sabato 7 marzo 2026
venerdì 20 febbraio 2026
PROGETTO CINEMATOSI: I CORTI DEL MATTEI
Quest'anno, per il progetto Curvatura del Liceo delle Scienze Umane, è stato proposto alle due quarte e alle due quinte, un progetto in cui i ragazzi si sono cimentati a creare un corto da loro completamente inventato nella sceneggiatura, nelle riprese e nell'interpretazione attoriale.
Il progetto, che vede la comunicazione cinematografica come focus di competenze trasversali, ha avuto un maestro d'eccezione, Alessandro Tosi, laureando in Comunicazione e linguaggi cinematografici presso l'Università di Parma. Un gioco, ma non solo, un esperimento che ha visto i ragazzi delle quattro classi impegnati a fingersi attori, registi e sceneggiatori.
Alla fine delle riprese e del motaggio video i quattro lavori sono stati valutati in un contest che ha visto come vittoriosi la 5BLSU (PRIMO POSTO) e 4BLSU (SECONDO POSTO)
Un grazie speciale ad Alessandro Tosi e a tutti coloro che hanno giocato con noi in questo esperimento cinematografico.
Potevamo non pubblicare i corti dei novelli Hitchcok?
Godetevi il momento horror!
@redazione mattei'sblog
sabato 14 febbraio 2026
Festival di Sanremo tra misteri e colpi di scena.
Sette decenni di canzoni, ma anche di misteri irrisolti e colpi di scena.
Il Festival di Sanremo non è
solo la gara canora più importante d’Italia, ma un palcoscenico dove la musica
si intreccia spesso con la cronaca nera e lo scandalo. Dalle origini nel 1951
fino ai risvolti più recenti, ripercorrere la storia dell’Ariston significa
immergersi in un viaggio fatto di successi immortali e momenti oscuri perché nel
corso degli anni sono sempre accadute cose strane fino a trasformarsi in veri e
propri casi di cronaca nera.
Il festival di Sanremo
inizia nel 1951 con lo scopo di attirare il turismo in Liguria nei mesi
invernali. L'idea nasce durante un
colloquio tra Angelo Nicola Amato, l'allora direttore delle manifestazioni del
casinò di Sanremo (il luogo che ospitò la prima edizione) e il conduttore radiofonico
Angelo Nizza.
Il 29 gennaio del 1951
organizzano la prima edizione della kermesse
sanremese che però si rivela un flop perché si svolge all'interno
del salone delle Feste del Casinò e quindi la gente in quel luogo non pensa
alla musica ma soltanto a divertirsi. In quell’edizione i cantanti in gara sono
solo tre: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. A vincere è Nilla
Pizzi che viene omaggiata con un mazzo di rose e questa tradizione è rimasta
fino ai giorni nostri.
Nella seconda edizione i
cantanti passano da tre a cinque ma a vincere è di nuovo Nilla Pizzi che ancora
oggi detiene il record per il maggior numero di vittoria e per averne vinti tre
consecutivi.
Un tragico evento segna
l’edizione del 1967. Il corpo di uno dei finalisti, Luigi Tenco, viene
ritrovato all'interno di una stanza d'albergo subito dopo la sua eliminazione e
qualcuno sostiene che non si sia trattato di suicidio ma di omicidio. Per capire
quanto è accaduto dobbiamo tornare in po' indietro. Al suo arrivo a Sanremo Luigi
Tenco dichiara alla stampa di essere super sicuro della sua vittoria e
quell'anno in gara ci sono altri 16 cantanti molto famosi tra cui Iva Zanicchi,
Orietta Berti, Lucio Dalla e tantissimi altri.
Tenco è sicuro di vincere
con “Ciao amore ciao” ma la canzone non supera il dodicesimo posto sulle 16
partecipanti e quindi viene escluso dalla finale. Il pomeriggio del 26 gennaio prova
anche un escamotage per far salire in classifica la sua canzone. Cerca di
cambiare l’arrangiamento ma il direttore d'orchestra non glielo permette e la
performance della sua ultima sera non è neanche una delle migliori. Avendo avuto
una discussione col capo dell'orchestra, prima di salire sul palco Tenco
annuncia al presentatore Mike Buongiorno che quella sarebbe stata la sua ultima
esibizione e infatti accade proprio questo.
Particolare è la lettera che
Tenco lascia nella sua camera d'albergo dove si suicida sparandosi: «Io ho voluto bene al pubblico italiano
e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non
perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un
pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una
commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a
chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.»
Il brano Io tu e le rose è quello presentato da
Orietta Berti mentre La rivoluzione è
di Gianni Pettenati. Il gesto estremo di Tenco, quindi, sarebbe stato provocato
dall'eliminazione della sua canzone ma qualcosa non quadra in questo suicidio.
Due giornalisti cercano di recuperare
le foto del giorno della morte e riescono a contattare i poliziotti che si sono
occupati del caso. Emergono particolari interessanti: il corpo del cantante è
portato via prima delle foto ufficiali della polizia e poi dall'obitorio viene
riportato sulla scena del crimine per essere fotografato.
I due giornalisti chiedono
una consulenza anche a un criminologo che giunge alla conclusione che Tenco sia
stato ucciso perché il bossolo ritrovato è compatibile con una Beretta ma l'arma
rinvenuta è una Walther PPK 7.65.
Alla fine, nel 2013 il caso di Tenco viene archiviato.
L’edizione del 1992,
condotta da Pippo Baudo, è resa famosa dall’irruzione sul palco di Cavallo
Pazzo (Mario Appignani) che preannuncia la vittoria di Fausto Leali perché,
secondo lui, il festival è truccato. La sua profezia sarà disattesa dalla
vittoria di Luca Barbarossa.
Altro episodio che sconvolge
nuovamente il pubblico italiano accadde nel 1995. Durante la diretta Giuseppe
Pagani prende posto su una balconata dell’Ariston e minaccia di volersi
lanciare. L’intervento di Pippo Baudo, presentatore della kermesse canora, lo
fa desistere dal suo intento e tutto ciò accade di fronte a 800 mila telespettatori.
Altri momenti particolari
sono stati: nel 2010 l'orchestra si rifiuta di suonare la canzone dei vincitori
e lancia gli spartiti; nel 2011 Benigni entra nell’Ariston in sella ad un
cavallo bianco per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia; nel 2012 Belen si
presenta con un vestito non molto idoneo al contesto proprio come farà la
Ferragni nel 2023 con un outfit inappropriato.
Negli ultimi anni il
Festival non ha smesso di far discutere, anzi, i casi sono diventati virali sui
social in pochi secondi. Impossibile non citare l'edizione del 2020 con lo scontro
epico tra Bugo e Morgan. Quest’ultimo, per vendetta personale, cambia il testo
della canzone in diretta per insultare il collega Bugo che sbalordito abbandona
il palco mentre la musica continua e ciò porta alla squalifica immediata della
coppia.
Nel 2023, oltre alla già
citata Ferragni, il festival ha proposto vari momenti iconici: Blanco, a causa
di un problema tecnico che ha avuto durante la sua esibizione, in preda alla rabbia,
prende a calci e distrugge l'intera scenografia di rose sul palco, con
conseguenti fischi del pubblico e con l’apertura di un’indagine da parte della Procura
di Imperia per danneggiamento; Rosa Chemical, durante la sua esibizione, scende
dal palco e coinvolge Fedez in una performance provocatoria che termina con un
bacio appassionato sulla bocca che manda su tutte le furie Chiara Ferragni, moglie
di Fedez (voci di corridoio raccontano di un furioso litigio tra i due).
Nel 2024 scoppia il caso
John Travolta. L'attore è protagonista di un siparietto imbarazzante ballando
il “Ballo del qua qua” ma il vero scandalo è di natura economica: le sue scarpe
da ginnastica, con il logo ben in vista, portano a una multa per la Rai di
oltre 200.000 euro per pubblicità occulta. Nello stesso anno il web insorge per
il caso Geolier. Il rapper ottiene il 60% dei voti del pubblico ma la vittoria va
ad Angelina Mango a causa del voto della sala stampa e ciò scatena una polemica
ferocissima sul sistema di voto che ignora la volontà popolare. Geolier,
inoltre, è vittima di discriminazione per le sue canzoni esclusivamente in
dialetto e nella serata delle cover il pubblico presente inizia a fischiarlo e ad
andarsene mentre il rapper si sta esibendo.
L'edizione 2025 di Carlo
Conti, nata per essere tranquilla, finisce ugualmente nel caos. Il momento
critico è l'annuncio dei finalisti: il pubblico dell'Ariston insorge con fischi
assordanti per l'esclusione di Giorgia, la favorita assoluta. La polemica
divampa anche sui social con l'hashtag #TuttiMaschi, poiché per la prima volta
la Top 5 è composta da soli uomini, scatenando accuse di sessismo nel sistema
di voto. Ma oltre alla classifica in questa edizione si registrano anche fatti
di cronaca interna: il giallo della collana rubata a Tony Effe dal valore di duecentomila
euro; lo scandalo dei rumori passionali nei camerini che travolge il gossip per
tutta la settimana; le accuse di plagio internazionale contro Rose Villain.
L’ultima edizione del Festival
quindi si è chiusa con tensioni sociali e colpi di scena, dimostrando che la
musica non è regina indiscussa delle varie serata.
Ma nonostante tutto questa manifestazione
canora resta uno degli show televisivi più seguiti dagli italiani e pertanto non
ci resta che aspettare la prossima edizione per scoprire se sarà ricordata per le
canzoni o per altro.
Marwa Moussafir 3C LSU
venerdì 13 febbraio 2026
Alla scoperta del curling
Alle olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 uno degli sport più seguiti dai ragazzi non è stato solo lo sci, ma anche il curling. Sì, proprio quello con le “scope” sul ghiaccio che fino a poco tempo fa quasi nessuno della nostra età conosceva davvero.
Il merito è degli azzurri del doppio misto, Stefania Constantini e Amos Mosaner, che hanno conquistato una medaglia super importante facendo esplodere i social. Le loro partite piene di tensione, la concentrazione e l’energia in campo sono diventate video virali su TikTok e Instagram.
Il curling è uno sport di precisione e strategia, dove ogni lancio può cambiare completamente la partita. Però è anche uno sport con una storia lunghissima: nasce in Scozia nel Cinquecento e all’inizio si giocava sui laghi ghiacciati con semplici sassi levigati.
Ancora oggi le pietre ufficiali sono fatte con un granito che arriva da un’isola scozzese chiamata Ailsa Craig.
Un’altra curiosità è che viene soprannominato “chess on ice”, cioè scacchi sul ghiaccio perché bisogna pensare in anticipo a ogni mossa.
Durante le partite si sente spesso urlare “sweep!” che significa spazzare, per indicare ai compagni di squadra di strofinare il ghiaccio per controllare velocità e direzione della pietra. Forse è proprio questo mix tra storia antica, tensione e spirito di squadra che ci ha fatto appassionare così tanto.
Grazie agli italiani, uno sport considerato di poco conto è diventato un vero trend tra noi ragazzi.
Camilla Censi 3C LSU
mercoledì 4 febbraio 2026
Il sussurro del fiume
Novità per il Mattei's Blog
Un duro compito ora spetta a noi redattori ed è quello di leggere ogni componimento con attenzione e passione per decretare le poesie vincitrici perché, oltre al prestigio della vittoria che non fa mai male, ci sarà un riconoscimento speciale.
Le poesie vincitrici e i testi
dei finalisti meritevoli verranno pubblicati ufficialmente proprio qui sul
nostro blog e sul giornalino cartaceo della scuola. Sarà un'occasione unica per
trasmettere le vostre parole.
Cosa cercheremo nei vostri versi? Quando analizzeremo le
vostre poesie cercheremo parole capaci di lasciare il segno, un punto di vista
unico che ci faccia vedere le cose in modo nuovo e infine quel brivido che solo
un testo autentico sa regalare.
Ma in questa nuova missione non saremo soli perché ci
aiuteranno gli studenti del corso di scrittura creativa. Nel nostro istituto, a partire da quest’anno scolastico,
è stato attivato questo corso e per capire meglio come nasce questa
iniziativa abbiamo intervistato la professoressa Pisu che lo cura. Lei ci ha
spiegato che, oltre alla scrittura, l'obiettivo del corso è creare una vera
famiglia.
La prof. ci ha confessato qualcosa di molto profondo: anche
lei impara ogni giorno dai suoi studenti. Mentre i ragazzi svolgono gli
esercizi e scrivono i loro versi lei osserva e assorbe e ha affermato: "Imparo tantissimo da loro, spero sempre di cogliere la loro luce quando
leggo quello che scrivono". Proprio per non perdere questa magia, tra i
progetti futuri c'è l'idea di creare una raccolta di tutte le poesie, un modo
per rendere concreto il lavoro fatto insieme e custodire le emozioni nate
durante le lezioni.
Si può insegnare la creatività?
Secondo la prof. la risposta è no, la creatività non si
insegna, si canalizza. "Tutti siamo creativi in qualche modo prendiamo
come esempio il falegname che crea un'opera d'arte dal legno o il programmatore
che scrive un codice. La creatività ce l'abbiamo tutti, l'importante è saperla
canalizzare e poi esprimerla sulla carta". Il corso serve proprio a
fornire gli strumenti necessari per dare forma a quel talento che ognuno di noi
possiede. A chi ha grandi idee ma ha paura di non saperle esprimere, la prof
ricorda che il blocco dello scrittore è una sfida reale. Il segreto è non
forzare la Musa, così la definisce, ma farsi trovare pronti segnando ogni idea
sui block-notes o sul cellulare. Lei ad esempio quando ha un'idea scrive
dappertutto. Bisogna buttare giù i pensieri senza troppa razionalità:
"Scrivete le prime cose che vi vengono in mente, anche senza un ordine
preciso. Qualcosa di buono nascerà sempre non possiamo comandare alla Musa ma
quando arriva, qualcosa di magico accade."
Durante l' intervista è emerso che la passione della prof. nasce proprio tra i banchi delle medie la sua insegnante di allora le consigliò
di scrivere tutti i suoi sogni a occhi aperti per renderli concreti visto che
era una ragazza molto creativa e con la testa tra le nuvole. "Più leggi e
più scrivi, e più scrivi e più impari a farlo", ci ha ricordato. Il suo
consiglio per noi? Lasciatevi andare, esprimete ciò che sentite e, solo dopo,
passate alla revisione per limare i vostri versi.
Una studentessa, da
noi intervistata e che frequenta il
corso, ci ha raccontato come la sua prospettiva sia cambiata radicalmente.
Iscritta inizialmente per migliorare il rendimento scolastico, ha scoperto che
scrivere è un modo divertente e libero per esprimere se stessa. Parte di questo
divertimento deriva da esercizi sensoriali. "A volte facciamo dei giochi
particolari, come imitare dei suoni. Lo facciamo per capire il ritmo delle
parole".
Riguardo al tema del contest "I colori delle emozioni" la studentessa
ha espresso un parere molto onesto, lo ritiene
un tema affascinante che permette di dare un'identità visiva a ciò che
proviamo, ma allo stesso tempo è una sfida complessa. Come ogni tema importante
richiede impegno per essere rispecchiato fedelmente nelle parole ma è proprio
questa difficoltà a renderlo stimolante.
Lei ha imparato così ad uscire fuori dagli schemi non
soffermandosi solo sulla traccia scolastica ma usandola come trampolino. "Quando
scrivo sento il bisogno di immergermi completamente nelle parole per rilasciare
tutte le mie emozioni all'interno di esse". Ed è qui che vediamo come il
foglio diventa un luogo dove i sentimenti prendono forma e trovano il loro
ritmo unico.
E per dar spazio ai lavori di questo corso al Mattei’s blog
è stata aggiunta la nuova rubrica “Scrittura creativa”.
Se queste novità vi hanno incuriosito non vi resta che continuare
a leggere le nostre pubblicazioni!
La Direttrice Marwa 3C LSU
Buen Camino
Questo è l’ultimo film in cui Luca Medici, comico noto con lo pseudonimo di Checco Zalone, che ha recitato dopo diversi anni di inattività.
In questo film veste i panni di un uomo agiato che non lavora e che adora vivere nell’ozio totale.
Infatti dimora in una villa assai lussuosa insieme alla sua compagna, una modella messicana, e passa la maggior parte del tempo a festeggiare ed a gozzovigliare con gli amici sullo yacht privato.
Ha anche una figlia di 17 anni, Cristal, che ha un carattere completamente diverso da lui e, di nascosto, ha deciso di allontanarsi per intraprendere il cammino di Santiago di Compostela.
Allarmato da questa situazione di cui è venuto a conoscenza grazie a Corina, amica di Cristal, anche lui inizia a percorrere il cammino a bordo della sua Ferrari.
Una volta raggiunta la figlia lei lo ignora completamente e lui inizia a pensare di abbandonare il percorso svolto finora.
Tuttavia, grazie alle parole di conforto della pellegrina Alma, decide di proseguire e man mano inizia a cambiare il suo carattere esuberante per entrare in contatto con la figlia.
Il punto di svolta del film avviene quando lei inciampa e si frattura un piede e questa situazione la costringe a restare in sedia a rotelle e qui Checco la aiuterà a concludere il cammino spronandola a non mollare.
Una volta giunti a Capo Finisterre, Checco si dichiara ad Alma che alla fine lo rifiuta in quanto suora.
Cristal invece viene trovata dai carabinieri perché era stata presentata una denuncia per scomparsa da Linda, ex moglie di Checco. Ma la ragazza non torna a casa. Come sui vede nella commovente scena finale, lei decide di proseguire il cammino con il padre che ormai ha cambiato la propria personalità e vuole migliorare ancor di più.
Questo film, oltre a intrattenere il pubblico, fa riflettere anche su alcune tematiche come il forte e vero rapporto tra padre e figlio e di come un’esperienza mai fatta prima possa cambiare la vita di una persona.
Pertanto, per concludere, se doveste avere voglia di passare tempo in compagnia della vostra famiglia o dei vostri amici e di divertirvi, consiglio caldamente questo film.
Francesco Maccagni 5B LSU
domenica 1 febbraio 2026
NORIMBERGA
Il lungometraggio, diretto da James Vanderbilt e con un cast stellare (Rami Malek, Russell Crowe, Micheal Shannon e Leo Woodall), è uscito nelle sale italiane il 18 dicembre 2025.
Il film tratta di un dramma storico ambientato nel 1945 dopo la resa del Terzo Reich che vede il processo verso i più fedeli seguaci di Hitler.
All'indomani della seconda guerra mondiale, lo psichiatra Douglas Kelley si reca, sotto richiesta dell’ambasciata Americana, a Norimberga per poter valutare la sanità mentale dei momentanei carcerati. Il più importante è Göring Hermann, colui che avrebbe dovuto prendere il posto del Führer.
Il giudice americano Dan Haywood ha avuto l'incarico di processare gli imputati nazisti.
Durante il dibattimento in aula emergono diverse testimonianze dagli imputati e viene mostrato un video dagli alleati ed è in quel momento che l’aria si fa tesa. Il cortometraggio riproduceva immagini reali provenienti dai campi di concentramento, alla visione di esso cala un silenzio che rende impossibile negare ciò che è successo.
Noi consigliamo la pellicola a tutti gli appassionati e non di film storici. Il ritmo accattivante, ti tiene infatti attaccato allo schermo facendoti immedesimare in quella situazione.
Uno dei momenti più toccanti è stato quando il sergente Triest all’inizio del film confida al dottor Kelley di aver smesso di fumare ma avrebbe ripreso solo quando sarebbe finita in modo definitivo la guerra. Dopo il processo dei nazisti il ragazzo esce all’aperto e prende una sigaretta ed un accendino ma una volta accesa rimase impassibile e la getta via.
Il tema narrato è così forte da penetrare nel corpo e suscitare diverse emozioni, facendoti capire la gravità degli avvenimenti.
Il tema principale è quello della giustizia. La visione del film è importante per ricordare il passato.
Sveva Barbieri e Serena Bolgarani 3C LSU (testo), Rania Nssis 3C LSU (disegno)
sabato 31 gennaio 2026
Intervista ad uno studente del Mattei
Ciao a tutte e tutti!
Oggi vi propongo un'intervista sulla vita studentesca e il
benessere mentale a scuola fatta ad un mio compagno di classe e amico Gabriel
Donetti, frequentante una quinta del liceo delle scienze umane.
Un momento in cui la scuola ti ha fatto sentire orgoglioso
di te stesso?
Probabilmente l'anno scorso quando ho esposto il
documentario sulle malcontente. Mi è piaciuto il fatto che mi sia stata data
questa responsabilità di esporre un progetto legato ad un tema importante che è
quello dell'emancipazione femminile. Un altro momento è stato quando ho
cambiato indirizzo e ho sentito che la scelta fatta era quella giusta per la
classe, per le materie e per i professori. Questi due eventi in particolare
sono quelli che mi suscitano più orgoglio quando penso alla scuola.
Quando ti senti più ansioso durante la settimana scolastica
e cosa lo scatena?
In generale la scuola in sé mi dà ansia però un fattore che
sicuramente incide su di essa sono le verifiche e le valutazioni in generale.
Mi sento come se avessi il fiato sul collo però conta molto il voto in
generale. Non c'è un momento nello specifico della settimana, ma c'è un periodo
dell'anno in cui magari si accumulano verifiche e interrogazioni e mi sento più
a disagio. Sapere di essere valutato è un po' come se fossi messo sotto una
lente di ingrandimento.
In che modo vorresti che i licei affrontassero lo stress per
migliorare il benessere mentale?
Credo che si potrebbe lavorare molto sulla valutazione ma
anche sulla cultura in sé. Se affrontassimo le materie con un approccio diverso
che possa arricchire la persona e non solo impartire delle nozioni secondo me
lo stress potrebbe diminuire. Bisognerebbe potersi appassionare alla materia
con un approccio che possa arricchire e portare lo studente a creare un
coinvolgimento diretto con ciò che studia.
Quando svolgo dei temi o dei saggi mi trovo bene perché
sento di essere libero di esprimermi nei limiti del possibile. Credo che la
capacità di mettere in atto le conoscenze apprese con lo studio tenda ad
alleviare lo stress perché si ha la possibilità di fornire un feedback al
professore che non si limiti a riproporre quello che il docente ha spiegato, ma
arricchire i contenuti con i nostri pensieri e con la nostra immaginazione in
generale. Nel lato pratico non so come potrebbe cambiare la cosa, diciamo che è
un concetto che oggi secondo me non c'è ancora. Per me il benessere mentale
migliorerebbe in questo modo.
Descrivi come usi il tempo libero per gestire le pressioni.
Io solitamente leggo o guardo dei film o gioco ai
videogiochi, però principalmente la lettura è il mezzo che sfrutto di più per
staccarmi dalla realtà. La lettura per me è un grande espediente per staccare
un attimo, per far riposare il cervello, per portarlo in una dimensione dove il
disagio del mondo quotidiano non arriva.
Cosa cambieresti del tuo liceo se potessi decidere tutto?
Se potessi cambierai tutto e non solo nei licei. Farei una
grande scuola con tanti corsi che, a partire dalle scuole superiori, darebbe la possibilità agli studenti di
scegliere quali frequentare per studiare
in base alle proprie passioni e interessi. Alla fine di questo percorso
di studio, con delle prove, si conseguirebbero dei certificati attestanti
appunto la partecipazione e l'acquisizione di determinate conoscenze. Mi
piacerebbe una scuola libera dove uno studente può decidere di studiare elettrotecnica
ma anche filosofia perché ha una passione per questa disciplina. Io mi
concentrerai sulle materie che studio adesso ma toglierei quelle che apprezzo
poco perché non rientrano mei miei interessi.
Ringrazio Gabriel per la disponibilità e saluto i lettori
del Mattei's Blog.
Alla prossima.
Il Direttore, MOHAMED, 5BLSU





















