mercoledì 27 marzo 2024

Elena di Sparta al teatro Verdi


Sola e abbandonata in una casa fatiscente è come viene ritratta, durante lo spettacolo svoltosi il 16
marzo 2024 al Teatro Verdi di Fiorenzuola, quella che un tempo era considerata la bella Elena,
ossia la regina spartana che, con il suo fascino, stregò Paride a tal punto da far scoppiare la guerra di Troia. 
Uno degli aspetti sottolineati durante la rappresentazione è proprio il ricordo della grande bellezza passata, in quanto è ciò che trasmette la donna – ormai sfiorita e prossima alla vecchiaia – provocando in lei un profondo senso di vuoto e di solitudine.
 La figura di Elena messa in scena da Silvia Prioririsulta in questo modo più complessa di come viene
 ricordata e descritta in relazione agli eventi storici.
La narrazione inizia dalla fine della guerra di Troia quando Odisseo, durante il suo tormentato viaggio di ritorno verso Itaca, incontra la regina ormai decaduta. Da qui parte l’analessi, attraverso cui si vuole ribaltare il mito, dove Elena ripercorre i momenti che l’hanno resa una delle figure più note dell’antichità ma che, allo stesso tempo, le hanno causato grande dolore e l’hanno portata alla sua rovina.
L’obbligo a sposare Menelao, la fuga di Elena dopo che Paride l’ha sedotta e lo scoppio della guerra per ricondurre in patria la regina sono gli eventi che plasmano la protagonista dello spettacolo e mediante cui si scoprono i lati più nascosti della sua interiorità. Elena, caratterizzata da un’anima tormentata e soffocata dalle decisioni e dai giochi politici intrapresi da uomini al di sopra di lei che non si sono curati di ascoltarla e di fare la sua felicità, non è però, purtroppo, la sola che subisce ciò nel corso della storia. Anche nella nostra contemporaneità, sono ancora tante le donne che rimangono anonime, ma che subiscono i soprusi psicologici che ha dovuto affrontare la regina spartana. Come lei resistono e sperano in futuro migliore, rimanendo però nell’amara rinuncia di una libertà che dovrebbe essere concessa a tutti. Uno spettacolo, dunque, di estrema attualità che – attraverso la recitazione di Silvia Priori, le danze orientali ad opera della ballerina Selene Franceschini e le musiche epiche – spinge alla riflessione sulle battaglie ancora non concluse che animano ancora oggi la nostra società. La rivisitazione è stata un’occasione per ricordare che i miti classici hanno sempre qualcosa da insegnarci se compresi e calati nell' odierna società.

Paola Bravo 4B LS



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