domenica 24 gennaio 2021

Empowered woman


Empowered woman: analizziamo e contestualizziamo questo termine.

Come molti sapranno, anche se è abbastanza intuitivo, questo termine significa letteralmente “donna di potere” oppure “donna emancipata” ma, contestualizzato nella nostra generazione, assume una sfumatura femminista secondo cui qualsiasi donna sia in grado di essere chi vuole essere. Ovviamente come qualsiasi termine assume significato differente nei vari contesti in cui viene utilizzato. Un concetto che per molti sembrerebbe scontato, ma che in realtà per moltissime donne non è così, ed è proprio il significato di donna di potere, donna indipendente che ha assunto una connotazione pressocché tossica.

Oggi giorno una donna indipendente viene direttamente collegata ad una donna che si veste come vuole, gestisce la propria vita autonomamente senza nessun aiuto, non deve necessariamente avere figli o essere sposata, ecc. Sicuramente starete pensando che tutto ciò dovrebbe essere dato per scontate visto che ci troviamo nel 21esimo secolo, ma fidatevi: non è così.

La domanda che ora vi pongo è la seguente: che cosa si aspetta la società odierna, quando parla di donna indipendente? Una risposta che potrei darvi è questa: una donna di potere nel 21esimo secolo è una donna che non è oppressa dall’uomo. Ora dobbiamo analizzare il significato che molti attribuiscono per oppressione da parte dell’uomo: da un lato abbiamo chi crede che le donne non debbano essere oppresse dal cosiddetto sesso forte, dalla società e dagli stereotipi femminili in generale, dall’altro abbiamo chi si concentra nell’attribuire il concetto di oppressione nei confronti di una donna da un punto di vista squisitamente modaiolo. Mi spiego: dimmi come di vesti e ti dirò chi sei.

Se vi mostrassi la foto di una donna che indossa un qualsiasi tipo di velo, che sia hijab, o niqab, o burka ecc. la prima cosa che vi verrebbe in mente è che questa donna è stata oppressa dal marito, dalla famiglia, dalla religione, dalla società in cui ha vissuto ecc. Ed è proprio qui che vorrei arrivare: per quale motivo attribuiamo il significato di donna indipendente ad una donna che necessariamente deve mostrare il proprio corpo? Per quale motivo una donna non ha la libertà di decidere di vivere una vita in maniera modesta? Nel 21esimo secolo è davvero necessario mostrare le proprie gambe per essere una donna indipendente? La risposta è no. Una donna indipendente ha il pieno diritto e la piena libertà di scegliere se mostrare il proprio corpo o meno, scegliere se sposarsi o meno, oppure se avere o non avere figli. Ma chi è che ha contribuito alla diffusione di questo concetto così tossico? La risposta che personalmente mi viene spontanea è che gran parte della manipolazione l’hanno gestita i media, che hanno riempito la testa alle persone facendogli credere che l’oppressione nei confronti di una donna equivale all’obbligarla nell’indossare ciò che l’uomo, la famiglia, la religione vuole, azzerando così il libero arbitrio di scegliere cosa fare del proprio corpo e imponendo uno stereotipo che vede una donna forte e determinata solo se “si scopre”.  Con questo non sto dicendo che una donna non è libera se mostra le gambe o le braccia, ma è per farvi riflettere su quest’idea di indipendenza femminile che è stata ribaltata dai media, come anche dai social, con il risultato della banalizzazione del reale concetto di empowered woman.  

Riflettiamo dunque: quando – noi donne – siamo davvero libere? E cosa significa essere libere? Non è facile dare una risposta a queste domande, me ne rendo perfettamente conto, eppure credo che soprattutto noi che saremo il futuro, dobbiamo quanto meno riflettere su cosa davvero vogliamo essere.

Suha Marmash, 4ALSU                                           

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