Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

giovedì 14 ottobre 2021

il Policlinico disegno di Manuel


 

Stagista inaspettato


Inutile dirlo, le commedie più viste ed apprezzate dal pubblico sono quelle caratterizzate dal lieto fine o quanto meno da un andamento e da una conclusione rasserenanti. Degno esempio appartenente a questo filone è sicuramente la nuova pellicola della regista Nancy Meyers, Lo stagista inaspettato, che vanta la presenza di due degli attori più famosi (e bravi) del panorama cinematografico: Robert De Niro e Anne Hathaway. 

La storia del film è incentrata sull’attivo e dinamico pensionato settantenne Ben, il quale, rimasto vedovo, non ne vuole sapere di restare chiuso in casa a dormire o a poltrire davanti alla tv. Egli cerca in tutti i modi di occupare il suo tempo libero, ma nulla sembra funzionare. L’occasione per scacciare la solitudine e la noia dalla sua vita arriva da un singolare annuncio di lavoro per stagisti senior promulgato dall’agenzia di moda in fase di start-up “About The Fit”, la cui fondatrice è la bella e giovane Jules. Provate ad indovinare a chi è stato assegnato il ruolo di assistente di Jules? Ovviamente al nostro caro Ben. La ragazza inizialmente è molto diffidente nei confronti dell’arzillo anzianotto, ma col passare del tempo e nonostante la notevole differenza d’età (40 anni di distanza) i due riusciranno a costruire una relazione pura e sincera, un rapporto basato sull’ammirazione e sul rispetto reciproco, che aiuterà entrambi sia a livello professionale sia a livello privato. Jules a causa del suo carattere da comandante, la sua vita sentimentale è vuota e piatta, ma l’incontro con Ben (Robert De Niro, ormai perfettamente a suo agio nelle classiche commedie americane) porterà una ventata di freschezza e di brio. 

L’alchimia fra i due attori è talmente evidente e tangibile che la vicenda assume una connotazione fortemente spontanea e naturale.  Uno stratagemma, questo, che consente allo spettatore di immedesimarsi completamente nei due protagonisti. C’è un continuo richiamo al passato, con Ben che arriva a lavoro con la sua valigetta considerata dai colleghi più giovani “vintage”, con le sue penne, il blocco per gli appunti, la sveglia analogica e i completi eleganti e poi ci sono gli uomini di oggi, con gli smartphone costantemente connessi, i tablet, le t-shirt e le felpe da eterni Peter Pan che sembrano così non voler crescere mai. Spesso dal confronto esce vincente Ben, che con la sua esperienza, saggezza e simpatia riesce a cavarsela in tutte le situazioni (come nella scena divertente e al “cardiopalma” in cui deve salvare Jules da un’e-mail inviata alla persona sbagliata), oltre che a conquistare un’affascinante massaggiatrice. Anche se apparentemente sembra una semplice commedia, il film tratta un argomento caro al tema del lavoro. Il gap generazionale, il rapporto tra carriera e famiglia, e la considerazione di ciò che vuol dire avere un’età e sentirsene un’altra. Inoltre il tema dell’utilità e l’esperienza degli anziani, che spesso in ambito lavorativo dopo una certa età vengono considerati pressoché inutili. 



Come sempre cari lettori del mattei’s blog vi lascio il trailer

Lo stagista Inaspettato Trailer Ufficiale Italiano (2015) - Robert De Niro HD

Il mio voto è 7 su 10

Katia Binelli 4 A LSU

 

 

martedì 5 ottobre 2021

Il Profumo del pane alla lavanda di Sarah Addison Allen


Come può un giardino rivelare qualcosa? Di fronte ad una frase così enigmatica e complessa penso sia normale porsi delle domande, soprattutto se questa si trova nelle prime pagine di un libro appena acquistato. Così continuo a leggere, incuriosita da questa famiglia così misteriosa e da quel melo che, dominando il giardino di casa Waverley, dona i suoi frutti dagli strani poteri.  Senza volerlo mi ritrovo immersa nei profumi di quella casa, come se ci abitassi da sempre, spettatrice imparziale di una tradizione culinaria e di vicissitudini familiari condite con un pizzico di mistero.

 “Generazioni di Waverley avevano coltivato il giardino. In quella terra c’era la loro storia ed il loro futuro. Ma qualcosa stava per accadere, qualcosa che il giardino non era ancora pronto a rivelare.”

 Regina di quei travolgenti profumi ed affascinati colori, eccellentemente mixati in cucina, era Claire unica custode di quel patrimonio nella cittadina di Bascom. Oltre che essere buoni i suoi piatti avevano qualcosa di incantato: i fiori usati nelle pietanze suscitavano sentimenti e ricordi.  Quelle erano le ricette che sua nonna le insegnò quando Claire e sua sorella Sidney avevano messo piede in quella casa; aveva deciso che sarebbe rimasta nella casa della nonna: lì era a casa, lì era una Waverly! Basò la sua vita sulle ricette e sui fiori del suo giardino, chiudendo se stessa ed il suo cuore in quella cucina, unico luogo dove si sentiva davvero sicura, libera di creare e senza paura che qualcuno possa ancora deluderla ed abbandonarla come 10 anni prima, senza un chiaro motivo, fece sua sorella.

 ‘Zia Claire, perché l’albero continua a lanciarmi addosso le mele?’

‘Vuole che ne mangi una’

‘Perché continui a sotterrarle?’

‘Perché nessuno possa mangiarle’

‘Perché non vuoi che le mangino?’

‘Perché se mangi una mela di quell’albero, vedrai quale sarà l’evento più importante della tua vita’

Il giardino ,forse il vero protagonista di questo incantevole romanzo, è  fino alla fine custode di un grande segreto e degno padrone di casa; ci accompagna alla scoperta di quei magici fiori che, se mangiati, suscitano emozioni e ricordi  e ci presenta tutti i protagonisti di questa calda, romantica e profumatissima storia avente alla base il continuo contrasto tra razionalità-desiderio, destino-progetti e  fuga-ritorno verso quella casa e  quel melo rivelatore del destino  di chi chiunque assaggi un suo frutto.

Un melo che rivela il tuo destino, impossibile resistere… Voi avreste mai assaggiato un suo frutto?

  MARTINA SIGNORILE

Salviamo l'ambiente, disegno di Manuel

 


lunedì 27 settembre 2021

l'Amicizia, disegno di Manuel




 

mercoledì 22 settembre 2021

Bridgerton


Cari lettori del Mattei’s BLog oggi parliamo di Bridgerton, il personaggio chiave della prima stagione è Lady Daphne Bridgerton (Phoebe Dynevor), giovane donna dell’alta borghesia che alla prima puntata ha appena fatto il suo debutto in società. In pratica questo significa che la donzella adesso è sul mercato e passerà da una festa mondana all’altra per trovare marito. A rendere le cose difficili per lei e le altre debuttanti sarà però la presenza in città di una figura misteriosa e anticonvenzionale: Lady Whistledown ovvero Gossip Girl di altri tempi, la cui identità è sconosciuta, che fa distribuire di volta in volta il suo giornale in cui svela segreti e scandali dell’alta società.

Per Daphne è fondamentale trovare marito, così come per tutte le altre ragazze, in quanto all’epoca questa era l’unica e massima aspirazione che una donna potesse permettersi per avere un futuro sicuro, ma Lady Whistledown mette a tutti i bastoni tra le ruote, scoprendo i segreti che possono compromettere per sempre l’onore e la purezza di queste giovani fanciulle.

Daphne incontrerà il duca di Hastings, Simon (interpretato da Regé-Jean Page, figone spaziale), e quella che sembrerà all’inizio una semplice conoscenza, poi un’amicizia, diventerà una passione sfrenata, bloccata però dal misterioso atteggiamento del duca.

Alla storia di Daphne, si aggiungono anche quella di tutti i membri della sua famiglia, i Bridgerton, e di un’altra famiglia al centro della scena, i Featherington.

Bridgerton è, in definitiva, un'ottima serie in costume, una commedia romantica deliziosa, una preziosa apologia sull'amore, sul sesso e sui rapporti coniugali nella rigida Inghilterra nobiliare di inizio Ottocento.

Non lasciatevi ingannare dalla patina sentimentale e a tratti patetica, dei primi episodi: Bridgerton si rivelerà un dramma in costume piuttosto sorprendente soprattutto nella sua seconda parte, dove le contraddizioni di una società basata sull'apparenza e i tormenti dei suoi numerosi protagonisti esploderanno con forza. Sarà allora, dopo avervi intrattenuto e divertito in modo piuttosto frivolo, che la nuova serie originale Netflix saprà raccontarvi storie appassionati e, in alcuni momenti, persino toccanti.

Il mio voto è 9 su 10

Come sempre vi lascio il trailer: Bridgerton | Trailer ufficiale | Netflix

venerdì 27 agosto 2021

“Lei vuole chiarire, lui spara!”


“Lei vuole chiarire, lui spara” con questo titolo, da giorni in questa fine estate si aprono le testate e le edizioni dei telegiornali pronte a raccontare l’ennesima storia di una vita interrotta da un amore folle e violento, un amore che non sa accettare un no!

Questa è la storia di Vanessa Zappallà, uccisa nella notte del 23 agosto da 7 colpi di pistola provenienti dalla macchina su cui si trova Antonino Sciuto suo ex compagno. Sono le 3 di notte e Vanessa sta camminando tranquillamente con gli amici quando sopraggiunge l’auto di Antonino a cui lei si avvicina per dargli un’altra occasione e lui nonostante tutto, nonostante le denunce, il carcere e i domiciliari, durati solo 2 forse 3 giorni, non ferma la sua follia e mette in atto ciò che prometteva da tempo: “Ti ucciderò con dei colpi di pistola!” Le avevano detto di stare attenta, ma lei mi tranquillizzava dicendo che la sua era solo gelosia!”, così scrive un’amica in uno sfogo su Facebook, raccontando poi anche che, nonostante l’ultimo provvedimento messo in atto su Antonino (trovato poi impiccato la mattina di lunedì), ovvero un’ordinanza restrittiva di 200 metri, il dramma si è concluso quasi fosse una cronaca di una morte annunciata.

Ho letto molto su questa storia, ma quello che mi ha colpito di più sono i numerosi commenti dove viene ribadita l’idea che in casi come questo i provvedimenti da mettere in atto dovrebbero essere più severi.  

Perché non intervenendo mai? O se lo fanno è solo in modo superficiale e a pagare sono sempre e solo donne come Vanessa, anime pure strappate alla vita troppo presto.

Il possesso non è mai amore è solo puro egoismo!

Cattani Martina, 5^A L.S.U

mercoledì 18 agosto 2021

Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia

Ci troviamo a Palermo nel 1993; la scuola chiude i battenti per dare il benvenuto all’estate e i giovani sono pronti a lasciare la loro città per partire, tra di loro c’è anche Federico che non vede l’ora di partire per l’Inghilterra al fine di vedere nuovi posti e studiare una nuova lingua, ma c’è qualcosa, o piuttosto, qualcuno, che gli fa cambiare idea. Sto parlando di Padre Pino Puglisi, un insegnante di religione, che ama il suo lavoro, ama la sua fede ma soprattutto, ama i suoi studenti; il suo obiettivo è quello di aiutare i bambini di Brancaccio, un quartiere malfamato ed abbandonato a se stesso, e Federico gli darà una mano. Affrontando questa nuova avventura, Federico, scoprirà la vita e la sofferenza di bambini senza speranza, che non vedono altra via se non quella tracciata per loro dalla mafia; ma Padre Pino Puglisi cercherà di salvare quei bambini, quelle giovani vite, togliendoli dalla strada della criminalità, purtroppo però capirà troppo tardi che l’unico modo per salvare quei bambini è sottrarli da quel quartiere malfamato. Infatti la mafia, che non lascia scampo a nessuno, reagirà colpendo per prima, dritta al cuore di Padre Puglisi e dei suoi studenti.

Il 15 settembre del 1993, quindi 28 anni fa, veniva ucciso Padre Pino Puglisi, uomo onesto e coraggioso che ha sottratto tantissimi giovani alla malavita e che ha seminato bellezza e speranza nel quartiere di Brancaccio, zona periferica di Palermo allora abbandonata da tutte le istituzioni.

Non conoscendo bene la storia di 3P ho apprezzato molto il modo delicato e discreto di raccontare ancora una volta un omicidio per mano della Mafia, inoltre mi sono interessata al personaggio e voglio approfondirlo meglio, magari leggendo altri titoli che parlano dello stesso personaggio.

“Ciascuno di noi è custode di chi ha accanto: per parentela, per amicizia, per lavoro, per vicinato. Ciascuno di noi è affidato ad altri e altri sono affidati a noi, perché Dio muove tutto per spingerci ad amare di più ed essere amati di più.”

Ho letto molto poco di Alessandro D’Avenia e per ora ho apprezzato molto i suoi libri, per il loro contenuto e per il modo in cui l’autore scrive; ma quello che non apprezzo dei suoi libri è lo stile non continuo della storia, ci sono continui salti temporali e cambi di personaggi che raccontano la storia e non viene mai detto quando accade, quindi il lettore deve stare molto attento alla storia perché da un momento all’altro tutto può cambiare. Proprio per questo motivo la storia è per adulti e non per i giovanissimi, cosa che mi fa piangere il cuore perché è un libro che dovrebbero leggere tutti. 


Nonostante questo, il libro è un piccolo gioiello, che tutti dovrebbero leggere perché ha la capacità di insegnare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, che non sempre la vita è facile e giusta, ma piuttosto difficile ed ingiusta, che c’è sempre qualcuno che cercherà di farti del male e di abbatterti ma tu devi avere la forza di tirati su, e mi ha anche insegnato una lezione importante che i bambini sono fragili ma allo stesso tempo forti.

E voi avete letto #ciòcheinfernononè ? Quali altri libri di questo autore avete letto?

MARTINA SIGNORILE

mercoledì 4 agosto 2021

I MISTERI DEGLI INQUILINI DEL VICOLO B

 

“ -Secondo me ci crede davvero alle dicerie sulla ghiandola pineale, immortalità e terzo occhio. Fesserie! Mettere una sarda nella nebbiosa e umida Pianura Padana è come chiedere ad un pesce di vivere fuori dal mare, non resisterà a lungo-”

Il cadavere di Antonio Bellenghi viene ritrovato dentro l’oblò di una lavanderia a gettoni, squartato e privo della sua ghiandola pineale. Si avete capito bene ‘privo della sua ghiandola pineale’ se avete studiato filosofia vi verrà in mente un unico e solo filosofo: Cartesio; come avrete già capito questo mistero si intreccia alla filosofia.

Ci troviamo a Fiordinebbia, una piccola città tra Piacenza e Parma, dove l’Ispettore Chiappetta e il medico legale Astarte Pintus dovranno indagare su una serie di omicidi stravaganti; dove l’unica cosa che accomuna i cadaveri è l’assenza della loro ghiandola pineale. 


 “ -I cadaveri non parlano- penserete.

Non avete idea di quanto siete in errore”

La storia è intrigante ed originale, il fatto di aver aggiunto al mistero un pizzico di filosofia mi ha molto colpita oltre che incuriosita, non avevo mai letto di nulla del genere, infatti mi sono catapultata nella lettura senza sosta; ma non credo che questo sia merito solo dell’idea ma anche della scrittrice che con la sua ironia ha reso la storia molto scorrevole, come ad esempio con i dialoghi tra i due protagonisti.  Fino ad ora vi ho parlato di Cartesio ma forse non conoscete la sua teoria sulla ghiandola pineale, tranquilli ve la racconto subito: la ghiandola pineale è una ghiandola che si trova all’interno del cervello e Cartesio che approfondisce lo studio dell’anima e del corpo umano sostiene che la ghiandola pineale sia la sede principale dell’anima. Dal momento che il nostro assassino toglie ai cadaveri la ghiandola pineale vuol dire che li priva della loro anima oltre che della loro vita.

“Desideravo tanto volare… lo desidero ancora. Immagino di essere una rondine, libero di distendere le ali per viaggiare in tutti i cieli del mondo. Sarebbe stato bello barattare la mia esistenza di crogiolo pensante con la libertà di una rondine migratoria. Peccato, che si nasca senz’ali”


Questo libro mi ha trasportato in un mondo dove la filosofia e la realtà non sono scollegate ma unite, spesso sosteniamo che studiare filosofia a scuola sia totalmente inutile e che non ci serva minimamente nella vita quotidiana, ma è proprio il principio che è sbagliato perché quotidianamente noi facciamo filosofia.

Leggendo questo libro mi sono appassionata sempre di più alla materia e vorrei leggere altri libri che contengono un po’ di filosofia al loro interno, sapete consigliarmene qualcuno? 

 

MARTINA SIGNORILE