sabato 26 febbraio 2022

“Marry Me” (in Italia uscito col sottotitolo “Sposami”), romcom e film musicale. Jennifer Lopez in forma smagliante: recita, canta, balla (viene proprio voglia di andare a un concerto).

Owen Wilson, al solito perfetto in ruoli brillanti.

Ebbene: Lopez e Wilson sono i protagonisti di “Marry Me“, love story morbida e zuccherosa.

Jennifer Lopez è raggiante e non poteva essere altrimenti visto che interpreta una popstar. La popstar si chiama Kat Valdez, stella della musica, lasciata da un fidanzato molto più giovane di lei e farfallone. Ma Kat non si perde d’animo e una sera, coraggiosamente, si butta: pesca un tipo qualunque e vada come vada. Diceva Forrest Gump: la vita è uguale a una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita.

“Marry Me” piacerà sicuramente agli inguaribili romantici e a chi, stressato, vuole solo distrarsi un po’.


Il nocciolo di “Marry Me”: una splendida super-diva, miliardaria, super corteggiata, milioni di seguaci sui social, s’innamora, incredibile a dirsi, di un anonimo pantofolaio, papà divorziato, che sgranocchia cereali davanti alla tv (immancabile il cagnolone pigro seduto accanto) e ha il pallino della matematica (la insegna a scuola; è un professore delle medie).

Una trama trita e ritrita, “Marry Me”, ovvero: i poli opposti che si attraggono.

E va bene, la solita storia.

Tradizionale commedia rosa, “Marry Me”, in perfetto stile Hollywood e classico finale al miele: vissero felici e contenti per sempre, of course.

In questo periodo buio, un film come “Marry Me” è una ventata d’aria fresca, e pazienza se qualche purista arriccerà il naso.

“Marry Me” è un toccasana.

Pensato per allietare il pubblico, riesce nell’impresa: regala due ore di sana spensieratezza, con quella New York patinata in cui è fantastico perdersi, e poi la favola del Cenerentolo fa sempre colpo: il “signor nessuno” un po’ sfortunato che un giorno viene scelto dalla “Divina”, oltre ogni previsione. Evento da sogno. Il tutto in maniera altrettanto surreale: lei, durante un concerto, lo punta dal palco e gli fa, più o meno così: ehi, tu, mi vuoi sposare? Lui resta a bocca aperta presumibilmente sudando freddo, il cuore che martella e ovviamente dice: ok

Insomma, “Marry Me” è il classico film da popcorn. Dopotutto, non esistono solo i capolavori. Anche il pop ha il suo perché. Tanto di cappello, dunque, a “Marry Me” che vuol essere solo ciò che è: un film leggero.

Il mio voto è 8 su 10 ( per quanto posso essere acida le commedie romantiche mi piacciono )

Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il trailer



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