mercoledì 14 febbraio 2024

"Il diario di Anne Frank" in versione teatrale



 Giovedì 25 gennaio numerose classi dell'Istituto Mattei si sono recate al Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda per vedere lo spettacolo “il Diario di Anna Frank”.

Quest’ultimo ha trattato del biennio (1942-1944) in cui Anne ,con la sua famiglia, si è rifugiata per evitare la cattura nazista.

Il 5 luglio 1942 la sorella di Anne, Margot, riceve una chiamata per lavorare in Germania; i genitori non si fidano ed il giorno successivo tutta la famiglia  si nasconde nel retro dell’edificio nel quale lavora il padre Otto Frank.

In questi due anni vengono accolte altre quattro persone nel rifugio, ovvero Peter, August ed Hermann Van Pels ed il dentista Fritz Pfeffer.

Anne, ragazza molto vivace, matura ma contemporaneamente consapevole di sbagliare spesso, stringe buoni rapporti con tutti e soprattutto con Peter.

All’inizio Anne lo definisce permaloso e pigro ma,con il tempo, egli diventa più attivo e, nell’aprile 1944, arrivano due baci.

Il primo viene dato sulla guancia, sui capelli e sull’orecchio ed il secondo sulle labbra.

Pochi mesi dopo, il 4 agosto 1944, la famiglia Frank, Van Pels ed il dentista Pfeffer, vengono arrestati e deportati.

Io da questo spettacolo ho compreso quanto ,nei momenti di paura e difficoltà, sia importante avere contatti con qualcuno.

Sentirsi compresi e felici con gli altri può permettere a tutti di espiare ogni turbamento in una situazione difficile.

I Frank infatti, essendosi nascosti per sfuggire alla cattura, hanno perso contatti con chiunque eccezion fatta per la famiglia Van Pels e per il dentista Pfeffer.

Proprio grazie a queste persone essi sono riusciti a trascorrere degli attimi felici in un momento difficile.

Inoltre, vedendo Anna parlare delle proprie pagine di diario, ho anche capito quanto scrivere sia utile a far trascorrere il tempo e soprattutto ad aprire il cuore.

Anne lo riporta proprio in una delle sue citazioni, ovvero: “Per una come me, scrivere un diario fa un curioso effetto. Non soltanto perché non ho mai scritto, ma perché mi sembra che più tardi né io né altri potremo trovare interessanti gli sfoghi di una scolaretta di tredici anni. Però, a dire il vero, non è di questo che si tratta; a me piace scrivere e soprattutto aprire il mio cuore su ogni sorta di cose, a fondo e completamente.”

Ella nel suo diario, considerato una delle più importanti testimonianze storiche della seconda guerra mondiale, parla anche dello svolgimento della guerra, dell’obbligo di rimanere in silenzio e di non uscire , della paura della cattura e soprattutto dei suoi sogni e della speranza.

Per concludere voglio trascrivere alcune frasi celebri del diario, ovvero: “Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”, “Non ci è permesso di avere opinioni. Le persone possono dirti di tenere la bocca chiusa, ma non possono impedirti di avere un’opinione. Anche se si è ancora molto giovani, non dovrebbero impedirti di dire quello che pensi. 

È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità.”

e “Una cosa però l’ho imparata: per conoscere bene la gente bisogna averci litigato seriamente almeno una volta. Solo allora puoi giudicarne il carattere.”

Francesco Maccagni 3BLSU


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