sabato 16 maggio 2026
mercoledì 13 maggio 2026
Romeo and Juliet
Le classi terze del Liceo delle Scienze Umane di Fiorenzuola, il 14 marzo, si sono ritrovate al Teatro Politeama di Piacenza per un appuntamento speciale con il dramma shakespeariano. Dopo il viaggio in treno, gli studenti sono arrivati puntuali per l’inizio dello spettacolo delle ore 9:00, pronti a scoprire una versione originale e modernissima della tragedia più famosa al mondo.
Lo spettacolo ha riportato gli spettatori nella Verona del passato, dove l’odio tra le famiglie dei Montecchi e dei Capuleti avvelena ogni cosa. Al centro di tutto ci sono loro, Romeo e Giulietta, due ragazzi che si innamorano perdutamente nonostante il conflitto che divide i loro genitori. La messinscena ha mostrato con forza la speranza dei loro primi incontri, ma anche la violenza che li circonda: un momento di grandissima tensione è stato lo scontro con il cugino di Giulietta, la cui rabbia segna il punto di non ritorno della vicenda. È stata una narrazione capace di evidenziare come le scelte dei singoli possano scontrarsi tragicamente con un destino già segnato.
Gli attori madrelingua irlandesi sono stati eccezionali. Nonostante lo spettacolo fosse interamente in inglese, la loro chiarezza espressiva ha reso ogni passaggio comprensibile a tutti. Una menzione d’onore va sicuramente all’attrice che ha interpretato Giulietta: la sua capacità di trasmettere vulnerabilità e determinazione ha incantato l'intera platea, rendendo il suo personaggio estremamente attuale.
La vera sorpresa della produzione è stata la colonna sonora, che ha intrecciato i dialoghi classici con grandi successi pop di oggi. Ogni brano è stato scelto per dare voce alle emozioni degli attori sul palco:
"Another Love" di Tom Odell e "Love Me Like You Do" di Ellie Goulding hanno accompagnato i momenti di maggiore trasporto emotivo.
Le note malinconiche di Billie Eilish hanno avvolto l'intera sala, specialmente con "Lovely" (cantata insieme a Khalid), creando un’atmosfera profonda che richiamava il tema dell’amore impossibile.
Questa scelta non è stata solo estetica, ma profondamente comunicativa. La musica ha agito come un linguaggio universale: anche nei passaggi linguistici più complessi, le canzoni permettevano di percepire esattamente lo stato d’animo dei personaggi. È stato come se le melodie di oggi dessero voce ai sentimenti scritti da Shakespeare secoli fa, rendendoli immediati e vicini alla nostra sensibilità.
Per gli studenti quella mattinata non è stata solo una lezione di letteratura o di inglese, ma il ricordo di un'emozione forte condivisa con i compagni. Al rientro a Fiorenzuola hanno condiviso la consapevolezza che, anche dopo secoli, la storia di Romeo e Giulietta continua a toccare nel profondo ogni individuo, soprattutto quando viene raccontata con tanta energia e con le canzoni che si amano di più.
Marwa Moussafir 3C LSU
Foto di Serena Bolgarani 3C LSU
Car Free Day
Il 23 aprile l’Istituto Mattei ha scelto di cambiare prospettiva.
Il Car Free Day non è stato solo un evento simbolico, ma una trasformazione reale: con il parcheggio chiuso e i motori spenti, il cuore della scuola è tornato a pulsare grazie all’energia degli studenti e a una programmazione curata interamente dai Rappresentanti d’Istituto.
L'iniziativa, nata dalla loro proposta e capacità organizzativa, ha mostrato una scuola capace di rinnovarsi. Lo testimoniano i nuovi murali svelati durante la giornata: opere nate da un lavoro collettivo nei pomeriggi precedenti, che restano ora come segno permanente di una creatività che ha saputo riqualificare gli spazi comuni.
L’adesione volontaria è stata il motore di ogni attività. Mentre il torneo di calcetto animava l’area sportiva e la passeggiata ecologica offriva un momento di riflessione sulla mobilità alternativa, il centro della scuola si trasformava in un vivace distretto dell'economia circolare.
Il cuore pulsante dell’evento è stato infatti il sistema dei mercatini, un esperimento di autogestione studentesca basato esclusivamente sul baratto. Senza l’uso di denaro, gli alunni hanno animato diverse bancarelle tematiche proposte dai rappresentanti: da quelle dedicate ai libri, alle borse e agli accessori, fino agli spazi per i giochi da tavolo, gli utensili e i bicchieri. Grande attenzione è stata data anche all'arte visiva, con una postazione riservata a fotografie e quadri.
Lo scambio diretto di questi oggetti ha dato concretezza a un nuovo modo di intendere il valore delle cose, basato sul riutilizzo e sulla relazione.
Il Car Free Day si è così rivelato molto più di una giornata ecologica: è stata la prova di quanto la comunità del Mattei possa essere dinamica e propositiva quando i giovani ne prendono la guida, mettendo al centro sostenibilità, arte e spirito d'iniziativa.
Marwa Moussafir 3C LSU
Foto by Clotilde Delendati 1^ASSAS
domenica 10 maggio 2026
sabato 9 maggio 2026
THE DRAMA
The Drama
è un film scritto e diretto da Kristoffer Borgli, uscito nelle sale all’inizio
di aprile
Il film apparentemente sembra una rom-com, infatti la
storia segue Charlie ed Emma, due giovani molto innamorati che stanno
per sposarsi. Al grande evento mancano davvero pochi giorni e durante una cena
con altri due amici decidono di rivelare il loro segreto più oscuro. Tutto sembra
procedere bene fino a quando non arriva il turno di Emma. Il suo segreto infatti
cambierà la percezione che i suoi amici e il suo quasi marito hanno di lei. La loro relazione entra
in una profonda crisi e il film si trasforma in un thriller psicologico.
Il tema principale di questo film è la
fragilità nelle relazioni, infatti attraverso una sola verità scomoda si può
totalmente cambiare l’opinione che si ha in una persona.
Un altro fattore molto interessante del
film è il modo in cui smonta l’idea di amore perfetto a cui ormai ci siamo
abituati a vedere al cinema.
A rendere la storia ancora più realistica e coinvolgente
è l'ottima chimica tra i due attori protagonisti sul set
The
Drama è sicuramente un ottimo film, supportato da una trama avvincente e
interpretazioni magistrali
Nonostante ciò, ne consiglio vivamente la visione: è
un’opera originale, capace di distaccarsi dai prodotti più commerciali e
perfetta per chi vuole approcciarsi a un genere nuovo
Barbieri Sveva 3Clsu
mercoledì 29 aprile 2026
Uno studente del Liceo Mattei pubblica un saggio su Giulio Cesare
Ci sono libri che nascono da un incarico, da una scadenza, da
un'opportunità. E poi ci sono libri che nascono da una domanda. Giulio
Cesare di Gurbaaj Singh appartiene alla seconda categoria.
Gurbaaj è nato a Fermo nel 2008, frequenta il Liceo Scientifico Enrico
Mattei di Fiorenzuola d'Arda, ed è uno studente come tanti — fino al momento in
cui si scopre che nel tempo libero ha scritto, da solo, un saggio storico di
461 pagine con fonti primarie in latino, edizioni filologiche critiche e un
confronto sistematico con la storiografia moderna. Il libro è stato pubblicato
nel 2025. La giuria del Premio "I Murazzi" 2026 — XIV edizione,
organizzato dall'Associazione Elogio della Poesia di Torino — gli ha assegnato all'unanimità
la Menzione d'Onore Edito di Saggistica.
Il titolo è semplice: Giulio Cesare. Il contenuto non lo è
affatto.
Una
figura da restituire alla complessità
Chi era davvero Giulio Cesare? La storiografia tradizionale restituisce
spesso l'immagine di un busto di marmo o di un genio militare invincibile —
un'icona statica, cristallizzata nella leggenda. Il saggio di Gurbaaj parte
esattamente da questo problema e lo ribalta: Cesare non come reperto del
passato, ma come problema morale che interroga il presente. Come conciliare
efficacia militare e responsabilità pubblica? In quali termini l'autorità può
imporre ordine senza erodere i vincoli collettivi e le procedure che
garantiscono la libertà?
Il punto di partenza, come Gurbaaj stesso spiega, è una connessione tra
«scienza, tecnologia, storia e responsabilità civica, in una tensione di rigore
filologico e di attenzione etica al potere». Ciò che il saggio mette a fuoco è
quella che l'autore chiama la «ferrea norma logica» che attraversò la vita del
dittatore: una razionalità pratica che trasformò l'azione in sistema e la
parola in strumento di governo.
Un
libro in tre movimenti
Il saggio si articola in tre parti distinte e complementari. La prima
ricostruisce la traiettoria politico-militare di Cesare: le campagne in Gallia,
l'attraversamento del Rubicone, la guerra civile, la dittatura — narrati con
rigore storiografico e attenzione alle fonti, da Svetonio a Plutarco, da
Appiano a Cassio Dione. La seconda parte analizza Cesare come scrittore e
filosofo. La terza esplora la dimensione che forse meno ci aspettiamo da un
condottiero: la propaganda, l'arte, l'architettura come strumenti di
legittimazione del potere. Il Foro di Cesare, le monete, i trionfi
teatralizzati — non ornamenti, ma macchine politiche.
La
scrittura come tecnologia del potere
Uno dei contributi più originali del saggio riguarda i Commentarii
cesariani — il De bello gallico in sette libri e il De bello
civili in tre — che costituiscono il nucleo dell'analisi stilistica e
politica. Cicerone li definì nudi, recti et venusti: asciutti,
diretti, eleganti. La critica moderna li ha letti come un geniale autoelogio
redatto dal dittatore per fare proselitismo intorno a sé stesso. Gurbaaj va
oltre entrambi i giudizi: la brevità e la purezza dello stile non sono solo
virtù stilistiche, ma dispositivi intenzionali che naturalizzano decisioni
straordinarie, attenuano la percezione dell'agente e rendono plausibile la
concentrazione del potere. La scrittura stessa come «tecnologia del potere»,
capace di trasformare la narrazione di parte in dato storico apparentemente
neutro.
Altrettanto originale è la rilettura della clementia
cesariana: non gesto privato di magnanimità, ma fulcro operativo di un progetto
politico che mira a ricomporre il consenso e a spezzare il monopolio
oligarchico. La ratio cesariana si confronta nel saggio con correnti
anti-metafisiche e con un rapporto pratico alla Fortuna, intesa non come
destino ineluttabile ma come «logica aliena» da correggere con industria
e virtus. Studiare Cesare, in questa prospettiva, significa
innanzitutto imparare a decodificare i linguaggi del potere — un esercizio di
discernimento che il saggio propone come direttamente applicabile a ogni
contesto comunicativo, antico o contemporaneo.
La
tesi che rende questo libro unico
Ciò che distingue il saggio di Gurbaaj da qualsiasi altra trattazione
di Cesare non è la mole né la documentazione — per quanto entrambe siano
notevoli per qualsiasi autore, a maggior ragione per uno studente liceale. È la
bussola ermeneutica adottata, che non ha precedenti nella letteratura
cesariana.
Gurbaaj è Sikh, di origine punjabi, cresciuto nelle Marche. Il saggio
fa dialogare la razionalità di Cesare e il rigore civico di Cicerone con i
princìpi etici del Dharma e del Seva Sikh — il servizio disinteressato
verso la comunità, l'agire non per interesse personale ma per il bene di chi ci
circonda. Questa doppia lente — classica e religiosa — trasforma la storia in
scuola di cittadinanza: ogni esercizio del potere viene valutato alla prova
della cura per il prossimo e della dignità collettiva. Il confronto tra il
binomio honestum-utile e la responsabilità verso la comunità offre una
chiave di lettura inedita sulle trasformazioni istituzionali romane.
La domanda che ne emerge non è antiquaria. È, come Gurbaaj stesso
scrive nella prefazione, «esistenziale»: quando la forza è ordinata al bene
comune? Quando l'efficacia diventa pretesto per erodere le istituzioni?
Sono domande che Cicerone si pose nel I secolo a.C. Sono domande che valgono
oggi.
Il
riconoscimento della giuria
La giuria del Premio "I Murazzi" ha colto con precisione il
cuore del lavoro. Nella motivazione ufficiale sottolinea come Gurbaaj «superi
il giudizio critico normalmente assegnato ai Commentarii» e riveli
come Cesare possa rappresentare «almeno a livello teorico, una proposizione
alternativa rispetto alla crisi attuale dell'esercizio del potere in alcune
grandi democrazie occidentali». La Menzione d'Onore è stata attribuita
all'unanimità, con esplicito riconoscimento del «lavoro di applicazione,
documentazione e rielaborazione teorica del giovanissimo scrittore».
È un riconoscimento che dice due cose insieme: che il libro regge il
confronto con il circuito letterario nazionale, e che la sua tesi è abbastanza
originale e attuale da essere percepita come rilevante anche fuori dall'ambito
accademico stretto.
Perché
leggerlo
Dalla storia della Tarda Repubblica Romana emerge una lezione per il
presente: la vicenda di Cesare è monito contro la personalizzazione
dell'autorità e invito a tessere procedure e vincoli che mantengano il potere
sotto il vincolo della responsabilità.
Il saggio non si rivolge solo a chi studia storia romana, filologia o
filosofia politica. È pensato per chiunque voglia decifrare le tecniche sottili
di legittimazione del potere, imparando a riconoscerle e a difendere le
istituzioni che preservano la libertà comune. La comprensione delle dinamiche
del passato cessa così di essere un sapere fine a se stesso: diventa metodo,
strumento, forma di orientamento civile nel presente.
Un libro scritto da uno studente liceale che, anziché accontentarsi
delle risposte che già circolano, ha deciso di seguire una domanda fino in
fondo.
Il
libro
Giulio Cesare di Gurbaaj Singh è disponibile su Amazon: amazon.it/Giulio-Cesare-Gurbaaj-Singh/dp/B0G541B1J7
ISBN: 9798273939783. Per
approfondire: gurbaaj-cesare.it
domenica 26 aprile 2026
La nostra voce nel silenzio presentazione
Si tratta di un progetto autogestito, nato dall’esigenza profonda di parlare e non rimanere più in silenzio; proprio da questa necessità trae origine il nome del podcast. Il lavoro si è svolto interamente durante le ore scolastiche: i docenti ci hanno permesso di dedicare molto tempo al tema della salute mentale. Abbiamo scelto questo argomento perché, durante l’adolescenza, sono molti i ragazzi e le ragazze che soffrono di disturbi quali ansia, autolesionismo, DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) e molti altri.
Sentivamo il bisogno di portare questo tema a scuola perché se ne parla ancora troppo poco, o a volte per nulla. Eppure, è proprio tra i banchi che molti studenti compiono gesti di sofferenza, spesso nascosti agli occhi di tutti. Il progetto mira quindi a sensibilizzare e prevenire, partendo dalle testimonianze di noi studenti affinché nessuno debba mai sentirsi "diverso" o "sbagliato" a causa della propria storia.
Il podcast nasce per far sì che questo messaggio varchi i confini della nostra classe e raggiunga l'intera scuola (e non solo). Sappiamo che tante persone soffrono in silenzio e non riescono a esprimere il proprio dolore; vogliamo far sentire la nostra voce per far capire che la sofferenza mentale non è qualcosa da nascondere, ma un tema su cui discutere e, soprattutto, su cui intervenire per aiutare. Nessuno deve essere abbandonato: con il giusto supporto, nessuno si sentirà più solo.
Nelle prossime puntate parleremo di:
- Autolesionismo
Bullismo e violenza
Ansia e attacchi di panico
Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)
A presto e ricordate: il silenzio non è mai la soluzione. Parlare, denunciare e sfogarsi è il primo passo verso la guarigione. Fatelo, perché non siete soli.
Classe 1ªA - SSAS
sabato 18 aprile 2026
Coachella Festival
Il Coachella Valley Music and Arts Festival rappresenta oggi molto più di una semplice rassegna musicale, essendosi evoluto in un vero e proprio ecosistema culturale che detta le regole dell'estetica globale fin dalla sua nascita nel 1999.
Nato come una scommessa coraggiosa della Goldenvoice per offrire un’alternativa raffinata e artistica ai grandi raduni commerciali dell'epoca, il festival ha saputo trasformare il polveroso Empire Polo Club di Indio in una passerella a cielo aperto dove la musica si fonde indissolubilmente con la moda e il prestigio sociale.
La storia del Coachella è costellata di momenti che hanno ridefinito l'industria, dalle storiche reunion di band leggendarie come i Pixies o i Guns N’ Roses fino all'ascesa dei grandi headliner pop e urban che hanno trasformato il deserto in un tempio della modernità.
Gran parte del mito che circonda questo evento è alimentato dalla costante presenza delle figure più influenti del jet set internazionale, che hanno reso il prato di Indio un campo di battaglia per le tendenze stilistiche.
Le sorelle Kardashian e Jenner sono diventate nel tempo le vere madrine non ufficiali della manifestazione, trasformando ogni loro apparizione in un evento mediatico di portata mondiale che sposta l'attenzione dai palchi alle aree VIP. Accanto a loro, icone della moda come Gigi Hadid, hanno consolidato l'immagine del festival come il luogo dove il "festival style" raggiunge la sua massima espressione, mescolando influenze bohémien con il lusso dell'alta moda e rendendo ogni scatto fotografico tra le palme un tassello fondamentale della narrazione digitale contemporanea. Questa fusione tra musica e immagine ha creato un'attrattiva irresistibile che ogni anno attira centinaia di migliaia di persone, tutte desiderose di far parte di un'esperienza che sembra sospesa in una bolla di glamour e creatività.
L'edizione del 2026 ha saputo spingersi ancora oltre, abbattendo le barriere tra le diverse forme d'arte e portando sul palco influenze culturali che fino a pochi anni fa sarebbero state considerate mediocri. Un esempio lampante è stata l'incredibile accoglienza riservata alla colonna sonora dell'anime Dandadan, che ha letteralmente scosso il deserto con le sue ritmiche travolgenti e un'energia visiva senza precedenti. La sigla "Otonoke" eseguita dai Creepy Nuts ha dimostrato come la cultura pop giapponese sia ormai integrata nel DNA dei grandi festival occidentali, capace di scatenare un entusiasmo collettivo pari a quello dei grandi nomi del pop americano.
Questo momento di puro dinamismo ha preparato il terreno per l'evento più atteso dell'intero weekend: il monumentale ritorno di Justin Bieber. Con una performance che ha mescolato nostalgia e innovazione, Bieber ha ripreso il suo scettro di re del pop mondiale, offrendo uno spettacolo che ha alternato i grandi classici della sua carriera a nuove produzioni più mature. Il suo live non è stato solo un concerto, ma una celebrazione della sua rinascita artistica e personale, confermando che, nonostante l'evoluzione dei trend e il passare degli anni, il Coachella rimane l'unico posto al mondo capace di far dialogare le sigle dei cartoni animati più moderni con le più grandi icone della musica globale sotto lo stesso cielo stellato della California.
Marwa Moussafir 3C LSU
sabato 11 aprile 2026
Dal campionato spagnolo: Valencia - Celta Vigo
In una calda e soleggiata domenica di Pasqua allo stadio Mestalla di Valencia si è svolta la partita di calcio tra il Valencia e il Celta Vigo che ha portato alla sconfitta della squadra casalinga per 2 gol a 3.
La partita ha avuto inizio alle 16.15 ed è stata arbitrata
da Iosu Galech.
Dopo 12 minuti di gioco Guido Rodriguez ha infiammato i tifosi valenciani con uno splendido gol e per tutto il primo tempo il
risultato è rimasto invariato.
Nel secondo tempo le due squadre hanno continuato a fronteggiarsi
in maniera equilibrata e diversi cambi sono stati effettuati nel Celta Vigo. Al
56’ però Ilaix Moriba (Celta Vigo) ha segnato e le due squadre hanno
raggiunto il pareggio.
La delusione dei tifosi valenciani è stata palese ma non hanno
fanno in tempo a riprendersi che al 60’ Fernando Lopez ha portato il
Celta Vigo in vantaggio per 2 a 1.
Per riequilibrare il gioco il Valencia ha operato
4 cambi ma ormai la disfatta era dietro l’angolo. All’81’ Williot Swedberg (Celta Vigo) ha segnato mantenendo il vantaggio per la sua squadra con 3 a 1.
Il Valencia ha provato a reagire e nei 6 minuti
di recupero ha cercato in tutti i modi di riequilibrare il risultato.
Al terzo minuto di recupero Guido Rodriguez (Valencia)
su assist di Umar Sadiq è riuscito a segnare e a portare la sua squadra sul 2 a
3. I tifosi valenciani si sono rianimati ma il risultato è rimasto invariato
fino al termine della partita con la sconfitta del Valencia per 2 a 3.
Marco Civitillo 4A Elet


























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