Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

venerdì 20 febbraio 2026

PROGETTO CINEMATOSI: I CORTI DEL MATTEI

Quest'anno, per il progetto Curvatura del Liceo delle Scienze Umane, è stato proposto alle due quarte e alle due quinte, un progetto in cui i ragazzi si sono cimentati a creare un corto da loro completamente inventato nella sceneggiatura, nelle riprese e nell'interpretazione attoriale. 

Il progetto, che vede la comunicazione cinematografica come focus di competenze trasversali, ha avuto un maestro d'eccezione, Alessandro Tosi, laureando in Comunicazione e linguaggi cinematografici presso l'Università di Parma. Un gioco, ma non solo, un esperimento che ha visto i ragazzi delle quattro classi impegnati a fingersi attori, registi e sceneggiatori. 

Alla fine delle riprese e del motaggio video i quattro lavori sono stati valutati in un contest che ha visto come vittoriosi la 5BLSU (PRIMO POSTO) e 4BLSU (SECONDO POSTO) 

Un grazie speciale ad Alessandro Tosi e a tutti coloro che hanno giocato con noi in questo esperimento cinematografico.

Potevamo non pubblicare i corti dei novelli Hitchcok? 

Godetevi il momento horror!

@redazione mattei'sblog













sabato 14 febbraio 2026

Festival di Sanremo tra misteri e colpi di scena.

Sette decenni di canzoni, ma anche di misteri irrisolti e colpi di scena.

Il Festival di Sanremo non è solo la gara canora più importante d’Italia, ma un palcoscenico dove la musica si intreccia spesso con la cronaca nera e lo scandalo. Dalle origini nel 1951 fino ai risvolti più recenti, ripercorrere la storia dell’Ariston significa immergersi in un viaggio fatto di successi immortali e momenti oscuri perché nel corso degli anni sono sempre accadute cose strane fino a trasformarsi in veri e propri casi di cronaca nera.

Il festival di Sanremo inizia nel 1951 con lo scopo di attirare il turismo in Liguria nei mesi invernali.  L'idea nasce durante un colloquio tra Angelo Nicola Amato, l'allora direttore delle manifestazioni del casinò di Sanremo (il luogo che ospitò la prima edizione) e il conduttore radiofonico Angelo Nizza.

Il 29 gennaio del 1951 organizzano la prima edizione della kermesse sanremese che però si rivela un flop perché si svolge all'interno del salone delle Feste del Casinò e quindi la gente in quel luogo non pensa alla musica ma soltanto a divertirsi. In quell’edizione i cantanti in gara sono solo tre: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. A vincere è Nilla Pizzi che viene omaggiata con un mazzo di rose e questa tradizione è rimasta fino ai giorni nostri. 

Nella seconda edizione i cantanti passano da tre a cinque ma a vincere è di nuovo Nilla Pizzi che ancora oggi detiene il record per il maggior numero di vittoria e per averne vinti tre consecutivi.

Un tragico evento segna l’edizione del 1967. Il corpo di uno dei finalisti, Luigi Tenco, viene ritrovato all'interno di una stanza d'albergo subito dopo la sua eliminazione e qualcuno sostiene che non si sia trattato di suicidio ma di omicidio. Per capire quanto è accaduto dobbiamo tornare in po' indietro. Al suo arrivo a Sanremo Luigi Tenco dichiara alla stampa di essere super sicuro della sua vittoria e quell'anno in gara ci sono altri 16 cantanti molto famosi tra cui Iva Zanicchi, Orietta Berti, Lucio Dalla e tantissimi altri.

Tenco è sicuro di vincere con “Ciao amore ciao” ma la canzone non supera il dodicesimo posto sulle 16 partecipanti e quindi viene escluso dalla finale. Il pomeriggio del 26 gennaio prova anche un escamotage per far salire in classifica la sua canzone. Cerca di cambiare l’arrangiamento ma il direttore d'orchestra non glielo permette e la performance della sua ultima sera non è neanche una delle migliori. Avendo avuto una discussione col capo dell'orchestra, prima di salire sul palco Tenco annuncia al presentatore Mike Buongiorno che quella sarebbe stata la sua ultima esibizione e infatti accade proprio questo.

Particolare è la lettera che Tenco lascia nella sua camera d'albergo dove si suicida sparandosi: «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.»

Il brano Io tu e le rose è quello presentato da Orietta Berti mentre La rivoluzione è di Gianni Pettenati. Il gesto estremo di Tenco, quindi, sarebbe stato provocato dall'eliminazione della sua canzone ma qualcosa non quadra in questo suicidio.

Due giornalisti cercano di recuperare le foto del giorno della morte e riescono a contattare i poliziotti che si sono occupati del caso. Emergono particolari interessanti: il corpo del cantante è portato via prima delle foto ufficiali della polizia e poi dall'obitorio viene riportato sulla scena del crimine per essere fotografato.

I due giornalisti chiedono una consulenza anche a un criminologo che giunge alla conclusione che Tenco sia stato ucciso perché il bossolo ritrovato è compatibile con una Beretta ma l'arma rinvenuta è una Walther PPK 7.65. Alla fine, nel 2013 il caso di Tenco viene archiviato.

L’edizione del 1992, condotta da Pippo Baudo, è resa famosa dall’irruzione sul palco di Cavallo Pazzo (Mario Appignani) che preannuncia la vittoria di Fausto Leali perché, secondo lui, il festival è truccato. La sua profezia sarà disattesa dalla vittoria di Luca Barbarossa.

Altro episodio che sconvolge nuovamente il pubblico italiano accadde nel 1995. Durante la diretta Giuseppe Pagani prende posto su una balconata dell’Ariston e minaccia di volersi lanciare. L’intervento di Pippo Baudo, presentatore della kermesse canora, lo fa desistere dal suo intento e tutto ciò accade di fronte a 800 mila telespettatori.

Altri momenti particolari sono stati: nel 2010 l'orchestra si rifiuta di suonare la canzone dei vincitori e lancia gli spartiti; nel 2011 Benigni entra nell’Ariston in sella ad un cavallo bianco per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia; nel 2012 Belen si presenta con un vestito non molto idoneo al contesto proprio come farà la Ferragni nel 2023 con un outfit inappropriato.

Negli ultimi anni il Festival non ha smesso di far discutere, anzi, i casi sono diventati virali sui social in pochi secondi. Impossibile non citare l'edizione del 2020 con lo scontro epico tra Bugo e Morgan. Quest’ultimo, per vendetta personale, cambia il testo della canzone in diretta per insultare il collega Bugo che sbalordito abbandona il palco mentre la musica continua e ciò porta alla squalifica immediata della coppia.

Nel 2023, oltre alla già citata Ferragni, il festival ha proposto vari momenti iconici: Blanco, a causa di un problema tecnico che ha avuto durante la sua esibizione, in preda alla rabbia, prende a calci e distrugge l'intera scenografia di rose sul palco, con conseguenti fischi del pubblico e con l’apertura di un’indagine da parte della Procura di Imperia per danneggiamento; Rosa Chemical, durante la sua esibizione, scende dal palco e coinvolge Fedez in una performance provocatoria che termina con un bacio appassionato sulla bocca che manda su tutte le furie Chiara Ferragni, moglie di Fedez (voci di corridoio raccontano di un furioso litigio tra i due).

Nel 2024 scoppia il caso John Travolta. L'attore è protagonista di un siparietto imbarazzante ballando il “Ballo del qua qua” ma il vero scandalo è di natura economica: le sue scarpe da ginnastica, con il logo ben in vista, portano a una multa per la Rai di oltre 200.000 euro per pubblicità occulta. Nello stesso anno il web insorge per il caso Geolier. Il rapper ottiene il 60% dei voti del pubblico ma la vittoria va ad Angelina Mango a causa del voto della sala stampa e ciò scatena una polemica ferocissima sul sistema di voto che ignora la volontà popolare. Geolier, inoltre, è vittima di discriminazione per le sue canzoni esclusivamente in dialetto e nella serata delle cover il pubblico presente inizia a fischiarlo e ad andarsene mentre il rapper si sta esibendo.

L'edizione 2025 di Carlo Conti, nata per essere tranquilla, finisce ugualmente nel caos. Il momento critico è l'annuncio dei finalisti: il pubblico dell'Ariston insorge con fischi assordanti per l'esclusione di Giorgia, la favorita assoluta. La polemica divampa anche sui social con l'hashtag #TuttiMaschi, poiché per la prima volta la Top 5 è composta da soli uomini, scatenando accuse di sessismo nel sistema di voto. Ma oltre alla classifica in questa edizione si registrano anche fatti di cronaca interna: il giallo della collana rubata a Tony Effe dal valore di duecentomila euro; lo scandalo dei rumori passionali nei camerini che travolge il gossip per tutta la settimana; le accuse di plagio internazionale contro Rose Villain.

L’ultima edizione del Festival quindi si è chiusa con tensioni sociali e colpi di scena, dimostrando che la musica non è regina indiscussa delle varie serata.

Ma nonostante tutto questa manifestazione canora resta uno degli show televisivi più seguiti dagli italiani e pertanto non ci resta che aspettare la prossima edizione per scoprire se sarà ricordata per le canzoni o per altro.

Marwa Moussafir 3C LSU


venerdì 13 febbraio 2026

Alla scoperta del curling

Alle olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 uno degli sport più seguiti dai ragazzi non è stato solo lo sci, ma anche il curling. Sì, proprio quello con le “scope” sul ghiaccio che fino a poco tempo fa quasi nessuno della nostra età conosceva davvero.

Il merito è degli azzurri del doppio misto, Stefania Constantini e Amos Mosaner, che hanno conquistato una medaglia super importante facendo esplodere i social. Le loro partite piene di tensione, la concentrazione e l’energia in campo sono diventate video virali su TikTok e Instagram.

Il curling è uno sport di precisione e strategia, dove ogni lancio può cambiare completamente la partita. Però è anche uno sport con una storia lunghissima: nasce in Scozia nel Cinquecento e all’inizio si giocava sui laghi ghiacciati con semplici sassi levigati.

Ancora oggi le pietre ufficiali sono fatte con un granito che arriva da un’isola scozzese chiamata Ailsa Craig.

Un’altra curiosità è che viene soprannominato “chess on ice”, cioè scacchi sul ghiaccio perché bisogna pensare in anticipo a ogni mossa.

Durante le partite si sente spesso urlare “sweep!” che significa spazzare, per indicare ai compagni di squadra di strofinare il ghiaccio per controllare velocità e direzione della pietra. Forse è proprio questo mix tra storia antica, tensione e spirito di squadra che ci ha fatto appassionare così tanto.

Grazie agli italiani, uno sport considerato di poco conto è diventato un vero trend tra noi ragazzi.

Camilla Censi 3C LSU






mercoledì 4 febbraio 2026

Il sussurro del fiume



Fiume che scorre, mormorante, trascina foglie e ricordi
nella sua segreta corsa.
E Il flusso di pensieri, sottile ronzio,
gli scivola accanto, accompagnando la sua corsa
la neve, muta il paesaggio in un respiro ovattato
avvolge il paesaggio come una fredda coperta, di un bianco candido.
Le case si stringono nel bianco silenzio.
Il rumore del camino, caldo e scoppiettante,
riduce le ombre alle pareti, in danze di brace.
Il battito del cuore, inesorabile ticchettio,
accompagna il ronzare dei ricordi passati
e lì nella stanza dove tutto sembra fermarsi,
osservo il candido paesaggio che inizia a svegliarsi. 

Valentina Gessaga 5B LSU






















Rania Nssis 3C LSU

Novità per il Mattei's Blog

 

Grandi novità per la nostra redazione. Il termine di consegna per le poesie partecipanti alla terza edizione del concorso letterario “I colori delle mie emozioni” è scaduto e tante ne sono giunte al nostro indirizzo mail. Gli studenti delle scuole secondarie di primo grado si sono messi  in gioco con la loro creatività.

Un duro compito ora spetta a noi redattori  ed è quello di leggere ogni componimento con attenzione e passione per decretare  le poesie vincitrici perché, oltre al prestigio della vittoria che non fa mai male, ci sarà un riconoscimento speciale.  

Le poesie vincitrici e i testi dei finalisti meritevoli verranno pubblicati ufficialmente proprio qui sul nostro blog e sul giornalino cartaceo della scuola. Sarà un'occasione unica per trasmettere le vostre parole.

Cosa cercheremo nei vostri versi? Quando analizzeremo le vostre poesie cercheremo parole capaci di lasciare il segno, un punto di vista unico che ci faccia vedere le cose in modo nuovo e infine quel brivido che solo un testo autentico sa regalare.

Ma in questa nuova missione non saremo soli perché ci aiuteranno gli studenti del corso di scrittura creativa. Nel nostro istituto, a partire da quest’anno scolastico, è stato attivato questo corso e per capire meglio come nasce questa iniziativa abbiamo intervistato la professoressa Pisu che lo cura. Lei ci ha spiegato che, oltre alla scrittura, l'obiettivo del corso è creare una vera famiglia.

La prof. ci ha confessato qualcosa di molto profondo: anche lei impara ogni giorno dai suoi studenti. Mentre i ragazzi svolgono gli esercizi e scrivono i loro versi lei osserva e assorbe e ha affermato: "Imparo tantissimo da loro, spero sempre di cogliere la loro luce quando leggo quello che scrivono". Proprio per non perdere questa magia, tra i progetti futuri c'è l'idea di creare una raccolta di tutte le poesie, un modo per rendere concreto il lavoro fatto insieme e custodire le emozioni nate durante le lezioni.

Si può insegnare la creatività?

Secondo la prof. la risposta è no, la creatività non si insegna, si canalizza. "Tutti siamo creativi in qualche modo prendiamo come esempio il falegname che crea un'opera d'arte dal legno o il programmatore che scrive un codice. La creatività ce l'abbiamo tutti, l'importante è saperla canalizzare e poi esprimerla sulla carta". Il corso serve proprio a fornire gli strumenti necessari per dare forma a quel talento che ognuno di noi possiede. A chi ha grandi idee ma ha paura di non saperle esprimere, la prof ricorda che il blocco dello scrittore è una sfida reale. Il segreto è non forzare la Musa, così la definisce, ma farsi trovare pronti segnando ogni idea sui block-notes o sul cellulare. Lei ad esempio quando ha un'idea scrive dappertutto. Bisogna buttare giù i pensieri senza troppa razionalità: "Scrivete le prime cose che vi vengono in mente, anche senza un ordine preciso. Qualcosa di buono nascerà sempre non possiamo comandare alla Musa ma quando arriva, qualcosa di magico accade."

Durante l' intervista è emerso che la passione della prof. nasce proprio tra i banchi delle medie la sua insegnante di allora le consigliò di scrivere tutti i suoi sogni a occhi aperti per renderli concreti visto che era una ragazza molto creativa e con la testa tra le nuvole. "Più leggi e più scrivi, e più scrivi e più impari a farlo", ci ha ricordato. Il suo consiglio per noi? Lasciatevi andare, esprimete ciò che sentite e, solo dopo, passate alla revisione per limare i vostri versi.

Una studentessa,  da noi  intervistata e che frequenta il corso, ci ha raccontato come la sua prospettiva sia cambiata radicalmente. Iscritta inizialmente per migliorare il rendimento scolastico, ha scoperto che scrivere è un modo divertente e libero per esprimere se stessa. Parte di questo divertimento deriva da esercizi sensoriali. "A volte facciamo dei giochi particolari, come imitare dei suoni. Lo facciamo per capire il ritmo delle parole".

Riguardo al tema del contest "I colori delle emozioni" la studentessa  ha espresso un parere molto onesto, lo ritiene un tema affascinante che permette di dare un'identità visiva a ciò che proviamo, ma allo stesso tempo è una sfida complessa. Come ogni tema importante richiede impegno per essere rispecchiato fedelmente nelle parole ma è proprio questa difficoltà a renderlo stimolante.

Lei ha imparato così ad uscire fuori dagli schemi non soffermandosi solo sulla traccia scolastica ma usandola come trampolino. "Quando scrivo sento il bisogno di immergermi completamente nelle parole per rilasciare tutte le mie emozioni all'interno di esse". Ed è qui che vediamo come il foglio diventa un luogo dove i sentimenti prendono forma e trovano il loro ritmo unico.

E per dar spazio ai lavori di questo corso al Mattei’s blog è stata aggiunta la nuova rubrica “Scrittura creativa”.

Se queste novità vi hanno incuriosito non vi resta che continuare a leggere le nostre pubblicazioni!

La Direttrice Marwa 3C LSU

 

Buen Camino

Voglia di divertirsi in compagnia di amici o parenti? Penso che “Buen camino” faccia proprio al caso vostro.

Questo è l’ultimo film in cui Luca Medici, comico noto con lo pseudonimo di Checco Zalone, che ha recitato dopo diversi anni di inattività.

In questo film veste i panni di un uomo agiato che non lavora e che adora vivere nell’ozio totale.

Infatti dimora in una villa assai lussuosa insieme alla sua compagna, una modella messicana, e passa la maggior parte del tempo a festeggiare ed a gozzovigliare con gli amici sullo yacht privato.

Ha anche una figlia di 17 anni, Cristal, che ha un carattere completamente diverso da lui e, di nascosto, ha deciso di allontanarsi per intraprendere il cammino di Santiago di Compostela.

Allarmato da questa situazione di cui è venuto a conoscenza grazie a Corina, amica di Cristal, anche lui inizia a percorrere il cammino a bordo della sua Ferrari.

Una volta raggiunta la figlia lei lo ignora completamente e lui inizia a pensare di abbandonare il percorso svolto finora.

Tuttavia, grazie alle parole di conforto della pellegrina Alma, decide di proseguire e man mano inizia a cambiare il suo carattere esuberante per entrare in contatto con la figlia.

Il punto di svolta del film avviene quando lei inciampa e si frattura un piede e questa situazione la costringe a restare in sedia a rotelle e qui Checco la aiuterà a concludere il cammino spronandola a non mollare.

Una volta giunti a Capo Finisterre, Checco si dichiara ad Alma che alla fine lo rifiuta in quanto suora.

Cristal invece viene trovata dai carabinieri perché era stata presentata una denuncia per scomparsa da Linda, ex moglie di Checco. Ma la ragazza non torna a casa. Come sui vede nella commovente scena finale, lei decide di proseguire il cammino con il padre che ormai ha cambiato la propria personalità e vuole migliorare ancor di più.

Questo film, oltre a intrattenere il pubblico, fa riflettere anche su alcune tematiche come il forte e vero rapporto tra padre e figlio e di come un’esperienza mai fatta prima possa cambiare la vita di una persona.

Pertanto, per concludere, se doveste avere voglia di passare tempo in compagnia della vostra famiglia o dei vostri amici e di divertirvi, consiglio caldamente questo film.

Francesco Maccagni 5B LSU


domenica 1 febbraio 2026

NORIMBERGA

Il 27 gennaio, Giorno della Memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto, le classi dell’istituto Mattei si sono recate presso il cinema Capitol di Fiorenzuola d’Arda per la visione del film Norimberga.

Il lungometraggio, diretto da James Vanderbilt e con un cast stellare (Rami Malek, Russell Crowe, Micheal Shannon e Leo Woodall), è uscito nelle sale italiane il 18 dicembre 2025.

Il film tratta di un dramma storico ambientato nel 1945 dopo la resa del Terzo Reich che vede il processo verso i più fedeli seguaci di Hitler.

All'indomani della seconda guerra mondiale, lo psichiatra Douglas Kelley si reca, sotto richiesta dell’ambasciata Americana, a Norimberga per poter valutare la sanità mentale dei momentanei carcerati. Il più importante è Göring Hermann, colui che avrebbe dovuto prendere il posto del Führer.

Il giudice americano Dan Haywood ha avuto l'incarico di processare gli imputati nazisti.

Durante il dibattimento in aula emergono diverse testimonianze dagli imputati e viene mostrato un video dagli alleati ed è in quel momento che l’aria si fa tesa. Il cortometraggio riproduceva immagini reali provenienti dai campi di concentramento, alla visione di esso cala un silenzio che rende impossibile negare ciò che è successo.

Noi consigliamo la pellicola a tutti gli appassionati e non di film storici. Il ritmo accattivante, ti tiene infatti attaccato allo schermo facendoti immedesimare in quella situazione.

Uno dei momenti più toccanti è stato quando il sergente Triest all’inizio del film confida al dottor Kelley di aver smesso di fumare ma avrebbe ripreso solo quando sarebbe finita in modo definitivo la guerra. Dopo il processo dei nazisti il ragazzo esce all’aperto e prende una sigaretta ed un accendino ma una volta accesa rimase impassibile e la getta via. 

Il tema narrato è così forte da penetrare nel corpo e suscitare diverse emozioni, facendoti capire la gravità degli avvenimenti.

Il tema principale è quello della giustizia. La visione del film è importante per ricordare il passato.



Sveva Barbieri e Serena Bolgarani 3C LSU (testo), Rania Nssis 3C LSU (disegno)