mercoledì 24 maggio 2023
"UNA CENERENTOLA A MANHATTAN" - la favola moderna
mercoledì 3 maggio 2023
"FACCIAMO FINTA CHE NON SIA SUCCESSO NIENTE" di Maddie Dawson
venerdì 14 aprile 2023
"DIO DI ILLUSIONI" di Dona Tartt
“È la mente il nostro luogo, ed essa può fare del paradiso un inferno.”
“Non so perché lo facemmo; né sono affatto sicuro che, se le circostanze lo richiedessero, non lo faremmo di nuovo.”
Così inizia per loro un periodo colmo di segreti e bugie. Tutti cercano di nascondere l’accaduto, eppure, uno dei cinque la pensa diversamente. Questa inaspettata svolta porta gli altri studenti a comportarsi in modo impulsivo, senza ragionare su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
“Mi piacerebbe dire che fui guidato da un irresistibile, tragico motivo a fare ciò che ho fatto quella domenica pomeriggio di aprile: ma mentirei.”
Ho trovato questo libro coinvolgente e scorrevole. La trama mi ha conquistata dal primo momento in cui l’ho letta, con i suoi personaggi unici ed enigmatici e i suoi colpi di scena. Una volta iniziato non sono più riuscita a smettere di leggere, all’inizio si sa così poco dei personaggi, tuttavia, procedendo con la lettura, si scopre la loro vera natura.
MARTINA CAVALCA – 2^A LSU
domenica 2 aprile 2023
"FINCHÉ IL CAFFÈ È CALDO" di Toshikazu Kawaguchi
giovedì 27 gennaio 2022
GALATEA DI Madeline Miller
Voi conoscete la storia di Galatea?
Il mito di Pigmalione, racconta
di come Pigmalione si innamorò perdutamente della scultura che creò con le sue
mani, a tal punto da sentire il disperato bisogno di chiedere alla dea Afrodite
di tramutare in vita la pietra, così che il suo creatore potesse averla in
sposa.
Nella rivisitazione della Miller, Galatea è una statua che il soffio della vita ha reso umana. Fredda come la pietra che era, il suo cuore batte tra le mura di una stanza di quello che sembrerebbe un ospedale. I medici la credono pazza quando afferma di essere fatta di pietra e la zittiscono con degli intrugli caldi che credono la facciano rinsavire, ma in realtà le tolgono le forze ora dopo ora. Suo marito, il suo creatore, viene a trovarla ogni giorno essenzialmente per una sola ragione: sfogare il suo desiderio sessuale. Il gioco inizia sempre nello stesso modo: quando lui entra nella stanza lei finge di essere ancora una statua, e quando lui prega che lei diventi una donna in carne e ossa, lei apre gli occhi e lui si prende il suo corpo. Un uomo freddo, distaccato, che non accetta che nel momento in cui Galatea ha preso vita ha acquistato anche la capacità di parlare, e soprattutto ciò che più lo infastidisce: la libertà che le permette di sfuggire al suo controllo, alla sua oscura e gelida possessione.
Pur essendo in origine una
statua, l’unico ad avere un cuore di pietra è il marito, incapace di un
qualsiasi atto d’amore, un uomo che ha costruito la sua esistenza su delle
fondamenta di egoismo.
“La sola cosa difficile sono le dita, cui mio marito ama dire di aver dedicato un anno intero per farle apparire reali invece che immobili e inerti, come l’opera di certi scultori indolenti. Quindi devo concentrarmi e tenerle proprio come piace a lui, se no si rovina tutto.”
Madeline Miller non ha bisogno di presentazioni, perché ormai è un’autrice di bestseller conosciuta in tutto il mondo. Ho amato i primi due suoi libri ovvero: ‘La canzone di Achille’ e ‘Circe’ e mi sono già innamorata di ‘Galatea’. È una storia, ma assomiglia a una leggenda tramandata oralmente di generazione in generazione; è una poesia, di cui però non abbiamo né versi né rime baciate: una metrica assente, eppure sempre poesia.
Ciò che più mi ha colpito di
questa lunga poesia sussurrata è la dualità della sua natura: fragile eppure
così forte, come un diamante racchiuso nei petali di un narciso.
La complessità umana, e
soprattutto la difficoltà dell’essere donna, viene indagata con una delicatezza
disarmante, che sfocia in un sentimento di amara tristezza.
Il linguaggio utilizzato è
dolce e affabile quando dialoga con il marito, ruvido e pieno di rabbia quando
racconta la verità a se stessa:
“Il punto è che mio marito non si aspettava che parlassi, credo.
Non lo biasimo affatto per questo, dato che mi aveva conosciuta solo come
statua, pura e bella e arrendevole alla sua arte. Naturalmente, quando mi
bramava viva era quello il suo desiderio, ma più che viva mi voleva tiepida, quel
tanto che bastava per potermi scopare.”
Galatea, riesce a interrogarsi sul nostro presente, denunciando le ingiustizie e i temi che ogni giorno ci indignano, e lo fa attraverso un mito antico, distante quasi duemila anni da noi, eppure così attuale. Un dialogo del passato con il presente e il futuro, una voce femminile che emerge in tutta la sua forza e potenza, senza mai perdere la delicatezza e la bellezza che la caratterizzano, sin da quando altro non era che una statua di marmo perfetto.
giovedì 13 gennaio 2022
LE TRE DEL MATTINO DI GIANRICO CAROFIGLIO
VOCI DI CORRIDOIO
“LE TRE DEL MATTINO”
ROMANZO DI
GIANRICO CAROFIGLIO
“Ci sono occasioni in cui
occorre parlare e non bisogna dare nulla per scontato. Poi ci sono occasioni in
cui, invece, devi rimanere in silenzio perché nell’aria c’è qualcosa di
impalpabile e prezioso, e le tue parole potrebbero disperderlo in un istante.”
“Le tre del mattino “ è un romanzo di formazione, una commovente storia di scoperte, formazione e di un inaspettato incontro tra padre e figlio, scritto e pubblicato nel 2017 da Gianrico Carofiglio, ex magistrato ed ex politico italiano, noto attualmente per essere un celebre scrittore.
Il protagonista dell’opera è Antonio, un adolescente solitario alla ricerca di un proprio posto nel mondo, di un proprio ideale da inseguire, di una propria passione da custodire gelosamente e renderla successivamente il proprio lavoro, come hanno fatto anni prima i suoi genitori, in particolare suo padre, un matematico dal passato brillante, oggi professore di una prestigiosa università.
Gli anni passano, Antonio cresce e tutte
le sue paure emergono incessantemente in un momento in cui inizia per lui un
lungo tunnel nero fatto di attacchi tachicardici, una temporanea abolizione
della capacità di entrare in contatto con gli altri per i tanti, troppi
stimoli, i suoni ordinari per lui si trasformano ben presto in un frastuono
intricato insieme ai numerosi flashback
che ogni giorno percepisce. Per Antonio sono momenti difficili, in quei giorni
per lui il tempo perde struttura, mattina, sera e notte si confondono senza
riposo, mentre l’esito delle sue analisi inizia a farsi sempre più evidente confermando
le sue sintomatologie : Antonio soffre
di epilessia idiopatica.
‘E così che un pomeriggio di giugno dei primi anni Ottanta, Antonio e suo padre, un uomo silenzioso e riservato anche con il figlio con il quale nel corso degli anni non è riuscito a creare un buon rapporto fatto di sincerità, amore e lunghi discorsi a cuore aperto, atterrano a Marsiglia, dove una serie di circostanze inaspettate li costringerà a trascorrere insieme due giorni e due notti senza sonno in un “attraversamento che li cambierà per sempre”, queste le parole dell’autore.
Passeggiando per le strade della città parigina, tra croissants, concerti jazz e nuovi e inattesi incontri, padre e figlio iniziano a parlare, a conoscersi davvero, con naturalezza. Per la prima volta Antonio si apre con il padre, gli chiede pareri e consigli come fosse per lui un vero punto di riferimento, come fosse l’unica costante in una vita di orribili variabili. Con un linguaggio frizzante, preciso e dinamico, capace di far breccia nel cuore di numerosi adolescenti, Gianrico Carofiglio costruisce un indimenticabile romanzo sull’importanza del dialogo, della famiglia, del talento e del tempo che tutti dovrebbero leggere.
È come
l’amore: hai la possibilità di averne cura ma puoi decidere di lasciarlo come
è, senza moltiplicarlo, scegliendo la strada che ti porta dove capita.”
Queste le parole dell’autore Gianrico Carofiglio che termina il proprio discorso di presentazione del libro con un audace e filosofico pensiero sull’indulgenza.
Camilla Ziliani
lunedì 22 novembre 2021
C’ERA DUE VOLTE Di Franck Thilliez
Un
uomo si addormenta nel 2008 e si sveglia nel 2020. In mezzo, una figlia
scomparsa, il cadavere di una donna, una pioggia di uccelli morti, una amnesia
che ha cancellato 12 anni di ricordi. C'era una volta, così iniziano le favole,
ma qui C'era due volte perché Gabriel Moscato deve ricominciare tutto da capo,
gli tocca ricominciare una vita e un'indagine che è tutto fuorché una favola.
'C'era
due volte' è un thriller ben congegnato, in cui ogni tassello è perfettamente
incastrato in un puzzle terribile e malefico, dove i tempi principali come
l'amnesia, la malattia mentale e il lutto si concentrano in una caccia fatta di
enigmi, manoscritti e arte. Proprio così l'arte che all'interno di questo libro
gioca un ruolo sporco, un'arte oscura e violenta che nasconde la verità.
Franck
Thilliez gioca con noi e con i suoi personaggi, costruendo una storia cupa e
raggelante, come i paesaggi e la pioggia incessante della piccola cittadina
francese in cui è ambientata la storia. Ammettiamolo, Franck Thilliez, è un
genio. E' credibile e sfuggente allo stesso tempo, è capace di creare una
costruzione narrativa mai vista prima; se avete amato la complessità morbosa
del Manoscritto non potrete che impazzire per questo romanzo: palindromi,
enigmi, giochi mentali sono all'ordine del giorno. Quello che leggerete, o
meglio dire che vivrete sulla vostra pelle, è una manipolazione mentale in
piena regola, non ci sconti o vie di fuga per nessuno.
'Cera
due volte' è sicuramente tra i migliori thriller letti quest'anno soprattutto
perché l'autore è riuscito a sorprendermi e a disorientarmi alla fine di ogni
capitolo con la voglia di leggere ancora e ancora. Vi consiglio fortemente di
leggere prima di questo libro 'Il Manoscritto' perché le storie sono collegate
e inoltre molti passaggi possono essere capiti solo dopo aver letto anche 'Il
Manoscritto'.
Avete mai letto qualcosa di Franck Thilliez? Io me ne sono follemente innamorata vorrei poter leggere tutto di questo autore!
domenica 31 ottobre 2021
OGNI MATTINA A JENIN di SUSAN ABULHAW
1948, intere
generazioni di palestinesi sono costrette a lasciare la propria terra dopo la
nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di sfollati
“senza patria”.
Mediante una
narrazione frizzante, estremamente drammatica e con un pizzico di tristezza,
Amal, protagonista del romanzo, nipote del patriarca della famiglia
Abuleja, narra l’abbandono, suo e di
tutta la sua famiglia, dalla propria casa, dal proprio paese, per il campo
profughi di Jenin, città palestinese nella Cisgiordania settentrionale; intrecciando la storia della sua famiglia,
simbolo di tutte le famiglie palestinesi dell’epoca, alle vicende storiche
riguardanti la Palestina del 1948, attraverso il racconto di una guerra tragica
che ha portato la fine si uno stato e l’inizio di un altro.
“Guardo la vita stillare dallo squarcio di proiettile di un “esempio” di sedici anni e mi stupisco di cose normalmente innocue come le parole possano diventare crudeli e spietate per rispondere alla sete di potere, a dispetto della ragione o della storia.”
Il campo profughi di Jenin fu fondato nel 1953 dalla Giordania per ospitare i palestinesi sfollati fuggiti o espulsi durante la guerra del 1948, durante questo sfondo di guerra e disperazione Amal accompagnerà il lettore in un viaggio drammatico fatti di grandi tragedie come quella riguardante i fratelli della stessa, separati da bambini per poi ritrovarsi a combattere militarmente su fronti opposti.
Amal nell’opera
racconta la sua storia, a storia della sua ’infanzia, della sua adolescenza, le
sue prime esperienze, i suoi momenti di gioia e tristezza, il matrimonio, la
maternità e, infine, il bisogno di condividere tutto quello che ha vissuto con
la persona più importante della sua vita: sua figlia.
“La guerra era diventata grande come il mare e tutti i suoi pesci. Il dolore nel mio cuore era vasto come l’universo e tutti i suoi pianeti.”
“Ogni mattina a Jenin” è un romanzo di estrema attualità che costringe il lettore ad affrontare uno dei conflitti armati più complessi dei giorni nostri.
La narrazione è frizzante, con incredibili colpi di
scena e inaspettati flashback temporali, il linguaggio è semplice, conciso ma
d’effetto, i personaggi sono descritti in maniera approfondita sia fisicamente
che psicologicamente, ad emergere durante la narrazione dell’opera sono però le
emozioni che ogni personaggio, sia di importanza primaria che secondaria,
prova, esprime o reprime.
Un libro semplice, una lettura non troppo impegnativa ma dai grandi insegnamenti morali.
mercoledì 18 agosto 2021
Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia
Ci troviamo a Palermo nel 1993; la scuola chiude i battenti per dare il benvenuto all’estate e i giovani sono pronti a lasciare la loro città per partire, tra di loro c’è anche Federico che non vede l’ora di partire per l’Inghilterra al fine di vedere nuovi posti e studiare una nuova lingua, ma c’è qualcosa, o piuttosto, qualcuno, che gli fa cambiare idea. Sto parlando di Padre Pino Puglisi, un insegnante di religione, che ama il suo lavoro, ama la sua fede ma soprattutto, ama i suoi studenti; il suo obiettivo è quello di aiutare i bambini di Brancaccio, un quartiere malfamato ed abbandonato a se stesso, e Federico gli darà una mano. Affrontando questa nuova avventura, Federico, scoprirà la vita e la sofferenza di bambini senza speranza, che non vedono altra via se non quella tracciata per loro dalla mafia; ma Padre Pino Puglisi cercherà di salvare quei bambini, quelle giovani vite, togliendoli dalla strada della criminalità, purtroppo però capirà troppo tardi che l’unico modo per salvare quei bambini è sottrarli da quel quartiere malfamato. Infatti la mafia, che non lascia scampo a nessuno, reagirà colpendo per prima, dritta al cuore di Padre Puglisi e dei suoi studenti.
Il 15 settembre del 1993, quindi 28 anni fa, veniva ucciso Padre Pino Puglisi, uomo onesto e coraggioso che ha sottratto tantissimi giovani alla malavita e che ha seminato bellezza e speranza nel quartiere di Brancaccio, zona periferica di Palermo allora abbandonata da tutte le istituzioni.
Non conoscendo bene
la storia di 3P ho apprezzato molto il modo delicato e discreto di raccontare
ancora una volta un omicidio per mano della Mafia, inoltre mi sono interessata
al personaggio e voglio approfondirlo meglio, magari leggendo altri titoli che
parlano dello stesso personaggio.
“Ciascuno di noi è custode di chi ha accanto: per parentela, per amicizia, per lavoro, per vicinato. Ciascuno di noi è affidato ad altri e altri sono affidati a noi, perché Dio muove tutto per spingerci ad amare di più ed essere amati di più.”
Ho letto molto poco di Alessandro D’Avenia e per ora ho apprezzato molto i suoi libri, per il loro contenuto e per il modo in cui l’autore scrive; ma quello che non apprezzo dei suoi libri è lo stile non continuo della storia, ci sono continui salti temporali e cambi di personaggi che raccontano la storia e non viene mai detto quando accade, quindi il lettore deve stare molto attento alla storia perché da un momento all’altro tutto può cambiare. Proprio per questo motivo la storia è per adulti e non per i giovanissimi, cosa che mi fa piangere il cuore perché è un libro che dovrebbero leggere tutti.
Nonostante questo,
il libro è un piccolo gioiello, che tutti dovrebbero leggere perché ha la
capacità di insegnare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, che non sempre la
vita è facile e giusta, ma piuttosto difficile ed ingiusta, che c’è sempre
qualcuno che cercherà di farti del male e di abbatterti ma tu devi avere la forza
di tirati su, e mi ha anche insegnato una lezione importante che i bambini sono
fragili ma allo stesso tempo forti.
E voi avete letto #ciòcheinfernononè ? Quali altri libri di questo autore avete letto?
MARTINA SIGNORILE
mercoledì 24 febbraio 2021
La canzone di Achille Di MADELINE MILLER
« Aveva davvero pensato che non lo avrei riconosciuto? Lo riconoscerei anche solo dal tocco, dal profumo, lo riconoscerei anche se fossi cieco, dal modo in cui respira, da come i suoi piedi sferzano la terra. Lo riconoscerei anche nella morte, anche alla fine del mondo.»
Un amore nato per sbaglio, un amore tra due giovani, prima amici, poi amanti. Non potrebbero essere più diversi eppure è proprio questa la loro diversità a farli innamorare così profondamente e incondizionatamente.
“ Eravamo come dei all'alba del mondo e la nostra felicità era così abbagliante che non potevamo vedere altro che noi” .
Achille, il più grande guerriero della sua generazione, pura luce, oro brillante, creatura irraggiungibile e dalla grande imponenza, vittima della sua stessa arroganza. Ne “La canzone di Achille” dovrà interfacciarsi contro qualcosa che colpisce persino una divinità come lui: L’ AMORE.
L’amore nei confronti di
colui con il quale è cresciuto, dell’essere più goffo, lento e minuto di tutta
la Grecia, Patroclo. Se Achille è fuoco, forza, orgoglio, è furioso con i
nemici, impetuoso in battaglia ed estremamente impavido di fronte a ogni
circostanza; Patroclo è l’esatto contrario, è conoscenza, timidezza,
perseveranza, la parte più umana e fragile di qualsiasi uomo ma… non in amore,
in amore è lui la forza che porta avanti la loro relazione, è lui pronto a
difendere ciò che prova contro tutto e tutti, mentre vittima del giudizio
altrui risulta essere paradossalmente Achille.
Sullo sfondo della
celeberrima battaglia di Troia, attraverso le parole di Patroclo, assistiamo al
loro primo incontro, alla nascita della loro amicizia e, successivamente a un
rapporto dolce, intimo e passionale, dove il celebre eroe acheo potrà liberarsi
di tutta la sua armatura con cui ormai da anni si protegge. Achille e Patroclo
impareranno a riconoscere, accogliere e vivere un sentimento amoroso via via
più forte e consapevole che nessuno, né il disappunto della Dea Teti, né la
profezia a cui Achille è sottoposto, potrà separarli.
“Il suo volto è innocente,
levigato dal sonno, dolce come quello di un ragazzino. Amo guardarlo. Lui è
questo, sincero e innocente, dispettoso ma senza malizia. Si è smarrito tra le
doppiezze di Agamennone e Odisseo, tra le loro menzogne e i giochi di potere.
Lo hanno confuso, lo hanno legato a un palo e ora lo torturano. Accarezzo la
pelle morbida della sua fronte. Lo slegherei se solo potessi. Se solo lui me lo
permettesse”
“La canzone di Achille” non
è un semplice romanzo ma l’incontro di due anime destinate a stare insieme
nell’eternità.
Madeline Miller mediante
questo romanzo, ci racconta della leggendaria guerra di Troia in chiave
moderna, mediante tecniche innovative e inaspettatamente sensazionali. Con
pagine colme di dolcezza e di speranza, il romanzo coinvolge completamente il
lettore che, durante la narrazione sarà travolto da un turbine di emozioni e
sentimenti contrastanti.
Felicità, sofferenza per la
separazione, complicità, amicizia, amore puro, sincero, incondizionato ma al
contempo sofferto e condannato, sono solo alcune delle tematiche affrontate in
questo incredibile romanzo .
“La canzone di Achille” è
un libro che entra con prepotenza nei cuori di tutti i lettori, ammaliati dalla
lirica e dallo scenario in cui quest’ultimo è contestualizzato, innamorati del
sentimento puro che unisce Achille e Patroclo, insomma… una storia moderna e
antica, capace di far breccia nel cuore di chiunque!
“ «Verrai con me?» chiese.
Il
tormento infinito dell'amore e del dolore. Forse in un'altra vita, avrei potuto
rifiutare, avrei urlato strappandomi i capelli, lo avrei lasciato solo ad
affrontare la sua scelta. Ma non in questa. In questa sarei salpato per Troia e
lo avrei seguito, persino nella morte. «Sì» sussurrai. «Sì.»
Il
sollievo sbocciò sul suo volto, e le sue mani mi cercarono. Lasciai che mi
tenesse stretto, che premesse il suo corpo sul mio, pelle contro pelle, così
uniti che niente avrebbe potuto mettersi tra noi.
Le
lacrime arrivarono e caddero. Sopra di noi, le costellazioni percorsero il
cielo e la luna seguì il suo corso stanco. Achille e io giacemmo affranti e
insonni, mentre le ore passavano."
-
Ziliani Camilla -
La storia d’amore tra
Achille e Patroclo mi ha lasciato un senso immenso di tenerezza attaccato alla
pelle; la fragilità dell’animo umano che tende verso una passione viscerale e
sconfinata.
E’ un bellissimo libro,
l’autrice ha una scrittura fluida e chiara, che permette di essere letta con
molta tranquillità; un libro che consiglierei soprattutto a chi piace la
mitologia, la guerra di Troia e i miti Greci; anche se le vicende mitologiche
sono solo da sfondo in primo piano abbiamo la storia d’amore tra Patroclo e
Achille.
-MARTINA SIGNORILE-
domenica 14 febbraio 2021
La verità sul caso Harry Quebert
Nel 1975 Nola Kellergan scompare da Aurora, nel New Hampshire; per diversi anni non si saprà nulla di lei, del suo corpo e della sua vita fino a quando nel 2008 viene trovato il suo cadavere…
Marcus è un giovane scrittore alle prese con l'uscita del suo nuovo romanzo ma non ha più ispirazione, non riesce a scrivere, ha il blocco dello scrittore; il suo ex professore universitario Harry Quebert, che rappresenta per Marcus un vero amico, lo invita nella sua bellissima villa ad Aurora per ritrovare quella ispirazione che ormai era perduta. Ma quello che aspetta Marcus non è certo una vacanza, infatti nel giardino della villa del professore la polizia trova il cadavere della ragazzina scomparsa circa trent’anni fa, Nola Kellergan.
Nel 1975, Harry Quebert è un giovane scrittore newyorchese che si trasferisce ad Aurora per cercare ispirazione per il suo secondo libro, ma oltre che scrivere il suo celebre romanzo, ad Aurora conoscerà Nola, una ragazza di quindici anni, quando Harry, di anni ne ha trentaquattro; tra i due è amore a prima vista, nessuno dei due può stare senza l’altro, ma allo stesso tempo non possono stare insieme perché Harry è troppo vecchio e Nola troppo giovane.
“Nella mia vita c'era solo Harry; e per me, stranamente, non si trattava di sapere se fosse davvero colpevole o no: la risposta non avrebbe cambiato nulla nella profonda amicizia che provavo per lui”.
Andando avanti con la lettura ci immergiamo in vecchi racconti, storie segrete e casi oscuri; un’ondata di mistero si avvolge attorno al caso di questa povera ragazzina scomparsa e tocca noi scoprire quello che è successo.
“L’amore è molto complicato. È la cosa più straordinaria e al tempo stesso la peggiore che possa capitare. Un giorno lo scoprirai. L’amore può fare molto male. Questo non significa che si debba aver paura di cadere, e soprattutto di precipitare nella voragine dell’amore, perché l’amore è anche bellissimo ma, come tutto ciò che è bello, abbaglia e fa male agli occhi. È per questo che spesso, dopo, si finisce per piangere.”
Un giallo che mi ha tenuta incollata alla pagina e con fiato sul collo per tutto il tempo perché non c’è nulla di scontato e quando ci sembra di essere vicini alla soluzione ci accorgiamo che, in realtà, siamo fuori pista.
LEGGETELO. Non perché sia imperdibile, non perché
sia il miglior romanzo della sua categoria ma perché la fantastica abilità
narrativa di Joel Dicker saprà trascinarvi nel ‘75, in una tranquilla cittadina
americana dove non succede mai nulla e un terribile omicidio è stato consumato.
-Martina Signorile-
Scrittura leggera, trama ben strutturata, continui colpi di scena.
La trama di “La verità sul caso Harry Quebert”
possiede un gran potenziale, tratta di un'indagine investigativa inerente ad un
crimine commesso anni prima. Ora, dopo anni di ricerche e indagini, a
trent’anni dal caso, è stato ritrovato il cadavere della vittima: Nola
Kellergan. Il principale accusato? Harry Quebert! Migliore amico e mentore letterario del
narratore della storia.
Personalmente trovo che l'idea potenziale a cui
l’autore si è ispirato per lo scrivere il libro fosse ottima e che la struttura
potesse essere avvincente tuttavia, la scrittura di Joel Dicker, così piena di
espressioni ridondanti, colpi di scena sempre più surreali e flashback mal
inseriti all’interno della narrazione delle vicende, mi hanno portato a
interrompere la lettura più volte, non coinvolgendomi emotivamente. I piani
narrativi su cui si struttura il libro sono tre: PRESENTE, PASSATO e PASSATO
REMOTO, nel primo il protagonista partecipa alle indagini inerenti al crimine,
alla ricerca dell’assassino della ragazzina, il periodo temporale che riguarda
il passato invece, è ambientato trent’anni prima, negli anni in cui viene
commesso il crimine in questione, ed infine nell’ultimo piano narrativo: Il
passato remoto, il protagonista racconta
in prima persona della sua adolescenza, e dell’incontro con il principale
indagato: Harry Quebert.
A non convincermi ulteriormente, oltre al piano strutturale, sono i personaggi: poco descritti e approfonditi, hanno un modo di interagire tra loro poco credibile e molto stereotipato.
“ La verità sul caso Harry Quebert” è una lettura
che non farei per una seconda volta, tuttavia alla luce delle mie
argomentazioni, non mi sento di sconsigliarvela perentoriamente dal
momento in cui io, non essendo un'amante del genere, potrei non aver colto
alcune delle intenzioni dell’autore, tale per cui consiglierei questo libro a
chi apprezza particolarmente il genere ed è alla ricerca di una lettura leggera
e veloce mentre, per chi come me è orientato verso altri generi, proporrei
altre letture, forse più coinvolgenti.
-
Ziliani Camilla -
lunedì 1 febbraio 2021
Mai stati così felici Di Claire Lombardo
Presente e passato, giorni che scorrono tra quotidianità e imprevisti. Vite, tempi e luoghi che si intrecciano a formare un colorato arazzo di famiglia, quello dei Sorenson.
Marilyn e
David, sono giovani. Si innamorano giovani, si sposano giovani e diventano
genitori giovani di quattro figlie femmine; questi due genitori, con la loro
tripla stretta di mano, che significa ‘Ti amo’ e con la loro capacità di ridere
insieme anche dopo trent’anni devono fare i conti con la vita e le sue
complicanze, con i dolori e le gioie che questa comporta.
Marilyn e
David e le loro quattro figlie hanno molto da raccontare e la penna della
Lombardo è pronta a scrivere ogni piccolo retroscena di questa numerosa
famiglia, presentandoci volta per volta, in modo dettagliato e confidenziale,
ogni suo componente. Caratteri diversi messi a confronto, imperfezioni, difetti
e problemi che a volte sembrano insormontabili, rapporti messi a dura prova e tanto,
tanto AMORE !
Amore
espresso in vari modi e forme, amore costruito passo dopo passo, amore
fulminante, amore dato per scontato, talvolta celato e represso, ma amore che è
sempre costante, nonostante tutto e tutti.
Nonostante non sia mai stata appassionata di romanzi familiari, questo mi ha completamente stregata. Volevo leggerlo senza fretta, godermelo pagina dopo pagina, ma ogni volta che mi dedicavo alla lettura almeno 150 pagine volavano via senza che io me ne accorgessi. Clare Lombardo è riuscita a scrivere in modo scorrevole, essenziale, dolce e ipnotico; ho trovato tutti i personaggi caratterizzati perfettamente e riuscivo ad immedesimarmi in ognuno di loro.
Un romanzo realistico e quindi molto piacevole, che scorre in un baleno grazie al ritmo vivace e coinvolgente dei numerosi dialoghi.
Una storia
che tiene compagnia e una famiglia che è proprio quello che ci si aspetta, un
caldo e sicuro abbraccio. Insomma un libro esordio che merita davvero di essere
letto!
-Martina Signorile-
“Mai stati così felici” è riassumibile in un’unica parola: FAMIGLIA, una famiglia normale, con i suoi drammi e le sue gioie, i suoi momenti di serenità e divertimento ma al contempo di difficoltà e litigi, in cui le figlie si scontrano tra loro e con i genitori, in cui ognuno, a modo proprio, è una parte fondamentale e indispensabile della storia. Ripercorre la storia di una famiglia di sei persone, dall'incontro fra i due genitori, alla nascita delle quattro figlie, allo scorrere delle loro vite fra mille imprevisti, difficoltà, segreti ed amori. Il capitolo introduttivo del romanzo è leggermente ostico proprio a causa della grande quantità di personaggi con cui fare conoscenza, tuttavia nel corso della lettura si inizierà a conoscere meglio ogni singolo personaggio, apprezzandolo per tutte quelle qualità emerse, e che lo rendono semplicemente UNICO.
Avvincente, sorprendente e leggero per la fluidità
della lettura ma non scontato o banale. “Mai stati così felici” è un bellissimo
libro che ti porta nei meandri dei sentimenti che si intrecciano in una
semplice famiglia caratterizzata da
legami delicati, indissolubili ma semplicemente straordinari.
-
Ziliani Camilla -




































