Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

giovedì 3 dicembre 2020

GHOSTBUSTERS 2016

 


Nel 1984 uscì per la prima volta sui grandi schermi Ghostbusters, film dal grande successo che ispirò il remake, uscito poi nel 2016.

Tale remake segue ovviamente la storia dell’originale, proponendo però, alcune modifiche.

I protagonisti del film originale sono quattro uomini che, nella città di New York, affrontano avversità ultraterrene grazie al loro ingegno e alla loro tecnologia.

Ecco dunque come anche il remake proponga simili avversità e scontri, modificando però l’entità dei protagonisti che diventano quattro donne scienziate che, unendo le loro conoscenza, riescono a salvare la “Grande mela”.

La trama si sviluppa attorno alla vita delle quattro donne che a turno daranno il contributo per la vittoria finale.

Il film si presenta ugualmente dinamico e comico, adatto a tutte le età.

Ho trovato questo remake molto interessante e, come stranamente perché è raro che accada, più incalzante dell’originale.

 

Ghostbusters 2016 è il remake al femminile del classico del 1984, la trama sostanzialmente segue quella dell'originale con qualche cambiamento come il puntare su personaggi femminili dando anche una visione nuova in stile "girl power".

Purtroppo però le critiche sono state molte, il web si è diviso tra apprezzamenti per l'arrangiamento e insulti razzisti contro l'attrice afroamericana Leslie Jones (a mio parere insensati).

A mio avviso è una commedia bella e divertente, perfetta per trascorrere una serata di divertimento tra gli amici.

Consigliatissimo per ogni età, vi lascio come sempre il link del trailer https://youtu.be/kUJiK0RbnbU

Selia e Katia 3ALSU                 

mercoledì 2 dicembre 2020

Il tuo corpo adesso è un’isola


Ascanio è stanco della scuola, dei suoi genitori, dei suoi soliti amici; alle spalle un passato difficile e tortuoso, la morte di suo fratello e la separazione dei suoi genitori. Dopo questi avvenimenti tutti si sono rifatti una vita tranne Ascanio che non riesce a superare questi grandi traumi che si sono innescati nella sua vita troppo presto per la sua età, troppo presto per poterli superare, per potercela fare solo con le sue forze.

Ascanio vive con sua madre, Chiara, che sta portando all’interno della loro casa il suo nuovo compagno, Luca, ma Ascanio rema contro questa decisione; suo padre è invece un dottore sempre impegnato nel suo lavoro che dedica dunque poco tempo a suo figlio. Ad essere quindi le figure principali per Ascanio sono i nonni, a cui si rivolge nel momento del bisogno perché  qui non si sente giudicato e osservato ma libero di esprimersi e di essere sé stesso.

I suoi amici di scuola non sono veri amici, con loro ride e scherza ma non come con Siro, con loro non parla dei suoi problemi e delle sue difficoltà ma lo fa con Siro, con loro non farebbe un viaggio lontano dalla sua vita per trovare la sua felicità ma con Siro eccome se lo farebbe; Siro è un amico dell’infanzia con cui ha condiviso le sue prime esperienze di vita e a cui è molto legato. I due amici per stravolgere le loro vite compiono un viaggio lontano da tutti e tutto prima a Monaco, dove faranno i conti con il mondo del lavoro e della vita vera, quella che non ti insegnano a scuola, e poi ad Amburgo dove Ascanio incontrerà qualcuno che gli farà rivalutare l’idea di libertà e di avventura. 

Libro che ti fa viaggiare con la fantasia oltre i confini in cui ci hanno rinchiuso in questo duro periodo di pandemia globale; oltre al tema del viaggio si parla anche di argomenti delicati e di traumi passati che affiorano man mano che si continua la lettura, e in modo delicato vengono descritti i pensieri del protagonista, che riescono a commuovere anche il lettore come le insicurezze e il disagio che un adolescente sta provando. Un libro che fa riflettere e che non lascia indifferente il lettore, una lettura leggera ma pesante allo stesso tempo, un bilancio perfetto tra libertà e traumi passati; da leggere tutto d'un fiato!

-Martina Signorile 3 ALSU-


Il tuo corpo adesso è un’isola di Paola Predicatori  è  un libro che si legge velocemente, per nulla impegnativo, indirizzato ad un pubblico prevalentemente adolescenziale. La trama racconta di Ascanio, un semplice ragazzo che vive con disagio il suo rapporto con se stesso e con gli altri, a causa di un passato difficile che non ha saputo elaborare. Dopo un inizio davvero promettente che ci trasporta nell’universo di un adolescente pieno di contraddizioni, complesso e alla ricerca di se stesso, la prosecuzione della lettura è stata monotona e noiosa, la trama l’ho trovata dispersiva, scarsa da un punto di vista dei fatti o dei colpi di scena, anche i personaggi secondo me mancano di vivacità e descrizione, ad esempio il personaggio di Adele, inizialmente descritta come un personaggio  importante si rivela poi essere superficiale.  Nell’insieme è un’opera che mi è mancata di armonia, non mi ha colpita su nulla, ho percepito tuttavia lo sforzo intellettuale dell’autrice nel creare un libro nuovo e originale, devo quindi ammettere che la trama iniziale ha un buon potenziale,  lascia molti spunti di riflessione soprattutto per i più giovani, tuttavia temo che l’autrice non sia riuscita a  dare vita ad un racconto degno delle tematiche inizialmente anticipate.

- Camilla Ziliani 3A LSU  -


giovedì 26 novembre 2020

Una, dieci, centomila: insieme contro la violenza sulle donne

 


"Scegli una strada diversa e ricorda che l’amore non è violenza, ricorda di disobbedire perchè è vietato morire è vietato morire”

25 novembre giornata mondiale contro la violenza sulle donne, sono 91 i casi accertati quest’anno in Italia, quasi tre donne al giorno vittime di carnefici che avevano giurato di amarle e poi? La loro storia non fa notizia e il loro grido di aiuto non rimane che un eco nel buio di una mamma, un’amica, una figlia, una sorella che ancora troppo presto lascia il nostro mondo succube di un amore letale.

Pugni, calci, schiaffi ma anche insulti e minacce giustificati con l’amore: come può essere tutto ciò amore? Questa è violenza e possesso “perché se non sei mia non sei di nessun altro” e quindi o obbedisci o ti ammazzo.

Sei mia, come se la donna fosse un oggetto, non un essere umano che merita amore, ma tanto è stata lei che se l’è cercata, lei a mettere la gonna troppo corta e a mandare sguardi provocanti, non sarà mai il carnefice a pagare, ma lei sempre più spesso con la propria vita.

Si leggono molte storie ma ancora quante donne, magari anche adesso mentre state leggendo questo articolo, sono vittime di abusi e non riescono a scappare da coloro che dicono di amarle e invece si prendono libertà che non dovrebbero avere: tanto loro sono le più deboli e quindi come tali devono essere trattate.

Questo lockdown ha nascosto un altro lato negativo, proviamo solo ad immaginare quanto possono aver subito le donne che ogni giorno hanno ricevuto violenza per tre mesi chiuse in casa.

Come può un uomo nato da una donna diventare violento? La colpa molto spesso sta anche nella società che vuole essere moderna e progressiva, ma che continua anche in modo velato a discriminare il genere femminile.

È ora di lottare, perché nessun dito sia più alzato e nessuna parola sia più urlata, è ora che le donne siano libere di “amare”!

La violenza non è amore e non è normale che sia normale.

Martina Cattani 4^ A L.S.U.

martedì 24 novembre 2020

Presidenziali America 2020: continuità o modernità?


Il 3 novembre 2020 l’America è stata chiamata a votare, scegliendo tra la continuità rappresentata da Trump o il futuro rappresentato da Biden.

La scelta è avvenuta e quest’ultimo è stato eletto 46° Presidente degli States, certo c’è prima il passaggio del testimone del Presidente uscente che non lascerà la Casa Bianca prima del prossimo gennaio.

C’è da chiedersi: il percorso che lo ha portato fino a qui è stato così semplice?

Da una parte Joe Biden, partito democratico e vicepresidente durante il mandato di Obama, dall’altra Donald Trump, partito repubblicano e ultimo presidente in carica: lo scontro fra i due si fa subito acceso. Ne sono testimonianza i vari dibattiti dove i due candidati non si sono risparmiati insulti e interruzioni varie pur di dimostrare di essere meglio dell’avversario.

A vincere, come abbiamo già detto, è Biden che grazie all’ultimo dibattito avvenuto in Pennsylvania ha sostituito Trump alla Casa Bianca.

“Sono onorato di servire il nostro Paese e state certi che sarò il presidente di tutti”. Twitta il neo presidente nelle prime ore dopo le elezioni, supportato con grande gioia dall’amico ed ex collega Barax.

Non condivide lo stesso sentimento Trump che dopo aver giurato di non arrendersi e di citare in giudizio la Pennsylvania, sostenendo il fatto che i democratici abbiano falsificato i voti, si è dato al silenzio per diversi giorni.

Dopo aver citato i due protagonisti è doveroso nominare la “rivoluzionaria” di queste elezioni: Kamala Harris, con lei aumentano le donne americane al potere.

Rimanete collegati per continuare a seguire le vicende del nuovo presidente e della sua “squadra”.                     

Cattani Martina 4^ A L.S.U

lunedì 23 novembre 2020

Noi, ragazzi dello zoo di Berlino


Christiane Vera Felscherinow meglio nota con lo pseudonimo di Christiane F., è scrittrice e musicista tedesca.  Il Libro nasce da una serie di interviste che i giornalisti sostennero nel corso del 1978 per due mesi con la Felscherinow, imputata e testimone in un processo conclusosi nel giugno del 1978 con la condanna per detenzione di droga e ricettazione.  Il processo si riferiva ad un procedimento d’accusa  depositato presso il tribunale di Berlino nel luglio del 1977. Al termine del processo la condanna fu sospesa con la condizionale, in quanto all’epoca dei fatti l’imputata era minorenne.

Questo libro racconta la storia di Christiane Vera Felscherinow, un’ex tossicodipendente che nel corso del 1978 è stata sottoposta ad un processo per detenzione e spaccio di droga. Tra  violenze domestiche, dipendenze e prostituzione la vita di Christiane non è stata affatto semplice, soprattutto per la sua giovane età. 

 “Mio padre mi guardò come un pazzo. Capii che adesso avrebbe dato di matto. Si mise a gridare e subito a battermi. Mi picchiava e io ero imprigionata nel mio letto e non ne venivo fuori. Non mi aveva mai picchiata così e io pensai: adesso mi ammazza. Quando si gettò a picchiare anche mia sorella ebbi due secondi di aria e tentai istintivamente di raggiungere la finestra. Pensai che sarei saltata dall’undicesimo piano". 


Nella vita di Christiane questi avvenimenti quasi preannunciano il suo futuro ingresso nel mondo della droga, avvenuto in un'età prematura in cui si è ancora troppo giovani e troppo innocenti. Una madre troppo presa dal suo nuovo fidanzato e un padre troppo ubriaco per poter ragionare, l’infanzia di Christiane e della sua sorellina sono completamente compromesse.


A soli dodici anni infatti Christiane, pur di non sentirsi esclusa dai suoi coetanei ha iniziato a fumare hascisc e da lì non ha più smesso. La droga era diventata la sua vita, il suo ossigeno, senza di essa non riusciva ad alzarsi dal letto, lei aveva costantemente bisogno di drogarsi, fino ad arrivare a prostituirsi per averla. Tra amici, qualche disco di David Bowie e sotto l’effetto della droga le giornate passavano via velocemente; così velocemente non passavano solo le giornate, ma anche i soldi.

 “Andammo in un locale che era già aperto della stazione della metropolitana, fermata Zoo, il Bahnhof Zoo. Mi colpì subito lo squallore. Era la prima volta che ero al Bahnhof Zoo. Era una stazione enormemente squallida. C’erano barboni buttati nel loro vomito e ubriachi dappertutto.

Che ne sapevo che entro un paio di mesi avrei passato qui tutti i pomeriggi?”

Con il passare del tempo, il cambiare delle compagnie, la situazione ha iniziato a peggiorare, fino a quando Christiane ha iniziato con l’assumere l'eroina.

“Posso smettere quando voglio.” 


E’ questo che inizialmente credeva Christiane, di essere capace di smettere in qualsiasi momento, ma pagina dopo pagina, si percepisce come la dipendenza vada ad aggravarsi e come Christiane  si rassegni a questo lato della sua vita.

A soli quattordici anni Christiane inizia a prostituirsi così come il suo ragazzo Detlef, per potersi permettere l'eroina di cui aveva costantemente bisogno: tutta la sua vita aveva perso significato, era diventata un continuo alternarsi di droga e prostituzione fino a quando, alla fine della narrazione, la madre di Christiane decide di allontanarla da Berlino e mandarla a vivere con dei parenti in un piccolo paesino vicino Amburgo.

“Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” è un libro di denuncia, denuncia della prepotenza, della prevaricazione, dei problemi e delle difficoltà.

racconta la storia di una ragazza che passa dal vivere in campagna al frequentare la discoteca "Sound" girovagando in un terrificante tunnel dell'orrore, un mondo in cui il fumo, le pasticche e la droga sono all’ordine del giorno. Inizi così il tuo viaggio con Christiane, un viaggio di alti e bassi che ti permettono di immedesimarti nella protagonista tanto da farti deprimere per la brutta piega che inizia a prendere la sua vita.

Questo libro costituisce un invito a riflettere, a chiedersi il perché i ragazzi, già in tenera età scelgono le strade della droga. Si comincia con un “assaggio”, si continua per sentirsi sballati e poi ci si ritrova una vita completamente distrutta. Questa lettura ha lo scopo di far riflettere il lettore, il quale si pone domande come: “Quanto delle persone che siamo oggi deriva dal contesto in cui siamo cresciuti ? E’ vero che si ha sempre la possibilità di scegliere?”.

Il testo è un viaggio che alterna la descrizione di ambienti grigi e tristi, che il più delle volte rispecchiano gli stati d'animo della protagonista, e le sensazioni della giovane Christiane. Il libro è scritto in maniera scorrevole e chiara, utilizza un linguaggio colloquiale tanto che molte volte vengono usati slang e modi di dire tipici dei giovani di quel tempo. In questo libro, oltre gli importanti valori di cui si fa portavoce, ho apprezzato il modo in cui sono presenti i racconti di personaggi collaterali al racconto (il padre, la madre, gli assistenti sociali ecc.) che aiutano il lettore a capire meglio le dinamiche delle vicende. Consiglio la lettura di questo libro?

Assolutamente sì!

-Camilla-

Finito il libro ho provato tante emozioni contrastanti fra di loro che non sono riuscita a capire se questo libro mi sia piaciuto o meno. So per certo che questo libro ha l’obiettivo di lasciarti dentro tante domande e zero risposte: è proprio questo il suo scopo, attraverso una storia difficile e angosciante come questa, vuole farti riflettere sul perché accadono certe cose. Grazie all’indirizzo di studi che ho scelto ho potuto leggere il libro da un punto di vista più sociologico, questo fatto che potrebbe sembrare riguardi solo Christiane, in realtà riguarda la società, questo è un fatto sociale; come ha potuto permettere che accadesse tutto questo la società? Questa è una delle mille domande che mi tormentano.


Oltre ad essere un fatto sociologico è anche un fatto psicologico perché il libro ci riporta a galla tutti i pensieri e i turbamenti che Christiane prova durante l’infanzia fino all'adolescenza, pensieri che non devono lasciare indifferente il lettore, ma devono portarlo a riflettere.

Una lettura forte, che ti lascia dentro tante domande, ma imperdibile. 

-Martina-

 Leggi anche tu #NOIIRAGAZZIDELLOZOODIBERLINO


mercoledì 18 novembre 2020

PLAYSTATION 5… STRONG FEELING


Ciao ragazzi! Siamo Lorenzo e Margherita e in questa rubrica tratteremo di videogiochi, fumetti e molto altro.

Per questo numero parleremo dell’uscita della nuova Playstation 5.

Questa rivoluzionaria console ha totalizzato più di un milione di prevendite negli Stati Uniti, raggiungendo in 12 ore la stessa quantità di ordini che la precedente versione aveva ottenuto in 12 settimane dall’uscita.

La nuova Playstation presenta un design moderno, mai visto prima, con il supporto della grafica in 8k grazie anche alla nuova scheda video che conferisce riflessi in tempo reale e ombre più vivide; inoltre con l’inserimento di una SSD i tempi di caricamento sono quasi assenti.


Parliamo del controller: il nome è stato cambiato a “Dualsense” grazie alle sensazioni che offrono nuovi motori, infatti permettono al giocatore di percepire il materiale degli oggetti tenuti in mano o il pavimento su cui si cammina.

Ritornano alcuni classici old school come “Ratchet e Clanck”, “Crash Bandicoot” e la vecchia saga di “Doom” mentre tra le novità, i titoli più attesi sono: “CyberPunk 2077” e il nuovo Spider-man, in cui non si vestiranno più i panni del celebre Peter Parker bensì quello di Miles Morales, giovane ragazzo intento a seguire le orme del suo eroe.


Personalmente noi non vediamo l’ora di poter mettere le mani su questa nuova console e provare tutti i nuovi giochi che saranno presto disponibili.

Voi cosa ne pensate? 

Margherita Bonetti 3ALSU

Lorenzo Mitrofan 3AE

 


domenica 15 novembre 2020

Italia: piccoli passi ma di un gigante


"Ma siete sicuri che gli omosessuali di questa nazione non avrebbero voluto vedervi a lavoro per difendere le loro attività piuttosto che su questa roba qui?” ha dichiarato l’onorevole Giorgia Meloni facendo riferimento al progetto di legge Zan contro l’omo-bi-transfobia, misoginia e abilismo.

Sarebbe molto più semplice se le parole appena citate fossero state scritte in un libro, magari frutto di una fantasia non veritiera posta solo al fine di intrattenere il lettore. Eppure, se questo libro dovesse avere un nome sarebbe: Italia 2020.

Ma, nonostante ciò, l’Italia inizia a fare passi da gigante: la legge Zan, la quale prende il nome dal relatore Alessandro Zan, contrasta ogni tipo di discriminazione e di violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità ed è stata approvata con ben 265 si, 193 no e un astenuto.

Che cosa prevede la legge Zan contro l’omofobia?

Sostanzialmente la legge Zan, oltre a tutelare le discriminazioni citate precedentemente, stabilisce la Giornata nazionale (17 maggio) contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, con iniziative promosse nelle scuole elementari, medie e superiori. Inoltre, si propone all’Istat l’indagine statistica sulla discriminazione di genere da svolgere almeno ogni tre anni. Molto importante sarà l’apertura di centri antidiscriminazione per sostenere vittime della violenza omotransfobica.

In sintesi, questa legge è stata capace di portare luce in un momento in cui il buio regna sovrano, in cui la paura di esprimere la propria vera essenza è costantemente posta sotto giudizio, dove una diversità diventa disuguaglianza solo per poter prevalere sull’altro e cercare di acquistare un potere che, in realtà, impoverisce l’anima.

Non può quindi mancare la risposta della comunità LGBTQl+ (link del video: https://www.instagram.com/tv/CHH93hojCFI/?igshid=1c65hyi96wutu).

Da Tiziano Ferro a Vladimir Luxuria e da Carolina Morace a Luisa Rizzitello: ognuno di loro dice un decisivo e quasi disperato “Si, siamo sicuri!” affinché ogni calcio, ogni insulto e ogni spintone venga punito e non passi inosservato; per un’Italia più unita sperando che, un giorno, si possa vivere a colori senza dover per forza indossare maschere grigie.

Perché l’amore è universale e comune a tutti gli uomini e, prima di noi, lo avevano capito gli antichi greci. Pensate alla famosa storia fra Patroclo e Achille (ricostruita in un libro intitolato La canzone di Achille che sto leggendo in questo periodo). È ingenua, pura, affascinante: Patroclo muore per Achille e Achille non può vivere senza Patroclo. E se l’omosessualità veniva accettata nell’antica Grecia, tutte le battaglie che si stanno affrontando servono solo a ribadire diritti che sono stati messi a tacere da monotoni oppositori senza colore.

 Mariarosaria Cipolletta 4ALSU

BASKET MON AMOUR

Ogni tanto a ognuno di noi serve staccare la spina per un po’, e questo ci aiuta a superare ogni difficoltà.

La mia chiave per la porta della salvezza

Ciao a tutti, io sono Ndiaya, vi voglio presentare la mia rubrica del mattei’sblig.

Spero che vi piaccia! 

Affronterò diversi argomenti tra cui lo sport, lo svago, le amicizie, momenti belli e brutti, insomma vi accompagnerò per tutto l’anno scolastico.                                            

In questo primo articolo avevo intenzione di parlarvi un po’ di me, e di come io trovi una via d’uscita dalla situazione un po’ tristi o comunque quelle situazioni che mi rendono triste. So bene che a tutti capita di avere dei giorni no, per questo sono sicura che mi capirete. Ovviamente starete tutti pensando che sia uno di quei articoli che contengono, quei maledettissimi “Andrà tutto bene “, “ Mi raccomando tenete la mascherina”,  “ Ragazzi distanza“,“ Se ci sacrificheremo tutti, tutto tornerà come prima”…  vi sbagliate, in questo articolo parlerò semplicemente di come stacco la spina da tutto.

Io sono una persona abbastanza sportiva, infatti pratico la pallacanestro da otto anni: la pallacanestro è la chiave della mia salvezza.  

Quest’anno gioco in una nuova società, in realtà non nuovissima, infatti è l’unione della mia società di appartenenza, ovvero il Basket  Val D’Arda, con quella di Pontenure, cioè l’Assigeco. Sento che sarà l’annata migliore di tutte!

Siamo un gruppo molto affiatato, pur essendoci scontrate in diversi tornei. Considero il basket una via di salvezza non solo perché gioco al mio sport preferito che toglie i pensieri, ma passo del tempo con persone meravigliose capaci di capire quando sei giù di morale e riuscire a tirati su, a volte utilizzando anche stratagemmi, come il tiramisù. Anche se ridiamo e scherziamo moltissimo, siamo ragazze piene di grinta e con voglia di vincere e vivere ogni giorno al massimo per renderlo indimenticabile.

La squadra presentata in questo modo potrà  sembrare perfetta, anche se ogni tanto qualche disguido c’è, ma si risolve quasi sempre tutto, in fondo abbiamo sempre l’Alessia R. che ci tira su di morale, che continua a urlarti dietro se non hai voglia di allenarti, come fa quasi sempre con l’Emma B.,  la Daria che ogni giorno ci ricorda sempre il lato negativo delle cose e Giulia L. che le ricorda che esiste anche il lato positivo, poi arriviamo noi persone “normali”, esempio l’Alice R., Nicky B., Elena G., Teo T., Rebecca C., ( io ). E non dimentichiamo di citare Emilie D.  e la Gaia Q. che ci fanno sempre riconoscere in ogni situazione e dovunque andiamo, e infine abbiamo le capitane la Regy N. e l’Angy N., che – povere –  devono essere le responsabili del gruppo.

Con loro mi trovo sempre molto bene e le mie preoccupazioni tendono sempre a sparire e così posso a buon diritto dire che sono la mia chiave per staccare la spina.

Spero che ognuno di voi abbia un suo paracadute delle situazioni pensati, e se non è così spero che la mia rubrica, con i prossimi articoli che usciranno a breve vi aiuti a trovarne uno. Perché io credo che sia inutile cercare di far finta di nulla, tutti noi siamo consapevoli di trovarci in un momento difficile e ognuno di noi deve trovare un suo modo per affrontarlo, e superarlo e questo mi dà lo spunto per il prossimo articolo.

Cutie-pie