Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

giovedì 29 gennaio 2026

La Guerra dei Like

Ciao a tutti!

Oggi vi parlo de "La Guerra dei Like". Questo libro, scritto nel 2023 da Alessia Cruciani con la partecipazione dello youtuber Daniele doesn't matter, è ben scritto e commovente e ti fa immedesimare nel protagonisti che sono: Cristina e Ruggero.

Cristina è un'adolescente dolce e gentile, frequenta la  scuola media Matteotti di Milano, ama cucinare le torte e ha un grande sogno, entrare nella Scuola di Ballo La Scala.

Ruggero, amico di Cristina,  è uno studente che frequenta un'altra classe della stessa scuola, ha un grande senso dell'umorismo è simpatico ma timido.

Entrambi stanno attraversando una fase importante e difficile, l'adolescenza.

Tutto sembra andare bene finché un giorno la scuola diventa un inferno vivente per Cri e Rug (il diminutivo dei protagonisti), la loro vita viene completamente stravolta e ognuno si trova ad affrontare come può il bullismo nell'epoca dei social.

Alessia Cruciani è stata capace di creare una narrativa con suspense che ti fa rimanere incollato alle pagine, cercando di capire cosa succederà ai protagonisti e facendoti vivere le loro emozioni, come se fossi lì con loro. A volte vuoi abbracciarli, altre volte consolarli. Non faccio spoiler ma ho tenuto il fiato sospeso per il finale.

Ho iniziato il libro a settembre 2025 e l'ho finito, dopo varie pause, ad ottobre. I temi affrontati sono il bullismo, il cyberbullismo e la discriminazione attraverso i social network. Sono tematiche importanti che vengono raccontate in modo rispettoso e appropriato, senza mai scadere in frasi fatte o victim blaming ma spiegando cosa si prova in quei momenti e perché spesso le vittime subiscono in silenzio.

La Guerra dei Like è un libro molto attuale, per certi versi simile al romanzo / serie 13 - Thirteen reasons why. Rispetto al 2023 oggi il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo è peggiorato, basti pensare alla diffusione massiccia di deepfake, video e foto false ma realistiche generate con l'AI.

Alessia Cruciani non solo sensibilizza sul bullismo e sul cyberbullismo ma offre anche un messaggio positivo. Gli amici, i genitori, gli insegnanti e le personalità della rete, possono fare una grande differenza nel contrastare e prevenire questi fenomeni. 

Alla prossima recensione.

Il Direttore, MOHAMED, 5BLSU



mercoledì 28 gennaio 2026

Con-Vinciamo

Venerdì 16 gennaio 2026 le classi del triennio del polo Mattei hanno assistito e partecipato ad un incontro che si è tenuto in aula magna con due neuropsichiatri, il dottor Parisi e la dottoressa Albamonte e con un ragazzo, affetto da autismo, che ha testimoniata la sua esperienza.

Tutte le classi presenti hanno potuto, attraverso gli interventi proposti, riflettere sul tema della disabilità da un punto di vista sociale.

Il primo intervento è stato tenuto dal dottor Roberto Parisi, neuropsichiatra infantile e primario del dipartimento di salute mentale di Piacenza, che ha trattato la disabilità in qualità di esperto e professionista che è a contatto diretto con casi di ogni tipo.

Quando si parla di disabilità oggi non si pensa più solo a una malattia o a un problema della persona ma sempre più spesso si utilizza una prospettiva psico-sociale che guarda anche all’ambiente in cui l'individuo vive perché una difficoltà può diventare un vero limite solo quando esso non è accogliente o inclusivo.

In questo cambiamento è centrale il concetto di funzionamento. Non conta solo “che problema ha” una persona, ma come funziona nella vita di tutti i giorni: cosa riesce a fare, come comunica, come partecipa alla vita sociale. Questo ha modificato l’approccio medico tradizionale che era molto concentrato sulla diagnosi mentre oggi essa serve soprattutto a capire meglio la persona e a costruire percorsi terapeutici su misura, pensati per migliorare l’autonomia e il benessere e non solo per curare i sintomi. A tal proposito è importante anche distinguere tra comportamento deviante e comportamento patologico: il primo indica qualcosa che non rispetta le regole sociali senza indicare necessariamente  una malattia mentre il secondo è legato a un disturbo psicologico che crea sofferenza e rende difficile il funzionamento quotidiano. Fare questa precisazione aiuta a evitare giudizi e stigmatizzazioni inutili.

L’intervento successivo è stato proposto dalla dottoressa Silvia Albamonte, neuropsichiatra, che ha parlato dell’autismo e delle sue forme in relazione al contesto sociale evidenziando come esso possa presentare differenze specifiche per il soggetto che ne è affetto.   L’autismo non è uguale per tutti ma comprende funzionamenti molto diversi. Le persone autistiche possono avere modalità particolari di comunicazione e relazione che influenzano i rapporti con gli altri. Tuttavia, quando l’ambiente è informato e rispettoso, molte difficoltà relazionali si riducono. Ancora una volta non è solo la persona che deve adattarsi ma anche la società.

Una testimonianza diretta è stata offerta da Lorenzo Rizzi, un lead engineer a cui è stato diagnosticato l’autismo ad alto funzionamento 10 anni fa. Raccontando la sua vita ha riferito delle esperienze di rapporti sociali influenzati dalla diagnosi dell’autismo per far capire che non deve essere una malattia o un limite fisico e mentale a fermarci negli obiettivi che ci poniamo nella nostra vita ogni giorno.

Questo incontro è stato un’occasione di riflessione per tutti gli studenti presenti perché  ha fornito indicazioni basate su studi ed esperienze dirette. E’ importante trattare tematiche legate all'inclusione perché quando ci si relaziona con persone che presentano limiti o difficoltà di vario genere è necessario saper adottare il giusto atteggiamento e approccio per non farle sentire diverse ed escluse.


Iskra Colic e Andrea Longo 5A LSU

domenica 25 gennaio 2026

COPPA D’AFRICA

La coppa d’Africa è nata nel 1957 in Sudan, si gioca ogni due anni e fino ad ora ci sono state ben 35 edizioni. 
La nazionale ad aver vinto piú volte il trofeo è l’Egitto con ben 7 titoli, seguito dal Camerun con 5 titoli, il Ghana con 4, la Costa d’Avorio con 3, l’Algeria/il Senegal/la RD del Congo ne hanno 2 a testa mentre Etiopia, Marocco, Repubblica del Congo, Sudafrica, Sudan, Tunisia e Zambia ne hanno uno ciascuno.
L'ultima edizione si è svolta in Marocco proprio in questo periodo ed è stata ricca di momenti incredibili, epici ma anche drammatici soprattutto per il Marocco.
La finale é sicuramente stata la partita più emozionante di tutte ma si è resa anche  protagonista di scandali e proteste a dir poco assurde.
Domenica 18 gennaio alle ore 20 italiane, Senegal e Marocco si sono sfidate.
Seppur nei primi 90 minuti non ci siano state azioni clamorose ed il risultato sia rimasto sullo 0-0, nei minuti di recupero è successo di tutto.
Al 93’ il Senegal segna ma il gol viene annullato per via di un fallo causato in precedenza, creando i primi problemi.
Al 95’ il senegalese Diouf commette fallo su Brahim Diaz e l'arbitro concede un rigore al Marocco che poteva tranquillamente cambiare le sorti della partita.
Il Senegal, però, non ci sta e così decide di protestare ritirandosi negli spogliatoi chiamati dal loro allenatore Thiaw e rimangono lì fino al 111’, quando Mané, il capitano della nazionale, richiama tutti i suoi compagni in campo dicendo di continuare a giocare.
Quando la calma è stata ristabilita, Diaz si posiziona sul dischetto, attimi di tensione si creano sia in tutto lo stadio che in tutto il mondo. Il giocatore marocchino ha una responsabilità enorme, potrebbe portare la coppa d’Africa al suo popolo dopo 50 anni.
Calcia ma lo fa male. Un cucchiaio che finisce semplicemente tra le mani di Mendy. In questo preciso momento iniziano le vere e proprie proteste, tra chi dice che ha sbagliato di proposito  perchè è stato pagato, chi invece lo difende e sostiene che non lo ha fatto intenzionalmente.
La finale intanto continua ed iniziano i tempi supplementari e al 94’ c'è il gol segnato dal centrocampista senegale Gueye che poi porterà alla vittoria la sua squadra.
Sono seguite altre azioni da gol ma al fischio finale dell’arbitro è il Senegal ad aggiudicarsi la 35esima edizione della Coppa d'Africa, vincendo la competizione per la seconda volta nella sua storia, dopo quella del 2021.
Alla fine della partita Brahim Diaz, in lacrime, ritira la scarpa d'oro che viene data al capocannoniere del torneo.
Uno degli aspetti più surreali  di questo mondiale è stata la "guerra degli asciugamani". Durante tutto il torneo, i portieri avversari del Marocco hanno dovuto difendere fisicamente i propri asciugamani dai raccattapalle e dai membri dello staff locale. Il motivo? Il timore che non solo contenessero appunti sui rigoristi  ma potessero essere legati a magia nera e riti scaramantici. Infatti il portiere è stato accusato di aver fatto un vero e proprio "shur" al capitano marocchino e all' intera squadra del Marocco. 
In finale inoltre la tensione è esplosa quando la panchina del Senegal è quasi venuta alle mani con gli steward per proteggere "l'amuleto" di Edouard Mendy, trasformando l'area di rigore in un campo di battaglia prima ancora del fischio d'inizio.
Ma non è mancata anche una tragedia: un poliziotto è stato ucciso negli scontri. Durante i disordini scoppiati nei pressi dello stadio poco prima della finale, la situazione è sfuggita al controllo. Negli scontri tra tifosi e forze dell'ordine, un giovane poliziotto marocchino ha perso la vita. Mentre in campo si lottava per la coppa, fuori si consumava il dramma.
Questo evento ha cambiato radicalmente l'atmosfera della finale. Il clima di festa è stato rimpiazzato da una tensione elettrica e dal timore che la vittoria del Senegal potesse incendiare ulteriormente le strade, già scosse dal lutto.
Al 98esimo minuto della finale, il mistero si è fatto politico. Dopo il rientro in campo del Senegal e il rigore parato a Diaz, per le strade di Casablanca e sui forum internazionali ha iniziato a circolare una teoria da brividi: l’errore del calciatore sarebbe stato ordinato dal re. 
Lo scandalo ha varcato i confini nazionali, trasformandosi in una crisi diplomatica. Se in Marocco 18 tifosi senegalesi sono stati arrestati e messi sotto processo per i disordini allo stadio, la risposta non si è fatta attendere.
In Senegal, la tensione è  scoppiata: decine di tifosi marocchini residenti o in viaggio a Dakar sono stati "tenuti in ostaggio". Le cronache parlano di cittadini marocchini prelevati o bloccati dalle autorità locali con accuse  senza  fondamento usati come pedine di scambio per forzare il rilascio dei sostenitori senegalesi detenuti a Rabat. Una situazione di stallo pericolosa che vede civili innocenti pagare il prezzo di una finale di calcio degenerata in guerra politica.
Il Senegal ha vinto ma la festa potrebbe durare poco. Le sorti della nazionale sono ora appese ai tribunali della CAF e della FIFA con squalifiche esemplari. Per l'abbandono del campo, il Senegal rischia multe da 100 milioni e la squalifica  per i prossimi Mondiali. Si parla di una possibile ritorsione diplomatica che potrebbe ostacolare il Senegal nelle future assegnazioni di eventi sportivi.

Sveva Barbieri e Marwa Moussafir 3C LSU (articolo), Rania Nssis 3C LSU(disegni)





Torta salata vegetariana

Gennaio non è solo il mese dei buoni propositi dopo le abbuffate delle feste, ma è anche un periodo di transizione e poiché si può essere “a corto di idee” vi propongo questa alternativa completamente vegetariana e anche molto buona. Provare per credere!

Per la base servono 2 rotoli di pasta sfoglia rettangolare.

Per la preparazione del ripieno occorrono:

  • 300g di funghi porcini (freschi o surgelati);

  • 1 porro grande;

  • 2 zucchine medie;

  • 2 patate medie (bollite);

  • olio extravergine d’oliva, sale e pepe q.b.

Per la besciamella servono:

  • 500ml di latte;

  • la maizena (amido di mais) in quantità variabile a seconda della densità che si vuole ottenere;

  • un generoso filo d'olio d'oliva;

  • noce moscata, sale e pepe q.b

Per la decorazione occorrono dei semi di papavero.

Procedimento.

  • Preparazione della besciamella: in un pentolino, mettere la maizena con un po' di latte freddo per evitare la formazione di grumi. Aggiungere il resto del latte e l'olio. Mettere sul fuoco e mescolare continuamente finché non si addensa. Spegnere il fuoco e condire con abbondante noce moscata, sale e pepe. Lasciare intiepidire e aggiungere le patate precedentemente bollite e schiacciate.

  • Preparazione delle verdure: affettare il porro a rondelle sottili e lasciarlo appassire in padella con un filo d'olio. Aggiungere le zucchine a cubetti e i porcini affettati. Saltare il tutto a fuoco vivace per circa 10-15 minuti, finché le verdure non risulteranno leggermente caramellate.

A questo punto non resta che assemblare la torta salata cominciando dallo stendere il primo rotolo di pasta sfoglia su una teglia (usando la sua carta forno). Poi in una ciotola unire le verdure saltate alla besciamella e mescolare bene. Versare il composto sulla sfoglia. Il secondo rotolo di sfoglia va tagliato a strisce e disposto sul ripieno in modo da creare delle linee. Con i ritagli avanzati si possono creare anche altre piccole decorazioni secondo la propria fantasia. Spennellare la superficie con un po' di latte, olio o un uovo sbattuto e cospargere con i semi di papavero seguendo le linee della pasta.

Per la procedere con la cottura bisogna infornare in forno statico già caldo a 200°C per circa 25-30 minuti, o finché la sfoglia non risulterà ben dorata e croccante.

Provate questa ricetta e scrivete nei commenti se è stata di vostro gradimento.

Marwa Moussafir 3C LSU







lunedì 12 gennaio 2026

Lo strano caso di Alessandra Vanni - prima puntata



 

venerdì 19 dicembre 2025

JINGLE BELL HEIST

Manca ormai poco alla festa più bella ed emozionante dell’anno: il Natale!

Questo significa molte cose: pranzi e cene in famiglia con cibo a volontà, regali, niente scuola e, soprattutto, film natalizi!

Di film di questo genere ce ne sono tantissimi ma oggi ve ne propongo uno che forse non conoscete: Jingle bell heist.

Questo film, diretto da Michael Fimognari, è uscito proprio quest’anno su Netflix ed è perfetto per passare una serata leggera e tranquilla.

Il lungometraggio, ambientato a Londra, racconta di Sophia, commessa di giorno in un grande magazzino e barista di sera. La ragazza, però, per sostenere le costose cure della madre malata è obbligata a commettere piccoli furti.

Nick invece è uscito dal carcere da poco e prova ad avere una vita migliore anche per poter rivedere la figlia.

I due ragazzi uniranno le forze per compiere un grande furto la vigilia di Natale al grande magazzino in cui lavora Sophia.

Il film è molto leggero e scorrevole. Il tema principale è sicuramente la storia d’amore tra i protagonisti ma si affrontano anche altre tematiche come le situazioni difficili vissute da loro due, i problemi economici e le ingiustizie sociali di cui sono vittime. Infatti la rapina è l’unico modo per riuscire ad avere quei soldi e provare a risolvere i problemi per cambiare le loro vite.

Quindi se cercate un film natalizio che vi faccia ridere ma passare momenti dolci e, a tratti, un po’ tristi questo è il film che fa al caso vostro!

Sveva Barbieri 3C lsu




Jingle Bell Heist - Rapina a Natale | Trailer ufficiale | Netflix Italia

sabato 13 dicembre 2025

CORONA DI BABKA (alla nutella)


Questo dolce nasce nell’est Europa, principalmente in Polonia. Successivamente ha iniziato a spopolare in tutto il mondo, arrivando anche in Italia dove è stato leggermente rivisitato e fatto a forma di corona.

Un tempo, quando avanzava dell’impasto dal pane, esso veniva arricchito con zucchero e poi farcito con cannella o marmellate.

Il babka è un dolce da gustare in famiglia per colazione o merenda, infatti il suo nome significa “nonna” proprio per far notare la sua semplicità.

INGREDIENTI(per 8/9 persone).

Per l’impasto:

  • farina manitoba (320 g)
  • farina 00 (280 g)
  • mezzo cubetto di lievito di birra fresco
  • zucchero (70 g)
  • uova (circa 4)
  • latte (100 ml)
  • burro (120 g)

Per la farcitura:

  • nutella(circa 250/300 g, si può andare un po’ ad occhio secondo le proprie preferenze)

Per spennellare:

  • latte (25 ml)
  • tuorlo d’uovo

Per la decorazione finale:

  • zucchero a velo (q.b.)

PREPARAZIONE

Per prima cosa c’è da unire in una ciotola la farina 00, quella manitoba, lo zucchero e poi si mescola.

Successivamente va sciolto il lievito di birra in un mezzo bicchiere di acqua tiepida e poi lo si  aggiunge nella ciotola, insieme anche al latte e alle uova. Si mescola nuovamente  il tutto e quando l’impasto è omogeno si procede con le mani ricoperte di farina per unire il burro poco alla volta proseguendo fino a quando quest’ultimo non viene completamente incorporato .

Successivamente si sposta l'impasto su un tagliere e si prosegue ad   impastare, aggiungendo anche della farina se necessario, fino ad ottenere una massa liscio che poi va rimessa nella ciotola, coperta con della pellicola per lasciarla lievitare per circa 2 ore/2 ore e mezzo.

Una volta raggiunta la giusta lievitazione va steso l’impasto sulla carta da forno infarinata fino a formare una specie di rettangolo. Nel frattempo va fatta scaldare la nutella nel microonde per poi spalmarla sull’impasto. Dopo, con l’aiuto della carta da forno, si arrotola l’impasto e successivamente va tagliato lasciando però una delle due estremità intera. Dopo questo passaggio lo si intreccia e lo si sistema in una teglia rotonda per ciambelle.

Si copre nuovamente l’impasto con la pellicola per lasciarlo riposare altri 45 minuti. Dopo quest’ulteriore tempo di lievitazione si procede con la spennellatura utilizzando il latte mescolato con l’uovo sbattuto.

Nel frattempo si preriscalda  il forno statico a 180 gradi e si inforna  il dolce per 20/25 minuti.

Io, quando l’ho sfornato, l’ho decorato con lo zucchero a velo e poi me ne sono gustata una fetta.

Provate anche voi e fatemi sapere nei commenti com’è andata.

Sveva Barbieri 3C LSU










 

venerdì 12 dicembre 2025

Film natalizi

Il Natale si avvicina e con lui la voglia irresistibile di cioccolata calda, coperta e, ovviamente, film a tema!

Che siate amanti delle commedie esilaranti o delle storie che scaldano il cuore o dei grandi classici, abbiamo preparato una lista che accontenta tutti.

Ecco la nostra proposta per un Natale cinematografico indimenticabile:

1) "Mamma ho perso l'aereo": questo  film parla del piccolo Kevin McCallister  che difende la sua casa da due ladri pasticcioni dopo essere stato dimenticato dalla famiglia. Se vi piace questo grande classico natalizio è consigliabile vedere il sequel "Mamma ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York".

2) "Klaus - I Segreti del Natale": in questo film d'animazione si racconta dell'incontro tra il postino egoista di nome Jesper e il solitario falegname di nome Klaus che costruisce giocattoli. Dalla loro amicizia avrà origine la leggenda di Babbo Natale.

3) "Buon Natale da Candy Cane Lane" :  in questo film il protagonista, per vincere a tutti i costi una gara di decorazioni natalizie,  stringe un patto con una malvagia elfa e da ciò si scatenerà il caos in città.

4) "Il Grinch": questo film racconta la storia di un mostro verde e peloso che vive in cima al Monte Crumpit e che detesta il Natale e tutti gli abitanti della città di Chinonsò. Decide così di scendere a valle e rubare tutti i regali e le decorazioni per impedire che la festa abbia luogo.

5) "Una magia di Natale": in questo film una giovane vedova crea un pupazzo di neve che magicamente prende vita grazie a una sciarpa. Questa favola moderna le permetterà di riscoprire l'amore e la gioia delle feste che riscaldano il cuore di tutti noi.

6) "Un elfo di nome Buddy : in questo film Buddy è un umano cresciuto come un elfo che scopre le sue origini e si reca a New York per trovare il suo vero padre. L'innocenza di Buddy è contagiosa e lo porterà a fare tante esperienze meravigliose nella grande città nel periodo natalizio.

Buona visione a tutti e buone feste.

Marwa Moussafir (3C LSU) 






venerdì 5 dicembre 2025

L'OMICIDIO DI ELVIRA ORLANDINI - SECONDA E ULTIMA PUNTATA