Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

giovedì 27 gennaio 2022

GALATEA DI Madeline Miller


Voi conoscete la storia di Galatea?

Il mito di Pigmalione, racconta di come Pigmalione si innamorò perdutamente della scultura che creò con le sue mani, a tal punto da sentire il disperato bisogno di chiedere alla dea Afrodite di tramutare in vita la pietra, così che il suo creatore potesse averla in sposa.

Nella rivisitazione della Miller, Galatea è una statua che il soffio della vita ha reso umana. Fredda come la pietra che era, il suo cuore batte tra le mura di una stanza di quello che sembrerebbe un ospedale. I medici la credono pazza quando afferma di essere fatta di pietra e la zittiscono con degli intrugli caldi che credono la facciano rinsavire, ma in realtà le tolgono le forze ora dopo ora. Suo marito, il suo creatore, viene a trovarla ogni giorno essenzialmente per una sola ragione: sfogare il suo desiderio sessuale. Il gioco inizia sempre nello stesso modo: quando lui entra nella stanza lei finge di essere ancora una statua, e quando lui prega che lei diventi una donna in carne e ossa, lei apre gli occhi e lui si prende il suo corpo. Un uomo freddo, distaccato, che non accetta che nel momento in cui Galatea ha preso vita ha acquistato anche la capacità di parlare, e soprattutto ciò che più lo infastidisce: la libertà che le permette di sfuggire al suo controllo, alla sua oscura e gelida possessione.

Pur essendo in origine una statua, l’unico ad avere un cuore di pietra è il marito, incapace di un qualsiasi atto d’amore, un uomo che ha costruito la sua esistenza su delle fondamenta di egoismo.

“La sola cosa difficile sono le dita, cui mio marito ama dire di aver dedicato un anno intero per farle apparire reali invece che immobili e inerti, come l’opera di certi scultori indolenti. Quindi devo concentrarmi e tenerle proprio come piace a lui, se no si rovina tutto.”

Madeline Miller non ha bisogno di presentazioni, perché ormai è un’autrice di bestseller conosciuta in tutto il mondo. Ho amato i primi due suoi libri ovvero: ‘La canzone di Achille’ e ‘Circe’ e mi sono già innamorata di ‘Galatea’. È una storia, ma assomiglia a una leggenda tramandata oralmente di generazione in generazione; è una poesia, di cui però non abbiamo né versi né rime baciate: una metrica assente, eppure sempre poesia. 


Ciò che più mi ha colpito di questa lunga poesia sussurrata è la dualità della sua natura: fragile eppure così forte, come un diamante racchiuso nei petali di un narciso.

La complessità umana, e soprattutto la difficoltà dell’essere donna, viene indagata con una delicatezza disarmante, che sfocia in un sentimento di amara tristezza.

Il linguaggio utilizzato è dolce e affabile quando dialoga con il marito, ruvido e pieno di rabbia quando racconta la verità a se stessa:

“Il punto è che mio marito non si aspettava che parlassi, credo. Non lo biasimo affatto per questo, dato che mi aveva conosciuta solo come statua, pura e bella e arrendevole alla sua arte. Naturalmente, quando mi bramava viva era quello il suo desiderio, ma più che viva mi voleva tiepida, quel tanto che bastava per potermi scopare.”

Galatea, riesce a interrogarsi sul nostro presente, denunciando le ingiustizie e i temi che ogni giorno ci indignano, e lo fa attraverso un mito antico, distante quasi duemila anni da noi, eppure così attuale. Un dialogo del passato con il presente e il futuro, una voce femminile che emerge in tutta la sua forza e potenza, senza mai perdere la delicatezza e la bellezza che la caratterizzano, sin da quando altro non era che una statua di marmo perfetto.

 Qual è il vostro mito preferito?  Un mito che ho sempre adorato è ‘Il Minotauro’

 MARTINA SIGNORILE 4’A LSU

mercoledì 26 gennaio 2022

Scontro violento: morti 5 ragazzi


Tragico incidente avvenuto poco dopo le 22.30 di sabato 22 gennaio nel territorio di Rezzato in provincia di Brescia: un’auto si schianta frontalmente con un autobus strappando la vita a cinque giovani. 

Irene Sala di 17 anni, Dennis Guerra di 19 anni, Imad El harran e Imad Natiq, 20 anni e Sala Natiq  di 22 anni . 

L’auto sulla quale viaggiavano era di un amico che li seguiva con un altro mezzo e si è trovato l’orrore davanti agli occhi . 

Dopo una cena insieme decidono di recarsi a Brescia per incontrarsi con altri amici, ma i loro progetti finiscono nel tratto di strada tra Rezzato e Brescia.

E’ iniziato il lavoro delle forze dell’ordine che hanno dovuto avvisare i famigliari e verificare come si è avvenuto lo scontro. 

E’ l’autista dell’autobus a lanciare l’SOS , che quella sera viaggiava solo e riporta ferite lievi. L’auto, invece, è totalmente distrutta. 

Tanti sono i dubbi che vengono di come sia andata la tragedia: sarà data dalla disattenzione di uno dei due conducenti? Da una velocità troppo alta? 

Tra queste cose una è sicura, nessuno di loro compreso il ragazzo che si presume fosse alla guida, aveva la patente.

Nelle parole di chi li conosceva resta solo il ricordo di ragazzi semplici che conducevano una vita spensierata tra amici. 


Alice Riboni e Giulia Paradisi 


martedì 25 gennaio 2022

La libertà (e verità)


Mi piacerebbe riassumere il pensiero proposto nel testo con una celebre frase di Cicerone.

“Siamo schiavi delle leggi per poter essere liberi.”

Di certo quest’affermazione riguarda l’ambito politico e giuridico, ma non solo. Come infatti l’aquilone si sentiva incatenato e oppresso da quel filo che gli impediva di essere libero e di volare senza controllo nel vento, così anche noi spesso ci sentiamo sottomessi a leggi che non condividiamo o che crediamo ledano la nostra libertà. Altresì è vero che appena l’aquilone si è staccato dal filo è stato guidato dall’impetuoso vento che non gli dava una certezza di direzione, e che ha rischiato di farlo annegare in una pozzanghera dopo averlo fatto sbattere contro rami e su qualsiasi cosa avesse incontrato nel suo volo.

Di conseguenza affermerei che è impossibile vivere la propria vita in piena libertà. Se non ci fossero leggi e regole per ordinare la nostra vita, è scontato, in una società dureremmo poco. Serve infatti una qualsivoglia “imposizione” per vivere felici e in armonia con gli atri: se ognuno di noi facesse quello che gli passa per la mente le medesime decisioni non sarebbero condivise da tutti. Malgrado Rousseau sperasse di un ritorno dell’uomo allo stato di natura dove non vigevano regole e in cui era completamente libero, oggi c’è comunque una parziale ricerca della libertà, perché come già detto, nella società odierna così complessa e articolata, una completa libertà è impensabile e irraggiungibile.

Un modo in cui la società cerca di censurare e impedire la libertà, soprattutto di pensiero, credo siano la censura e il politicamente corretto. Io, in prima persona, sento di soffrire di questa restrizione: penso infatti di essere una persona anche troppo sincera, e vista la mia scarsa empatia a volte mi spingo in frasi o affermazioni che possono ledere gli altri. Ma il problema penso che non sia essenzialmente quello di offendere gli altri, in quanto oserei dire, usando un’altra citazione questa volta del Direttore Feltri:  “la malizia è in chi ascolta.” Applicherei questa frase oggi nel mio piccolo con le persone con cui condivido le giornate, un domani con la società. Trovo infatti ridicolo che una persona non possa esprimere appieno il suo pensiero o ritrarre semplicemente la verità solo per timore delle reazioni altrui. L’importante è essere sinceri, e si sa che la verità spesso fa male, ma bisogna anche avere senso critico e accettare il dibattito e il pensiero altrui senza però necessariamente modificare le proprie tesi. Sarò forse accusato di bigottismo o maleducazione ma questo è il mio umile pensiero e ho la libertà di sostenerlo. Bisogna dare peso alle parole senza però fare la guerra al dizionario inventandosi termini strani solo per mascherare la verità. Anche le parole hanno il diritto di essere libere e di essere usate liberamente.  Concludendo vorrei dire che la libertà più importante che secondo me debba essere tutelata sia quella di pensiero e di parola. Quando la gente smetterà di pensare e di dire la sua … sarà il momento di non ritorno che segnerà che la dittatura è vicina.

MARCO CERIATI, 4BLSU

mercoledì 19 gennaio 2022

IL TRICOLORE DI MANUEL SACCOMAN

 


martedì 18 gennaio 2022

Recensione: Il mondo che vorrei... di Martina Signorile

      

“ Sii il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo”

Dopo tanto lavoro e tanti sacrifici finalmente potrete acquistare, leggere ed ammirare la nostra antologia. Potrete acquistarla su Ibis, nelle varie librerie oppure direttamente dal sito della casa editrice www.rossinieditore.com

L’anno scorso abbiamo iniziato questo percorso, proclamando un bando letterario, al quale potevano partecipare i ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori della provincia di Piacenza e Parma, tanti ragazzi hanno partecipato con poesie, testi brevi, disegni, fumetti, e tutti sono stati letti con piacere; solo oggi abbiamo portato a termine questo progetto con la soddisfazione più grande, quella di esser stati pubblicati da una casa editrice.

La nostra antologia racchiude alcuni testi e poesie dei ragazzi che hanno partecipato al concorso e una sezione fuori concorso dove si trovano i lavori dei ragazzi della redazione del mattei’s blog e altre opere come fumetti o disegni.

 

“Vorrei...

Sì, vorrei

Vorrei un mondo...

Sì, vorrei un altro mondo

che non sia questo mondo...

Diverso da questo mondo:

un mondo silenzioso

che mi faccia sentire

il cinguettio degli uccelli

da un albero frondoso” 

Adriana Fumi


La redazione del mattei’s blog ha voluto dare l’opportunità a tutti di potersi esprimere e di potersi cimentare in questa avventura, scrivere, perché non a tutti viene data l’occasione di poter scrivere qualcosa di proprio e di vero, spesso, a scuola siamo costretti a svolgere compiti o verifiche dove ci viene chiesto di scrivere ma siamo sempre vincolati dal giudizio dell'insegnante, con questo concorso nessuno è stato costretto a scrivere di un argomento in particolare e soprattutto nessuno giudicava il testo in questione. 

Visto il tanto successo che ha avuto il primo concorso letterario  la redazione del mattei’s blog ha voluto dare l’opportunità ad altri ragazzi di partecipare alla SECONDA edizione del nostro concorso letterario dal tema identità ed alterità, al quale potranno partecipare i ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori della provincia di Piacenza.

 Se non lo fate ancora seguiteci sul nostro Blog: https://istmattei.blogspot.com/

lunedì 17 gennaio 2022

IL MONDO CHE VORREI

 





ETERNALS


Bentornati cari lettori del Mattei’s Blog, lo so lo so in questo periodo sto recensendo solo film Marvel, ma dovete capirmi io non posso esimermi vista la mia passione per questi fumetti, ma vi prometto che tornerò a parlare anche di serie tv.

Ora vi lascio alla recensione, buona lettura!

Le conseguenze di Anvergers: Endgame hanno portato scompiglio sul pianeta Terra, dove i Devianti, creature mostruose e feroci, si sono risvegliati per perpetrare il loro scopo principale, uccidere gli esseri umani.

Di fronte a questa minaccia, gli Eterni, esseri divini che da secoli vivono sulla Terra, si riuniscono, per tentare di arginare la minaccia.

Lo scopo della presenza di queste divinità sul Pianeta Azzurro è proprio questo: creati dal Celestiale Arishem, gli Eterni sono stati mandati a difendere gli umani dai Devianti.

Dopo averli sconfitti, secoli fa, sono rimasti a vivere sulla Terra, mimetizzandosi tra gli uomini, pur mantenendo le loro caratteristiche divine, poteri, eterna giovinezza e tutto il resto.

Il ritorno dei Devianti li riporterà insieme, anche se presto capiranno che la minaccia che stano per affrontare è molto più grande, persino più grande di Thanos stesso, e che solo loro possono salvare il pianeta dalla distruzione.

Perfettamente inserito nell’ottica di racconto a episodi, caratteristico dei film Marvel, Eternals è anche uno dei pochi titoli della Casa delle Idee che potrebbe essere anche estrapolato dal contesto seriale.

Questo perché si fa forte di una componente cosmogonica che non solo ne detta il ritmo, ma lo rende anche quasi del tutto indipendente dalla trama della Infinity Saga.

Ci sono riferimenti a Thanos, a Thor o agli altri Vendicatori, ma non sono determinanti, e questo conferisce al film una indipendenza che fa bene, dopo tutte quelle storie intrecciate, che alla fine non regalavano la soddisfazione di aver assistito ad un film ma lasciavano soltanto il desiderio di sapere “cosa succede dopo”.

Eternals è la pellicola più particolare che Marvel abbia mai realizzato, sia visivamente che per contenuto. È epico, visivamente stupefacente ed emozionante.

Sono certa che non piacerà a tutti i fan storici dell’MCU, tanti potrebbero trovarsi disorientati di fronte all’opera della Zhao già dalle primissime immagini, ma altri potrebbero incontrare il loro nuovo film Marvel preferito.

Eternals per target si rivolge ad un pubblico più maturo rispetto ai soliti standard Disney, non è un film indirizzato solo ed esclusivamente ai bambini, anzi.

I più piccoli potrebbero non apprezzarlo essendo per lo più assente la classica comicità in salsa Marvel, mentre dominano temi importanti legati all’umanità in generale, non facilmente comprensibili per un pubblico di bambini.

Eternals è un ottimo punto d’ingresso per nuovi appassionati di cinecomic: il film non è strettamente connesso ai precedenti, poche sono le citazioni ai film pregressi e tutte vengono adeguatamente contestualizzate, Eternals è, quindi, perfettamente fruibile anche da chi non ha mai visto una pellicola Marvel.

Eternals commuove ed intrattiene al tempo stesso. I temi principali sono importanti e delicati, trattati a dovere e mai banalizzati. Spiccano, in particolare, l’amore per l’umanità in generale, la fede nel proprio credo e nella propria famiglia, l’autodeterminazione e la conoscenza di se stessi.

Costruire la propria strada e creare un futuro come singolo individuo, seguendo le proprie personali vocazioni e aspirazioni senza essere condizionati dalla famiglia è un altro aspetto molto importante della pellicola.

La famiglia è composta da tanti singoli ed ognuno deve trovare il vero se stesso per poter rendere al meglio all’interno del gruppo.

Eternals è un'appassionata lettera d'amore al nostro pianeta, anche grazie alle suggestive immagini girate dal vivo.

Il film lascia poi un messaggio di speranza e insieme apre un nuovo filone nell'Universo Marvel.

Non è perfetto ma nel complesso il lungometraggio di Chloé Zhao è convincente sia per il messaggio, sia per la regia, sia per un cast corale che si mostra all'altezza delle aspettative. Ed è un buon inizio per creare un Cinema sempre più inclusivo che esce finalmente dal modello del patriarcato e da una visione antropocentrica del nostro pianeta.

Il mio voto è 8 su 10

Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il trailer