sabato 17 aprile 2021

Piccoli primi passi

 

ARIANNA MARONGIU

(vincitrice del terzo premio sezione racconti brevi)

Il mondo è imperfetto, noi umani siamo imperfetti, la natura può fare errori. 

Eppure l’ingranaggio, nonostante non tutto viaggi al ritmo o tempo giusto, funziona.

Ma allora è sbagliato desiderare qualcosa di meglio? È da condannare questa ambizione di perfezione? Non si può neppure tentare di avvicinarsi a quel mondo ideale?

Sinceramente, per me non lo è. È quasi un nostro dovere tentare di rendere la macchina che è il mondo il più efficiente possibile.

Però, finché la realtà rimane questa, finché gli ingranaggi di questo enorme e vivo congegno saranno i medesimi e si muoveranno uguali al giorno prima e al giorno prima ancora, non cambieremo nulla.

Possiamo solo sognare, creare castelli in aria e tenerli lì, in mezzo alle nuvole nel cielo, impalpabili per noi a terra, piccoli come formiche rispetto ad essi.

Sono infatti piccola davanti al mio desiderio, che sulla carta non appare così impossibile o complesso. Ma tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare.

Il mondo che vorrei è pieno di rispetto. Pieno di gente che tiene in conto nel suo piccolo, ogni giorno, di tutto quello che esiste.

Il rispetto si declina in tantissimi modi.

Il primo è sicuramente il rispetto verso se stessi; come puoi dedicarti agli altri se per primo non ti tratti bene? Se non ti ami e ti impedisci di comportarti vilmente? Questa è la base per poter vivere sereni e poi potersi dedicare mente e cuore a tutto ciò che ci circonda.

Poi viene il rispetto per chi si conosce, per chi si ama. Se non li rispetti, tra l’altro, puoi davvero dire di amare o tenere a qualcuno? Puoi considerarti amico o fidanzato di una persona se non dai importanza alle sue idee e ai suoi sogni? No, eppure così spesso questo rispetto non esiste.

Successivamente si può trovare il rispetto per chi non si conosce. Solo perché non sai il suo nome, la sua storia, i suoi dolori e le sue gioie hai il diritto di arrecargli volutamente dolore? O la spettanza di ignorare ciò che non riguarda te e i tuoi cari? Nessuno ha questo diritto e nessuno lo può avere.

Dopo c’è il rispetto per il diverso, che può essere incluso in quello precedente, ma desidero parlarne distintamente.

La libertà di uno finisce quando inizia quella dell’altro. Se l’altro non ti danneggia, non limita realmente la tua libertà con il suo modo di fare, perché non portare rispetto per la sua peculiarità? Il mondo è bello perché è vario, no?

Sì, è bello nelle sue mille sfumature. E per questo bisognerebbe portare rispetto alla natura. La stiamo danneggiando e così danneggiamo noi stessi. Anche solo per egoismo, solo per il desiderio personale di vivere, dovremmo portarle rispetto.

Nonostante tutto questo, riconosco che è un sogno gigante rispetto la misera me, un desiderio che coinvolge tutto il mondo.

Io sono solo una goccia in mezzo a quasi altri otto miliardi di altre gocce, come posso sperare di poter imporre un mio desiderio sugli altri?

Sicuramente non posso proclamare di voler rispetto, se non inizio io per prima. Chi predica bene e razzola male è un ipocrita, non ci sono mezzi termini per definirlo.

Per questo tento di portare rispetto per tutto quello che ho citato sopra.

Sottolineo il verbo tentare perché è un percorso complicato.

È come un lungo cammino, che forse non ha una meta ben precisa, perché esiste una idea di rispetto, ma non esiste un traguardo che esprima in modo eclatante «Hai finalmente raggiunto il rispetto!»

Però io voglio provarci. Sicuramente sbagliando nel processo, comportandomi irrispettosamente anche se desidero fare il contrario, però non smetterò di tentare.

Il mondo che vorrei è pieno di rispetto.

E per cominciare a riempirlo, devo essere io a muovere i primi passi verso quel sogno.


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