Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

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giovedì 30 marzo 2023

LA VOCE DELLE PAROLE - "TEMPESTA"


Cari lettori del Mattei's blog, oggi la rubrica _La voce delle parole_ vi racconta un momento di tristezza e confusione: vi è mai capitato di sentirvi naufragare come Ulisse, mentre siete immersi nel mare della quotidianità? 

TEMPESTA

Otto sono i venti,
sette sono i mari,
sei sono i miei mali:
disperso come un naufrago
non vedo più la meta,
sommerso dal terrore
io corro,
corro invano
cercando rifugio.
Eppure, questa tempesta
sembra ossessionata da me.
Annegando in mille urla
silenziose
chiedo aiuto,
ma c'è Nessuno ad ascoltarmi. Abbandonato al mio destino,
decido d'arrendermi
in un mare di lacrime. 

AXEL PERALTA GUTIERREZ - 5^A P

sabato 17 aprile 2021

La felicità esiste

 

ALIONA NICOLAEV

(vincitrice del primo premio sezione poesia)


Vorrei rimanere piccola,

per la paura

Di conoscere davvero il mondo

e di perdermi.

 

Temo che la vita

diventerà sempre più dura

E in qualche modo

finirò per arrendermi…

 

Vorrei credere in me stessa...

Permettermi di amare,

Dire quello che sento

senza vergogna

 

E se anche dicessi

che spero di volare,

Vorrei che nessuno

ridesse del mio sogno.

 

Vorrei persone

che combattono per la giustizia,

Che lottano per essere ascoltati.

Vorrei che esistesse

ancora la vera amicizia

E che gli uomini

fossero d'amore “sballati”.

 

Vorrei che la verità

gridasse eternamente

E che del silenzio

prendesse il posto.

La felicità esiste…

Semplicemente

 

Gli adulti complicano tutto

ad ogni costo.

 

E quando arriva la notte,

vorrei chiudere gli occhi,

sorridere

Senza paura

di ciò che accadrà.

 

Non cambiare me stessa,

essere libera, alla fine:

Vivere!

Questo è il mondo che io vorrei…

e che spero sarà.


 

Per il mondo che vorrei

 

VITTORIA PRAZZOLI

(vincitrice del secondo premio sezione poesia)


E' imprevedibile questa battaglia,

il nemico contro di me si scaglia:

una lama attraversa il mio corpo

e le gambe cedono sull’arido campo.

Rimembro tutto ciò che ho perduto,

oscure ombre di quello che è accaduto.

 

Mi lego ai brandelli della vita,

ma ancora sanguina la mia profonda ferita.

Nascondo i cristalli delle mie lacrime

e seppellisco le innocenti vittime

di quell’intima guerra

che dai miei sentimenti è stata persa:

sono rimasto un bambino sognatore

che non ha mai smesso di credere nell’amore;

anche in un mondo in cui regna la violenza,

mi sono affidato ad un soffio di clemenza.

 

Leso sono stato, ma non cerco vendetta,

quello non è pensiero d’anima eletta;

semino pace in un terreno di sangue cosparso,

dalle inarrestabili fiamme d’odio arso.

Ed ora vorrei guardare negli occhi l’avversario,

stringerlo forte ed abbracciarlo,

perseverare per raggiungere la fratellanza,

fino a distruggere la meschina ignoranza.

 

Desidererei alzarmi ad aiutare i compagni,

per realizzare con loro tutti i sogni:

smettere di sparare ai più deboli

e porgere la mano ai più poveri.

Ambirei a salvare chi è in pericolo,

per superare ogni ostacolo

ed afferrare nuvole d’affetto

nel limpido cielo in cui le speranze proietto.

 

Ed anche avvolto dai deliri della morte,

tra i sospiri della notte che ha chiuso le sue porte,

continuo con tenacia a lottare

per il mondo che vorrei plasmare;

colgo dell’esistenza ciascuna sfumatura

e maschero sottovoce, nel silenzio, la paura:

a terra abbandono le armi dannate,

ormai da troppo tempo usate e consumate.

Forse… magari

 

GIADA ALRAZEM

(vincitrice del terzo premio sezione poesia)

Il mondo che vorrei

È fatto di tanti forse e magari.

 

Un giorno, magari.

Prima o poi, forse.

Però vivere di ipotesi, di illusioni

 

Rende più leggero

Il mondo che, purtroppo, “è”.

 

Nel mondo che vorrei

Non dimenticherei l’importanza

Dei silenzi,

degli sguardi.

 

Non cercherei febbrilmente

Di riempire ogni vuoto

Ma imparerei a conviverci,

A farmelo amico.

 

Nel mondo che vorrei

Non mi sentirei all’ombra

Di epoche passate

Che scalpitano nella mia mente

Per essere ricordate.

 

Non tremerei al pensiero

Di tenere lo sguardo

Sugli occhi di un’altra ragazza

Per più di quattro secondi.

 

Nel mondo che vorrei,

A nessuno importerebbe

Quale mano tengo nella mia.

 

E forse non inizierei un abbraccio

Col pensiero di volerlo finire.

Tanti “non”, ma purtroppo il mondo “è”.

 

Nel mondo che vorrei

Il mondo è esattamente com’è

E sono io a cambiare.