martedì 27 dicembre 2022

"L'ENIGMA DELLA CAMERA 622" di Joël Dicker

 “Cosa siamo capaci di fare per difendere le persone che amiamo? È da questo che si misura il senso della nostra vita.”
 
In un fine settimana di Dicembre il Palace de Verbier, un lussuoso Hotel sulle Alpi svizzere, ospita l'annuale festa di una importante banca d'affari di Ginevra che deve nominare il nuovo presidente.
Durante la  notte dell’elezione, nella stanza 622 avviene un omicidio che scuote l’Hotel, la banca e l'intero mondo finanziario svizzero.
L'inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, poiché molti dei presenti avrebbero il movente per commettere l'omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità.
Quindici anni dopo un ignaro scrittore sceglie quello stesso Hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di lasciarsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto e dalla bellezza di una donna molto curiosa, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo nella camera 622.
 
“Sono un vedovo, solitario e infelice. Sai, non sono stato sempre così cupo e caustico.
C’è stato un tempo in cui amavo la vita. Ma dalla morte di mia moglie vivo nelle tenebre. 
Quando muore l’altro, è come se ti strappassero il cuore e poi ti chiedessero di continuare a vivere. Da allora erro come un’ombra. Recito la commedia per sopravvivere, vengo qui al Palace turandomi il naso, copro tutti di grida, ma è solo una mascherata. 
È solo un modo per dimenticare chi sono.”
 
Da questo romanzo dobbiamo aspettarci moltissimi colpi di scena, personaggi che nascondono una duplice o tripla verità, mentre sullo sfondo ci sono giochi di potere, segreti di famiglia, inganni, tradimenti e gelosie. Un romanzo congegnato con diabolica perfezione, in cui nulla e nessuno è veramente come appare.
 

Sono rimasta incollata alle pagine fino alla scoperta del mistero più grande, ovvero chi è la vittima, ma dopo la mia attenzione si è lentamente affievolita nei confronti della trama perché l’ho trovata inverosimile, un po’ forzata e finanche finta.
La storia alterna momenti di narrazione passata raccontando in modo molto dettagliato ciò che accadde durante l’omicidio nella camera 622, e momenti di narrazione presente in cui lo scrittore cerca di risolvere l’omicidio.
 
“La vita è un romanzo di cui si conosce la fine: il protagonista muore. La cosa più importante, in fondo, non è come va a finire, ma in che modo ne riempiamo le pagine. Perché la vita, come un romanzo, deve essere un’avventura. E le avventure sono le vacanze della vita.”
 
E voi avete letto qualche libro di questo autore? Io ho amato “La verità sul caso Harry Quebert”!
 
MARTINA SIGNORILE – 5^A LSU

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