Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

lunedì 27 settembre 2021

l'Amicizia, disegno di Manuel




 

mercoledì 22 settembre 2021

Bridgerton


Cari lettori del Mattei’s BLog oggi parliamo di Bridgerton, il personaggio chiave della prima stagione è Lady Daphne Bridgerton (Phoebe Dynevor), giovane donna dell’alta borghesia che alla prima puntata ha appena fatto il suo debutto in società. In pratica questo significa che la donzella adesso è sul mercato e passerà da una festa mondana all’altra per trovare marito. A rendere le cose difficili per lei e le altre debuttanti sarà però la presenza in città di una figura misteriosa e anticonvenzionale: Lady Whistledown ovvero Gossip Girl di altri tempi, la cui identità è sconosciuta, che fa distribuire di volta in volta il suo giornale in cui svela segreti e scandali dell’alta società.

Per Daphne è fondamentale trovare marito, così come per tutte le altre ragazze, in quanto all’epoca questa era l’unica e massima aspirazione che una donna potesse permettersi per avere un futuro sicuro, ma Lady Whistledown mette a tutti i bastoni tra le ruote, scoprendo i segreti che possono compromettere per sempre l’onore e la purezza di queste giovani fanciulle.

Daphne incontrerà il duca di Hastings, Simon (interpretato da Regé-Jean Page, figone spaziale), e quella che sembrerà all’inizio una semplice conoscenza, poi un’amicizia, diventerà una passione sfrenata, bloccata però dal misterioso atteggiamento del duca.

Alla storia di Daphne, si aggiungono anche quella di tutti i membri della sua famiglia, i Bridgerton, e di un’altra famiglia al centro della scena, i Featherington.

Bridgerton è, in definitiva, un'ottima serie in costume, una commedia romantica deliziosa, una preziosa apologia sull'amore, sul sesso e sui rapporti coniugali nella rigida Inghilterra nobiliare di inizio Ottocento.

Non lasciatevi ingannare dalla patina sentimentale e a tratti patetica, dei primi episodi: Bridgerton si rivelerà un dramma in costume piuttosto sorprendente soprattutto nella sua seconda parte, dove le contraddizioni di una società basata sull'apparenza e i tormenti dei suoi numerosi protagonisti esploderanno con forza. Sarà allora, dopo avervi intrattenuto e divertito in modo piuttosto frivolo, che la nuova serie originale Netflix saprà raccontarvi storie appassionati e, in alcuni momenti, persino toccanti.

Il mio voto è 9 su 10

Come sempre vi lascio il trailer: Bridgerton | Trailer ufficiale | Netflix

venerdì 27 agosto 2021

“Lei vuole chiarire, lui spara!”


“Lei vuole chiarire, lui spara” con questo titolo, da giorni in questa fine estate si aprono le testate e le edizioni dei telegiornali pronte a raccontare l’ennesima storia di una vita interrotta da un amore folle e violento, un amore che non sa accettare un no!

Questa è la storia di Vanessa Zappallà, uccisa nella notte del 23 agosto da 7 colpi di pistola provenienti dalla macchina su cui si trova Antonino Sciuto suo ex compagno. Sono le 3 di notte e Vanessa sta camminando tranquillamente con gli amici quando sopraggiunge l’auto di Antonino a cui lei si avvicina per dargli un’altra occasione e lui nonostante tutto, nonostante le denunce, il carcere e i domiciliari, durati solo 2 forse 3 giorni, non ferma la sua follia e mette in atto ciò che prometteva da tempo: “Ti ucciderò con dei colpi di pistola!” Le avevano detto di stare attenta, ma lei mi tranquillizzava dicendo che la sua era solo gelosia!”, così scrive un’amica in uno sfogo su Facebook, raccontando poi anche che, nonostante l’ultimo provvedimento messo in atto su Antonino (trovato poi impiccato la mattina di lunedì), ovvero un’ordinanza restrittiva di 200 metri, il dramma si è concluso quasi fosse una cronaca di una morte annunciata.

Ho letto molto su questa storia, ma quello che mi ha colpito di più sono i numerosi commenti dove viene ribadita l’idea che in casi come questo i provvedimenti da mettere in atto dovrebbero essere più severi.  

Perché non intervenendo mai? O se lo fanno è solo in modo superficiale e a pagare sono sempre e solo donne come Vanessa, anime pure strappate alla vita troppo presto.

Il possesso non è mai amore è solo puro egoismo!

Cattani Martina, 5^A L.S.U

mercoledì 18 agosto 2021

Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia

Ci troviamo a Palermo nel 1993; la scuola chiude i battenti per dare il benvenuto all’estate e i giovani sono pronti a lasciare la loro città per partire, tra di loro c’è anche Federico che non vede l’ora di partire per l’Inghilterra al fine di vedere nuovi posti e studiare una nuova lingua, ma c’è qualcosa, o piuttosto, qualcuno, che gli fa cambiare idea. Sto parlando di Padre Pino Puglisi, un insegnante di religione, che ama il suo lavoro, ama la sua fede ma soprattutto, ama i suoi studenti; il suo obiettivo è quello di aiutare i bambini di Brancaccio, un quartiere malfamato ed abbandonato a se stesso, e Federico gli darà una mano. Affrontando questa nuova avventura, Federico, scoprirà la vita e la sofferenza di bambini senza speranza, che non vedono altra via se non quella tracciata per loro dalla mafia; ma Padre Pino Puglisi cercherà di salvare quei bambini, quelle giovani vite, togliendoli dalla strada della criminalità, purtroppo però capirà troppo tardi che l’unico modo per salvare quei bambini è sottrarli da quel quartiere malfamato. Infatti la mafia, che non lascia scampo a nessuno, reagirà colpendo per prima, dritta al cuore di Padre Puglisi e dei suoi studenti.

Il 15 settembre del 1993, quindi 28 anni fa, veniva ucciso Padre Pino Puglisi, uomo onesto e coraggioso che ha sottratto tantissimi giovani alla malavita e che ha seminato bellezza e speranza nel quartiere di Brancaccio, zona periferica di Palermo allora abbandonata da tutte le istituzioni.

Non conoscendo bene la storia di 3P ho apprezzato molto il modo delicato e discreto di raccontare ancora una volta un omicidio per mano della Mafia, inoltre mi sono interessata al personaggio e voglio approfondirlo meglio, magari leggendo altri titoli che parlano dello stesso personaggio.

“Ciascuno di noi è custode di chi ha accanto: per parentela, per amicizia, per lavoro, per vicinato. Ciascuno di noi è affidato ad altri e altri sono affidati a noi, perché Dio muove tutto per spingerci ad amare di più ed essere amati di più.”

Ho letto molto poco di Alessandro D’Avenia e per ora ho apprezzato molto i suoi libri, per il loro contenuto e per il modo in cui l’autore scrive; ma quello che non apprezzo dei suoi libri è lo stile non continuo della storia, ci sono continui salti temporali e cambi di personaggi che raccontano la storia e non viene mai detto quando accade, quindi il lettore deve stare molto attento alla storia perché da un momento all’altro tutto può cambiare. Proprio per questo motivo la storia è per adulti e non per i giovanissimi, cosa che mi fa piangere il cuore perché è un libro che dovrebbero leggere tutti. 


Nonostante questo, il libro è un piccolo gioiello, che tutti dovrebbero leggere perché ha la capacità di insegnare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, che non sempre la vita è facile e giusta, ma piuttosto difficile ed ingiusta, che c’è sempre qualcuno che cercherà di farti del male e di abbatterti ma tu devi avere la forza di tirati su, e mi ha anche insegnato una lezione importante che i bambini sono fragili ma allo stesso tempo forti.

E voi avete letto #ciòcheinfernononè ? Quali altri libri di questo autore avete letto?

MARTINA SIGNORILE

mercoledì 4 agosto 2021

I MISTERI DEGLI INQUILINI DEL VICOLO B

 

“ -Secondo me ci crede davvero alle dicerie sulla ghiandola pineale, immortalità e terzo occhio. Fesserie! Mettere una sarda nella nebbiosa e umida Pianura Padana è come chiedere ad un pesce di vivere fuori dal mare, non resisterà a lungo-”

Il cadavere di Antonio Bellenghi viene ritrovato dentro l’oblò di una lavanderia a gettoni, squartato e privo della sua ghiandola pineale. Si avete capito bene ‘privo della sua ghiandola pineale’ se avete studiato filosofia vi verrà in mente un unico e solo filosofo: Cartesio; come avrete già capito questo mistero si intreccia alla filosofia.

Ci troviamo a Fiordinebbia, una piccola città tra Piacenza e Parma, dove l’Ispettore Chiappetta e il medico legale Astarte Pintus dovranno indagare su una serie di omicidi stravaganti; dove l’unica cosa che accomuna i cadaveri è l’assenza della loro ghiandola pineale. 


 “ -I cadaveri non parlano- penserete.

Non avete idea di quanto siete in errore”

La storia è intrigante ed originale, il fatto di aver aggiunto al mistero un pizzico di filosofia mi ha molto colpita oltre che incuriosita, non avevo mai letto di nulla del genere, infatti mi sono catapultata nella lettura senza sosta; ma non credo che questo sia merito solo dell’idea ma anche della scrittrice che con la sua ironia ha reso la storia molto scorrevole, come ad esempio con i dialoghi tra i due protagonisti.  Fino ad ora vi ho parlato di Cartesio ma forse non conoscete la sua teoria sulla ghiandola pineale, tranquilli ve la racconto subito: la ghiandola pineale è una ghiandola che si trova all’interno del cervello e Cartesio che approfondisce lo studio dell’anima e del corpo umano sostiene che la ghiandola pineale sia la sede principale dell’anima. Dal momento che il nostro assassino toglie ai cadaveri la ghiandola pineale vuol dire che li priva della loro anima oltre che della loro vita.

“Desideravo tanto volare… lo desidero ancora. Immagino di essere una rondine, libero di distendere le ali per viaggiare in tutti i cieli del mondo. Sarebbe stato bello barattare la mia esistenza di crogiolo pensante con la libertà di una rondine migratoria. Peccato, che si nasca senz’ali”


Questo libro mi ha trasportato in un mondo dove la filosofia e la realtà non sono scollegate ma unite, spesso sosteniamo che studiare filosofia a scuola sia totalmente inutile e che non ci serva minimamente nella vita quotidiana, ma è proprio il principio che è sbagliato perché quotidianamente noi facciamo filosofia.

Leggendo questo libro mi sono appassionata sempre di più alla materia e vorrei leggere altri libri che contengono un po’ di filosofia al loro interno, sapete consigliarmene qualcuno? 

 

MARTINA SIGNORILE

 

sabato 3 luglio 2021

Il mare nasconde le stelle di Francesca Barra


Il mare appare diverso visto dalla barca,

"sembra pieno di sofferenza, tristezza e dolore. Abbandono."

Il mare sembra non finire mai per Remon che ha solo quattordici anni ed è da giorni su una barca, infreddolito e affamato, alla ricerca della salvezza. Ha paura, ma guarda il cielo e affida alle stelle la cosa più importante per lui: il suo sogno di libertà.

Non sa dov’è diretto, ma sa bene da cosa sta fuggendo, dal suo paese, l’Egitto, e dalla violenza contro i cristiani che ha cambiato la sua vita per sempre. Remon è costretto ad abbandonare il suo paese senza nemmeno dire addio alla sua famiglia, per raggiungerne un altro: l’Italia. Quando tutto sembrava perduto ecco che i miracoli accadono, grazie all’affetto di amici inaspettati, grazie alla passione per lo studio e grazie all’appoggio di insegnanti che credono lui, Remon giorno dopo giorno riesce a realizzare il suo sogno e a ritrovare il sorriso.

"Non so se ho compiuto quel viaggio più per incoscienza o per coraggio. (...) L'Italia. Una terra che credevo lontanissima e di cui non conoscevo nulla, ma il cui nome sapeva di libertà"

Ho comprato questo libro senza leggere la trama è bastata la scritta ‘storia vera’ per convincermi a leggere questo romanzo. Questo libro racconta una storia talmente incredibile da sembrare surreale, un semplicissimo ragazzo che ha tanta voglia di imparare e di studiare viene costantemente umiliato e offeso da insegnanti e compagni di classe che non possono accettarlo solo perché cristiano. Nonostante la paura e le difficoltà Remon vuole scappare perché il suo sogno è uno solo: studiare per diventare ingegnere; fuggire dalla guerra e dalla sofferenza per andare in un posto migliore. Il suo racconto pieno di dolore e di difficoltà non smette mai di essere ricco di speranza. Una storia vera che apre gli occhi su realtà che spesso giudichiamo senza conoscere. 

Voi avete letto questa incredibile storia vera? Cosa avreste fatto voi al posto di Remon? Avreste lottato per i vostri sogni?

MARTINA SIGNORILE


sabato 19 giugno 2021

ERAGON DI CHRISTOPHER PAOLINI

Da fan numero uno dei fantasy non potevano non leggere questo capolavoro che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo; leggere Eragon è stata una scoperta, tra draghi, viaggi e un mondo tutto da scoprire, il libro, mi ha tenuta incollata alle pagine.

Nonostante questo testo si sia rivelato una scoperta, all'inizio avevo timore di leggerlo poiché credevo fosse un libro per ragazzi, adatto solo ad una certa fascia di età, ma poi mi sono detta che potevo leggere ciò che volevo, non ci sono categorie, non ci sono limiti, i lettori possono leggere ciò che vogliono.

La storia si apre con l’incontro tra Eragon e una pietra grande ed indistruttibile, la quale, al suo interno racchiude qualcosa di molto speciale che accompagnerà il protagonista in un lungo viaggio.

Un viaggio che non si concluderà molto presto poiché ci sono eserciti interi che voglio ciò che è all’interno della pietra, qualcosa che non si vede da molto tempo, qualcosa di cui molti hanno paura.

Eragon durante il suo viaggio capirà chi è davvero, cosa gli aspetterà in futuro e soprattutto che ci sono persone di cui si può realmente fidare. Un’amicizia particolare, ma vera, e un viaggio all’insegna della scoperta ci accompagneranno durante la lettura di questo libro meraviglioso.

 "Non considerate nessuno superiore a voi, qualunque sia il suo rango. Trattate tutti con giustizia o vi attirerete la vendetta. Non sciupate il denaro. Tenetevi strette le vostre convinzioni, e gli altri vi ascolteranno.”

Per ora ho letto solo il primo libro della saga e mi sono già immersa in questo nuovo mondo spettacolare.

Il libro mi è piaciuto tantissimo ma oltre alla storia che è molto convincente, l’autore è stato capace di raccontare in modo molto concreto tutti gli eventi che sono accaduti, soprattutto le parti più cruenti della storia.

La parte più interessante del libro è la forte amicizia che si forma tra Eragon e Safira, la dragonessa, un tipo di amicizia che tutti vorremmo, un legame unico ed intenso che spesso mi ha fatto emozionare.

Prima di questo libro non credevo di necessitare di un drago ma adesso ne ho veramente bisogno! 

Adesso correrò in libreria ad acquistare il secondo volume! E voi lo avete letto Eragon? Se si, anche voi volete un drago?

MARTINA SIGNORILE


venerdì 11 giugno 2021

KITCHEN DI BANANA YOSHIMOTO


Mikage è una ragazza che rimane sola al mondo dopo la morte della nonna e per problemi economici è costretta a cambiare casa. Proprio nel momento del bisogno arriva Yuichi, un giovane che conosceva sua nonna e le propone di stare a casa sua fin quando non troverà una nuova sistemazione.

Ma perché proprio il titolo Kitchen? Perché la protagonista ha un rapporto particolare con la cucina e il cibo. Per lei la cucina non è solo un luogo dove preparare il pranzo e la cena, ma è un posto che richiama calore, famiglia e sua nonna.

 “Quanti anni avevo quando ho capito che su quel sentiero buio e solitario l'unica luce possibile era quella che io stessa avrei emanato? Anche se sono stata cresciuta con amore, mi sono sempre sentita sola”

Il romanzo parla della solitudine dei giovani e della morte, due punti che spesso riscontro nei romanzi di Yoshimoto, la quale ha l’abilità innata di trattare in modo così fluido e leggero questi concetti senza però sminuirne l’importanza. 
Devo dire che mi aspettavo molto di più da questa storia. Mikage è una protagonista che a volte non mi ha convinta particolarmente e l’ho trovata molto statica. Ho però adorato la caratterizzazione di Yuichi, un ragazzo introverso che vive da solo con un padre trasngender; questo particolare ha dato più corpo alla storia sollevando altri punti interessanti inerenti alla società giapponese. Il rapporto di Mikage e Yuichi si evolve lentamente e tutto nasce dal dolore, due anime che si completano stando vicine. Anche se mi aspettavo molto di più da questo libro, Kitchen è stata comunque una piacevole lettura ed è sicuramente un titolo da tenere in libreria se amate lo stile di Banana Yoshimoto.

“La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si susseguono a deciderla naturalmente”

E voi che libri avete letto di Banana Yoshimoto? Io per ora ho letto solo ‘Kitchen’ e ‘Il dolce domani’ entrambi hanno avuto il potere di trasportarmi in Giappone e nella cultura di quel territorio magico.

MARTINA SIGNORILE 3ALSU

LETTERA DI RINGRAZIAMENTO DELLA SIG. RA ADRIANA FUMI