sabato 14 febbraio 2026

Festival di Sanremo tra misteri e colpi di scena.

Sette decenni di canzoni, ma anche di misteri irrisolti e colpi di scena.

Il Festival di Sanremo non è solo la gara canora più importante d’Italia, ma un palcoscenico dove la musica si intreccia spesso con la cronaca nera e lo scandalo. Dalle origini nel 1951 fino ai risvolti più recenti, ripercorrere la storia dell’Ariston significa immergersi in un viaggio fatto di successi immortali e momenti oscuri perché nel corso degli anni sono sempre accadute cose strane fino a trasformarsi in veri e propri casi di cronaca nera.

Il festival di Sanremo inizia nel 1951 con lo scopo di attirare il turismo in Liguria nei mesi invernali.  L'idea nasce durante un colloquio tra Angelo Nicola Amato, l'allora direttore delle manifestazioni del casinò di Sanremo (il luogo che ospitò la prima edizione) e il conduttore radiofonico Angelo Nizza.

Il 29 gennaio del 1951 organizzano la prima edizione della kermesse sanremese che però si rivela un flop perché si svolge all'interno del salone delle Feste del Casinò e quindi la gente in quel luogo non pensa alla musica ma soltanto a divertirsi. In quell’edizione i cantanti in gara sono solo tre: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. A vincere è Nilla Pizzi che viene omaggiata con un mazzo di rose e questa tradizione è rimasta fino ai giorni nostri. 

Nella seconda edizione i cantanti passano da tre a cinque ma a vincere è di nuovo Nilla Pizzi che ancora oggi detiene il record per il maggior numero di vittoria e per averne vinti tre consecutivi.

Un tragico evento segna l’edizione del 1967. Il corpo di uno dei finalisti, Luigi Tenco, viene ritrovato all'interno di una stanza d'albergo subito dopo la sua eliminazione e qualcuno sostiene che non si sia trattato di suicidio ma di omicidio. Per capire quanto è accaduto dobbiamo tornare in po' indietro. Al suo arrivo a Sanremo Luigi Tenco dichiara alla stampa di essere super sicuro della sua vittoria e quell'anno in gara ci sono altri 16 cantanti molto famosi tra cui Iva Zanicchi, Orietta Berti, Lucio Dalla e tantissimi altri.

Tenco è sicuro di vincere con “Ciao amore ciao” ma la canzone non supera il dodicesimo posto sulle 16 partecipanti e quindi viene escluso dalla finale. Il pomeriggio del 26 gennaio prova anche un escamotage per far salire in classifica la sua canzone. Cerca di cambiare l’arrangiamento ma il direttore d'orchestra non glielo permette e la performance della sua ultima sera non è neanche una delle migliori. Avendo avuto una discussione col capo dell'orchestra, prima di salire sul palco Tenco annuncia al presentatore Mike Buongiorno che quella sarebbe stata la sua ultima esibizione e infatti accade proprio questo.

Particolare è la lettera che Tenco lascia nella sua camera d'albergo dove si suicida sparandosi: «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.»

Il brano Io tu e le rose è quello presentato da Orietta Berti mentre La rivoluzione è di Gianni Pettenati. Il gesto estremo di Tenco, quindi, sarebbe stato provocato dall'eliminazione della sua canzone ma qualcosa non quadra in questo suicidio.

Due giornalisti cercano di recuperare le foto del giorno della morte e riescono a contattare i poliziotti che si sono occupati del caso. Emergono particolari interessanti: il corpo del cantante è portato via prima delle foto ufficiali della polizia e poi dall'obitorio viene riportato sulla scena del crimine per essere fotografato.

I due giornalisti chiedono una consulenza anche a un criminologo che giunge alla conclusione che Tenco sia stato ucciso perché il bossolo ritrovato è compatibile con una Beretta ma l'arma rinvenuta è una Walther PPK 7.65. Alla fine, nel 2013 il caso di Tenco viene archiviato.

L’edizione del 1992, condotta da Pippo Baudo, è resa famosa dall’irruzione sul palco di Cavallo Pazzo (Mario Appignani) che preannuncia la vittoria di Fausto Leali perché, secondo lui, il festival è truccato. La sua profezia sarà disattesa dalla vittoria di Luca Barbarossa.

Altro episodio che sconvolge nuovamente il pubblico italiano accadde nel 1995. Durante la diretta Giuseppe Pagani prende posto su una balconata dell’Ariston e minaccia di volersi lanciare. L’intervento di Pippo Baudo, presentatore della kermesse canora, lo fa desistere dal suo intento e tutto ciò accade di fronte a 800 mila telespettatori.

Altri momenti particolari sono stati: nel 2010 l'orchestra si rifiuta di suonare la canzone dei vincitori e lancia gli spartiti; nel 2011 Benigni entra nell’Ariston in sella ad un cavallo bianco per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia; nel 2012 Belen si presenta con un vestito non molto idoneo al contesto proprio come farà la Ferragni nel 2023 con un outfit inappropriato.

Negli ultimi anni il Festival non ha smesso di far discutere, anzi, i casi sono diventati virali sui social in pochi secondi. Impossibile non citare l'edizione del 2020 con lo scontro epico tra Bugo e Morgan. Quest’ultimo, per vendetta personale, cambia il testo della canzone in diretta per insultare il collega Bugo che sbalordito abbandona il palco mentre la musica continua e ciò porta alla squalifica immediata della coppia.

Nel 2023, oltre alla già citata Ferragni, il festival ha proposto vari momenti iconici: Blanco, a causa di un problema tecnico che ha avuto durante la sua esibizione, in preda alla rabbia, prende a calci e distrugge l'intera scenografia di rose sul palco, con conseguenti fischi del pubblico e con l’apertura di un’indagine da parte della Procura di Imperia per danneggiamento; Rosa Chemical, durante la sua esibizione, scende dal palco e coinvolge Fedez in una performance provocatoria che termina con un bacio appassionato sulla bocca che manda su tutte le furie Chiara Ferragni, moglie di Fedez (voci di corridoio raccontano di un furioso litigio tra i due).

Nel 2024 scoppia il caso John Travolta. L'attore è protagonista di un siparietto imbarazzante ballando il “Ballo del qua qua” ma il vero scandalo è di natura economica: le sue scarpe da ginnastica, con il logo ben in vista, portano a una multa per la Rai di oltre 200.000 euro per pubblicità occulta. Nello stesso anno il web insorge per il caso Geolier. Il rapper ottiene il 60% dei voti del pubblico ma la vittoria va ad Angelina Mango a causa del voto della sala stampa e ciò scatena una polemica ferocissima sul sistema di voto che ignora la volontà popolare. Geolier, inoltre, è vittima di discriminazione per le sue canzoni esclusivamente in dialetto e nella serata delle cover il pubblico presente inizia a fischiarlo e ad andarsene mentre il rapper si sta esibendo.

L'edizione 2025 di Carlo Conti, nata per essere tranquilla, finisce ugualmente nel caos. Il momento critico è l'annuncio dei finalisti: il pubblico dell'Ariston insorge con fischi assordanti per l'esclusione di Giorgia, la favorita assoluta. La polemica divampa anche sui social con l'hashtag #TuttiMaschi, poiché per la prima volta la Top 5 è composta da soli uomini, scatenando accuse di sessismo nel sistema di voto. Ma oltre alla classifica in questa edizione si registrano anche fatti di cronaca interna: il giallo della collana rubata a Tony Effe dal valore di duecentomila euro; lo scandalo dei rumori passionali nei camerini che travolge il gossip per tutta la settimana; le accuse di plagio internazionale contro Rose Villain.

L’ultima edizione del Festival quindi si è chiusa con tensioni sociali e colpi di scena, dimostrando che la musica non è regina indiscussa delle varie serata.

Ma nonostante tutto questa manifestazione canora resta uno degli show televisivi più seguiti dagli italiani e pertanto non ci resta che aspettare la prossima edizione per scoprire se sarà ricordata per le canzoni o per altro.

Marwa Moussafir 3C LSU


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