ma non in questa. In questa sarei salpato per Troia e lo avrei seguito, persino nella morte. «Sì» sussurrai. «Sì.»

Il sollievo sbocciò sul suo volto, e le sue mani mi cercarono. Lasciai che mi tenesse stretto, che premesse il suo corpo sul mio, pelle contro pelle, così uniti che niente avrebbe potuto mettersi tra noi.

Le lacrime arrivarono e caddero. Sopra di noi, le costellazioni percorsero il cielo e la luna seguì il suo corso stanco. Achille e io giacemmo affranti e insonni, mentre le ore passavano."

-         Ziliani Camilla -

 Ho iniziato a leggere questo libro pensando che non avrei mai pianto per una storia già conosciuta, una storia tratta dalla mitologia, una storia romanzata. Ma mi sbagliavo. Durante la lettura delle pagine le lacrime scendevano spontaneamente riga dopo riga, in modo naturale e necessario.

La storia d’amore tra Achille e Patroclo mi ha lasciato un senso immenso di tenerezza attaccato alla pelle; la fragilità dell’animo umano che tende verso una passione viscerale e sconfinata.

E’ un bellissimo libro, l’autrice ha una scrittura fluida e chiara, che permette di essere letta con molta tranquillità; un libro che consiglierei soprattutto a chi piace la mitologia, la guerra di Troia e i miti Greci; anche se le vicende mitologiche sono solo da sfondo in primo piano abbiamo la storia d’amore tra Patroclo e Achille. 

                                                                              -MARTINA SIGNORILE- 



domenica 14 febbraio 2021

La verità sul caso Harry Quebert


Nel 1975 Nola Kellergan scompare da Aurora, nel New Hampshire; per diversi anni non si saprà nulla di lei, del suo corpo e della sua vita fino a quando nel 2008 viene trovato il suo cadavere…

Marcus è un giovane scrittore alle prese con l'uscita del suo nuovo romanzo ma non ha più ispirazione, non riesce a scrivere, ha il blocco dello scrittore; il suo ex professore universitario Harry Quebert, che rappresenta per Marcus un vero amico, lo invita  nella sua bellissima villa  ad Aurora per ritrovare quella ispirazione che ormai era perduta. Ma quello che aspetta Marcus non è certo una vacanza, infatti nel giardino della villa del professore la polizia trova il cadavere della ragazzina scomparsa circa trent’anni fa, Nola Kellergan.

Nel 1975, Harry Quebert è un giovane scrittore newyorchese che si trasferisce ad Aurora per cercare ispirazione per il suo secondo libro, ma oltre che scrivere il suo celebre romanzo, ad Aurora conoscerà  Nola, una ragazza di quindici anni, quando Harry, di anni ne ha trentaquattro; tra i due è amore a prima vista, nessuno dei due può stare senza l’altro, ma allo stesso tempo non possono stare insieme perché Harry è troppo vecchio e Nola troppo giovane. 


“Nella mia vita c'era solo Harry; e per me, stranamente, non si trattava di sapere se fosse davvero colpevole o no: la risposta non avrebbe cambiato nulla nella profonda amicizia che provavo per lui”.

Andando avanti con la lettura ci immergiamo in vecchi racconti, storie segrete e casi oscuri; un’ondata di mistero si avvolge attorno al caso di questa povera ragazzina scomparsa e tocca noi scoprire quello che è successo. 

“L’amore è molto complicato. È la cosa più straordinaria e al tempo stesso la peggiore che possa capitare. Un giorno lo scoprirai. L’amore può fare molto male. Questo non significa che si debba aver paura di cadere, e soprattutto di precipitare nella voragine dell’amore, perché l’amore è anche bellissimo ma, come tutto ciò che è bello, abbaglia e fa male agli occhi. È per questo che spesso, dopo, si finisce per piangere.”


Un giallo che mi ha tenuta incollata alla pagina e con fiato sul collo per tutto il tempo perché non c’è nulla di scontato e quando ci sembra di essere vicini alla soluzione ci accorgiamo che, in realtà, siamo fuori pista. 

LEGGETELO. Non perché sia imperdibile, non perché sia il miglior romanzo della sua categoria ma perché la fantastica abilità narrativa di Joel Dicker saprà trascinarvi nel ‘75, in una tranquilla cittadina americana dove non succede mai nulla e un terribile omicidio è stato consumato.

-Martina Signorile-

Scrittura leggera, trama ben strutturata, continui colpi di scena.

La trama di “La verità sul caso Harry Quebert” possiede un gran potenziale, tratta di un'indagine investigativa inerente ad un crimine commesso anni prima. Ora, dopo anni di ricerche e indagini, a trent’anni dal caso, è stato ritrovato il cadavere della vittima: Nola Kellergan. Il principale accusato? Harry Quebert!  Migliore amico e mentore letterario del narratore della storia.

Personalmente trovo che l'idea potenziale a cui l’autore si è ispirato per lo scrivere il libro fosse ottima e che la struttura potesse essere avvincente tuttavia, la scrittura di Joel Dicker, così piena di espressioni ridondanti, colpi di scena sempre più surreali e flashback mal inseriti all’interno della narrazione delle vicende, mi hanno portato a interrompere la lettura più volte, non coinvolgendomi emotivamente. I piani narrativi su cui si struttura il libro sono tre: PRESENTE, PASSATO e PASSATO REMOTO, nel primo il protagonista partecipa alle indagini inerenti al crimine, alla ricerca dell’assassino della ragazzina, il periodo temporale che riguarda il passato invece, è ambientato trent’anni prima, negli anni in cui viene commesso il crimine in questione, ed infine nell’ultimo piano narrativo: Il passato remoto,  il protagonista racconta in prima persona della sua adolescenza, e dell’incontro con il principale indagato: Harry Quebert.

A non convincermi ulteriormente, oltre al piano strutturale, sono i personaggi: poco descritti e approfonditi, hanno un modo di interagire tra loro poco credibile e molto stereotipato. 


“ La verità sul caso Harry Quebert” è una lettura che non farei per una seconda volta, tuttavia alla luce delle mie argomentazioni, non mi sento di sconsigliarvela perentoriamente dal momento in cui io, non essendo un'amante del genere, potrei non aver colto alcune delle intenzioni dell’autore, tale per cui consiglierei questo libro a chi apprezza particolarmente il genere ed è alla ricerca di una lettura leggera e veloce mentre, per chi come me è orientato verso altri generi, proporrei altre letture, forse più coinvolgenti.

-          Ziliani Camilla -

lunedì 1 febbraio 2021

Mai stati così felici Di Claire Lombardo

 


“Com’è possibile far crescere una persona dentro il tuo corpo, farla germogliare dalla materia di cui sei fatta, e all’improvviso non riuscire più a riconoscerla?”

Presente e passato, giorni che scorrono tra quotidianità e imprevisti. Vite, tempi e luoghi che si intrecciano a formare un colorato arazzo di famiglia, quello dei Sorenson.

Marilyn e David, sono giovani. Si innamorano giovani, si sposano giovani e diventano genitori giovani di quattro figlie femmine; questi due genitori, con la loro tripla stretta di mano, che significa ‘Ti amo’ e con la loro capacità di ridere insieme anche dopo trent’anni devono fare i conti con la vita e le sue complicanze, con i dolori e le gioie che questa comporta.

Marilyn e David e le loro quattro figlie hanno molto da raccontare e la penna della Lombardo è pronta a scrivere ogni piccolo retroscena di questa numerosa famiglia, presentandoci volta per volta, in modo dettagliato e confidenziale, ogni suo componente. Caratteri diversi messi a confronto, imperfezioni, difetti e problemi che a volte sembrano insormontabili, rapporti messi a dura prova e tanto, tanto AMORE !

Amore espresso in vari modi e forme, amore costruito passo dopo passo, amore fulminante, amore dato per scontato, talvolta celato e represso, ma amore che è sempre costante, nonostante tutto e tutti. 

Nonostante non sia mai stata appassionata di romanzi familiari, questo mi ha completamente stregata. Volevo leggerlo senza fretta, godermelo pagina dopo pagina, ma ogni volta che mi dedicavo alla lettura almeno 150 pagine volavano via senza che io me ne accorgessi. Clare Lombardo è riuscita a scrivere in modo scorrevole, essenziale, dolce e ipnotico; ho trovato tutti i personaggi caratterizzati perfettamente e riuscivo ad immedesimarmi in ognuno di loro. 


Un romanzo realistico e quindi molto piacevole, che scorre in un baleno grazie al ritmo vivace e coinvolgente dei numerosi dialoghi.

Una storia che tiene compagnia e una famiglia che è proprio quello che ci si aspetta, un caldo e sicuro abbraccio. Insomma un libro esordio che merita davvero di essere letto!

-Martina Signorile-

“Mai stati così felici” è riassumibile in un’unica parola: FAMIGLIA, una famiglia normale, con i suoi drammi e le sue gioie, i suoi momenti di serenità e divertimento ma al contempo di difficoltà e litigi, in cui le figlie si scontrano tra loro e con i genitori, in cui ognuno, a modo proprio, è una parte fondamentale e indispensabile della storia.  Ripercorre la storia di una famiglia di sei persone, dall'incontro fra i due genitori, alla nascita delle quattro figlie, allo scorrere delle loro vite fra mille imprevisti, difficoltà, segreti ed amori. Il capitolo introduttivo del romanzo è leggermente ostico proprio a causa della grande quantità di personaggi con cui fare conoscenza, tuttavia nel corso della lettura si inizierà a conoscere meglio ogni singolo personaggio, apprezzandolo per tutte quelle qualità emerse, e che lo rendono semplicemente UNICO.


Questo libro mostra l'amore con la A maiuscola, in tantissime sfaccettature diverse ma, soprattutto, si fa portavoce di un amore che corre parallelo alle difficoltà, alle sofferenze, ai compromessi, perché nessuna relazione, anche la più duratura e all'apparenza perfetta, è immune a tutto questo.

Avvincente, sorprendente e leggero per la fluidità della lettura ma non scontato o banale. “Mai stati così felici” è un bellissimo libro che ti porta nei meandri dei sentimenti che si intrecciano in una semplice  famiglia caratterizzata da legami delicati, indissolubili ma semplicemente straordinari.

-         Ziliani Camilla -