Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

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sabato 31 gennaio 2026

Intervista ad uno studente del Mattei

Ciao a tutte e tutti!

Oggi vi propongo un'intervista sulla vita studentesca e il benessere mentale a scuola fatta ad un mio compagno di classe e amico Gabriel Donetti, frequentante una quinta del liceo delle scienze umane.

Un momento in cui la scuola ti ha fatto sentire orgoglioso di te stesso?

Probabilmente l'anno scorso quando ho esposto il documentario sulle malcontente. Mi è piaciuto il fatto che mi sia stata data questa responsabilità di esporre un progetto legato ad un tema importante che è quello dell'emancipazione femminile. Un altro momento è stato quando ho cambiato indirizzo e ho sentito che la scelta fatta era quella giusta per la classe, per le materie e per i professori. Questi due eventi in particolare sono quelli che mi suscitano più orgoglio quando penso alla scuola.

Quando ti senti più ansioso durante la settimana scolastica e cosa lo scatena?

In generale la scuola in sé mi dà ansia però un fattore che sicuramente incide su di essa sono le verifiche e le valutazioni in generale. Mi sento come se avessi il fiato sul collo però conta molto il voto in generale. Non c'è un momento nello specifico della settimana, ma c'è un periodo dell'anno in cui magari si accumulano verifiche e interrogazioni e mi sento più a disagio. Sapere di essere valutato è un po' come se fossi messo sotto una lente di ingrandimento.

In che modo vorresti che i licei affrontassero lo stress per migliorare il benessere mentale?

Credo che si potrebbe lavorare molto sulla valutazione ma anche sulla cultura in sé. Se affrontassimo le materie con un approccio diverso che possa arricchire la persona e non solo impartire delle nozioni secondo me lo stress potrebbe diminuire. Bisognerebbe potersi appassionare alla materia con un approccio che possa arricchire e portare lo studente a creare un coinvolgimento diretto con ciò che studia.

Quando svolgo dei temi o dei saggi mi trovo bene perché sento di essere libero di esprimermi nei limiti del possibile. Credo che la capacità di mettere in atto le conoscenze apprese con lo studio tenda ad alleviare lo stress perché si ha la possibilità di fornire un feedback al professore che non si limiti a riproporre quello che il docente ha spiegato, ma arricchire i contenuti con i nostri pensieri e con la nostra immaginazione in generale. Nel lato pratico non so come potrebbe cambiare la cosa, diciamo che è un concetto che oggi secondo me non c'è ancora. Per me il benessere mentale migliorerebbe in questo modo.

Descrivi come usi il tempo libero per gestire le pressioni.

Io solitamente leggo o guardo dei film o gioco ai videogiochi, però principalmente la lettura è il mezzo che sfrutto di più per staccarmi dalla realtà. La lettura per me è un grande espediente per staccare un attimo, per far riposare il cervello, per portarlo in una dimensione dove il disagio del mondo quotidiano non arriva.

Cosa cambieresti del tuo liceo se potessi decidere tutto?

Se potessi cambierai tutto e non solo nei licei. Farei una grande scuola con tanti corsi che, a partire dalle scuole superiori,  darebbe la possibilità agli studenti di scegliere quali frequentare per studiare  in base alle proprie passioni e interessi. Alla fine di questo percorso di studio, con delle prove, si conseguirebbero dei certificati attestanti appunto la partecipazione e l'acquisizione di determinate conoscenze. Mi piacerebbe una scuola libera dove uno studente può decidere di studiare elettrotecnica ma anche filosofia perché ha una passione per questa disciplina. Io mi concentrerai sulle materie che studio adesso ma toglierei quelle che apprezzo poco perché non rientrano mei miei interessi.

Ringrazio Gabriel per la disponibilità e saluto i lettori del Mattei's Blog.

Alla prossima.

Il Direttore, MOHAMED, 5BLSU


domenica 8 dicembre 2024

“IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA”

Martedì mattina siamo andati al cinema Capitol,qui a Fiorenzuola,a vedere il film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”.

Il film racconta la   storia di Andrea Spezzacatena: un quindicenne, studente al liceo scientifico Cavour di Roma,vittima di bullismo e il cyberbullismo,che nel 2012 decise di togliersi la vita.

Oggi Andrea avrebbe 27 anni e fa riflettere il fatto che,come un adolescente qualsiasi, non abbia potuto godere degli anni più belli della sua vita. La sua storia è una delle tante che ci rendono sempre più consapevoli di come i fatti e soprattutto le parole che diciamo possano avere un peso sugli altri, e che bisogna fare attenzione a come si usano. Inoltre, ci lascia anche un messaggio molto importante, ossia che se si e' vittima di bullismo o cyberbullismo, come nel caso di Andrea, non bisogna arrendersi, ma lottare, chiedere aiuto,farsi supportare.

In questo contesto anche il ruolo della famiglia è stato molto importante: la madre di Andrea lo ha sempre supportato, anche se non si era accorta del bullismo di cui era vittima suo figlio; ancora oggi ,raccontando nelle scuole,( e ora anche con il film), la sua storia contribuisce a mentenere vivo il ricordo di Andrea e a redarguire tutti noi.

I social hanno sicuramente avuto un ruolo fondamentale nella storia e hanno aggravato la situazione, anche questo ci fa capire molto di quanto influenzino i giovani d’oggi. L’ultimo aspetto di cui vorrei parlare riguarda l' omologarsi per piacere agli altri, tipico tutti gli adolescenti. Vestirsi o truccarsi come gli altri, fare cose o sport perché lo praticano gli altri, vedere un certo film perché lo hanno guardato gli altri; ma nella maggior parte delle volte magari a noi neanche piace quel vestito o quel film, ma lo mettiamo o lo guardiamo per far colpo sugli altri. Andrea ha fatto finta di essere qualcun altro per evitare il giudizio degli altri, ma questo gli è costato veramente molto molto caro.

Questa storia ci insegna a riflettere sul peso di azioni e parole a cui spesso potremmo dare poco peso, sull'importanza di chiedere aiuto, soprattutto se si e' vittima di episodi come quelli vissuti da Andrea.

Purtroppo molti ragazzi oggi faticano a confidarsi e ad avere punti di riferimento stabili, non vedono soluzioni e credono che l’unica soluzione sia arrendersi, arrivando anche a  togliersi la vita.

Baistrocchi Alice 2 CLSU







venerdì 24 febbraio 2023

"CARRIE" di Stephen King

 Questo è il primo libro pubblicato da Stephen King ed il primo libro che leggo di questo autore, ed è stato un romanzo forte, destabilizzante ma che mi ha fatto "incollare" alle sue pagine.
I libri horror e thriller mi affascinano sempre moltissimo anche se non dovrei leggere questi generi perché mi faccio troppo coinvolgere e, finisco col dover accendere le luci di tutte le stanze vicine a quella in cui mi trovo.
 

“Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.”

Carrie è cresciuta con la madre, una donna religiosa che l’ha sempre tenuta isolata dal mondo, è una ragazza introversa, vittima di bullismo a scuola sin da quando era piccola, ma possiede qualcosa che la distingue da tutti gli altri, ovvero ha dei poteri sorprendenti di cui non è a conoscenza.
Ha sperato che il ballo della scuola potesse avvicinarla ai suoi compagni, ha creduto di poter fare amicizia ma quello che accadrà durante la festa la porterà a conseguenze davvero disastrose.
 
Moltissimi di noi hanno empatizzato con Carrie: vittima di bullismo, demolita dalla madre, isolata e incompresa. Però la protagonista non è solo vittima ma anche carnefice, e King sottolinea la sua evoluzione da adolescente a donna, la cui maturità va di pari passo con la sua violenza.
 
“Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.”
 
Questo libro mi ha lasciato addosso uno strano nervosismo: questa è una vera e propria testimonianza del male, della violenza all’interno delle scuole, dei conflitti familiari e di un fanatismo religioso.
Anche la telecinesi diventa un argomento su cui dibattere: dono o maledizione? 
 
MARTINA SIGNORILE - 5^A LSU

domenica 1 gennaio 2023

MERCOLEDI' - la ragazza Adams di Tim Burton

Buon primo lunedì dell'anno a voi, cari lettori del Mattei’s Blog! preparatevi a riscoprire il brivido delle recensioni sulla più attesa serie tv del 2023.

Due schiocchi delle dita, ed un brivido corre lungo la spina dorsale: basterebbe questo a caratterizzare il ritorno della famiglia Addams sui piccoli schermi, almeno per coloro che hanno vissuto il magnifico apogeo degli anni Novanta.
Non è un’operazione nostalgica quella imbastita da Netflix e Tim Burton, perché il nuovo show dedicato ad una eroina così particolare saprà accalappiare tanti nuovi estimatori insieme alla vecchia platea di appassionati, lasciandoci prevedere una nuova ondata culturale di fatalismo, gusto del macabro ed esaltazione del pallore cadaverico, esattamente come era accaduto negli indimenticabili anni Novanta. 
Non sapevamo di volerla guardare, ma la accoglieremo con estremo piacere.

Ogni adolescente sa benissimo cosa significhi inserirsi in quell'assurdo contesto sociale che è il liceo, tra comitive dalle ferree leggi non scritte ed eventi collettivi ai quali prendere parte, il tutto condito da un lavoro personale fatto di cultura e preparazione ad un futuro che si rivelerà ben più tetro di un presente apparentemente ingestibile. 
Tutte queste preoccupazioni non sfiorano la giovane Mercoledì Addams (Jenna Ortega), una ragazza cresciuta dalla sua amorevole famiglia con il culto della morte e la passione per l'orrido, una goth ante litteram arguta e spietata, assolutamente impossibile da calare nel quadro fanciullesco di una scuola superiore. Ed infatti la ragazza è costretta a continui spostamenti a causa delle continue espulsioni date dalla sua propensione alla vendetta più brutale, finché i suoi genitori non la obbligano a frequentare Nevermore, la scuola per reietti che li ha visti sbocciare nella loro spettrale gioventù. 
Tra i corridoi di un liceo per lupi mannari, sirene ammaliatrici ed altre splendide mostruosità, Mercoledì riesce incredibilmente a diventare la più strana di tutti, perché anche tra questi esseri mitologici vige un ambiente sociale che rigetta il cinismo della giovane Addams. 
Come se non bastasse il complicato inserimento tra le fila scolastiche, la ragazza si trova anche invischiata in un'assurda storia di omicidi e verità seppellite, mentre una bestia sconosciuta sembra presagire l'avvento di un'entità oscura.
Al centro di una detective story dai tratti giovanili, tra smembramenti e classici salvataggi dell'ultimo minuto, lo show pone su un piedistallo la sua iconica protagonista presentandola senza troppi giri di parole, conscio dell'importanza di un personaggio che - almeno fino a qualche anno fa - era letteralmente adorato dalle masse.

Mercoledì è ancora la stessa cinica ragazza che ricordavamo, con il il suo portamento lugubre ed il viso inespressivo di chi non prova alcuna empatia, ma stavolta è calata in un contesto liceale che solo all'apparenza potrebbe accoglierla, finché non si scopre che anche i reietti hanno le loro convenzioni sociali. 
Rivalità, alleanze e primi amori sbocciano intorno ad una studentessa che cerca di convincersi della sua estraneità alla vita pubblica, chiudendosi in un mondo di gustoso fatalismo ed intelligenza eccentrica, per poi scoprirsi ancora più forte con degli amici fidati: questo percorso di crescita si svolge in maniera quasi sibillina, con la delicatezza di una storia che spiattella in primo piano la sua anima investigativa, mentre dietro le quinte si evolvono quelle dinamiche sociali che obbligano Mercoledì a lavorare su se stessa

Il contrasto è tutto basato su l'arguzia di una detective in erba che, proprio grazie al suo pensare fuori dagli schemi, riesce a trovare le soluzioni più brillanti agli enigmi, ma la sua personalità schiva e materialistica la allontana dai compagni che non sapeva di desiderare.
Parallelamente ad una detective story dai tratti semplicistici - e dalle evoluzioni ampiamente pronosticabili - si affianca quindi un racconto di sviluppo adolescenziale che poi si insinua tra le maglie delle indagini, tra il passato oscuro dei genitori che getta nuova luce su un rapporto strano ma a suo modo appagante, ed il desiderio improvviso di avere qualcuno con cui condividere la propria vita.
Lo show Netflix si dimostra, quindi, genuino e sentimentale nella sua allegria di fondo, ma ciò non toglie che il fatalismo di Mercoledì Addams non stanca mai.

Anche nella gestione di un personaggio così complicato brilla una scrittura capace di non scadere nella tossicità, evitando il rischio di trasformare la protagonista nella classica ragazzetta acida e fastidiosa a cui sarebbe stato complicato affezionarsi: questa Mercoledì è semplicemente irresistibile, ed il merito va anche ad una Jenna Ortega impeccabile nell'espressività facciale e nella modulazione della voce, aiutata da un trucco cinereo che riporta subito alla mente la magnifica Christina Ricci che l'aveva preceduta. 
L'iconica interprete torna in questa serie per dare vita ad un personaggio peculiare di cui non vogliamo anticipare nulla (ma ovviamente importantissimo), mentre i genitori di Mercoledì sono Catherine Zeta Jones e Luis Guzman, impeccabili nel riesumare una coppia lugubre e focosa al tempo stesso.

Ad incorniciare il tutto ci pensa la regia di Tim Burton, probabilmente il regista perfetto per riportare in vita queste atmosfere comiche e spettrali, che sfrutta al meglio la magnifica colonna sonora di Danny Elfman ricreando un piacevole miscuglio di modernità e nostalgia, strizzando l'occhio agli storici fan della Famiglia Addams ma senza allontanare un nuovo bacino d'utenza. 
Il contrasto visivo tra la spiccata semplicità cromatica di Mercoledì e le sgargianti personalità dei suoi coetanei non stanca mai, e rafforza il tema di un'inclusione gentile che deve esaltare le differenze e non appianarle.

Il mio voto è 9/10 

Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il trailer: https://youtu.be/s5_XBXSlNzA

Alla prossima recensione!
KATIA BINELLI - 5^A LSU  

p.s.: voi siete team Xavier o Tyler?

sabato 17 ottobre 2020

Un passo verso la normalità


 “Torneremo ad essere quelli di sempre, torneremo ad abbracciarci, a ridere e a stare insieme?”

 Quante volte abbiamo sentito queste parole durante il lockdown e quante volte abbiamo sperato che tutto ciò sarebbe stato possibile, nonostante la paura che il suono delle sirene non sarebbe mai cessato e che questa pandemia avrebbe vinto su tutti noi.

E invece ora, ad ottobre 2020, noi studenti italiani siamo tornati, da esattamente un mese, su quei banchi che tanto abbiamo bramato. Pensando solo ad un anno fa molti di noi alla notizia di più di tre mesi lontani da scuola avrebbe fatto salti di gioia alti due metri e invece durante il periodo di Dad, dove l’unico contatto con i compagni era lo schermo di un computer e le ore di lezione erano sostituite da lunghi audio da ascoltare, abbiamo capito che quella struttura tanto odiata, definita da alcuni addirittura un carcere, era la cosa che più ci mancava e più desideravamo.

Sentendo anche il parere di altri ragazzi il problema più grande di quel periodo così buio è stato gestire l’ansia, ma non solo delle interrogazioni o delle verifiche, ma anche quella di non poter tornare alla quotidianità che tanto ci apparteneva, ridere durante l’intervallo e correre per i corridoi pur di non arrivare in ritardo.

Ci chiedevamo, quando tutto questo sarà possibile?

E finalmente è arrivata la tanto attesa conferma: dal 15 settembre si è tornati sui banchi, ma guardiamo anche l’altro lato della medaglia, con la felicità sono sopraggiunte in molti di noi nuove paure, come quella di contrarre il virus e attaccarlo ai membri più deboli della propria famiglia, tant’è che ancora oggi ad un mese di distanza dall’apertura una dell’ipotesi poste nel nuovo DPCM era quella di tornare alla Dad per paura di innalzare ancora di più la curva dei contagi. Nonostante ciò si resiste e la proposta è stata ritirata grazie al piccolo contributo quotidiano di ciascuno di noi.

Anche io ho avuto varie perplessità e per questo ho voluto aspettare un mese prima di scrivere questo articolo sul ritorno a scuola: ne avevamo sentite parecchie dai divisori tra gli studenti a banchi a rotelle, quindi immaginare cosa ci saremo trovati davanti varcata quella soglia era alquanto difficile. Ci si aspettava una scuola piena di ansia e paura, ma in realtà abbiamo trovato tanta tranquillità e voglia di ripartire.

Ho deciso di pubblicare questo articolo solo ora, perché volevo avere le idee chiare per riuscire ad esprimere al meglio quello che è il pensiero di molti studenti italiani su questo rientro e spero di averlo fatto al meglio.

Non so ancora come andrà a finire questo anno scolastico, ma so che se ognuno di noi ci metterà il proprio contributo, tutto andrà per il meglio.

Vi aspetto in un prossimo articolo! Buon anno scolastico.

Cattani Martina, 4ALSU

giovedì 10 settembre 2020

L’anno delle grandi aspettative

 Mentiremmo tutti se dicessimo che quest’anno scolastico non porti sulle spalle il peso delle tante aspettative degli alunni.

Il 2020, finora, è stato un anno che mese dopo mese, giorno dopo giorno e secondo dopo secondo, non ha smesso di sorprenderci. È stato l’anno delle perdite e delle grandi ribellioni ma adesso, la cosa che interessa alla maggior parte dei ragazzi è: “Ma la scuola?”.

“Che cosa ti aspetti da quest’anno scolastico?”

È una domanda molto difficile alla quale proverò a rispondere con la mia verità.

Magari alcune cose cambieranno e altre sono già cambiate ma, sicuramente, sarà un anno particolare e pieno di sorprese. All’inizio sicuramente saremo spaesati perché, fino ad adesso, la scuola è sempre stata un’abitudine che nel corso degli anni non è mai cambiata: l’ora della merenda, lo spazio in cui ci potevamo muovere e addirittura l’orario scolastico. Ma, piano piano, accetteremo questi piccoli cambiamenti che, seppur molto rivoluzionari, saranno utili per vivere in un ambiente più sicuro. Perché, alla fine, è la paura che ci fa vivere nell’ansia di ritornare a scuola. C’è chi preferiva le video lezioni e c’è chi invece no ma, in ogni caso, settembre e quel campanello d’allarme che ci dice che ormai l’estate è finita. Un’altra cosa che mi aspetto infatti è questa: spero che le persone intorno e noi ci rispettino e che seguano le norme che ci sono stare date per riuscire a ripartire al meglio. Molti probabilmente penseranno che sia inutile o anche stupido, ma si è sempre detto che, alla fine, è meglio prevenire che curare no?

Auguro a tutto un buon inizio per quest’anno scolastico che sicuramente ci metterà alla prova, ma accettatela questa sfida perché si sa, la vita è imprevedibile.

Mariarosaria Cipolletta 4ALSU

mercoledì 24 gennaio 2018

IL RECUPERO NO, NON LO AVEVO CONSIDERATO…


Durante la settimana di flessibilità gli alunni che hanno difficoltà in alcune materie hanno la possibilità di seguire dei corsi di recupero, dove i professori spiegano loro gli argomenti non compresi durante il trimestre.
Noi, giornaliste in erba del Mattei’s Blog, abbiamo girato per alcune classi per capire cosa significa frequentare i corsi di recupero all’interno delle aule studio.

Gli alunni delle prime del Liceo delle Scienze Umane hanno risposto alle nostre domande con tranquillità (va detto che non tutti sono stati ospitali), sostenendo che i professori erano abbastanza chiari nella spiegazione dei concetti fondamentali, mostrando dunque fiducia in un riscontro positivo alla fine di questa particolare settimana. Inoltre, hanno specificato che, nonostante le materie abbastanza impegnative, i professori non hanno fatto pesare il corso.
Positive anche le dichiarazioni degli alunni-tutor. “Ci piace – hanno dichiarato – aiutare gli altri ragazzi in difficoltà”.

L’opportunità di recuperare le materie non sufficienti nel trimestre in una settimana dedicata interamente a questo, è una prassi nel nostro Istituto ma le posizioni sono discordanti.

Ciò che è emerso è che la maggioranza degli alunni ritiene che questi corsi siano utili ma…
Ebbene sì, c’è un ma.
Infatti, mentre alcun alunni sostengono di essere riusciti a colmare qualche loro dubbio, una minoranza pensa il contrario, sostenendo che i corsi di recupero durante la settimana di flessibilità siano solo una perdita di tempo, poiché vengono ripresi argomenti vecchi.

Già… magari quelli non compresi nei mesi precedenti.


Opinioni contrastanti anche per quanto riguarda la seguente domanda: “I corsi sono pesanti?”
Un numero cospicuo di alunni hanno risposto che non lo sono o che comunque dipende dai compiti assegnati giorno per giorno. Altri, invece, li ritengono non semplici, soprattutto chi ha materie come matematica e fisica.
In merito, invece, all’organizzazione degli orari la gran maggioranza dei ragazzi pensa che un’ora e mezza sia un eccesso che nuoce al mantenimento dell’attenzione: meglio un’ora.
Ovviamente c’è anche chi è contento e non ha rimostranze da fare.
Che dire?
Il mondo è bello perché è vario.

Valentina Negri 3 ALSU
Laura Bersani 3ALSU
Martina Cattani 1ALSU
Cassandra Pastori 1ALSU