Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

mercoledì 14 ottobre 2020

LA RICERCA DEL PRINCIPIO PARTE DAL PRINCIPIO

 Da anni i bambini riempiono i propri genitori di domande. Domande sulla vita, sul mondo, domande che non sempre hanno una risposta.

 “Perchè esiste la vita? Perchè esiste la morte? ...”

Tu gli dai delle risposte anche se non sempre le sai realmente, perchè non ci pensi, non ti interessa, oppure  prometti che gliele dirai un’altra volta, più tardi, quando saranno abbastanza grandi.

Non sempre riflettiamo sul reale significato delle cose, non ci poniamo domande come: Perché noi esistiamo? Qual’è il nostro scopo nella vita?

Viviamo in un mondo in cui il lavoro e i beni materiali sono diventati il centro della nostra essenza, sin da bambini siamo stati abituati a non porci domande o a non indagare sul senso delle cose perchè non otterremo risposta, perchè si tende a pensare che il mondo della filosofia, il quale va alla ricerca del significato della realtà che ci circonda, sia ormai finito eppure la filosofia continua ininterrottamente ad influenzare le vite di ognuno di noi. Oggi si ha una concezione del tutto erronea  della filosofia, si tende a pensare che sia una materia inutile, che non dia possibilità alcuna in ambito lavorativo e che sia addirittura inferiore a tutte le materie scientifiche, pregiudizi e opinioni che nascono dalla domanda: “Ma a cosa serve la filosofia?”

 

“La filosofia non serve a nulla, dirai; ma proprio perché essa è priva di legame di servitù è il sapere più nobile”

 


Questo è ciò che scrisse Aristotele nella Metafisica, una delle opere più importanti dell’autore greco e della filosofia intera, tuttavia per comprendere al meglio le caratteristiche fondamentali di questa “nobiltà” che solo il vero filosofeggiare conferisce, è necessario conoscere la storia della filosofia nella sua completezza e sapere il ruolo che ha avuto per l’umanità. Perchè sì, la filosofia nacque in Grecia nel VI secolo a.C, qui rappresentava una scienza primaria legata alla ricerca libera e indipendente del principio delle cose ma non solo, la filosofia è molto altro, è ricerca, sapienza, riflessione e soprattutto è un modo attraverso cui avvengono scambi di opinioni e pensieri, è proprio questo che fanno i filosofi e per capire meglio come si sviluppò nel corso degli anni questa materia è bene scoprire i pensieri e le domande che i primi filosofi si sono posti. Andiamo dunque a leggere un'interessante intervista a riguardo.

 

FILO- blog

INTERVISTA ESCLUSIVA AI FILOSOFI PIÙ’ DISCUSSI DEGLI ULTIMI ANNI!

Cari lettori, dopo una lunga attesa e un gran numero di richieste, oggi intervisteremo i tre filosofi più in vista degli ultimi anni: Talete, Anassimandro e Anassimene! Dicono di voler risolvere le cose una volta per tutte, sarà vero? Riusciranno a scoprire il vero arché? Lo scopriremo subito, eccoli che arrivano, pronti ad iniziare questa accesa disputa!

‘E con immenso piacere che sono qui oggi a presentare Talete, Anassimandro e Anassimene,  tutti e tre provenienti da Mileto, giusto?

 

TALETE : Sì, io e i miei due discepoli siamo di Mileto, sulle coste dell'Asia Minore.

 

ANASSIMANDRO : Una delle colonie greche più ricche aggiungerei…

Dovete sapere cari lettori che, l’origine delle iniziali dispute tra questi filosofi presocratici è….

ANASSIMENE : No, no, no assolutamente no! Oddio essere definito un presocratico, peggio ancora è essere definito presofista! Che differenza c’è tra i nostri pensieri e quelli di Socrate? Ve lo dico io, nessuna! Cambia solo l’epoca in cui visse, i concetti rimangono gli stessi, è una vostra classificazione dire che noi abbiamo parlato solo del problema della natura e della realtà, anche noi a modo nostro abbiamo parlato dell’essere umano come lui!

 

ANASSIMANDRO : Anassimene non essere così ipocrita! Siamo presocratici e lo confermano tutti i libri di filosofia…

TALETE : Possiamo non soffermarci su queste piccolezze? Vorrei finire quest’intervista in fretta, oggi c’è un cielo stupendo che non vedo l’ora di ammirare.

ANASSIMENE : Sì, sì bello il cielo ma mai quanto la tua caduta all’interno di un pozzo come l’ultima volta...

TALETE : Prendetemi pure in giro, immaginatemi distratto ma vi ricordo che sono stato IO a fondare la scuola ionica di Mileto!!

ANASSIMENE : E questo lo sappiamo bene dato che non fai altro che ricordarcelo ogni qualvolta ci incontriamo…

Calma, Signori, calmi vi prego. Spieghiamo ai nostri lettori il principio di tutto il vostro astio… dovete sapere, caro pubblico, che nel VI secolo a.C quando nacque la filosofia, i Maestri qui presenti condividevano numerosi pensieri, vi era infatti il “Monismo” secondo cui dietro il divenire del mondo vi era un unico principio, ritenevano inoltre che la materia primordiale fosse fornita di una forza intrinseca, che la faceva muovere, questo era ciò che sosteneva “l’Ilozoismo”, ed infine condividevano il concetto di “Panteismo” che andava a identificare il principio eterno del mondo con la divinità… Vi chiederete ora su cosa avevano idee contrastanti, ebbene tutto iniziò quando sorsero queste prime domande: “Cos’è l’arché? Cos’è il principio di tutte le cose?”

TALETE : Ve lo dico io!!! ‘E l’acqua, non si discute!

(disse Talete interrompendo la presentatrice…)

ANASSIMANDRO : Falso, sei un falso! Non è vero, non credetegli, il principio di tutte le cose è l'apeiron!

ANASSIMENE : Ma che assurdità sono queste? Pensavo che ormai avessimo concordato che l’archè fosse l’aria.

 

Un momento, Signori, parliamo uno alla volta, diamo la possibilità ai nostri lettori di comprendere ognuna delle vostre teorie… Talete, spiegami cosa intendi quando dici che secondo te l’archè è l’acqua.

 

TALETE : Per me l’archè è l’acqua, intesa come “sostanza”  ovvero come ciò che “sta sotto la Terra”, sostenendola. L’acqua è il principio della vita e del mondo,  come ho già detto in precedenza: “L'acqua è la sostanza da cui traggono origine tutte le cose; la sua scorrevolezza spiega anche i mutamenti delle cose stesse. Questa concezione deriva dalla constatazione che animali e piante si nutrono di umidità, che gli alimenti sono ricchi di succhi e che gli esseri viventi si disseccano dopo la morte.”

Teoria molto interessante, Anassimandro lei cosa ne pensa?

ANASSIMANDRO : Purtroppo io ho una concezione del tutto differente rispetto ai pensieri di Talete, io penso che il principio di ogni cosa sia l’apeiron, per me è l’infinito, l’indeterminato, una sorta di materia primordiale in cui tutti gli elementi sono indistinti e da cui si differenziano in un processo di separazione dei contrari. Questa separazione secondo me genera infiniti mondi che si succedono l’uno all’altro secondo un ciclo eterno.

Un pensiero davvero molto profondo, non è vero cari lettori? E voi cosa ne pensate? Chi tra Talete e Anassimandro fino ad ora sembra avervi convinto maggiormente?

TALETE : Riflettete bene perchè: “Molte parole non sono mai indizio di molta sapienza.”

Se non sbaglio siete entrambi astronomi, giusto?

ANASSIMANDRO : Si, corretto.

TALETE : E non solo! Io sono anche un politico, …

ANASSIMANDRO :  Anche io!

TALETE : Sì, e le tue competenze finiscono lì! Io sono inoltre un matematico e un fisico, oltre che un filosofo ovviamente. Nella mia vita ho predetto l’eclissi solare del 28 maggio 585 a.C. , ho formulato numerosi teoremi di geometria e scoperto le proprietà del magnete.... tu che cos’hai inventato?

Si rilassi signor Talete, non volevo sapere le cariche ricoperte da ognuno di voi, anche perchè non ce ne sarebbe bisogno dal momento in cui siete tutti uomini estremamente intelligenti, entrambi avete infatti anticipato scoperte scientifiche oggi assodate. Lei, Anassimandro, ammette l’infinità dei mondi nell'Universo e sostiene che la Terra sia un cilindro che si libra nel mezzo del mondo. Entrambi avete inoltre compreso l'origine delle eclissi e avete posto come centro dei vostri studi Dio e non la “ricerca per la ricerca”. Avete dunque una visione, diciamo, sacra della ricerca, corretto?

TALETE : Certo, è così. Io penso che tutte le affermazioni sono basate sul logos, cioè sul ragionamento che porta alle verità celesti e dunque a Dio.

Passiamo ora a parlare di Anassimene  e della sua teoria, secondo lei cos’è l’arché ?

ANASSIMENE : Per me l’arché è l’aria, intesa come forza infinita e in perenne movimento che anima il mondo e che determina la trasformazione di tutte le cose attraverso il doppio processo della rarefazione e della condensazione. Credo che «Come l'anima nostra, che è aria, ci sostiene, così il soffio e l'aria circondano il mondo intero.» ... L'aria diviene perciò un soffio vitale, principio vivificatore da cui originano tutte le cose.

Che profondità! Un concetto davvero molto interessante! Tuttavia, ci può spiegare meglio cosa intende con i termini: rarefazione e condensazione?

ANASSIMENE : Certo, rarefacendosi l’aria diventa fuoco mentre invece condensandosi diventa vento,  nuvola, acqua, terra e quindi pietra. Anche il caldo e il freddo sono dovuti allo stesso processo: la condensazione produce freddo, la rarefazione il caldo.  Come Anassimandro anche io credo nel nascere e nel divenire ciclico del mondo, nel suo dissolversi periodico nel principio originario e il suo periodico rigenerarsi da esso.

Anassimene, lei è il più giovane tra i filosofi presenti qui oggi, crede che la sua giovane età l’abbia aiutato nel suo lavoro?

ANASSIMENE : Si, è vero sono il più giovane di loro, tuttavia credo che ciò sia irrilevante,avrei filosofeggiato come ho fatto anche senza le loro teorie a me antecedenti e che molti sostengono  mi abbiano guidato in questo mio percorso. Perchè le persone pensano ciò? Perchè credono che sia addirittura un discepolo di Anassimandro? Forse perchè ho riconosciuto il suo principio di infinità e movimento  incessante? Ho fatto anche io teorie e scoperte molto importanti.

Di recente il suo pensiero è stato difeso da Diogene di Apollonia, come si sente a riguardo ?

ANASSIMENE : Sono molto fiero di me stesso, ho conosciuto Diogene poco tempo fa e prima di allora avevo solo sentito parlare di lui, da quanto si diceva per le strade di Mileto non era molto intelligente, tuttavia un giorno camminando per le strade della mia città incontrai per caso proprio Diogene,  decisi così di andargli a parlare e filosofeggiando del più e del meno mi disse che anche lui vedeva l’aria come il principio dell’intelligenza e, caro il mio pubblico non potete capire l’emozione che provai in quel momento, mi divenne subito più simpatico e scoprii che non era poi così stupido…

TALETE : Chissà perchè!

Suvvia Maestro non sia così crudele. Ora che i nostri lettori vi hanno conosciuto, almeno per un pò, vorrei discutere con voi su una nuova corrente filosofica, se non avete meglio da fare…

(Disse la presentatrice  guardando Talete)

TALETE : Credo che per questa volta il mio cielo possa attendere, avrò altre occasioni per ammirarlo, sperando di non rifinire in un pozzo come l’ultima volta…

ANASSIMENE : Ringrazia la serva che ti ha registrato e ha postato il video su FILO-net !

ANASSIMANDRO : Ho sentito dire che quel video ha raggiunto 1 milione di like!

TALETE : 1 milione e 567 per l’esattezza… ma chi li conta?!

Ringrazio Talete per questo suo sacrificio ma tor n - n -

TALETE : Nessun problema, mi accontenterò di un aumento per aver partecipato più a lungo all’intervista.

(Disse Talete interrompendo nuovamente la presentatrice)

Stavo dicendo, avete sentito parlare dei pitagorici?

ANASSIMANDRO : Vorrei poter dire di no!

ANASSIMENE : Pita-che?

Pitagorici, sono i filosofi appartenenti alla scuola fondata da Pitagora a Crotone e dovete sapere che la ricerca dell'archè impegna anche loro! Tuttavia la loro idea di arché è completamente diversa dalla vostra poiché si fonda sul numero.

 

TALETE : Che assurdità!

ANASSIMENE : Neanche i pensieri di Talete sono così idioti!

TALETE :  Molte grazie…

ANASSIMANDRO : Silenzio un attimo, vorrei capire… Sulla base di cosa credono ciò?

Loro pensano che ogni cosa è misurabile e che il cosmo rivela un ordine matematico. Secondo loro tutti gli aspetti della realtà possono essere ricondotti a numeri o rapporti numerici, che cosa ne pensate ?

TALETE : Penso che tutto ciò sia folle! Non possono davvero ritenere che siano i numeri il fondamento di tutto! Certo, i numeri sono importanti ma non sono l‘arché! Credo inoltre che a differenza di Pitagora, io, Anassimandro e Anassimene abbiamo filosofeggiato su qualcosa di concreto,  non saremo  ricordati per qualche piccolo studio su eclissi, triangoli o fenomeni atmosferici come Pitagora. Noi ci siamo concentrati sulla figura dell’educatore, abbiamo capito quanto sia importante conoscere sé stessi, guidarsi, approfondire il proprio pensiero, il proprio io interiore e saper controllare i propri istinti prima di pretendere di governare altri, venerare Dio che, con immenso amore, ci dona ogni istante l'opportunità di vivere.

Pensiero davvero molto filosofico, Talete, tuttavia a  mio malgrado siamo giunti alla fine di quest’intervista, un’intervista piena di alti e bassi ma estremamente profonda e piena di significato, non è vero cari lettori? Fateci sapere cosa ne pensate e ovviamente se rivolete di nuovo un'intervista con Talete, Anassimandro e Anassimene venuti qui oggi direttamente da Mileto. Signori, vi saluto e ringrazio voi, il mio pubblico, ovviamente, per aver speso un po del vostro tempo a leggere quest’intervista, ci vediamo alla prossima puntata!.

 Ma quindi l‘arché che cos’è? ‘E l’acqua come sostiene Talete? ‘E  l’apeiron? Oppure è l’aria di Anassimene?

L’archè, il principio di tutte le cose,  in realtà non coincide con nessuna di queste teorie, non abbiamo la certezza che solo uno di questi elementi abbia dato origine a tutta la realtà esistente,possono essere tutti come nessuno, questo non lo sappiamo, ciò che invece possiamo fare è studiare la filosofia di questi autori, esprimere le nostre idee in merito a ciò e apprendere tutti gli insegnamenti che questi maestri hanno voluto trasmetterci. Personalmente trovo che il pensiero che più si avvicina al mio coincida  con quello di Talete, ovvero che l’acqua sia il principio di tutto, tuttavia credo che nulla esisterebbe senza l’aggiunta degli elementi dell’aria, del fuoco e della terra, sostengo dunque che i quattro elementi siano il fondamento della realtà esistente oggi.

“Non ci sono principi; ci sono solo eventi. Non c'è bene né male, ma solo circostanze.” Honoré de Balzac

 

Di Ziliani Camilla, 3ALSU

domenica 4 ottobre 2020

Gli Dei e la Filosofia: la forza del pensiero


Hermes: “Zeus!!! Zeus!!!”

Zeus: “Hermes ancora tu? Non è possibile, cosa vuoi? Io ti avverto: se tu mi hai svegliato per niente ne pagherai le conseguenze. Dio avvisato, mezzo salvato….”

Hermes: “Zeus, questa è una cosa davvero grave… si tratta degli uomini: sono impazziti. Devi convocare un’assemblea straordinaria con tutti gli Dei per decidere il da farsi. Zeus, ti prego, fai in fretta.”

Zeus esasperato per il comportamento di Hermes decise, borbottando tra sé e sé e lanciando qualche fulmine, di convocare questa riunione. In men che non si dica, tutti gli Dei si erano riuniti. Hermes prese subito la parola e iniziò a spiegare loro cosa fosse successo.

Hermes: “Il problema sono gli umani”

Ares: “Come al solito, sono sempre loro che creano dei problemi. Io risolverei tutto con una semplice guerra”.

Hermes: “Ma no, tu non capisci. Questa faccenda non si può risolvere con una semplice guerra”.

Artemide: “Vai dritto al punto, che non abbiamo tempo da perdere”.

Hermes: “Alcuni umani hanno iniziato a pensare, hanno iniziato a porsi delle domande e a darsi delle risposte, senza il nostro supremo permesso”.

Zeus: “Come hanno osato quei piccoli…”

Artemide: “Zeus!!! Hermes continua”

Hermes: “Un episodio era già successo, ma adesso sta diventando incontrollabile. Ci sono questi quattro uomini che vanno in giro, creando un seguito, si fanno chiamare filosofi”.

Ares: “Filoche?”

Atena: “Ares ti sembra questo l’importante del discorso. Potete lasciarlo finire questo povero Dio”

Hermes: “Purtroppo Atena, io non so più niente. So solo che è una situazione grave. Noi non abbiamo più il pieno controllo su di loro. E se un giorno non dovessero credere più in noi?”

Ebe: “Semplice, diciamo loro che esistiamo e che noi siamo la risposta a tutte le loro domande”.

Dopo questa semplice, ma efficace affermazione tutti gli Dei iniziarono a dire la loro opinione, solo che come al loro solito non riuscirono a mettersi d’accordo, fino a che al Dio della sapienza non venne in mente un’idea fantastica.

Meti: “Potremmo cercare di capire, portando un umano qui, cosa fanno e dicono questi quattro filosofi”.

Ares: “Ah, ma erano filosofi. Meti, cosa vuol dire filosofo?

Meti: “Ares, taci. Comunque non lo so, chiederemo all’umano. Stavo dicendo, prima che mi si interrompesse, che potremmo anche influenzarlo così che, quando tornerà sulla terra, tutti crederanno a lui, quindi anche a noi”.

Hermes: “È l’idea più brillante che ci sia venuta in mente. Che umano chiamiamo?”

Meti: “Lo sceglierei un maschio, sapete com’è, le femmine fanno confusione.”

Atena: “Hermes chiama una femmina.”

Zues: “Decido io! Prendi un umano che sia facilmente manipolabile. Va veloce e non tornare qui, senza uno di loro”.

Hermes, dopo aver ascoltato l’ordine di Zeus, si mise in viaggio per scendere dal monte Olimpo e iniziare la sua ricerca. Inizialmente pensò di rapire un filosofo, ma poi si rese conto che loro erano troppo difficili da influenzare. Cercò un umano apparentemente debole, piccolo e fragile. Dopo ore e ore di ricerca notò una ragazza sola che osservava le nuvole.

Hermes, stanco di cercare, decise di prendere lei e di portarla al cospetto degli Dei.

Mentre la portava sull’Olimpo, le spiegò quello che stava succedendo e soprattutto chi era lui. La ragazza inizialmente perplessa e spaesata, appena arrivata iniziò a capire tutta la situazione. Inizialmente gli Dei cercarono di essere gentili e di non sommergerla di domande, ma, poco dopo, Ares, iniziò con le sue domande senza neanche chiederle il nome.

Ares: “Cosa sta succedendo sulla terra? Chi sono i filosofi? Perché hanno iniziato a pensare? Cosa vuol dire filosofia”.

Artemide: “Scusalo cara, non è molto intelligente. Lui non pensa mai, è molto impulsivo e crede di avere ragione su tutto. Come ti chiami?”.

Ragazza: “Mi chiamo Camilla.”

Zeus: “Sì sì va bene. Ci puoi spiegare cosa sta succedendo?”

Camilla: “Sì, certo! L’uomo semplicemente si sta ponendo delle domande, cercando di darsi delle risposte pratiche e razionali”.

Hermes: “Questo lo sappiamo”.

Ares: “Vogliamo sapere come mai stanno pensando senza il nostro consenso”.

Camilla: “Voi siete degli Dei, giusto? E cosa avete diverso dagli uomini? Siete solo immortali, per il resto siete uguali. Tutti gli uomini sono dei filosofi, dunque, pure voi, lo siete”.

Ares: “Ci stai insultando? Noi siamo Dei!!!”

Camilla: “Assolutamente no. Sto soltanto cercare di farvi capire che il non pensiero è impossibile. Quando guardiamo la natura, una persona un oggetto o una cosa noi ci facciamo domande. E il filosofo fa proprio questo. Il filosofo va alla ricerca della conoscenza e della meraviglia, dunque fa un’indagine razionale sul senso delle cose. Tutti siamo filosofi e tutti facciamo filosofia nella vita quotidiana”.

Atena: “Io non sono convinta”

Camilla: “Voi avete il desiderio di sapere cosa succede, per cercare di fuggire dall’ ignoranza. E noi sulla terra pure.”

Atena: “Questa disgrazia non poteva capitare da un'altra parte e non in Grecia?”

Camilla: “Assolutamente no. E’ nata qua perché viviamo in un contesto di libertà”.

Zeus: “Ah capito. Allora noi possiamo risolvere tutte le vostre domande. Noi siamo la soluzione a tutto”.

Camilla: “Ah si? Quindi, secondo voi, il principio di tutte le cose siete voi?”

Ares: “Esattamente!”.

Camilla: “Secondo, però, alcuni dei miei concittadini non è così”.

Hermes: “Sbagliano”

Camilla: “Assolutamente no. Loro hanno pronunciato il loro archè e lo hanno pure dimostrato”.

Atena: “Allora, secondo loro quale sarebbe l’archè?”

Camilla: “C’è chi dice, come Pitagora e i pitagorici, che l’archè è il numero”.

Ares: “Il numero?”

Camilla: “Sì, esatto. Il numero ha caratteristiche superiori a un’attività umana. Viene considerato come un insieme di unità ordinate che possono essere rappresentate graficamente con una figura geometrica”.

Hermes: “Il numero è molto interessante. Pensa che io mi sogno i numeri di notte e poi li gioco. Vinco sempre, anzi quasi sempre, infatti, quando è un numero pari perdo”.

Camilla: “Noto con piacere che tu hai la stessa idea dei pitagorici. Anche loro sono dualisti, infatti spiegano la realtà sulla base della contrapposizione tra due principi ovvero: il pari e il dispari. Il pari rappresenta l’imperfezione, al contrario del dispari che rappresenta la perfezione. Nonostante tu abbia la tua idea di archè, sei molto in linea con l’idea dei pitagorici”.

Zeus: “Hermesss!! Questa ragazza è una filosofa!!! Non riusciremo mai a persuaderla con la nostra idea; sarà lei che persuaderà noi.”

Hermes: “Ma il loro pensiero dualistico vale per tutte le cose?”

Camilla: “Sì. Pensa che secondo la loro opinione e quella di Freud l’uomo ha una parte nobile e una parte vile”.

Hermes: “Affascinante questa visione della nascita del mondo”.

Nel frattempo, Zeus innervosito dal comportamento della ragazza, decise di farle una domanda per capire che pensiero avesse.

Zeus: “Tu sei d’accordo con quello che dice quel signore o pensi che il principio dell’origine del mondo siamo noi?”

Camilla: “Io non credo che l’origine del mondo siate voi. Condivido in parte il pensiero di Talete ovvero: l’archè è l’acqua, ma al contrario di lui io ho una visione dualistica. Credo che l’archè siano l’acqua e il sole. L’acqua perché, come dice Talete, è il nutrimento di tutte le cose e se ne trova in tutte. Infatti, se si osserva la natura, si può notare che l’acqua dà la vita. Senza di essa moriremmo sia noi sia la natura”.

Artemide: “E cosa c’entra con l’origine cosmica?”

Camilla: “Talete pensa che il mondo inizialmente si trovasse sopra l’acqua, che non è del tutto sbagliato, ma secondo me, il mondo era acqua. Infatti, era una sfera d’acqua, solo che il sole ha prosciugato molte zone, permettendo così, ad alcune zolle di terra, di emergere.  Questa secondo me è la spiegazione di come si è creato il mondo. Senza il sole, la terra sarebbe ancora una sfera d’acqua. È grazie alla contrapposizione dell’acqua e del sole che avviene la fotosintesi, la pioggia, le correnti, il vento ecc. Questo perché l’acqua senza il sole rimarrebbe soltanto acqua.”

Meti: “Quindi tu hai una visione del mondo molto precisa e noi non ne facciamo minimamente parte”

Artemide, Zeus e Atena iniziarono a pensare a quale fosse il loro archè, accantonando il loro ego e la loro egocentricità. Tutti e tre si trovarono sulla stessa linea di pensiero della ragazza.

Ares disperato e deluso chiese: “Ci sono solo queste ipotesi?”

Camilla: “Assolutamente no, ci sono mille ipotesi”

Ebe: “Io effettivamente mi sono sempre fatto un esame di coscienza e ho realizzato che anche noi, come il mondo, siamo stati creati da un fenomeno naturale infinito”.

Camilla: “Potrebbe essere l’aria?”

Ebe: “L’aria…”

Camilla: “Anassimene afferma che l’archè è l’aria. Per lui l’aria rappresenta l’infinità, il movimento incessante e la forza che anima il mondo. Questo perché l’aria determina la trasformazione delle cose con il doppio processo della rarefazione e della condensazione; infatti, con il primo passaggio l’aria diventa umidità, condensandosi diventa vento, nuvola, acqua e terra. Se osserviamo attentamente, questo doppio processo vale sia per il caldo, sia per il freddo”.

Ebe: “Ci presterò più attenzione e poi pure io formulerò la mia filosofia”.

Meti: “Per adesso non ho trovato nessuno che la pensi come me. Io penso che l’archè sia un principio infinito e indeterminato”

Camilla: “È esattamente lo stesso pensiero che ha Anassimandro. Lui pensa che l’archè sia l’apeiron, ovvero quello che hai detto tu, un principio infinito e indeterminato in cui gli elementi non sono ancora distinti. Questi però derivano dalla sostanza primordiale cioè la separazione”.

Meti: “Concordo pienamente con Anassimandro. Infatti, penso che lo spazio e il tempo siano infiniti nello stesso momento”.

Camilla: “Sei sicura di non averlo mai sentito parlare? Ripeti le sue parole esatte.”

Meti: “Impossibile!”

Camilla: “Non è così impossibile. I filosofi si confrontano con i loro concittadini nelle strade e negli spazi all’ aria aperta”.

Meti: “Allora potrebbe essere probabile che io abbia sentito alcune parole del discorso”.

Ares: “Per me sono tutte sciocchezze. Voi Dei state perdendo il lume della ragione non c’è nessuno che crede in noi”.

Camilla: “No Ares è qui che ti sbagli. Gli ultimi tre filosofi di cui ti ho parlato hanno una visione panteistica e ilozoistica.  La visione Panteistica identifica Dio con il mondo e con il principio che lo regge. Mentre l’altra visione si riferisce alla natura viva, ovvero la natura che punisce l’uomo. Questa visione della vita è una delle basi fondamentali su cui venne fondata la scuola di Mileto”.

Ares: “Quindi credono in un Dio, noi siamo in tanti”.

Camilla: “Voi in realtà siete un solo Dio con mille personalità diverse”.

Dopo questa ultima frase, Camilla venne riportata a Mileto. Sull’Olimpo tutti gli Dei rimasero talmente esterrefatti da questa “filosofia” che decisero di convocare una riunione a settimana per scambiarsi le loro opinioni.

Ma le teorie esposte dalla giovane umana avevano confuso gli Dei e finirono con l’avere tutti un gran mal di testa. Del resto, si dice che la filosofia sia la madre delle emicranie di tutti gli studenti del mondo e gli Dei non sono tanto doversi dai giovani scolari.

Camilla Paraboschi 3BLSU

mercoledì 30 settembre 2020

SI RIPARTE...

   💪QUANDO IL GIOCO SI FA DURO... I DURI INIZIANO A GIOCARE! 👍






 

mercoledì 23 settembre 2020

AnimaMente#13:Una scrittrice senza maschere by Anna Fossati

Di solito il mio viaggio all'interno del Matteisblog è in incognito, tuttavia questa volta sono costretta a uscire allo scoperto... o meglio è Anna Fossati a portami fuori dall'anonimato. 

Anna Fossati si è diplomata l'anno scorso, l'anno del Covid (e speriamo che sia l'ultimo che si possa apostrofare in questo modo), è stata bravissima - come sempre - puntale - come sempre - precisa - come sempre. Ma non fatevi ingannare dal - come sempre - perché Anna è una ragazza ricca di risorse e riesce sempre a sorprenderti, a farti capire che la vita è molto più che bella. 

Mi ha onorata di una sua intervista e il video lo trovate su youtube AnimaMente

Ma ho voluto caricarlo anche sul nostro blog

Michela Pisu

Onorata di essere stata intervistata da Anna, una delle mie migliore allieve, ragazza splendida, acuta, ironica e dalla grande sensibilità. grazie Annina ❤ #animamente



giovedì 10 settembre 2020

L’anno delle grandi aspettative

 Mentiremmo tutti se dicessimo che quest’anno scolastico non porti sulle spalle il peso delle tante aspettative degli alunni.

Il 2020, finora, è stato un anno che mese dopo mese, giorno dopo giorno e secondo dopo secondo, non ha smesso di sorprenderci. È stato l’anno delle perdite e delle grandi ribellioni ma adesso, la cosa che interessa alla maggior parte dei ragazzi è: “Ma la scuola?”.

“Che cosa ti aspetti da quest’anno scolastico?”

È una domanda molto difficile alla quale proverò a rispondere con la mia verità.

Magari alcune cose cambieranno e altre sono già cambiate ma, sicuramente, sarà un anno particolare e pieno di sorprese. All’inizio sicuramente saremo spaesati perché, fino ad adesso, la scuola è sempre stata un’abitudine che nel corso degli anni non è mai cambiata: l’ora della merenda, lo spazio in cui ci potevamo muovere e addirittura l’orario scolastico. Ma, piano piano, accetteremo questi piccoli cambiamenti che, seppur molto rivoluzionari, saranno utili per vivere in un ambiente più sicuro. Perché, alla fine, è la paura che ci fa vivere nell’ansia di ritornare a scuola. C’è chi preferiva le video lezioni e c’è chi invece no ma, in ogni caso, settembre e quel campanello d’allarme che ci dice che ormai l’estate è finita. Un’altra cosa che mi aspetto infatti è questa: spero che le persone intorno e noi ci rispettino e che seguano le norme che ci sono stare date per riuscire a ripartire al meglio. Molti probabilmente penseranno che sia inutile o anche stupido, ma si è sempre detto che, alla fine, è meglio prevenire che curare no?

Auguro a tutto un buon inizio per quest’anno scolastico che sicuramente ci metterà alla prova, ma accettatela questa sfida perché si sa, la vita è imprevedibile.

Mariarosaria Cipolletta 4ALSU

giovedì 3 settembre 2020

I can’t walk again !

I can’t walk again, l’odio razzista torna a scuotere l’ America.


Il 23 agosto nella cittadina di Milwaukee, si verifica l’ennesimo caso di violenza da parte della polizia statunitense nei confronti di un cittadino afroamericano.

La vittima stavolta è Jacob Blake, colpito ripetutamente alla schiena da colpi di pistola. Ancora una volta la colpa dell'aggredito è quella di essere semplicemente di colore, ma quello che aggrava ancora di più la situazione è il fatto che tutto ciò avviene davanti agli occhi dei figli di Jacob, bambini traumatizzati a vita che ricorderanno un'America piena di odio e di violenza.

Anche questo evento scatena nuovamente migliaia di proteste, parte delle quali comportano nuovi spargimenti di sangue nelle strade.

Stavolta la protesta non coinvolge solo normali cittadini, ma anche volti noti come il campione dell'NBA Lebron James, il pilota Lewis Hamilton e soprattutto il presidente Trump, il quale in questi giorni ha visitato la cittadina di Milwaukee.

A colpirmi maggiormente sono state le parole del padre di Jacob il quale, nonostante il dolore per il figlio, si perchè Jacob non potrà più camminare, ha chiesto ai manifestanti di rimanere pacifici.

Non è vero che odio genera odio, spesso con la calma si raggiungono grandi obiettivi e per questo i manifestanti hanno organizzato una marcia a Washington dove Martin Luther King pronunciò il suo famoso discorso “I have a dream”, con l’augurio che quel sogno prima o poi si realizzerà.

Martina Cattani, 4ALSU 

Banksy, una nave per salvare

 


Louise Michel è questo il nome della nave finanziata da Banksy per salvare i rifugiati nel Mediterraneo. 

Non è la prima volta che il writer britannico interviene a favore di quelle persone che nel mare cercano un ponte verso una vita migliore, ma stavolta sceglie proprio di  “fare la storia” e con i fondi ricavati dalle sue opere decide di comprare una nave e contattare Pia Klamp per affidarle il comando dello yacht a motore con lo scafo bianco e rosa, decorato con una delle opere più celebri dell’artista. Tutto viene fatto in segreto e solo dopo la prima missione partita il 18 agosto dal porto di Burriana viene diffusa la notizia.

Come mai tutto questo mistero vi chiederete. La risposta è molto semplice: i membri dell’equipaggio, tutti attivisti europei, avevano paura che venute a conoscenza di ciò le autorità europee bloccassero il progetto.

Ormai è noto a tutto il mondo quanto Banksy sia un grande artista, ma stavolta ha proprio lasciato il segno, dimostrando che l’arte, considerata da molti superflua e una banale perdita di tempo, può diventare qualcosa di prezioso, qualcosa di importante, qualcosa come una nave per salvare.

Martina Cattani, 4ALSU

Chi era Louise Michel

«Ascoltavo sia la mia zia cattolica, che i miei nonni, che erano seguaci di Voltaire. Confusa da strani sogni, ero come l'ago di una bussola che, sconvolto da una tempesta, cerca il nord. Il mio nord era la rivoluzione»

Queste le parole della giovane Louise Michel nelle sue Mémoires. Si capisce subito che siamo davanti ad un animo ribelle, forte, a volte privo di filtri. Cominciò presto a scrivere poesie, e continuò a scriverle per tutta la vita, senza pretese letterarie ma per dare una voce nobile al suo amore per la natura, prima, e al suo impegno politico poi.

Luise Michel era donna anarchica e ribelle… sarà per questo che Banksy, anche lui artista dal forte anticonformismo ha voluto intitolare la sua nave­­­? 


sabato 6 giugno 2020

Saluti dalla redazione al direttore


Ogni squadra ha il proprio capitano, ogni equipaggio ha il proprio timoniere e ogni redazione ha il proprio direttore. Tutti questi guidano sapientemente il proprio gruppo superando ogni tipo di difficoltà, perché è così che si comporta un vero leader e così ha fatto anche il nostro direttore. Mattia ha saputo supportare la redazione e mettersi sempre in gioco per lei e con lei. Ha scritto, parlato e rappresentato con la sua parola le nostre voci svolgendo il suo compito in modo rigoroso. Dicono che quando un capitano cede il suo posto e “abbandona” la squadra lascerà sempre dietro di sé una leggenda, un mito così come il nostro direttore lascerà nel nostro blog i suoi pezzi in modo che siano fonte d’ispirazione per tutti. Quest’anno Mattia si diplomerà e quindi la scuola superiore lascerà il posto all’università: un nuovo viaggio formativo e ricco di avventure da vivere.

Ciao Mattia e grazie per averci guidato e aver costituito una parte fondamentale della nostra redazione.

In bocca al lupo per tutto!

Cattani Martina 3^A L.S.U. 

Caro direttore, di certo è un modo un po’ strano per ringraziarti e per concludere così un anno scolastico ma, nonostante tutto, vale la pena dirti che sei stato capace di guidarci e di rappresentarci al meglio. Sei riuscito a ricoprire il tuo ruolo con onore e, per questo, bisogna solo prenderti come modello da seguire. Sei stato il nostro portavoce, una voce che non è diventata una eco ma che si è fatta sentire, proponendo idee e mettendole un atto. 

Ci salutiamo così purtroppo, con un grazie virtuale e un augurio per il futuro. Alla fine, però, non è il gesto che conta?  

Quest’anno farai la maturità ma non vorrei sembrare troppo banale e dirti solo un “in bocca al lupo”: metticela tutta, dai te stesso, perché una volta usciti dalle superiori intraprenderai un’altra vita e un nuovo capitolo della tua storia verrà scritto.

Ti auguro il meglio.

Mariarosaria Cipolletta 3ALSU 

Caro direttore,

Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe giunto questo momento? Forse nessuno credeva che sarebbe realmente arrivato, forse perché contavamo così tanto su di te che sembrava impossibile sostituirti, forse perché eri l’unico che era riuscito a fare bene il proprio lavoro. Con queste poche righe, che racchiudono questi tre anni passati assieme, ci tenevo a farti sapere che sei stato una “guida” fantastica, una sorta di Virgilio meno chiacchierone e che,  con i tuoi silenzi che dicevano tanto, hai sempre  mantenuto la calma in momenti in cui regnava il panico, o quasi, come quando all’incontro avvenuto qualche mese fa ci chiesero di far entrare in scena il direttore per rappresentare il proprio giornale/blog cosa che ci ha sorpresi e spaventati, ma riuscisti comunque a rimanere serio e professionale. Grazie per essere stato un esempio per tutti noi e grazie per averci sempre salvato da situazioni poco comode.

Buona fortuna per tutto!

 Suha Marmash 3ALSU



“I can’t breathe”

I can’t breathe! Con queste parole George Floyd, un afroamericano, ha lasciato il nostro mondo, steso a terra con il ginocchio di un poliziotto premuto sull’esofago.

L’ennesimo omicidio razzista coperto con la scusa del Coronavirus.

“George è morto perché era asintomatico e non lo sapeva”.  Queste sono le parole usate dall’agente che lo ha fermato e poi assassinato ma, ad uccidere Floyd non è stata la pandemia che ha messo in ginocchio il mondo, è stato l’odio razzista che vige in America si potrebbe dire da sempre. Essere nero ecco cosa ha portato George alla morte, il colore della sua pelle ha permesso che i suoi assassini vagassero a piede libero e disonorassero la sua morte.

Le parole della moglie sono angoscianti ma, davanti a queste l’America non rimane indifferente davanti all’ennesima morte ingiusta segue e l’esempio di un grande leader che al suo tempo per i diritti degli afroamericani ha lottato tanto, Martin Luther King, resta una luce di speranza anche a distanza di anni dal suo ultimo discorso. Esattamente come lui aveva fatto negli anni ’60, migliaia di civili scendono in piazza a lottare perché la morte di Floyd non rimanga impunita e per gridare al suo posto, a manifestare contro un odio che strappa persone dai loro cari troppo presto. Durante la protesta non ci sono distinzioni: neri, bianchi, civili e personaggi famosi, tutti insieme prendono parte alla manifestazione per dimostrare che di razza ce n’è solo una quella umana!

Le parole di Floyd da un sussurro sono diventate un grido di battaglia scritto su cartelloni, mascherine e urlato in strada e nelle piazze.

La sua storia non sarà né la prima né l’ultima sulla morte di un afroamericano, ma sicuramente costituirà un tassello importante per riuscire a eliminare tutto questo odio.

 Cattani Martina 3^ A L.S.U.