La coppa d’Africa è nata nel 1957 in Sudan, si gioca ogni due anni e fino ad ora ci sono state ben 35 edizioni.
La nazionale ad aver vinto piú volte il trofeo è l’Egitto con ben 7 titoli, seguito dal Camerun con 5 titoli, il Ghana con 4, la Costa d’Avorio con 3, l’Algeria/il Senegal/la RD del Congo ne hanno 2 a testa mentre Etiopia, Marocco, Repubblica del Congo, Sudafrica, Sudan, Tunisia e Zambia ne hanno uno ciascuno.
L'ultima edizione si è svolta in Marocco proprio in questo periodo ed è stata ricca di momenti incredibili, epici ma anche drammatici soprattutto per il Marocco.
La finale é sicuramente stata la partita più emozionante di tutte ma si è resa anche protagonista di scandali e proteste a dir poco assurde.
Domenica 18 gennaio alle ore 20 italiane, Senegal e Marocco si sono sfidate.
Seppur nei primi 90 minuti non ci siano state azioni clamorose ed il risultato sia rimasto sullo 0-0, nei minuti di recupero è successo di tutto.
Al 93’ il Senegal segna ma il gol viene annullato per via di un fallo causato in precedenza, creando i primi problemi.
Al 95’ il senegalese Diouf commette fallo su Brahim Diaz e l'arbitro concede un rigore al Marocco che poteva tranquillamente cambiare le sorti della partita.
Il Senegal, però, non ci sta e così decide di protestare ritirandosi negli spogliatoi chiamati dal loro allenatore Thiaw e rimangono lì fino al 111’, quando Mané, il capitano della nazionale, richiama tutti i suoi compagni in campo dicendo di continuare a giocare.
Quando la calma è stata ristabilita, Diaz si posiziona sul dischetto, attimi di tensione si creano sia in tutto lo stadio che in tutto il mondo. Il giocatore marocchino ha una responsabilità enorme, potrebbe portare la coppa d’Africa al suo popolo dopo 50 anni.
Calcia ma lo fa male. Un cucchiaio che finisce semplicemente tra le mani di Mendy. In questo preciso momento iniziano le vere e proprie proteste, tra chi dice che ha sbagliato di proposito perchè è stato pagato, chi invece lo difende e sostiene che non lo ha fatto intenzionalmente.
La finale intanto continua ed iniziano i tempi supplementari e al 94’ c'è il gol segnato dal centrocampista senegale Gueye che poi porterà alla vittoria la sua squadra.
Sono seguite altre azioni da gol ma al fischio finale dell’arbitro è il Senegal ad aggiudicarsi la 35esima edizione della Coppa d'Africa, vincendo la competizione per la seconda volta nella sua storia, dopo quella del 2021.
Alla fine della partita Brahim Diaz, in lacrime, ritira la scarpa d'oro che viene data al capocannoniere del torneo.
Uno degli aspetti più surreali di questo mondiale è stata la "guerra degli asciugamani". Durante tutto il torneo, i portieri avversari del Marocco hanno dovuto difendere fisicamente i propri asciugamani dai raccattapalle e dai membri dello staff locale. Il motivo? Il timore che non solo contenessero appunti sui rigoristi ma potessero essere legati a magia nera e riti scaramantici. Infatti il portiere è stato accusato di aver fatto un vero e proprio "shur" al capitano marocchino e all' intera squadra del Marocco.
In finale inoltre la tensione è esplosa quando la panchina del Senegal è quasi venuta alle mani con gli steward per proteggere "l'amuleto" di Edouard Mendy, trasformando l'area di rigore in un campo di battaglia prima ancora del fischio d'inizio.
Ma non è mancata anche una tragedia: un poliziotto è stato ucciso negli scontri. Durante i disordini scoppiati nei pressi dello stadio poco prima della finale, la situazione è sfuggita al controllo. Negli scontri tra tifosi e forze dell'ordine, un giovane poliziotto marocchino ha perso la vita. Mentre in campo si lottava per la coppa, fuori si consumava il dramma.
Questo evento ha cambiato radicalmente l'atmosfera della finale. Il clima di festa è stato rimpiazzato da una tensione elettrica e dal timore che la vittoria del Senegal potesse incendiare ulteriormente le strade, già scosse dal lutto.
Al 98esimo minuto della finale, il mistero si è fatto politico. Dopo il rientro in campo del Senegal e il rigore parato a Diaz, per le strade di Casablanca e sui forum internazionali ha iniziato a circolare una teoria da brividi: l’errore del calciatore sarebbe stato ordinato dal re.
Lo scandalo ha varcato i confini nazionali, trasformandosi in una crisi diplomatica. Se in Marocco 18 tifosi senegalesi sono stati arrestati e messi sotto processo per i disordini allo stadio, la risposta non si è fatta attendere.
In Senegal, la tensione è scoppiata: decine di tifosi marocchini residenti o in viaggio a Dakar sono stati "tenuti in ostaggio". Le cronache parlano di cittadini marocchini prelevati o bloccati dalle autorità locali con accuse senza fondamento usati come pedine di scambio per forzare il rilascio dei sostenitori senegalesi detenuti a Rabat. Una situazione di stallo pericolosa che vede civili innocenti pagare il prezzo di una finale di calcio degenerata in guerra politica.
Il Senegal ha vinto ma la festa potrebbe durare poco. Le sorti della nazionale sono ora appese ai tribunali della CAF e della FIFA con squalifiche esemplari. Per l'abbandono del campo, il Senegal rischia multe da 100 milioni e la squalifica per i prossimi Mondiali. Si parla di una possibile ritorsione diplomatica che potrebbe ostacolare il Senegal nelle future assegnazioni di eventi sportivi.
Sveva Barbieri e Marwa Moussafir 3C LSU (articolo), Rania Nssis 3C LSU(disegni)









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