giovedì 24 novembre 2022

SE NASCI DONNA...

Per quanto sia difficile ammetterlo oggi una donna è costretta a farsi strada nelle vita, costantemente vittima di soprusi e pregiudizi. Libera di provare una sola emozione, la vergogna. Tale fenomeno viene chiamato disparità di genere
 
Ma sappiamo davvero cosa significa?
 
Risulta importante fareuna prima distinzione : il sesso è l’insieme delle caratteristiche biologiche che distinguono uomo e donna, mentre il genere riguarda le differenze sociali che dipendono dalla cultura e dal periodo in cui viviamo.
Quando uomini e donne si ritrovano a non avere le stesse opportunità si parla di disuguaglianza di genere, fenomeno che investe ogni ambito della vita, specialmente il lavoro, le risorse finanziarie e l’istruzione.
In un settore lavorativo viene preferito un uomo rispetto ad una donna in quanto considerato più affidabile, equilibrato e in grado di mantenere il posto senza dover ricevere congedi in caso di gravidanza. Inoltre, osservando la percentuale di donne in politica si nota una netta minoranza rispetto al corrispettivo maschile, ciò
significa che viene a meno anche la rappresentazione da parte dello Stato.
L’Unione Europea sta cercando di promuovere leggi e direttive a favore del cambiamento. A livello economico vi è un divario retributivo a discapito delle donne, che sono così esposte maggiormente al rischio di povertà. Mentre nell’ambito dell’istruzione il numero di laureati donne è aumentato, arrivando a superare quello degli uomini, però vi rimane una differenziazione negli ambiti: nei settori più scientifici vi è una netta minoranza di donne rispetto alle discipline umanistiche.
 
Oggi
25 Novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita per proteggere i diritti umani. La nostra società percepisce spesso le  donne come oggetti da controllare e possedere; ci si sente, quindi, giustificati a perpetrare violenze sul genere femminile.
I fatti di cronaca degli ultimi anni dimostrano che i casi di femminicidio aumentano sempre di più, sino ad  arrivare ultimamente a una donna uccisa ogni tre giorni. Bisogna ricordare, inoltre, che il femminicidio non è solo l’uccisione di una donna ma, come espresso dal dizionario italiano, è:
 
Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.”
 
Sicuramente le condizioni delle donne sono cambiate notevolmente nel corso degli ultimi decenni e ancora lo faranno, ma il processo di eliminazione delle disuguaglianze tra uomini e donne è  ancora inevitabilmente lungo, poiché
vi deve essere, accanto all'offerta di pari opportunità, anche un cambiamento
di norme e valori culturali che deve coinvolgere non solo le donne ma anche gli uomini e la loro percezione.

E’ certo che bambine, ragazze e donne hanno imparato a fare gruppo e sostenersi, unite nel cammino per farsi forza; consapevoli del fatto che solo loro riusciranno a comprendere veramente il significato di vivere in una società che non riconosce loro piena dignità, le uniche in grado di capire la difficoltà del cambiamento  e il senso di protezione del gruppo. La solidarietà femminile è ciò che oggi c’è di più prezioso: dai primi movimenti femministi ad oggi è stato tramandato il messaggio che contro l’intero sistema maschilista non siamo sole, e proprio per questo è l'unione che farà sentire la propria voce e richiamerà al silenzio i pregiudizi.


La rubrica Lo sguardo in ascolto vi propone due riflessioni. 
La fotografia in alto rappresenta una bambina, una ragazza e un'adulta che si tengono per mano: tre generazioni simbolo di evoluzione e solidarietà tra donne, di qualunque età e di qualunque etnia.
La canzone, invece, vuole raccontarvi una violenza realmente subita così da ricordare tutte le donne vittime di abusi, non solo oggi ma ogni giorno. "C'era una volta una ragazza…" - canta Christina Aguilera all'inizio del brano, ma non è una favola. Questo pezzo, scritto insieme a Linda Perry, parla delle violenze subite dalla cantante e dalla madre ad opera del padre. Il finale è positivo:

"I lividi svaniscono, papà, ma il dolore rimane. E ricordo ancora quanto mi spaventavi. È stata forte la mamma a darmi tutto il suo amore. 
Ogni mattina mi sveglio e mi guardo indietro, ma sto bene".

I’M OKAY - CHRISTINA AGUILERA
Once upon a time there was a girl
In her early years she had to learn
How to grow up living in a war that she called home
Never know just where to turn for shelter from the storm
Hurt me to see the pain across my mother's face
Every time my father's fist would put her in her place
Hearing all the yelling I would cry up in my room
Hoping it would be over soon
Bruises fade father, but the pain remains the same
And I still remember how you kept me so afraid
Strength is my mother for all the love she gave
Every morning that I wake I look back to yesterday
And I'm OK
I often wonder why I carry all this guilt
When it's you that helped me put up all these walls I've built
Shadows stir at night through a crack in the door
The echo of a broken child screaming "please no more"
Daddy, don't you understand the damage you have done
To you it's just a memory, but for me it still lives on
Bruises fade father, but the pain remains the same
And I still remember how you kept me so afraid*
Strength is my mother for all the love she gave
Every morning that I wake I look back to yesterday
It's not so easy to forget
All the marks you left along her neck
When I was thrown against cold stairs
And every day I'm afraid to come home
In fear of what I might see there
Bruises fade father, but the pain remains the same
And I still remember how you kept me so afraid
Strength is my mother for all the love she gave
Every morning that I wake I look back to yesterday
And I'm OK
I'm OK
 
TRADUZIONE:
C'era una volta una ragazza
nella sua infanzia lei aveva imparato
come crescere vivendo in una guerra che lei chiamava casa
mai saputo dove girarsi per mettersi al riparo dalla tempesta
mi ferisce vedere il dolore attraverso la faccia di mia madre
ogni volta il pugno di mio padre la metterebbe al suo posto
sentendo tutte le urla io piangerei su nella mia camera
sperando che sia presto finita
Le ammaccature svaniscono, padre, ma il dolore rimane lo stesso.
e io ancora ricordo come mi tenevi, cosi spaventata
la Forza è mia madre per tutto l'amore che dava
ogni mattina che mi sveglio riguardo al passato
e sto bene spesso mi domando perché mi porto tutte queste colpe
quando sei tu che mi hai aiutato a erigere tutte questi muri che ho costruito
le ombre muovono la notte attraverso uno scricchiolio nella porta
l'eco del grido di un bambino infranto "per favore, non più"
Papà., non capisci il danno che hai fatto?
per te è solo un ricordo, ma per me è ancora vivo
Le ammaccature svaniscono, padre, ma il dolore rimane lo stesso
e io ancora ricordo come mi tenevi, cosi spaventata
la Forza è mia madre per tutto l'amore che dava
ogni mattina che mi sveglio riguardo al passato
non è cosi facile dimenticare
tutti i segni che hai lasciato lungo il suo (della madre) collo
quando io ero gettata contro le fredde scale
e ogni giorno ho paura di tornare a casa
nella paura di cio che potrei vedere li
Le ammaccature svaniscono, padre, ma il dolore rimane lo stesso
e io ancora ricordo come mi tenevi, cosi spaventata
la Forza è mia madre per tutto l'amore che dava
ogni mattina che mi sveglio riguardo al passato
e sto bene
sto bene.
Vi lasciamo il link per ascoltare la canzone e riflettere su questa esperienza così difficile: https://www.youtube.com/watch?v=quAFmNvk_Zs

  Fotografia: ISKRA COLIC – 2^A LSU Articolo: ARIANNA ZILIANI – 2^A LS Canzone: NICOLE LECCACORVI – 2^A LSU



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