mercoledì 4 febbraio 2026
Il sussurro del fiume
Novità per il Mattei's Blog
Un duro compito ora spetta a noi redattori ed è quello di leggere ogni componimento con attenzione e passione per decretare le poesie vincitrici perché, oltre al prestigio della vittoria che non fa mai male, ci sarà un riconoscimento speciale.
Le poesie vincitrici e i testi
dei finalisti meritevoli verranno pubblicati ufficialmente proprio qui sul
nostro blog e sul giornalino cartaceo della scuola. Sarà un'occasione unica per
trasmettere le vostre parole.
Cosa cercheremo nei vostri versi? Quando analizzeremo le
vostre poesie cercheremo parole capaci di lasciare il segno, un punto di vista
unico che ci faccia vedere le cose in modo nuovo e infine quel brivido che solo
un testo autentico sa regalare.
Ma in questa nuova missione non saremo soli perché ci
aiuteranno gli studenti del corso di scrittura creativa. Nel nostro istituto, a partire da quest’anno scolastico,
è stato attivato questo corso e per capire meglio come nasce questa
iniziativa abbiamo intervistato la professoressa Pisu che lo cura. Lei ci ha
spiegato che, oltre alla scrittura, l'obiettivo del corso è creare una vera
famiglia.
La prof. ci ha confessato qualcosa di molto profondo: anche
lei impara ogni giorno dai suoi studenti. Mentre i ragazzi svolgono gli
esercizi e scrivono i loro versi lei osserva e assorbe e ha affermato: "Imparo tantissimo da loro, spero sempre di cogliere la loro luce quando
leggo quello che scrivono". Proprio per non perdere questa magia, tra i
progetti futuri c'è l'idea di creare una raccolta di tutte le poesie, un modo
per rendere concreto il lavoro fatto insieme e custodire le emozioni nate
durante le lezioni.
Si può insegnare la creatività?
Secondo la prof. la risposta è no, la creatività non si
insegna, si canalizza. "Tutti siamo creativi in qualche modo prendiamo
come esempio il falegname che crea un'opera d'arte dal legno o il programmatore
che scrive un codice. La creatività ce l'abbiamo tutti, l'importante è saperla
canalizzare e poi esprimerla sulla carta". Il corso serve proprio a
fornire gli strumenti necessari per dare forma a quel talento che ognuno di noi
possiede. A chi ha grandi idee ma ha paura di non saperle esprimere, la prof
ricorda che il blocco dello scrittore è una sfida reale. Il segreto è non
forzare la Musa, così la definisce, ma farsi trovare pronti segnando ogni idea
sui block-notes o sul cellulare. Lei ad esempio quando ha un'idea scrive
dappertutto. Bisogna buttare giù i pensieri senza troppa razionalità:
"Scrivete le prime cose che vi vengono in mente, anche senza un ordine
preciso. Qualcosa di buono nascerà sempre non possiamo comandare alla Musa ma
quando arriva, qualcosa di magico accade."
Durante l' intervista è emerso che la passione della prof. nasce proprio tra i banchi delle medie la sua insegnante di allora le consigliò
di scrivere tutti i suoi sogni a occhi aperti per renderli concreti visto che
era una ragazza molto creativa e con la testa tra le nuvole. "Più leggi e
più scrivi, e più scrivi e più impari a farlo", ci ha ricordato. Il suo
consiglio per noi? Lasciatevi andare, esprimete ciò che sentite e, solo dopo,
passate alla revisione per limare i vostri versi.
Una studentessa, da
noi intervistata e che frequenta il
corso, ci ha raccontato come la sua prospettiva sia cambiata radicalmente.
Iscritta inizialmente per migliorare il rendimento scolastico, ha scoperto che
scrivere è un modo divertente e libero per esprimere se stessa. Parte di questo
divertimento deriva da esercizi sensoriali. "A volte facciamo dei giochi
particolari, come imitare dei suoni. Lo facciamo per capire il ritmo delle
parole".
Riguardo al tema del contest "I colori delle emozioni" la studentessa
ha espresso un parere molto onesto, lo ritiene
un tema affascinante che permette di dare un'identità visiva a ciò che
proviamo, ma allo stesso tempo è una sfida complessa. Come ogni tema importante
richiede impegno per essere rispecchiato fedelmente nelle parole ma è proprio
questa difficoltà a renderlo stimolante.
Lei ha imparato così ad uscire fuori dagli schemi non
soffermandosi solo sulla traccia scolastica ma usandola come trampolino. "Quando
scrivo sento il bisogno di immergermi completamente nelle parole per rilasciare
tutte le mie emozioni all'interno di esse". Ed è qui che vediamo come il
foglio diventa un luogo dove i sentimenti prendono forma e trovano il loro
ritmo unico.
E per dar spazio ai lavori di questo corso al Mattei’s blog
è stata aggiunta la nuova rubrica “Scrittura creativa”.
Se queste novità vi hanno incuriosito non vi resta che continuare
a leggere le nostre pubblicazioni!
La Direttrice Marwa 3C LSU
Buen Camino
Questo è l’ultimo film in cui Luca Medici, comico noto con lo pseudonimo di Checco Zalone, che ha recitato dopo diversi anni di inattività.
In questo film veste i panni di un uomo agiato che non lavora e che adora vivere nell’ozio totale.
Infatti dimora in una villa assai lussuosa insieme alla sua compagna, una modella messicana, e passa la maggior parte del tempo a festeggiare ed a gozzovigliare con gli amici sullo yacht privato.
Ha anche una figlia di 17 anni, Cristal, che ha un carattere completamente diverso da lui e, di nascosto, ha deciso di allontanarsi per intraprendere il cammino di Santiago di Compostela.
Allarmato da questa situazione di cui è venuto a conoscenza grazie a Corina, amica di Cristal, anche lui inizia a percorrere il cammino a bordo della sua Ferrari.
Una volta raggiunta la figlia lei lo ignora completamente e lui inizia a pensare di abbandonare il percorso svolto finora.
Tuttavia, grazie alle parole di conforto della pellegrina Alma, decide di proseguire e man mano inizia a cambiare il suo carattere esuberante per entrare in contatto con la figlia.
Il punto di svolta del film avviene quando lei inciampa e si frattura un piede e questa situazione la costringe a restare in sedia a rotelle e qui Checco la aiuterà a concludere il cammino spronandola a non mollare.
Una volta giunti a Capo Finisterre, Checco si dichiara ad Alma che alla fine lo rifiuta in quanto suora.
Cristal invece viene trovata dai carabinieri perché era stata presentata una denuncia per scomparsa da Linda, ex moglie di Checco. Ma la ragazza non torna a casa. Come sui vede nella commovente scena finale, lei decide di proseguire il cammino con il padre che ormai ha cambiato la propria personalità e vuole migliorare ancor di più.
Questo film, oltre a intrattenere il pubblico, fa riflettere anche su alcune tematiche come il forte e vero rapporto tra padre e figlio e di come un’esperienza mai fatta prima possa cambiare la vita di una persona.
Pertanto, per concludere, se doveste avere voglia di passare tempo in compagnia della vostra famiglia o dei vostri amici e di divertirvi, consiglio caldamente questo film.
Francesco Maccagni 5B LSU
domenica 1 febbraio 2026
NORIMBERGA
Il lungometraggio, diretto da James Vanderbilt e con un cast stellare (Rami Malek, Russell Crowe, Micheal Shannon e Leo Woodall), è uscito nelle sale italiane il 18 dicembre 2025.
Il film tratta di un dramma storico ambientato nel 1945 dopo la resa del Terzo Reich che vede il processo verso i più fedeli seguaci di Hitler.
All'indomani della seconda guerra mondiale, lo psichiatra Douglas Kelley si reca, sotto richiesta dell’ambasciata Americana, a Norimberga per poter valutare la sanità mentale dei momentanei carcerati. Il più importante è Göring Hermann, colui che avrebbe dovuto prendere il posto del Führer.
Il giudice americano Dan Haywood ha avuto l'incarico di processare gli imputati nazisti.
Durante il dibattimento in aula emergono diverse testimonianze dagli imputati e viene mostrato un video dagli alleati ed è in quel momento che l’aria si fa tesa. Il cortometraggio riproduceva immagini reali provenienti dai campi di concentramento, alla visione di esso cala un silenzio che rende impossibile negare ciò che è successo.
Noi consigliamo la pellicola a tutti gli appassionati e non di film storici. Il ritmo accattivante, ti tiene infatti attaccato allo schermo facendoti immedesimare in quella situazione.
Uno dei momenti più toccanti è stato quando il sergente Triest all’inizio del film confida al dottor Kelley di aver smesso di fumare ma avrebbe ripreso solo quando sarebbe finita in modo definitivo la guerra. Dopo il processo dei nazisti il ragazzo esce all’aperto e prende una sigaretta ed un accendino ma una volta accesa rimase impassibile e la getta via.
Il tema narrato è così forte da penetrare nel corpo e suscitare diverse emozioni, facendoti capire la gravità degli avvenimenti.
Il tema principale è quello della giustizia. La visione del film è importante per ricordare il passato.
Sveva Barbieri e Serena Bolgarani 3C LSU (testo), Rania Nssis 3C LSU (disegno)
sabato 31 gennaio 2026
Intervista ad uno studente del Mattei
Ciao a tutte e tutti!
Oggi vi propongo un'intervista sulla vita studentesca e il
benessere mentale a scuola fatta ad un mio compagno di classe e amico Gabriel
Donetti, frequentante una quinta del liceo delle scienze umane.
Un momento in cui la scuola ti ha fatto sentire orgoglioso
di te stesso?
Probabilmente l'anno scorso quando ho esposto il
documentario sulle malcontente. Mi è piaciuto il fatto che mi sia stata data
questa responsabilità di esporre un progetto legato ad un tema importante che è
quello dell'emancipazione femminile. Un altro momento è stato quando ho
cambiato indirizzo e ho sentito che la scelta fatta era quella giusta per la
classe, per le materie e per i professori. Questi due eventi in particolare
sono quelli che mi suscitano più orgoglio quando penso alla scuola.
Quando ti senti più ansioso durante la settimana scolastica
e cosa lo scatena?
In generale la scuola in sé mi dà ansia però un fattore che
sicuramente incide su di essa sono le verifiche e le valutazioni in generale.
Mi sento come se avessi il fiato sul collo però conta molto il voto in
generale. Non c'è un momento nello specifico della settimana, ma c'è un periodo
dell'anno in cui magari si accumulano verifiche e interrogazioni e mi sento più
a disagio. Sapere di essere valutato è un po' come se fossi messo sotto una
lente di ingrandimento.
In che modo vorresti che i licei affrontassero lo stress per
migliorare il benessere mentale?
Credo che si potrebbe lavorare molto sulla valutazione ma
anche sulla cultura in sé. Se affrontassimo le materie con un approccio diverso
che possa arricchire la persona e non solo impartire delle nozioni secondo me
lo stress potrebbe diminuire. Bisognerebbe potersi appassionare alla materia
con un approccio che possa arricchire e portare lo studente a creare un
coinvolgimento diretto con ciò che studia.
Quando svolgo dei temi o dei saggi mi trovo bene perché
sento di essere libero di esprimermi nei limiti del possibile. Credo che la
capacità di mettere in atto le conoscenze apprese con lo studio tenda ad
alleviare lo stress perché si ha la possibilità di fornire un feedback al
professore che non si limiti a riproporre quello che il docente ha spiegato, ma
arricchire i contenuti con i nostri pensieri e con la nostra immaginazione in
generale. Nel lato pratico non so come potrebbe cambiare la cosa, diciamo che è
un concetto che oggi secondo me non c'è ancora. Per me il benessere mentale
migliorerebbe in questo modo.
Descrivi come usi il tempo libero per gestire le pressioni.
Io solitamente leggo o guardo dei film o gioco ai
videogiochi, però principalmente la lettura è il mezzo che sfrutto di più per
staccarmi dalla realtà. La lettura per me è un grande espediente per staccare
un attimo, per far riposare il cervello, per portarlo in una dimensione dove il
disagio del mondo quotidiano non arriva.
Cosa cambieresti del tuo liceo se potessi decidere tutto?
Se potessi cambierai tutto e non solo nei licei. Farei una
grande scuola con tanti corsi che, a partire dalle scuole superiori, darebbe la possibilità agli studenti di
scegliere quali frequentare per studiare
in base alle proprie passioni e interessi. Alla fine di questo percorso
di studio, con delle prove, si conseguirebbero dei certificati attestanti
appunto la partecipazione e l'acquisizione di determinate conoscenze. Mi
piacerebbe una scuola libera dove uno studente può decidere di studiare elettrotecnica
ma anche filosofia perché ha una passione per questa disciplina. Io mi
concentrerai sulle materie che studio adesso ma toglierei quelle che apprezzo
poco perché non rientrano mei miei interessi.
Ringrazio Gabriel per la disponibilità e saluto i lettori
del Mattei's Blog.
Alla prossima.
Il Direttore, MOHAMED, 5BLSU
MARTY SUPREME
E’ stato candidato
in ben 9 categorie agli oscar, tra cui miglior film, miglior attore
protagonista e miglior sceneggiatura originale.
Il lungometraggio
del regista Josh Sadie prodotto da A24 è ambientato a New York negli anni ‘50 e
vede come protagonista Marty Mauser (interpretato da un eccezionale Timothée
Chalamet che ha già vinto ben due premi grazie a questo ruolo), uno scaltro
commesso di scarpe del negozio di suo zio.
Il suo sogno, però,
non è quello di continuare quell'attività ma bensì di diventare il volto del
ping pong americano.
Il film è ispirato
a Marty Reisman, un giocatore di ping pong con una personalità particolarmente
eccentrica.
Marty non è il
solito protagonista che ci si aspetta, lui non solo si allena duramente per
arrivare al successo ma imbroglia anche.
Senza scrupoli e
peli sulla lingua è pronto a mettere in pericolo la sua vita e anche quella di
chi ama, di sfruttare amici e parenti pur di raggiungere il suo obiettivo.
Molti suoi gesti
sono immorali, guidati dal suo enorme ego. Ruba, manipola, non si preoccupa né
di fare di testa sua né di quello che la gente pensa. Lui vuole solo arrivare
in alto e i metodi per arrivarci non gli interessano se alla fine lo portano
alla riuscita del suo obiettivo. Il suo è un personaggio difficile da amare e
infatti molti lo odiano, ma altri, invece, lo amano e apprezzano il fatto che
non si arrende mai.
Il film ripercorre
molti temi, come quello del fallimento, dell'ambizione, dell’ ossessione e del
famoso “sogno americano” a cui Marty ambisce.
Lo stile del film è
molto vivace, anche un po’ confusionario a detta di molti, ma secondo me è
questo il suo bello. Non annoia mai, la narrazione è veloce, coinvolgente, ricca
di colpi di scena. Non dovete farvi intimorire dal fatto che sia un film sul
ping pong, perché quello è solo un pretesto usato per narrare la vera trama.
Lo consiglio ad un
pubblico maturo, viste alcune scene, ma fidatevi che se gli date una
possibilità non ve ne pentirete.
Sveva Barbieri 3C LSU
giovedì 29 gennaio 2026
La Guerra dei Like
Ciao a tutti!
Oggi vi parlo de "La Guerra dei Like". Questo
libro, scritto nel 2023 da Alessia Cruciani con la partecipazione dello
youtuber Daniele doesn't matter, è ben scritto e commovente e ti fa
immedesimare nel protagonisti che sono: Cristina e Ruggero.
Cristina è un'adolescente dolce e gentile, frequenta la scuola media Matteotti di Milano, ama
cucinare le torte e ha un grande sogno, entrare nella Scuola di Ballo La Scala.
Ruggero, amico di Cristina,
è uno studente che frequenta un'altra classe della stessa scuola, ha un
grande senso dell'umorismo è simpatico ma timido.
Entrambi stanno attraversando una fase importante e
difficile, l'adolescenza.
Tutto sembra andare bene finché un giorno la scuola diventa
un inferno vivente per Cri e Rug (il diminutivo dei protagonisti), la loro vita
viene completamente stravolta e ognuno si trova ad affrontare come può il bullismo
nell'epoca dei social.
Alessia Cruciani è stata capace di creare una narrativa con
suspense che ti fa rimanere incollato alle pagine, cercando di capire cosa
succederà ai protagonisti e facendoti vivere le loro emozioni, come se fossi lì
con loro. A volte vuoi abbracciarli, altre volte consolarli. Non faccio spoiler
ma ho tenuto il fiato sospeso per il finale.
Ho iniziato il libro a settembre 2025 e l'ho finito, dopo
varie pause, ad ottobre. I temi affrontati sono il bullismo, il cyberbullismo e
la discriminazione attraverso i social network. Sono tematiche importanti che
vengono raccontate in modo rispettoso e appropriato, senza mai scadere in frasi
fatte o victim blaming ma spiegando cosa si prova in quei momenti e perché
spesso le vittime subiscono in silenzio.
La Guerra dei Like è un libro molto attuale, per certi versi
simile al romanzo / serie 13 - Thirteen reasons why. Rispetto al 2023 oggi il
fenomeno del bullismo e del cyberbullismo è peggiorato, basti pensare alla
diffusione massiccia di deepfake, video e foto false ma realistiche generate
con l'AI.
Alessia Cruciani non solo sensibilizza sul bullismo e sul
cyberbullismo ma offre anche un messaggio positivo. Gli amici, i genitori, gli
insegnanti e le personalità della rete, possono fare una grande differenza nel
contrastare e prevenire questi fenomeni.
Alla prossima recensione.
Il Direttore, MOHAMED, 5BLSU
mercoledì 28 gennaio 2026
Con-Vinciamo
Venerdì 16 gennaio 2026 le classi del triennio del polo Mattei hanno assistito e partecipato ad un incontro che si è tenuto in aula magna con due neuropsichiatri, il dottor Parisi e la dottoressa Albamonte e con un ragazzo, affetto da autismo, che ha testimoniata la sua esperienza.
Tutte le classi presenti hanno potuto,
attraverso gli interventi proposti, riflettere sul tema della disabilità da un
punto di vista sociale.
Il primo intervento è stato tenuto dal dottor
Roberto Parisi, neuropsichiatra infantile e primario del dipartimento di salute
mentale di Piacenza, che ha trattato la disabilità in qualità di esperto e
professionista che è a contatto diretto con casi di ogni tipo.
Quando si parla di disabilità oggi non si
pensa più solo a una malattia o a un problema della persona ma sempre più
spesso si utilizza una prospettiva psico-sociale che guarda anche all’ambiente
in cui l'individuo vive perché una difficoltà può diventare un vero limite solo
quando esso non è accogliente o inclusivo.
In questo cambiamento è centrale il concetto
di funzionamento. Non conta solo “che problema ha” una persona, ma come
funziona nella vita di tutti i giorni: cosa riesce a fare, come comunica, come
partecipa alla vita sociale. Questo ha modificato l’approccio medico
tradizionale che era molto concentrato sulla diagnosi mentre oggi essa serve
soprattutto a capire meglio la persona e a costruire percorsi terapeutici su
misura, pensati per migliorare l’autonomia e il benessere e non solo per curare
i sintomi. A tal proposito è importante anche distinguere tra comportamento
deviante e comportamento patologico: il primo indica qualcosa che non rispetta
le regole sociali senza indicare necessariamente una malattia mentre il secondo è legato a un
disturbo psicologico che crea sofferenza e rende difficile il funzionamento
quotidiano. Fare questa precisazione aiuta a evitare giudizi e stigmatizzazioni
inutili.
L’intervento successivo è stato proposto dalla dottoressa Silvia Albamonte, neuropsichiatra, che ha parlato dell’autismo e delle sue forme in relazione al contesto sociale evidenziando come esso possa presentare differenze specifiche per il soggetto che ne è affetto. L’autismo non è uguale per tutti ma comprende funzionamenti molto diversi. Le persone autistiche possono avere modalità particolari di comunicazione e relazione che influenzano i rapporti con gli altri. Tuttavia, quando l’ambiente è informato e rispettoso, molte difficoltà relazionali si riducono. Ancora una volta non è solo la persona che deve adattarsi ma anche la società.
Una testimonianza diretta è stata offerta da
Lorenzo Rizzi, un lead engineer a cui è stato diagnosticato l’autismo ad alto
funzionamento 10 anni fa. Raccontando la sua vita ha riferito delle esperienze
di rapporti sociali influenzati dalla diagnosi dell’autismo per far capire che
non deve essere una malattia o un limite fisico e mentale a fermarci negli
obiettivi che ci poniamo nella nostra vita ogni giorno.
Questo incontro è stato un’occasione di riflessione per tutti gli studenti presenti perché ha fornito indicazioni basate su studi ed esperienze dirette. E’ importante trattare tematiche legate all'inclusione perché quando ci si relaziona con persone che presentano limiti o difficoltà di vario genere è necessario saper adottare il giusto atteggiamento e approccio per non farle sentire diverse ed escluse.
Iskra Colic e Andrea Longo 5A LSU























