sabato 23 aprile 2022

MILLE SPLENDIDI SOLI


Miriam è una giovane ragazza di quindici anni, felice e spensierata vive con la madre Nana in una “kolba” di legno in cima alle colline di Herat, città in cui tuttavia non è mai stata, la vita di Mariam infatti sebbene sia per la maggiorparte del tempo caratterizzata da sorrisi, momenti ilarità e divertimento, non è semplice, Mariam è un harami, figlia illegittima di un ricco proprietario terriero e commerciante, Jalil, il quale vuole bene alla figlia ma contemporaneamente a ciò se ne vergogna ampiamente, nonostante questo duplice atteggiamento del padre Mariam non dubita mai circa i grandi sentimenti che nutre nei suoi confronti  a differenza di Nana, la madre, che odia profondamente Jalil per l’atteggiamento che riversa nei confronti della figlia.

Mariam ogni giorno in cima alla collina su cui vive, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l'arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti, intellettuali, giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema, film che Mariam non ha mai visto, cinema in cui lei non è mai entrata ma che con la sua fantasia e il racconto del padre immagina nella sua mente.

Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una "harami", e sarebbe un'umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto.

Mariam è una ragazza molto intelligente, molto fantasiosa, nutre grandi speranze e molti sogni per il suo futuro: vorrebbe andare a scuola, poter visitare Herat liberamente, trovare un lavoro, innamorarsi, creare una famiglia…tutti sogni destinati ad essere infranti.


 

“ Donne, attenzione: Dovete stare dentro casa a qualsiasi ora del giorno.

Non è decoroso per una donna vagare oziosamente per le strade. Se uscite, dovete essere accompagnate da un mahram, un parente di sessomaschile.

La donna che verrà sorpresa da sola per la strada sarà bastonata e rispedita a casa. Non dovete mostrare il volto in nessuna circostanza.

Quando uscite, dovete indossare il burqa. Altrimenti verrete duramente percosse. Sono proibiti i cosmetici. Sono proibiti i gioielli. Non dovete indossare abiti attraenti. Non dovete parlare se non per rispondere.

Non dovete guardare negli occhi gli uomini. Non dovete ridere in pubblico. In caso contrario verrete bastonate.”

 Laila, la seconda protagonista del romanzo, è la  figlia di Fariba e di Hakim, cugino e marito di Fariba, soprannominato Babi da Laila, un tempo professore universitario, è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell'aprile del 1978, è una ragazza molto istruita, affascinante  e molto più giovane di Mariam,

In un Afghanistan in guerra in cui nessun diritto civile è riconosciuto,  tanto meno per le donne, Laila ogni giorno trova conforto tra le braccia di Tariq, un ragazzo bello, intelligente, ma soprattutto coraggioso egli infatti con lo scoppiare della guerra ha deciso di arruolarsi nell’esercito ed è proprio combattendo contro i talebani che ha  perso una gamba su una mina antiuomo.

Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse caratterialmente, fisicamente, moralmente, la guerra tuttavia le farà inaspettatamente incontrare e così dall'intreccio di due storie diverse, “Mille splendidi soli” racconta la storia di un  Afghanistan in guerra, dove l'amicizia e l'amore sembrano ancora l'unica salvezza in un Paese ormai al declino.

 


“Imparalo adesso e imparalo bene, figlia mia. Come l'ago della bussola segna il nord, così il dito accusatore dell'uomo trova sempre una donna cui dare la colpa.”

 

 “Mille splendidi soli” è un romanzo profondo che tocca le coscienze di tutti, un romanzo travolgente il cui linguaggio è semplice e scorrevole,  le cui parole  e la meravigliosa sceneggiatura descritta  portano il lettore a immedesimarsi nella tragica storia delle due protagoniste.

Un libro che consiglierei a tutti a partire dall’età adolescenziale, affinchè si prenda coscienza delle privazioni cui gli afghani sono stati soggetti, della durezza delle leggi talebane, delle dolorose morti e i martiri che sono stati commessi in questo teatro di guerra, ma anche la difficile decisione che molte persone hanno dovuto prendere di lasciare il proprio Paese, ormai in declino.

 “Mi auguro che le emozioni di chi legge facciano eco a quelle che questa storia racchiude e che, superando le forti differenze culturali, i lettori si identifichino con Mariam e Laila, con i loro sogni, le loro modeste speranze e la loro lotta per sopravvivere giorno dopo giorno. Come afghano, mi piacerebbe che i lettori, alla fine del libro, provassero un senso di empatia verso il mio popolo, e soprattutto verso le donne afghane, sulle quali gli effetti della guerra e dell'estremismo sono stati devastanti. Spero che questo romanzo sappia aggiungere un sottotesto profondo, fatto di sfumature ed emozioni, all'immagine ormai familiare di donne avvolte nel burga che camminano lungo una strada polverosa.

 

Khaled Hosseini “

 

Ziliani Camilla

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