martedì 16 febbraio 2021

TOXIC MASCULINITY


Forse possiamo trovare un posto in cui sentirci bene, 
E possiamo trattare le persone con gentilezza,
trovare un posto in cui sentirci bene

e se fosse la musica?

Cari lettori, sicuramente vi starete chiedendo che cosa c’entri la musica con il concetto di “TOXIC MASCULINITY” ma, prima di tratte conclusioni affrettate, sedetevi, prendete qualcosa da mangiare e leggete con attenzione.

Abbiamo deciso di aprire questa rubrica dove seguiremo un tema principale per un determinato periodo di tempo e in cui si alterneranno playlist consigliate e, perché no, anche condivisioni di videoclip e traduzioni di alcune canzoni che magari hai sempre sentito alla radio. 

Il tema principale di questo mese sarà la “TOXIC MASCULINITY” 

Che c’entra con la musica? Intanto la musica ci accompagna in ogni momento e quindi direi che c’entra sempre, ma non è solo questo. Se osserviamo il mondo discografico possiamo notare molti stereotipi di genere: videoclip in cui vediamo uomini con tante donne che ballano loro intorno con fare ammiccante e vestite in modo succinto; la fatica che le donne devono fare per emergere in un mondo – anche questo come quello del cinema – fortemente maschilista ecc. ecc.

La musica però ci può liberare o quanto meno ci può aiutare a capire in che modo sintonizzare la società verso un’uguaglianza di genere e un ripulisti dagli stereotipi. La musica è universale e permette a chiunque di potersi esprimere a 360 gradi. La musica è il mezzo con cui tantissime persone comunicano, si esprimono, si mostrano per quello che sono, ma noi parleremo anche di chi sta dietro la musica e che sceglie di usare questo tipo di arte per tramettere i valori in cui crede che, spesso, non coincidono con la mentalità comune. Non è solo musica, ma è anche di chi fa musica e come sceglie di utilizzarla.

Allora provate a seguirci e vediamo se le differenze di genere possano essere il nostro primo tassello sul quale focalizzare la nostra analisi sociologica.

Prima di tutto è necessario fare un piccolo excursus in cui andremo ad analizzare il concetto di patriarcato perché, anche se non sembra, molti stereotipi provengono da questo concetto.

Il patriarcato è l’idea secondo la quale la famiglia e quindi anche la cultura derivino dal ramo maschile, così come se parlassimo di matriarcato parleremo di derivazione al femminile.

Inutile dire che questo concetto che in sé non ha nulla di sbagliato ha dato vita ad un insieme di altri sotto concetti stereotipati che vedono la figura maschile come quella più forte, infatti spesso e volentieri si parla di “uomo di casa” proprio perché si vede in lui la forza, sia fisica che emotiva, ma anche un sostegno economico. Un esempio molto semplice di patriarcato, ma che facendo parte della nostra tradizione non ci facciamo caso, può essere il seguente: perché il cognome che tutti noi abbiamo deve necessariamente essere del nostro padre? Perché è il risultato della radicazione del patriarcato nella nostra vita, fin dai primi tempi infatti i figli devono discendere dalla parte del padre.

Ma cosa c’entra questa definizione con il concetto di “toxic masculinity”? E cos’è quindi questa ideologia?

Quando si parla di «mascolinità tossica» si fa riferimento a quei comportamenti che in una determinata società sono per forza associati all’uomo, andando così a creare uno stereotipo, ovvero quello di “uomo alpha”, che incoraggia gli uomini a non mostrare la propria fragilità e paura così da poter essere considerato un “vero uomo” e sviluppando al contempo il sessismo e la misoginia.

Perciò il patriarcato, che si è sviluppato principalmente nel medioevo e venendo supportato anche dalla Chiesa, ha fatto sì che per generazioni e generazioni l’uomo venisse considerato l’anello forte della società.

Questo ha alimentato uno stereotipo dell’”alpha man” che, ancora oggi, in molte società è supportato e idolatrato. Ciò è stato alimentato, come quasi tutte le idee “sbagliate”, dai media, tradizioni culturali, poca informazione e distacco dal progresso socio-culturale .

Gli esempi che possiamo farvi sono i classici discorsi che si sentono ripetere la maggior parte dei bambini: “Francesco piangere è da bambine e tu sei un maschio, sei forte non debole come tua sorella; Francesco le bambole sono da bambine, andiamo a prendere le macchinine; te l’ho già detto Francesco, lo smalto può metterselo solo tua sorella perché è una femmina. “

Oggi, 2021, la virilità maschile è ancora fondamentale, perché ti garantisce posto a lavoro, un prestigio sociale, una “buona reputazione” ecc.

Ovviamente, quando si parla di una visione del mondo, ci sono varie posizioni a cui prendere parte, quelle più rilevanti sono: chi appoggia e sostiene questo modo di pensare, chi cerca un modo per rompere questi stereotipi e chi, invece, se ne sta in silenzio (questo, tuttavia, va incluso nella parte di chi appoggia questi stereotipi perché, di fondo, la situazione non cambia).

Chi sceglie di distaccarsi dalla mentalità patriarcale e sceglie di prendere posizione esprime la sua opinione in vari modi.

Quello su cui ci concentreremo maggiormente sarà la musica, anche se affronteremo tendenzialmente tutto ciò che riguarda l’arte e che permette di essere più liberi di appoggiare determinate posizioni nel campo socio-culturale e che vede una vera e propria lotta contro tutti quegli stereotipi che moltissime società hanno ancora radicate nelle proprie tradizioni.

E ricordatevi: “Treat people with kindness” (cit. Harry Styles).

Suha Marmash

Mariarosaria Cipolletta

4ALSU

 

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