mercoledì 18 agosto 2021

Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia

Ci troviamo a Palermo nel 1993; la scuola chiude i battenti per dare il benvenuto all’estate e i giovani sono pronti a lasciare la loro città per partire, tra di loro c’è anche Federico che non vede l’ora di partire per l’Inghilterra al fine di vedere nuovi posti e studiare una nuova lingua, ma c’è qualcosa, o piuttosto, qualcuno, che gli fa cambiare idea. Sto parlando di Padre Pino Puglisi, un insegnante di religione, che ama il suo lavoro, ama la sua fede ma soprattutto, ama i suoi studenti; il suo obiettivo è quello di aiutare i bambini di Brancaccio, un quartiere malfamato ed abbandonato a se stesso, e Federico gli darà una mano. Affrontando questa nuova avventura, Federico, scoprirà la vita e la sofferenza di bambini senza speranza, che non vedono altra via se non quella tracciata per loro dalla mafia; ma Padre Pino Puglisi cercherà di salvare quei bambini, quelle giovani vite, togliendoli dalla strada della criminalità, purtroppo però capirà troppo tardi che l’unico modo per salvare quei bambini è sottrarli da quel quartiere malfamato. Infatti la mafia, che non lascia scampo a nessuno, reagirà colpendo per prima, dritta al cuore di Padre Puglisi e dei suoi studenti.

Il 15 settembre del 1993, quindi 28 anni fa, veniva ucciso Padre Pino Puglisi, uomo onesto e coraggioso che ha sottratto tantissimi giovani alla malavita e che ha seminato bellezza e speranza nel quartiere di Brancaccio, zona periferica di Palermo allora abbandonata da tutte le istituzioni.

Non conoscendo bene la storia di 3P ho apprezzato molto il modo delicato e discreto di raccontare ancora una volta un omicidio per mano della Mafia, inoltre mi sono interessata al personaggio e voglio approfondirlo meglio, magari leggendo altri titoli che parlano dello stesso personaggio.

“Ciascuno di noi è custode di chi ha accanto: per parentela, per amicizia, per lavoro, per vicinato. Ciascuno di noi è affidato ad altri e altri sono affidati a noi, perché Dio muove tutto per spingerci ad amare di più ed essere amati di più.”

Ho letto molto poco di Alessandro D’Avenia e per ora ho apprezzato molto i suoi libri, per il loro contenuto e per il modo in cui l’autore scrive; ma quello che non apprezzo dei suoi libri è lo stile non continuo della storia, ci sono continui salti temporali e cambi di personaggi che raccontano la storia e non viene mai detto quando accade, quindi il lettore deve stare molto attento alla storia perché da un momento all’altro tutto può cambiare. Proprio per questo motivo la storia è per adulti e non per i giovanissimi, cosa che mi fa piangere il cuore perché è un libro che dovrebbero leggere tutti. 


Nonostante questo, il libro è un piccolo gioiello, che tutti dovrebbero leggere perché ha la capacità di insegnare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, che non sempre la vita è facile e giusta, ma piuttosto difficile ed ingiusta, che c’è sempre qualcuno che cercherà di farti del male e di abbatterti ma tu devi avere la forza di tirati su, e mi ha anche insegnato una lezione importante che i bambini sono fragili ma allo stesso tempo forti.

E voi avete letto #ciòcheinfernononè ? Quali altri libri di questo autore avete letto?

MARTINA SIGNORILE

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