domenica 10 maggio 2026
sabato 9 maggio 2026
THE DRAMA
The Drama
è un film scritto e diretto da Kristoffer Borgli, uscito nelle sale all’inizio
di aprile
Il film apparentemente sembra una rom-com, infatti la
storia segue Charlie ed Emma, due giovani molto innamorati che stanno
per sposarsi. Al grande evento mancano davvero pochi giorni e durante una cena
con altri due amici decidono di rivelare il loro segreto più oscuro. Tutto sembra
procedere bene fino a quando non arriva il turno di Emma. Il suo segreto infatti
cambierà la percezione che i suoi amici e il suo quasi marito hanno di lei. La loro relazione entra
in una profonda crisi e il film si trasforma in un thriller psicologico.
Il tema principale di questo film è la
fragilità nelle relazioni, infatti attraverso una sola verità scomoda si può
totalmente cambiare l’opinione che si ha in una persona.
Un altro fattore molto interessante del
film è il modo in cui smonta l’idea di amore perfetto a cui ormai ci siamo
abituati a vedere al cinema.
A rendere la storia ancora più realistica e coinvolgente
è l'ottima chimica tra i due attori protagonisti sul set
The
Drama è sicuramente un ottimo film, supportato da una trama avvincente e
interpretazioni magistrali
Nonostante ciò, ne consiglio vivamente la visione: è
un’opera originale, capace di distaccarsi dai prodotti più commerciali e
perfetta per chi vuole approcciarsi a un genere nuovo
Barbieri Sveva 3Clsu
mercoledì 29 aprile 2026
Uno studente del Liceo Mattei pubblica un saggio su Giulio Cesare
Ci sono libri che nascono da un incarico, da una scadenza, da
un'opportunità. E poi ci sono libri che nascono da una domanda. Giulio
Cesare di Gurbaaj Singh appartiene alla seconda categoria.
Gurbaaj è nato a Fermo nel 2008, frequenta il Liceo Scientifico Enrico
Mattei di Fiorenzuola d'Arda, ed è uno studente come tanti — fino al momento in
cui si scopre che nel tempo libero ha scritto, da solo, un saggio storico di
461 pagine con fonti primarie in latino, edizioni filologiche critiche e un
confronto sistematico con la storiografia moderna. Il libro è stato pubblicato
nel 2025. La giuria del Premio "I Murazzi" 2026 — XIV edizione,
organizzato dall'Associazione Elogio della Poesia di Torino — gli ha assegnato all'unanimità
la Menzione d'Onore Edito di Saggistica.
Il titolo è semplice: Giulio Cesare. Il contenuto non lo è
affatto.
Una
figura da restituire alla complessità
Chi era davvero Giulio Cesare? La storiografia tradizionale restituisce
spesso l'immagine di un busto di marmo o di un genio militare invincibile —
un'icona statica, cristallizzata nella leggenda. Il saggio di Gurbaaj parte
esattamente da questo problema e lo ribalta: Cesare non come reperto del
passato, ma come problema morale che interroga il presente. Come conciliare
efficacia militare e responsabilità pubblica? In quali termini l'autorità può
imporre ordine senza erodere i vincoli collettivi e le procedure che
garantiscono la libertà?
Il punto di partenza, come Gurbaaj stesso spiega, è una connessione tra
«scienza, tecnologia, storia e responsabilità civica, in una tensione di rigore
filologico e di attenzione etica al potere». Ciò che il saggio mette a fuoco è
quella che l'autore chiama la «ferrea norma logica» che attraversò la vita del
dittatore: una razionalità pratica che trasformò l'azione in sistema e la
parola in strumento di governo.
Un
libro in tre movimenti
Il saggio si articola in tre parti distinte e complementari. La prima
ricostruisce la traiettoria politico-militare di Cesare: le campagne in Gallia,
l'attraversamento del Rubicone, la guerra civile, la dittatura — narrati con
rigore storiografico e attenzione alle fonti, da Svetonio a Plutarco, da
Appiano a Cassio Dione. La seconda parte analizza Cesare come scrittore e
filosofo. La terza esplora la dimensione che forse meno ci aspettiamo da un
condottiero: la propaganda, l'arte, l'architettura come strumenti di
legittimazione del potere. Il Foro di Cesare, le monete, i trionfi
teatralizzati — non ornamenti, ma macchine politiche.
La
scrittura come tecnologia del potere
Uno dei contributi più originali del saggio riguarda i Commentarii
cesariani — il De bello gallico in sette libri e il De bello
civili in tre — che costituiscono il nucleo dell'analisi stilistica e
politica. Cicerone li definì nudi, recti et venusti: asciutti,
diretti, eleganti. La critica moderna li ha letti come un geniale autoelogio
redatto dal dittatore per fare proselitismo intorno a sé stesso. Gurbaaj va
oltre entrambi i giudizi: la brevità e la purezza dello stile non sono solo
virtù stilistiche, ma dispositivi intenzionali che naturalizzano decisioni
straordinarie, attenuano la percezione dell'agente e rendono plausibile la
concentrazione del potere. La scrittura stessa come «tecnologia del potere»,
capace di trasformare la narrazione di parte in dato storico apparentemente
neutro.
Altrettanto originale è la rilettura della clementia
cesariana: non gesto privato di magnanimità, ma fulcro operativo di un progetto
politico che mira a ricomporre il consenso e a spezzare il monopolio
oligarchico. La ratio cesariana si confronta nel saggio con correnti
anti-metafisiche e con un rapporto pratico alla Fortuna, intesa non come
destino ineluttabile ma come «logica aliena» da correggere con industria
e virtus. Studiare Cesare, in questa prospettiva, significa
innanzitutto imparare a decodificare i linguaggi del potere — un esercizio di
discernimento che il saggio propone come direttamente applicabile a ogni
contesto comunicativo, antico o contemporaneo.
La
tesi che rende questo libro unico
Ciò che distingue il saggio di Gurbaaj da qualsiasi altra trattazione
di Cesare non è la mole né la documentazione — per quanto entrambe siano
notevoli per qualsiasi autore, a maggior ragione per uno studente liceale. È la
bussola ermeneutica adottata, che non ha precedenti nella letteratura
cesariana.
Gurbaaj è Sikh, di origine punjabi, cresciuto nelle Marche. Il saggio
fa dialogare la razionalità di Cesare e il rigore civico di Cicerone con i
princìpi etici del Dharma e del Seva Sikh — il servizio disinteressato
verso la comunità, l'agire non per interesse personale ma per il bene di chi ci
circonda. Questa doppia lente — classica e religiosa — trasforma la storia in
scuola di cittadinanza: ogni esercizio del potere viene valutato alla prova
della cura per il prossimo e della dignità collettiva. Il confronto tra il
binomio honestum-utile e la responsabilità verso la comunità offre una
chiave di lettura inedita sulle trasformazioni istituzionali romane.
La domanda che ne emerge non è antiquaria. È, come Gurbaaj stesso
scrive nella prefazione, «esistenziale»: quando la forza è ordinata al bene
comune? Quando l'efficacia diventa pretesto per erodere le istituzioni?
Sono domande che Cicerone si pose nel I secolo a.C. Sono domande che valgono
oggi.
Il
riconoscimento della giuria
La giuria del Premio "I Murazzi" ha colto con precisione il
cuore del lavoro. Nella motivazione ufficiale sottolinea come Gurbaaj «superi
il giudizio critico normalmente assegnato ai Commentarii» e riveli
come Cesare possa rappresentare «almeno a livello teorico, una proposizione
alternativa rispetto alla crisi attuale dell'esercizio del potere in alcune
grandi democrazie occidentali». La Menzione d'Onore è stata attribuita
all'unanimità, con esplicito riconoscimento del «lavoro di applicazione,
documentazione e rielaborazione teorica del giovanissimo scrittore».
È un riconoscimento che dice due cose insieme: che il libro regge il
confronto con il circuito letterario nazionale, e che la sua tesi è abbastanza
originale e attuale da essere percepita come rilevante anche fuori dall'ambito
accademico stretto.
Perché
leggerlo
Dalla storia della Tarda Repubblica Romana emerge una lezione per il
presente: la vicenda di Cesare è monito contro la personalizzazione
dell'autorità e invito a tessere procedure e vincoli che mantengano il potere
sotto il vincolo della responsabilità.
Il saggio non si rivolge solo a chi studia storia romana, filologia o
filosofia politica. È pensato per chiunque voglia decifrare le tecniche sottili
di legittimazione del potere, imparando a riconoscerle e a difendere le
istituzioni che preservano la libertà comune. La comprensione delle dinamiche
del passato cessa così di essere un sapere fine a se stesso: diventa metodo,
strumento, forma di orientamento civile nel presente.
Un libro scritto da uno studente liceale che, anziché accontentarsi
delle risposte che già circolano, ha deciso di seguire una domanda fino in
fondo.
Il
libro
Giulio Cesare di Gurbaaj Singh è disponibile su Amazon: amazon.it/Giulio-Cesare-Gurbaaj-Singh/dp/B0G541B1J7
ISBN: 9798273939783. Per
approfondire: gurbaaj-cesare.it
domenica 26 aprile 2026
La nostra voce nel silenzio presentazione
Si tratta di un progetto autogestito, nato dall’esigenza profonda di parlare e non rimanere più in silenzio; proprio da questa necessità trae origine il nome del podcast. Il lavoro si è svolto interamente durante le ore scolastiche: i docenti ci hanno permesso di dedicare molto tempo al tema della salute mentale. Abbiamo scelto questo argomento perché, durante l’adolescenza, sono molti i ragazzi e le ragazze che soffrono di disturbi quali ansia, autolesionismo, DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) e molti altri.
Sentivamo il bisogno di portare questo tema a scuola perché se ne parla ancora troppo poco, o a volte per nulla. Eppure, è proprio tra i banchi che molti studenti compiono gesti di sofferenza, spesso nascosti agli occhi di tutti. Il progetto mira quindi a sensibilizzare e prevenire, partendo dalle testimonianze di noi studenti affinché nessuno debba mai sentirsi "diverso" o "sbagliato" a causa della propria storia.
Il podcast nasce per far sì che questo messaggio varchi i confini della nostra classe e raggiunga l'intera scuola (e non solo). Sappiamo che tante persone soffrono in silenzio e non riescono a esprimere il proprio dolore; vogliamo far sentire la nostra voce per far capire che la sofferenza mentale non è qualcosa da nascondere, ma un tema su cui discutere e, soprattutto, su cui intervenire per aiutare. Nessuno deve essere abbandonato: con il giusto supporto, nessuno si sentirà più solo.
Nelle prossime puntate parleremo di:
- Autolesionismo
Bullismo e violenza
Ansia e attacchi di panico
Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)
A presto e ricordate: il silenzio non è mai la soluzione. Parlare, denunciare e sfogarsi è il primo passo verso la guarigione. Fatelo, perché non siete soli.
Classe 1ªA - SSAS
sabato 18 aprile 2026
Coachella Festival
Il Coachella Valley Music and Arts Festival rappresenta oggi molto più di una semplice rassegna musicale, essendosi evoluto in un vero e proprio ecosistema culturale che detta le regole dell'estetica globale fin dalla sua nascita nel 1999.
Nato come una scommessa coraggiosa della Goldenvoice per offrire un’alternativa raffinata e artistica ai grandi raduni commerciali dell'epoca, il festival ha saputo trasformare il polveroso Empire Polo Club di Indio in una passerella a cielo aperto dove la musica si fonde indissolubilmente con la moda e il prestigio sociale.
La storia del Coachella è costellata di momenti che hanno ridefinito l'industria, dalle storiche reunion di band leggendarie come i Pixies o i Guns N’ Roses fino all'ascesa dei grandi headliner pop e urban che hanno trasformato il deserto in un tempio della modernità.
Gran parte del mito che circonda questo evento è alimentato dalla costante presenza delle figure più influenti del jet set internazionale, che hanno reso il prato di Indio un campo di battaglia per le tendenze stilistiche.
Le sorelle Kardashian e Jenner sono diventate nel tempo le vere madrine non ufficiali della manifestazione, trasformando ogni loro apparizione in un evento mediatico di portata mondiale che sposta l'attenzione dai palchi alle aree VIP. Accanto a loro, icone della moda come Gigi Hadid, hanno consolidato l'immagine del festival come il luogo dove il "festival style" raggiunge la sua massima espressione, mescolando influenze bohémien con il lusso dell'alta moda e rendendo ogni scatto fotografico tra le palme un tassello fondamentale della narrazione digitale contemporanea. Questa fusione tra musica e immagine ha creato un'attrattiva irresistibile che ogni anno attira centinaia di migliaia di persone, tutte desiderose di far parte di un'esperienza che sembra sospesa in una bolla di glamour e creatività.
L'edizione del 2026 ha saputo spingersi ancora oltre, abbattendo le barriere tra le diverse forme d'arte e portando sul palco influenze culturali che fino a pochi anni fa sarebbero state considerate mediocri. Un esempio lampante è stata l'incredibile accoglienza riservata alla colonna sonora dell'anime Dandadan, che ha letteralmente scosso il deserto con le sue ritmiche travolgenti e un'energia visiva senza precedenti. La sigla "Otonoke" eseguita dai Creepy Nuts ha dimostrato come la cultura pop giapponese sia ormai integrata nel DNA dei grandi festival occidentali, capace di scatenare un entusiasmo collettivo pari a quello dei grandi nomi del pop americano.
Questo momento di puro dinamismo ha preparato il terreno per l'evento più atteso dell'intero weekend: il monumentale ritorno di Justin Bieber. Con una performance che ha mescolato nostalgia e innovazione, Bieber ha ripreso il suo scettro di re del pop mondiale, offrendo uno spettacolo che ha alternato i grandi classici della sua carriera a nuove produzioni più mature. Il suo live non è stato solo un concerto, ma una celebrazione della sua rinascita artistica e personale, confermando che, nonostante l'evoluzione dei trend e il passare degli anni, il Coachella rimane l'unico posto al mondo capace di far dialogare le sigle dei cartoni animati più moderni con le più grandi icone della musica globale sotto lo stesso cielo stellato della California.
Marwa Moussafir 3C LSU
sabato 11 aprile 2026
Dal campionato spagnolo: Valencia - Celta Vigo
In una calda e soleggiata domenica di Pasqua allo stadio Mestalla di Valencia si è svolta la partita di calcio tra il Valencia e il Celta Vigo che ha portato alla sconfitta della squadra casalinga per 2 gol a 3.
La partita ha avuto inizio alle 16.15 ed è stata arbitrata
da Iosu Galech.
Dopo 12 minuti di gioco Guido Rodriguez ha infiammato i tifosi valenciani con uno splendido gol e per tutto il primo tempo il
risultato è rimasto invariato.
Nel secondo tempo le due squadre hanno continuato a fronteggiarsi
in maniera equilibrata e diversi cambi sono stati effettuati nel Celta Vigo. Al
56’ però Ilaix Moriba (Celta Vigo) ha segnato e le due squadre hanno
raggiunto il pareggio.
La delusione dei tifosi valenciani è stata palese ma non hanno
fanno in tempo a riprendersi che al 60’ Fernando Lopez ha portato il
Celta Vigo in vantaggio per 2 a 1.
Per riequilibrare il gioco il Valencia ha operato
4 cambi ma ormai la disfatta era dietro l’angolo. All’81’ Williot Swedberg (Celta Vigo) ha segnato mantenendo il vantaggio per la sua squadra con 3 a 1.
Il Valencia ha provato a reagire e nei 6 minuti
di recupero ha cercato in tutti i modi di riequilibrare il risultato.
Al terzo minuto di recupero Guido Rodriguez (Valencia)
su assist di Umar Sadiq è riuscito a segnare e a portare la sua squadra sul 2 a
3. I tifosi valenciani si sono rianimati ma il risultato è rimasto invariato
fino al termine della partita con la sconfitta del Valencia per 2 a 3.
Marco Civitillo 4A Elet
giovedì 2 aprile 2026
POESIE VINCITRICI DEL CONTEST DI POESIA "IL COLORE DELLE MIE EMOZIONI"
CLASSE 1A DELLA SCUOLA MEDIA INFERIORE "GATTI" DI FIORENZUOLA
TERZO POSTO
LA FELICITA'
La felicità è come il sole: illumina la
terra
È come le stelle brillano nella notte
È come le onde del mare
È come l'arcobaleno colorato.
Xiao Wen Chen
SECONDO POSTO
IL TRAMONTO
Guardando il sole diventare più basso
ogni volta che faccio un passo.
Girando tra i vialetti
osservando i tetti.
Vedendo i colori mischiarsi,
diventando d'oro.
Sentendo le onde
che diventano sempre più tonde.
|
PRIMO POSTO UN MONDO DI COLORI Il rosso per l'amore Il giallo per il sole Il verde per il prato Il rosa per un fiore L'arancione per un frutto E l'azzurro per il cielo Non
dimentichiamoci del nero! Infine,
il bianco che li unisce tutti Come un arcobaleno Perché il
mondo non ha un solo colore Ma
infinite sfumature d'amore. Cloe Aimi LE EMOZIONI La tristezza di
lasciare il tuo paese l'emozione di
andare in un nuovo Paese la felicità di
incontrare una persona che è da tanto che non vedi la paura di attraversare
il mare la paura di
essere presa in giro per la lingua l'emozione di
avere nuovi amici e nuova scuola lham Forsane
TERZO POSTO OGNI GIORNO PROVO TANTE EMOZIONI Ogni giorno provo tante emozioni ed esse portano a tante decisioni: a volte sento la noia, vorrei essere sull’erba verde e giocare con tanta gioia, ma ogni momento provo qualcosa di nuovo e trovo tantissime nuove cose da fare, di cui poi posso parlare. Però le emozioni non sono solo un dono: esiste anche la tristezza, che è blu, piena di dubbi, senza alcuna certezza, o quando divento rosso dalla rabbia, che poi ci intrappola in una gabbia, oppure sentiamo la paura di affrontare cose nuove, come andare all’avventura, per scoprire le cose che non abbiamo mai saputo, sapendo che tutti ci daranno una mano, un aiuto.
Jing Xuan Xu SECONDO POSTO CASSETTI di Livia Dalla Mora Le emozioni non sono sempre colorate certe volte sono tutte rabbuiate. A volte la gioia non viene, però essere triste non ti conviene. Pensa alle emozioni come cassettini, tanti, pieni e piccolini. Pensa alle emozioni come colori, di nessuno puoi fare a meno per disegnare l’arcobaleno. Quando il sorriso tornerà il cassetto della gioia si aprirà. Ricorda: tutte vanno usate per diventare colorate. Chi una sola ne penserà
un cuore grigio per sempre avrà. PRIMO POSTO LA TELA DELLE EMOZIONI di Ilaf Mitraj Il cuore è una tela, un pittore che va, con i colori che l'anima dà. La Gioia è gialla, sole che brilla che scalda ogni cosa, che mai non vacilla. La Tristezza è blu, profonda e quieta come l'acqua che cade, una goccia segreta. La Rabbia è rossa, un fuoco che sale, un lampo improvviso, un urlo vitale. La Paura è grigia, un velo sottile, che copre ogni cosa rendendola ostile. Il verde è la Calma, l'erba nel prato, quando il cuore si placa, si sente salvato. Ogni tinta è importante, lo devi capire,
per far bene i colori del tuo sentire. PREMIO DELLA CRITICA AMORE E ODIO Amore e odio, stesso colore: rosso fuoco e rosso cuore. Non conosci la differenza fino a quando non arrivi alla penitenza: prima soffri poi guarisci, poi ti innamori e svanisci. Amore e odio, niente differenza, fino a quando non c’è vendetta. Stai attento o sono guai: se ti innamori di chi non si sa mai, poi odio inizi a provare e tra i rossi la differenza riesci a trovare. Ginevra Algisi FUORI CONCORSO LE MIE EMOZIONI di Doriano D’Acquisto Le mie emozioni cambiano spesso, quando
una stravolge le altre, il
mio mondo non è più lo stesso, guardando
con lo sguardo verso la deriva, so
che la Speranza è ancora viva. Ci vuole coraggio alcune volte, perché
la vita può prendere inaspettate svolte, se
verso la tristezza o verso la felicità, l’affetto
con me sempre rimarrà. I ricordi scorrono nella mia mente, la
nostalgia mi colpisce sempre violentemente, con
le giornate fresche e soleggiate di qualche anno fa, quando
la vita era un’innocua avventura per scoprire che cosa ci aspetterà. Continuo
a credere e anche a sognare, sapendo
che un giorno il mio sogno si potrà avverare. |
|
|
|
lunedì 16 marzo 2026
GITA A ROMA
Dal 2 al 5 marzo la 3C LSU, accompagnata
dai professori Montanari e Costi, è stata in gita scolastica a Roma.
Durante quella settimana gli studenti hanno
visitato numerosi monumenti, straordinaria
testimonianza di epoche diverse, e hanno potuto ammirato le storiche
bellezze di questa città.
Tra le “bellezze” ammirate figurano il
Colosseo, antico anfiteatro dove si svolgevano combattimenti tra gladiatori, il
Pantheon, uno dei templi romani meglio conservati al mondo, la Fontana di
Trevi, famosa per il rito di lanciare una moneta e Piazza di Spagna con la
sua scenografica scalinata, Piazza del Popolo e Piazza Navona.
All’interno della capitale si trova anche
la Città del Vaticano, il più piccolo stato indipendente del mondo, dove sorge
la maestosa Basilica di San Pietro.
Un consiglio personale è quello di andare
a Roma non solo per conoscerne la storia e la cultura, famose in
tutto il mondo, ma anche per assaggiare le numerose specialità culinarie.
Io e i miei compagni di classe, infatti,
siamo stati nel quartiere Trastevere dove abbiamo avuto la possibilità di
assaggiare uno dei più classici e più conosciuti piatti della tradizione romana
ovvero la carbonara.
Sofia Rizzolini 3C LSU
domenica 15 marzo 2026
I romantici
Tra le canzoni migliori che, a mio parere,
sono state composte spicca “ I romantici” di Tommaso Paradiso e oggi ve ne
spiegherò il significato.
Il cantautore romano ha partecipato al
festival della canzone italiana per la prima volta proprio con questo brano il
quale presenta due principali caratteristiche. La prima è principalmente di
carattere generale in quanto l’argomento analizzato è l’amore. Paradiso rivolge
un invito a tutti i romantici ad amare e ad apprezzare ogni piccolo e buon
gesto.
Ciò è comprensibile dalle parole del
ritornello come: “Spero che ti arriverà davvero una musica dolce per i tuoi
giorni malinconici” e “Ho il cuore appeso sulla giacca ogni volta che parlo di
noi”
La seconda invece riguarda la vita privata del
cantautore che è diventato padre lo scorso anno. Attraverso il testo della
canzone viene descritto un rapporto tra padre e figlio in modo dolce, affabile
e sincero. Infatti, nella prima strofa, viene fin da subito evidenziato l’amore
incondizionato provato per la figlia con le parole “Spero mia figlia sia uguale
a sua madre” e “Bellissima che non so come fa”. Poi, nella seconda strofa, le
parole “A stare con uno che di notte accende la televisione, sempre lo stesso
film, la stessa scena” e “Col volume a cannone” mettono in luce come avviene il
travolgente cambiamento della vita del cantautore, determinato dalla
responsabilità genitoriale da assumere. Infatti egli non potrà più passare la
notte a guardare film, bensì dovrà prendersi cura della propria figlia. Nella
terza strofa, Paradiso dichiara di volersi comportare come un buon padre sempre
presente e pronto a confortare e aiutare la figlia nei momenti di difficoltà
con le espressioni “Io non farò come ha fatto mio padre, “Gelido, non so come
si fa “ e “ Ti darò sempre un bacio prima di dormire”. Nei ritornelli, viene
poi esplicitato nuovamente e più intensamente l’amore per la figlia con le
parole “Spero che ti arriverà davvero una musica dolce per i tuoi giorni
malinconici”, “Vorrei avere un pianoforte in tasca solo per ricordarmi di noi”
e “Ho il cuore appeso sulla giacca ogni volta che parlo di noi”.
Quindi, per concludere, voglio ribadire che, a
mio avviso, questa canzone sia stata la migliore presentata al festival e che
meritava di posizionarsi più in alto nella classifica finale.
Francesco Maccagni 5B LSU














.jpg)
















