domenica 14 marzo 2021

I MISTERI DEI BRONZI DI RIACE


Mentre mi preparavo per affrontare la prima settimana ricca di lavoro e di interviste, mi soffermai a guardare il calendario, rimasi impietrita, una coincidenza astrale che, fino a quel momento mi era sfuggita. Oggi è il 16/08/21 esattamente 49 anni dopo che mia nonna scoprì i bronzi di Riace. Conosco la storia dei bronzi di Riace a memoria, me la raccontavano anche quando ero dentro il pancione di mia mamma. La mia famiglia è sempre stata molto fiera di questa cosa, ma nessuno è mai riuscito a portare la testimonianza davanti a così tante persone. Sono molto agitata e molto felice, in più i miei genitori e mio nonno saranno seduti in prima fila e faranno il tifo per me. Sono la loro soddisfazione. Mi incammino per andare verso il palazzo della Mondadori di Milano; sarà lì dove terrò la mia conferenza.

Appena arrivo scambio due parole veloci con il mio manager, un santo, che mi da alcune informazioni di servizio.

Sta per iniziare, i battiti accelerano quando sento la voce di Luca che mi sta introducendo. Salgo sul palco, stupefatta di tutte le luci, le telecamere e le persone sedute che non vedono l’ora di sentire la mia testimonianza.

Prendo il microfono e inizio a presentarmi, do, giusto, due informazioni sul mio conto.

Io: ”Essere qui davanti a tutti voi non mi sembra vero, si sta realizzando il mio sogno e quello della mia famiglia. Comunque per chi non mi conoscesse sono Margherita Cambuso e ho 22 anni”.

Mentre stavo parlando in penultima fila noto una bambina che si sta sbracciando per farsi vedere; mi chiedo come mai una bimba della sua età sia qui ad ascoltarmi. Le faccio cenno di avvicinarsi al palco.

La bambina, a primo impatto sembrerebbe avere 9-10 anni, arriva correndo e saltando, mi ricorda me quando avevo la sua età.

“Come ti chiami?” è la prima cosa che riesco a chiederle

“Ashley e ho 10 anni”

Il mio intuito modestamente non sbaglia mai,

“Ashley tu sai la storia dei Bronzi di Riace?” proprio in questo momento decido di rivoluzionare tutta la mia conferenza. Prima era noiosa, tecnica, pesante e monotona. L’avrebbe potuta fare chiunque, questa invece no. La trasformo in una conferenza interattiva, adatta per bambini così da avvicinarli all’arte, ma anche per adulti che si intendono di arte.

Ashley: ”So qualche cosa, tutti sanno dell’esistenza dei bronzi di Riace. Io so che sono stati scoperti da un sub e che….”

“Ti interrompo un attimo perché partiremo proprio da questa tua affermazione. Effettivamente sono stati scoperti da un sub, ma vi siete mai chiesti se questo sub fosse un maschio o una femmina? La storia della scoperta è risaputa, ma nessuno sa questa piccola parte. Mia nonna fu una dei primi a trovare i bronzi. Durante una delle sue escursioni si era accorta di questa zona che veniva circumnavigata dai pesci. Si avvicinò con molta cautela perché temeva che ci potesse essere un vertice o resti di corpi umani. Più era vicino e più intravedeva massi di bronzo; non capì subito cosa fossero.  Decise, così, di andare a dirlo immediatamente a suo cugino e insieme promisero di non dirlo a nessuno fino a quando non fossero stati certi del valore di quei “massi”. Questa promessa, però, venne infranta; infatti Albert dopo essersi fatto dire il luogo preciso, in cui si trovavano, ovvero fra Locri e Puntastilo, decise di andarci da solo. Osservando si rese conto del loro probabile valore, decidendo, così, di andarne a parlare con il suo datore di lavoro; insieme decisero di parlarne coi carabinieri sommozzatori di Messina. Cinque giorni dopo, i due “massi” di bronzo furono estratti dalle acque. Da questo momento in poi suo cugino usufruì di una fama inestimabile.

Ashley: ” Ma come mai ha fatto una cosa del genere?”

“Purtroppo non te lo so dire, molto probabilmente voleva essere l’unico”

Ashley: ”Come mai all’inizio del tuo discorso hai detto che tua nonna fu una dei primi sub?”

“Forse fu una dei primi perché gli archeologi, ritengono che questi due uomini possedevano anche armi, scudi ed elmi, ma non furono mai trovati. Si può considerare come secondo mistero dei “uomini di Bronzo”? Assolutamente sì. Alcuni dicono che questi oggetti siano stati rubati da altri sub; motivo per cui dico che mia nonna non era la prima. Qualcuno gli aveva già trovati e gli aveva derubati. La seconda ipotesi è che questi oggetti furono persi in un naufragio, ma, comunque, non possiamo e non potremo mai sapere qual è la risposta giusta. Un’altra questione molto discussa è stata il motivo del ritrovamento dei Bronzi nel mare. Una domanda che sorge spontanea è come siano finiti lì? Forse una nave che stava andando dalla Grecia a Roma è affondata oppure per evitare un naufragio ha deciso di abbandonare i bronzi in mare nel tentativo di alleggerire il carico.

Ashley:” Ma io non ho capito. Gli achiologi, no archeoligi, no archeologi come hanno fatto a dire che c’erano questi oggetti se non gli hanno mai visti?”


“Gli archeologi sono molto attenti ai dettagli. Se ne sono accorti dal momento che le statue avevano le teste lievemente deformate da una “cuffia” o anche calotta, che si portava sotto agli elmi. Hanno anche dedotto che ci fossero lance e scudi sia per le impugnature delle armi, sia perché erano degli eroi. “

Un signore con i capelli piuttosto corti che si trova in prima fila alza la mano; con un mio cenno mi pone la sua domanda.” Come hanno fatto a capire che questi erano degli eroi?”

“Come ho detto prima gli archeologi sono molto attenti ai dettagli più o meno grandi. In primis per la loro corporatura e la loro posizione. Il primo bronzo, chiamato anche bronzo A o il giovane, rappresenta un guerriero greco. Il secondo, invece, viene chiamato bronzo B o il vecchio e rappresenta un guerriero troiano. Si può notare come questi due bronzi non siano gemelli; infatti presentano delle differenze. Cosa vi colpisce del Bronzo A?” Cerco di farli interagire il più possibile e cerco di sviluppare in loro un senso di curiosità misto a ricercatezza critica.

Ashley: ” A me i ricci perfetti; vorrei averli anch’io così.”

Questa sua battuta mi fa sorridere, ma, nello stesso tempo mi fa notare di quanta attenzioni presti nella spiegazione e nell’osservazione.

La ragazza in prima fila stupefatta:” ha anche ciglia molto definite e i suoi denti si intravedono nelle labbra dischiuse.”

Un signore in 5 fila: ” Gli occhi sono rifiniti in ogni dettaglio.”

“Tutto quello che avete detto è corretto. Un piccolo appunto sui denti che sono fatti d’argento. Per quanto riguarda gli occhi sono formati da cornee in calcite e iridi, però quest’ultime sono state perse nel tempo. Il bronzo A pur volendo dare l’idea di movimento assume una posa naturale, non rigida: il peso è sostenuto alla gamba destra, la sinistra, invece, si presenta leggermente discostata dall’asse del corpo e il ginocchio è flesso. Questo determina una lieve rotazione del bacino e il conseguente abbassamento dell’anca sinistra. Per riuscire a compensare questa asimmetria il torso compie una lieve curva che a sua volta si ripercuote sulla posizione delle spalle. La testa è ruotata e piegata lievemente verso destra. La muscolatura vigorosa, del torace, della schiena e dei fianchi è modellata in modo anatomicamente perfetto. Sulle braccia e sulle mani le vene sono descritte in modo accurato ed evidenziano una forte tensione muscolare. Mentre del Bronzo numero B, cosa vi colpisce o quali differenze trovate?” Questa volta vedo Ashley molto più perplessa. Una mano alzata mi distoglie dalle mie riflessioni.

Ragazzo che si trova in dodicesima fila:” La struttura è molto simile al Bronzo A, però si può notare una differenza nel polso che è lievemente flesso. I capelli non sono così definiti, anzi appaiono lievemente trascurati all’attaccatura. Un’altra differenza sono i denti, che in questo bronzo mancano. Per il resto mi sembrano molto simili.”

“Sono molto simili infatti; eppure sono fatti da due artisti diversi. Altro mistero dei Bronzi di Riace: chi sono gli autori? Anche a questa domanda non so rispondere. Sono statue affascinanti sia per la loro bellezza, ma anche per i loro misteri.”

Ashley: ” Io vorrei andarli a vedere dal vivo”

“Puoi. Oggi si trovano al Museo Archeologico di Reggio Calabria. Sono anche in ottime condizioni perché sono stati restaurati più volte.”

Ashley: “Zio allora domani ci andiamo”

Lo zio mi guarda con aria felice, ma disperata.

Ricevo tantissimi applausi e vedo mio nonno commosso; questa giornata non sarebbe potuta andare meglio di così.

Camilla Paraboschi 3BLSU


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