Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

lunedì 1 giugno 2026

Saluti finali...

Quest'anno scolastico è ormai agli sgoccioli e, per me, è giunto il momento di tirare le somme di un'esperienza che porterò sempre nel cuore. “Salire a bordo” del Mattei's Blog e assumerne la direzione è stato un viaggio tanto inaspettato quanto meraviglioso.

Ho amato profondamente questo progetto fin dal primo giorno. Scrivere articoli, confrontarmi con la redazione e dare vita ai nostri podcast è stata un'esperienza entusiasmante – un'occasione unica per esprimersi, riscoprire il piacere della condivisione e guardare il mondo da nuovi punti di vista. È stato un percorso bellissimo, intenso e pieno di emozioni.

Niente di tutto questo sarebbe stato possibile da soli. Per questo voglio ringraziare di cuore le professoresse Valentino e Pisu che, con la loro guida e il loro supporto prezioso, ci hanno accompagnato passo dopo passo, stimolandoci a dare sempre il meglio. Un grazie immenso va anche a tutte le ragazze e i ragazzi della redazione: il vostro entusiasmo è stato il vero motore di questo blog.

Prima di salutarci per le vacanze, voglio fare un grandissimo in bocca al lupo a chi, nelle prossime settimane, affronterà l'esame di maturità.

A chi invece tornerà a settembre e alla futura redazione della quale spero di fare ancora parte, lascio l'augurio di continuare a far crescere questo spazio con la stessa passione.

Buona estate a tutte e a tutti! Continuate a leggerci e ad ascoltarci, ci rivediamo a settembre.

La Direttrice Marwa


Ciao a tutte e a tutti!

È stato bellissimo far parte di questo progetto e di questa redazione per ben 5 anni. In pratica, il blog è cresciuto in parallelo con il mio percorso di studi. Nel corso di questi anni ho scritto articoli, sono diventato co-direttore ma, soprattutto, ho conosciuto e collaborato con tantissimi ragazzi e ragazze, e con le professoresse Bertoncini, Pisu e Valentino.

È stata un’esperienza molto formativa, che mi ha aiutato a crescere, a sviluppare nuove competenze e a riscoprire il piacere della lettura.

Anche se il mio percorso scolastico finisce qui, continuerò a seguire il Mattei’s Blog e ad ascoltare i vostri meravigliosi podcast, per scoprire sempre nuove cose e punti di vista... e chissà, magari per scrivere ancora qualche articolo ogni tanto!

Un caro saluto a tutta la redazione, a chi affronterà la maturità, ai futuri redattori e alle prof.

Grazie di cuore a tutti voi lettori!

Il Direttore Mohamed

Disegno di Rania Nssis 3C LSU


sabato 23 maggio 2026

Il bullismo e cyberbullismo: il male di ogni generazione

 



giovedì 21 maggio 2026

Caviardage, quando la poesia è arte grafica

Caviardage creato da Benedetta della 3blsu


Il caviardage è una tecnica di scrittura creativa e poesia visiva. Consiste nel prendere una pagina già scritta (come un libro da macero o un articolo di giornale) e cancellare o annerire le parole non necessarie. Le parole che rimangono visibili vanno a formare un nuovo componimento poetico o un messaggio emotivo. 

Questa testo poetico è stato creato da Benedetta Lavecchia della 3blsu durante il corso di scrittura creativa che si è tenuto tutti i pomeriggi del giovedì. 
Si notino le delicate e istintive scelte testuali che, corredate di colori e sottolineature, hanno dato vita ad un vero e proprio testo poetico. 

@la redazione

 

sabato 16 maggio 2026

I disturbi alimentari: quando lo specchio non riflette chi siamo.

 



mercoledì 13 maggio 2026

Romeo and Juliet

Le classi terze del Liceo delle Scienze Umane di Fiorenzuola, il 14 marzo, si sono ritrovate al Teatro Politeama di Piacenza per un appuntamento speciale con il dramma shakespeariano. Dopo il viaggio in treno, gli studenti sono arrivati puntuali per l’inizio dello spettacolo delle ore 9:00, pronti a scoprire una versione originale e modernissima della tragedia più famosa al mondo.

Lo spettacolo ha riportato gli spettatori nella Verona del passato, dove l’odio tra le famiglie dei Montecchi e dei Capuleti avvelena ogni cosa. Al centro di tutto ci sono loro, Romeo e Giulietta, due ragazzi che si innamorano perdutamente nonostante il conflitto che divide i loro genitori. La messinscena ha mostrato con forza la speranza dei loro primi incontri, ma anche la violenza che li circonda: un momento di grandissima tensione è stato lo scontro con il cugino di Giulietta, la cui rabbia segna il punto di non ritorno della vicenda. È stata una narrazione capace di evidenziare come le scelte dei singoli possano scontrarsi tragicamente con un destino già segnato.

Gli attori madrelingua irlandesi sono stati eccezionali. Nonostante lo spettacolo fosse interamente in inglese, la loro chiarezza espressiva ha reso ogni passaggio comprensibile a tutti. Una menzione d’onore va sicuramente all’attrice che ha interpretato Giulietta: la sua capacità di trasmettere vulnerabilità e determinazione ha incantato l'intera platea, rendendo il suo personaggio estremamente attuale.

La vera sorpresa della produzione è stata la colonna sonora, che ha intrecciato i dialoghi classici con grandi successi pop di oggi. Ogni brano è stato scelto per dare voce alle emozioni degli attori sul palco:
"Another Love" di Tom Odell e "Love Me Like You Do" di Ellie Goulding hanno accompagnato i momenti di maggiore trasporto emotivo.
Le note malinconiche di Billie Eilish hanno avvolto l'intera sala, specialmente con "Lovely" (cantata insieme a Khalid), creando un’atmosfera profonda che richiamava il tema dell’amore impossibile.

Questa scelta non è stata solo estetica, ma profondamente comunicativa. La musica ha agito come un linguaggio universale: anche nei passaggi linguistici più complessi, le canzoni permettevano di percepire esattamente lo stato d’animo dei personaggi. È stato come se le melodie di oggi dessero voce ai sentimenti scritti da Shakespeare secoli fa, rendendoli immediati e vicini alla nostra sensibilità.

Per gli studenti quella mattinata non è stata solo una lezione di letteratura o di inglese, ma il ricordo di un'emozione forte condivisa con i compagni. Al rientro a Fiorenzuola hanno condiviso la consapevolezza che, anche dopo secoli, la storia di Romeo e Giulietta continua a toccare nel profondo ogni individuo, soprattutto quando viene raccontata con tanta energia e con le canzoni che si amano di più.

Marwa Moussafir 3C LSU
Foto di Serena Bolgarani 3C LSU






Car Free Day

Il 23 aprile l’Istituto Mattei ha scelto di cambiare prospettiva. 

Il Car Free Day non è stato solo un evento simbolico, ma una trasformazione reale: con il parcheggio chiuso e i motori spenti, il cuore della scuola è tornato a pulsare grazie all’energia degli studenti e a una programmazione curata interamente dai Rappresentanti d’Istituto.

L'iniziativa, nata dalla loro proposta e capacità organizzativa, ha mostrato una scuola capace di rinnovarsi. Lo testimoniano i nuovi murali svelati durante la giornata: opere nate da un lavoro collettivo nei pomeriggi precedenti, che restano ora come segno permanente di una creatività che ha saputo riqualificare gli spazi comuni.

L’adesione volontaria è stata il motore di ogni attività. Mentre il torneo di calcetto animava l’area sportiva e la passeggiata ecologica offriva un momento di riflessione sulla mobilità alternativa, il centro della scuola si trasformava in un vivace distretto dell'economia circolare.

Il cuore pulsante dell’evento è stato infatti il sistema dei mercatini, un esperimento di autogestione studentesca basato esclusivamente sul baratto. Senza l’uso di denaro, gli alunni hanno animato diverse bancarelle tematiche proposte dai rappresentanti: da quelle dedicate ai libri, alle borse e agli accessori, fino agli spazi per i giochi da tavolo, gli utensili e i bicchieri. Grande attenzione è stata data anche all'arte visiva, con una postazione riservata a fotografie e quadri. 

Lo scambio diretto di questi oggetti ha dato concretezza a un nuovo modo di intendere il valore delle cose, basato sul riutilizzo e sulla relazione. 

Il Car Free Day si è così rivelato molto più di una giornata ecologica: è stata la prova di quanto la comunità del Mattei possa essere dinamica e propositiva quando i giovani ne prendono la guida, mettendo al centro sostenibilità, arte e spirito d'iniziativa. 

Marwa Moussafir 3C LSU

Foto by Clotilde Delendati 1^ASSAS


  




domenica 10 maggio 2026

L'AUTELESIONISMO: COSA SI NASCONDE DIETRO IL BISOGNO DI FARSI DEL MALE





 



sabato 9 maggio 2026

THE DRAMA

The Drama è un film scritto e diretto da Kristoffer Borgli, uscito nelle sale all’inizio di aprile. Il lungometraggio ha attirato fin da subito l’attenzione del pubblico, anche grazie alla presenza di Robert Pattinson e Zendaya, che interpretano i due protagonisti.

Il film apparentemente sembra una rom-com, infatti la storia segue Charlie ed Emma, due giovani molto innamorati che stanno per sposarsi. Al grande evento mancano davvero pochi giorni e durante una cena con altri due amici decidono di rivelare il loro segreto più oscuro. Tutto sembra procedere bene fino a quando non arriva il turno di Emma. Il suo segreto infatti cambierà la percezione che i suoi amici e il suo quasi  marito hanno di lei. La loro relazione entra in una profonda crisi e il film si trasforma in un thriller psicologico.

Il tema principale di questo film è la fragilità nelle relazioni, infatti attraverso una sola verità scomoda si può totalmente cambiare l’opinione che si ha in una persona.

Un altro fattore molto interessante del film è il modo in cui smonta l’idea di amore perfetto a cui ormai ci siamo abituati a vedere al cinema.

A rendere la storia ancora più realistica e coinvolgente è l'ottima chimica tra i due attori protagonisti sul set.

The Drama è sicuramente un ottimo film, supportato da una trama avvincente e interpretazioni magistrali. L’unica pecca, a mio parere personale, riguarda il finale: mi ha lasciata con l'amaro in bocca poiché mi aspettavo una conclusione differente.

Nonostante ciò, ne consiglio vivamente la visione: è un’opera originale, capace di distaccarsi dai prodotti più commerciali e perfetta per chi vuole approcciarsi a un genere nuovo.


Barbieri Sveva 3Clsu



mercoledì 29 aprile 2026

Uno studente del Liceo Mattei pubblica un saggio su Giulio Cesare

Gurbaaj Singh, diciassette anni, ha scritto 461 pagine di storia, filologia e filosofia politica. Il libro ha ottenuto la Menzione d'Onore Edito di Saggistica al Premio "I Murazzi" 2026, assegnata all'unanimità dalla giuria.

Ci sono libri che nascono da un incarico, da una scadenza, da un'opportunità. E poi ci sono libri che nascono da una domanda. Giulio Cesare di Gurbaaj Singh appartiene alla seconda categoria.

Gurbaaj è nato a Fermo nel 2008, frequenta il Liceo Scientifico Enrico Mattei di Fiorenzuola d'Arda, ed è uno studente come tanti — fino al momento in cui si scopre che nel tempo libero ha scritto, da solo, un saggio storico di 461 pagine con fonti primarie in latino, edizioni filologiche critiche e un confronto sistematico con la storiografia moderna. Il libro è stato pubblicato nel 2025. La giuria del Premio "I Murazzi" 2026 — XIV edizione, organizzato dall'Associazione Elogio della Poesia di Torino — gli ha assegnato all'unanimità la Menzione d'Onore Edito di Saggistica.

Il titolo è semplice: Giulio Cesare. Il contenuto non lo è affatto.

Una figura da restituire alla complessità

Chi era davvero Giulio Cesare? La storiografia tradizionale restituisce spesso l'immagine di un busto di marmo o di un genio militare invincibile — un'icona statica, cristallizzata nella leggenda. Il saggio di Gurbaaj parte esattamente da questo problema e lo ribalta: Cesare non come reperto del passato, ma come problema morale che interroga il presente. Come conciliare efficacia militare e responsabilità pubblica? In quali termini l'autorità può imporre ordine senza erodere i vincoli collettivi e le procedure che garantiscono la libertà?

Il punto di partenza, come Gurbaaj stesso spiega, è una connessione tra «scienza, tecnologia, storia e responsabilità civica, in una tensione di rigore filologico e di attenzione etica al potere». Ciò che il saggio mette a fuoco è quella che l'autore chiama la «ferrea norma logica» che attraversò la vita del dittatore: una razionalità pratica che trasformò l'azione in sistema e la parola in strumento di governo.

Un libro in tre movimenti

Il saggio si articola in tre parti distinte e complementari. La prima ricostruisce la traiettoria politico-militare di Cesare: le campagne in Gallia, l'attraversamento del Rubicone, la guerra civile, la dittatura — narrati con rigore storiografico e attenzione alle fonti, da Svetonio a Plutarco, da Appiano a Cassio Dione. La seconda parte analizza Cesare come scrittore e filosofo. La terza esplora la dimensione che forse meno ci aspettiamo da un condottiero: la propaganda, l'arte, l'architettura come strumenti di legittimazione del potere. Il Foro di Cesare, le monete, i trionfi teatralizzati — non ornamenti, ma macchine politiche.

La scrittura come tecnologia del potere

Uno dei contributi più originali del saggio riguarda i Commentarii cesariani — il De bello gallico in sette libri e il De bello civili in tre — che costituiscono il nucleo dell'analisi stilistica e politica. Cicerone li definì nudi, recti et venusti: asciutti, diretti, eleganti. La critica moderna li ha letti come un geniale autoelogio redatto dal dittatore per fare proselitismo intorno a sé stesso. Gurbaaj va oltre entrambi i giudizi: la brevità e la purezza dello stile non sono solo virtù stilistiche, ma dispositivi intenzionali che naturalizzano decisioni straordinarie, attenuano la percezione dell'agente e rendono plausibile la concentrazione del potere. La scrittura stessa come «tecnologia del potere», capace di trasformare la narrazione di parte in dato storico apparentemente neutro.

Altrettanto originale è la rilettura della clementia cesariana: non gesto privato di magnanimità, ma fulcro operativo di un progetto politico che mira a ricomporre il consenso e a spezzare il monopolio oligarchico. La ratio cesariana si confronta nel saggio con correnti anti-metafisiche e con un rapporto pratico alla Fortuna, intesa non come destino ineluttabile ma come «logica aliena» da correggere con industria e virtus. Studiare Cesare, in questa prospettiva, significa innanzitutto imparare a decodificare i linguaggi del potere — un esercizio di discernimento che il saggio propone come direttamente applicabile a ogni contesto comunicativo, antico o contemporaneo.

La tesi che rende questo libro unico

Ciò che distingue il saggio di Gurbaaj da qualsiasi altra trattazione di Cesare non è la mole né la documentazione — per quanto entrambe siano notevoli per qualsiasi autore, a maggior ragione per uno studente liceale. È la bussola ermeneutica adottata, che non ha precedenti nella letteratura cesariana.

Gurbaaj è Sikh, di origine punjabi, cresciuto nelle Marche. Il saggio fa dialogare la razionalità di Cesare e il rigore civico di Cicerone con i princìpi etici del Dharma e del Seva Sikh — il servizio disinteressato verso la comunità, l'agire non per interesse personale ma per il bene di chi ci circonda. Questa doppia lente — classica e religiosa — trasforma la storia in scuola di cittadinanza: ogni esercizio del potere viene valutato alla prova della cura per il prossimo e della dignità collettiva. Il confronto tra il binomio honestum-utile e la responsabilità verso la comunità offre una chiave di lettura inedita sulle trasformazioni istituzionali romane.

La domanda che ne emerge non è antiquaria. È, come Gurbaaj stesso scrive nella prefazione, «esistenziale»: quando la forza è ordinata al bene comune? Quando l'efficacia diventa pretesto per erodere le istituzioni? Sono domande che Cicerone si pose nel I secolo a.C. Sono domande che valgono oggi.

Il riconoscimento della giuria

La giuria del Premio "I Murazzi" ha colto con precisione il cuore del lavoro. Nella motivazione ufficiale sottolinea come Gurbaaj «superi il giudizio critico normalmente assegnato ai Commentarii» e riveli come Cesare possa rappresentare «almeno a livello teorico, una proposizione alternativa rispetto alla crisi attuale dell'esercizio del potere in alcune grandi democrazie occidentali». La Menzione d'Onore è stata attribuita all'unanimità, con esplicito riconoscimento del «lavoro di applicazione, documentazione e rielaborazione teorica del giovanissimo scrittore».

È un riconoscimento che dice due cose insieme: che il libro regge il confronto con il circuito letterario nazionale, e che la sua tesi è abbastanza originale e attuale da essere percepita come rilevante anche fuori dall'ambito accademico stretto.

Perché leggerlo

Dalla storia della Tarda Repubblica Romana emerge una lezione per il presente: la vicenda di Cesare è monito contro la personalizzazione dell'autorità e invito a tessere procedure e vincoli che mantengano il potere sotto il vincolo della responsabilità.

Il saggio non si rivolge solo a chi studia storia romana, filologia o filosofia politica. È pensato per chiunque voglia decifrare le tecniche sottili di legittimazione del potere, imparando a riconoscerle e a difendere le istituzioni che preservano la libertà comune. La comprensione delle dinamiche del passato cessa così di essere un sapere fine a se stesso: diventa metodo, strumento, forma di orientamento civile nel presente.

Un libro scritto da uno studente liceale che, anziché accontentarsi delle risposte che già circolano, ha deciso di seguire una domanda fino in fondo.

Il libro

Giulio Cesare di Gurbaaj Singh è disponibile su Amazon: amazon.it/Giulio-Cesare-Gurbaaj-Singh/dp/B0G541B1J7

ISBN: 9798273939783.                     Per approfondire: gurbaaj-cesare.it