lunedì 17 marzo 2025

Le Malcontente!

 L’ 8 marzo è la “giornata internazionale dei diritti delle donne”, volta alla riflessione sulle lotte combattute dalle donne per ottenere i diritti a loro spettanti.
Il tutto ha avuto origine durante il secolo scorso, a seguito di diversi eventi storici tragici tra i quali emerge l’incendio della “Triangle Shirtwaist Factory” di New york, dove persero la vita molte operaie a causa delle condizioni di lavoro precarie.
L’8 marzo è importante anche per portare attenzione ai temi di uguaglianza di genere e di violenza contro le donne. Esse chiedono sempre giustizia per tutte le angherie subite nei secoli o addirittura nei millenni.
Basti pensare che le donne non hanno mai avuto accesso alla vita politica fino alla nascita della Repubblica Italiana, nel 1946. Inoltre, è convenzionalmente utilizzata come simbolo della giornata internazionale dei diritti delle donne la mimosa. Essa è un fiore giallo in grado di crescere nonostante le condizioni climatiche difficili.
Allo stesso modo si sono comportate le donne durante le lotte combattute per ottenere i loro diritti.
Sabato 15 marzo, a seguito dell’indizione dello sciopero dell’8 marzo scorso, io ed alcuni miei compagni di classe abbiamo avuto modo di presentare e mostrare,a circa 200 studenti, il documentario “Le malcontente”.
All’incontro erano anche presenti Clelia Raboni, personaggio del documentario, Anastasia Tornabene, funzionaria e membro del coordinamento donne della CGIL di Piacenza, e le due registe Simona Brambilla e Chiara Granata.
Io ho avuto modo di presentare proprio le due registe, entrambe producer di documentari ed esperte del linguaggio cinematografico poiché esse hanno avuto un percorso di studi universitario volto all’apprendimento di esso. All’interno del documentario vengono descritte, dalle operaie di industrie tessili, le rivendicazioni dei diritti, avvenute negli anni ‘60 e ‘70 del 900, nelle zone piacentine. Al tempo Piacenza era divenuta la capitale proprio del settore tessile, ma le condizioni all’interno delle fabbriche erano assai pietose. Si lavorava sia di giorno sia di notte ed era anche elevato il rischio di subire malattie professionali, dovute specialmente all’emissione di gas nocivi, provenienti dal collante, utilizzato per tessere.
A causa di queste problematiche, molte donne iniziarono ad opporsi tramite vari tipi di lotte tra cui spicca il blocco della linea ferroviaria, avvenuto nel 1971.
Tuttavia, queste problematiche non vennero risolte totalmente poiché, tra il 1972 e il 1978, molte aziende tessili scomparsero . Le esperienze riportate all’interno del documentario mi hanno aiutato a capire quanto le condizioni lavorative siano migliorate negli ultimi 50 anni ma anche quanto conti il rispetto per le donne che hanno sempre dovuto combattere con grande tenacia per ottenere ciò che gli sarebbe dovuto sempre spettare, ovvero la parità di genere. Ringrazio calorosamente le registe per aver prodotto questo documentario e per l’essersi presentate lo scorso sabato durante la presentazione e proiezione del filmato.
Francesco Maccagni 4BLSU



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