Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

domenica 17 gennaio 2021

I DISEGNI DI MANUEL

LA MUSICA NEL CUORE...

giovedì 14 gennaio 2021

El cuadro de la familia


Il dipinto El cuadro de la familia, come fu chiamato sino nel 1843, poi tramutato in Las Meninas, è stato realizzato dallartista Diego Velazquez nel 1656 su commissione del re Filippo IV di Spagna. È un olio su tela di grandi dimensioni, 318 x 276 cm, attualmente conservato al Museo del Prado di Madrid. Questo dipinto è stato oggetto di numerose riflessioni e analisi, interrogativi ricorrenti, al quale molti storici dellarte hanno cercato di dare una risposta: perché lartista, invece di raffigurare i sovrani nella loro fisicità, ha preferito rappresentare il loro riflesso in uno specchio? Perché ha deciso di collocare lo specchio in fondo alla stanza, al centro del dipinto? Come mai ha posto nel gruppo della famiglia reale anche il proprio autoritratto? Cosa rappresenta realmente il dipinto?

Cerchiamo di dare una risposta a tutti questi interessanti quesiti, ci aiutiamo – nel fare questo – osservando attentamente il dipinto e, soprattutto, contestualizzando il periodo storico e anche la psicologia dell’artista.

Possiamo subito anticipare che Velazquez voleva farsi ritrarre: lui non vedeva il ritratto come una macchina di stato, ma come uno specchio del suo invecchiamento, ecco perché ha preferito, anziché raffigurare i sovrani nella loro fisicità, rappresentare il loro riflesso in uno specchio. Filippo IV temeva invecchiare e un quadro avrebbe finito con l’essere una sorta di ritratto in perfetto stile Dorian Gray.

La penultima, o   perlomeno  l'ultima immagine in cui è  rappresentato  senza artifici è  la raffigurazione che gli venne fatta durante la presa di Fraga, nella guerra di Catalogna. Posò per tantissime ore al freddo, infatti Velasquez imponeva anche al Re delle pose estenuanti. Aveva un atteggiamento trionfale, ma un volto pallidissimo. Dopo questo il Re decise di non farsi più ritrarre per nove anni. Poi quello di cui stiamo appunto riflettondo, un dipinto di quando Filippo IV aveva 51 anni, in cui si risalta il suo decadimento fisico del volto e del corpo. Questo invecchiamento era visto dal Re come una metafora del declino dello Stato. Il re Filippo IV e la regina Marianna dAustria sono rappresentati in uno specchio. Questo simboleggia lo Specchio della Maestà” o Specchio del Principe”. Infatti il suo scopo è quello di rappresentare unimmagine ideale ed esemplare, una norma di condotta, di comportamento, di carattere e di pensiero, che non può essere di origine corporea. Lo specchio simboleggia quindi il riflesso di un ideale artistico e, in questo caso, il riflesso di un Principe Perfetto” cioè del re ideale e della regina ideale. 


Sulla parete in fondo, sopra la testa dellInfante Margherita e direttamente di fronte agli spettatori della scena dipinta, c’è uno specchio alto circa un metro in cui sono riflessi limmagine del re Filippo IV e della regina Marianna dAustria. Velasquez ha deciso di collocare lo specchio in fondo alla stanza, al centro del dipinto, così come centrale era la loro figura nella società dell'epoca. Proprio dal re e dalla regina dipendono le attività di tutti i cortigiani e le qualità morali della corte. La posizione dello specchio rappresenta uno dei punti nevralgici e uno dei tre punti focali della struttura della composizione. Inoltre è come se i reali fossero al nostro posto, infatti gli sguardi dei personaggi del dipinto sono rivolti verso il pubblico. Ci sono diverse interpretazioni sulla funzione dello specchio e sul perché sia stato messo proprio in quel luogo. Esso si trova di fronte alla tela che Velasquez sta dipingendo e questo, secondo Palomino, gli permette di mostrarci ciò che sta rappresentando nella tela e che noi non possiamo vedere, perché ci è visibile solo la parte posteriore. Secondo invece Michael Foucault lo specchio non dovrebbe riflettere la tela, ma il re e la regina in persona, di cui si certificherebbe la presenza al posto dello spettatore di oggi: noi siamo il re e la regina. Di conseguenza, i due regnanti stavano nel posto in cui avrebbe dovuto trovarsi Velasquez in persona dipingendo il quadro. Allora il soggetto e lautore del quadro si mescolano magicamente. Secondo il suo ragionamento quindi, se lo specchio non riflette la tela, ma il re e la regina in persona, allora nella tela sta dipingendo Las Meninas, quindi un quadro, nel quadro. Questa ipotesi però venne successivamente smentita e ritenuta più corretta quella di Palomino. 

Il dipinto Las Meninas si potrebbe paragonare ad un trattato per leducazione del Principe. Così Velasquez ha deciso di porre anche il proprio autoritratto nel gruppo della famiglia reale, per evidenziare la volontà di rispettare i propri doveri di cortigiano nelleducazione del principe. Ha deciso di ambientare lopera nel suo atelier con lo scopo di elevare la sua condizione di intellettuale. Inoltre, perché il suo studio è simbolo dello spirito, dellinvenzione, della creazione, dello studio degli ideali e della verità. Lui si rappresenta mentre sta dipingendo una grande tela, di cui però è visibile solamente la parte posteriore, quindi non si può sapere cosa stesse rappresentando. Secondo Palomino stava dipingendo limmagine del re e della regina, la cui immagine è riflessa nello specchio. Secondo Foucault, invece, stava rappresentando Las Meninas, ma successivamente questa teoria venne smentita. 

Il vero soggetto dellopera è lInfanta Margherita. La sua immagine può avere più significati: il ritratto del suo aspetto e della sua persona fisica e il riflesso naturale dei suoi genitori, ma anche le condizioni del suo essere e della sua educazione. La bimb infatti è stata raffigurata mentre stava in modo educato in posa, sotto la guida del riflesso del re e della regina.

Il dipinto rappresenta, anche, il terribile momento della posa, quella che Filippo detestava. Può significare, inoltre, la genesi” di un ritratto. Mostra come nasce il doppio ritratto del re Filippo e della regina Marianna. Velasquez però non immaginava di farci vedere il ritratto con gli occhi dellartista, ma con gli occhi del soggetto in posa. Si dovrebbe vedere il ritratto del re, ma in realtà si contempla la genesi del ritratto del re”. Si osserva lartista al lavoro e la macchina che doveva alleviare la noia del modello (i cortigiani, i nani, i cani e la figlia del re con le sue ancelle). Quindi langoscia del re, la sua noia e linsofferenza verso la lentezza di Velasquez sono il vero spettacolo. Il momento rappresentato nel quadro è la fine della posa del ritratto, la fine delle sofferenze. Si può notare infatti che il nano Nicolasito Pertusato sveglia con un piede il mastino del re, il cane che lo seguiva in tutti i suoi spostamenti. Inoltre un paggio apre la porta. Questo significa che la posa sta per finire e i sovrani possono lasciare latelier di Velasquez. Questultimo, infatti, sembra allontanarsi dal cavalletto per controllare se la sua opera è terminata e se può concedere al re la sua libertà. Il quadro vuole rappresentare la fine delle sofferenze di Filippo IV e fu questo il motivo per cui il re lo volle porre nel suo studio, uno spazio aperto a tutti.

La fine della posa ha però un significato metaforico, infatti allude allinvecchiamento del re e di Velasquez: moriranno poco dopo. Per il sovrano questa quadro rappresenta la liberazione, una libertà dalle costrizioni e dalle finzioni del governo, che solo la morte poteva dargli. Il senso più profondo di Las Meninas è quello di svelare le contraddizioni, i limiti, le sofferenze, le ambiguità del potere. Larte infatti celebra il potere, lo legittima, lo consacra da secoli. La libertà dellartista si insinua come una lama, restituendo la libertà a tutti e in particolare al re.

Martina Ferri, 4BLSU

martedì 12 gennaio 2021

I DISEGNI DI MANUEL

 





lunedì 11 gennaio 2021

“FACEBOOK: QUANDO UN SOCIAL TI SALVA LA VITA!”


Oggi non ci spostiamo in giro per il mondo, ma rimaniamo nella nostra provincia raccontando la storia di Valentina Casarola che grazie a Facebook ha potuto salvare la vita di un’altra donna.

Era un pomeriggio come tanti, quando Valentina scorrendo tra le varie pagine di uno dei social più usati quotidianamente s’imbatte in un post che la lascia molto perplessa, l’autrice infatti scrive “Niente non c'è la faccio più… Scusate mondo… Scusate figli miei”.

“Ho visto che molti le avevano scritto ma la donna non rispondeva!” Così Valentina, dopo un primo tentativo di contattare anche lei la donna, decide di non stare con le mani in mano e avverte subito il 112 di Fiorenzuola d'Arda che, dopo uno scambio di informazioni con la polizia postale, riesce a collegarsi con i colleghi di Milano, luogo di residenza della donna, e a trovare l’indirizzo della donna dove interviene una volante e un’ambulanza.

Tutta l’operazione si svolge in pochi minuti e fortunatamente la donna sta bene e dopo un colloquio con gli agenti sostituisce il post con un altro in cui scrive “Sto bene, ho appena parlato con la polizia. Grazie a tutti per avermi fermata!”

Così Valentina è riuscita a salvare un'altra vita, grazie a uno degli strumenti più criticati dalla società moderna, uno strumento visto come una rovina per i giovani. Tutte le cose hanno i loro lati negativi e i loro lati positivi, sta a noi capire come utilizzarli nella maniera giusta e Valentina c'è riuscita portando grande positività in un periodo dove la felicità tende a scarseggiare.

Complimenti ancora Valentina Casarola.

Cattani Martina 4^A L. S. U.

sabato 9 gennaio 2021

America: ancora violenza negli USA


Washington 6 gennaio 2021, ancora una volta le pagine dei notiziari di tutto il mondo pongono la loro attenzione sugli USA.

È pomeriggio, da noi in Italia sera, quando, nel corso di una riunione per parlare nuovamente dei risultati delle elezioni, il Palazzo del Congresso viene invaso da una “folla inferocita”. Questo gruppo che si fa chiamare PROUD BOYS è formato da vari sostenitori di Trump che, dopo le sollecitazioni dell’attuale presidente in carica, hanno manifestato il loro pensiero politico nel peggiore dei modi, disonorando uno dei luoghi simbolo della storia americana.

Sulle scalinate del Campidoglio se ne vedono di tutti i colori: da chi simula la morte di George Floyd ridendo a chi si traveste da presunto sciamano per profetizzare un’America senza futuro! Ma la cosa che porta a ricordare questo giorno come uno dei più brutti nella storia contemporanea statunitense è il nuovo sangue che scorre per strada. I manifestanti entrano armati e la polizia è costretta ad intervenire provocando così 4 morti e 13 feriti.

Il presidente Biden descrive questo scenario come un atto senza precedenti, mentre Trump non commenta dichiara solo che non sarà presente alla cerimonia di insediamento dell’avversario.

Ancora una volta abbiamo la dimostrazione di come la violenza generi altra violenza, perché se i manifestanti avrebbero agito in maniera pacifica la polizia non sarebbe intervenuta con lacrimogeni e molto altro e a quest’ora il rosso di troverebbe solo sulla bandiera e non nelle aule del Campidoglio.

Cattani Martina 4^ A L.S.U.

mercoledì 6 gennaio 2021

Gente d'Irlanda di Rossana Guarnieri


Londonderry 1921 guerra per l'indipendenza in Irlanda; questo è lo scenario che vede protagonista Pat, un giovane ragazzo di sedici anni, che con la sua famiglia e i suoi amici conosce la quotidiana serie di disordini e di violenze che insanguinano questo luogo.

Dopo un terribile incidente Pat e suo fratello, Sean, si uniscono ai guerriglieri dell'I.R.A. inizialmente per pure gioco ma subito dopo finiscono per rimanere coinvolti nella spirale senza fine delle bombe, degli attentati e della violenza, lasciando tutti, famiglia, amici e la loro città per fare i terroristi a Belfast.

Svolgeranno le loro missioni senza indugi, attenti ai loro doveri e sapranno riscattarsi ma questo avverrà con ulteriore spargimento di sangue.

 “A Belfast la primavera era meno primavera che a Londonderry; o forse, era la città che riusciva a soffocarla, a impedire di spaziare nelle strade”

Questo libro è veramente spettacolare, commovente ed emozionante; una storia che in pochi conoscono, le sventure che hanno accompagnato l'Irlanda nel 1921, quella guerra civile che ha visto stravolgere la vita di tantissime famiglie e bambini, che ha cambiato completamente le persone.

Pat durante la lettura del libro, cambia idee e pensieri, non è più quel ragazzo innocente che abbiamo conosciuto ad inizio libro, ma è pieno di rabbie, ansie e paure causate dalla guerra; e poi con l'arrivo di Beth, la ragazza dai capelli rossi alla quale è tanto affezionato, le sue emozioni saranno completamente offuscate.

Mi è piaciuto molto questo libro, l'autrice è riuscita a raccontare di argomenti molto forti in modo semplice e chiaro, facendo trapelare, attraverso i protagonisti, le loro emozioni, angosce e paure; un libro davvero bellissimo.

-Martina Signorile-

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CIAO CIAO 2020…


Le vacanze natalizie ormai sono sul punto di terminare, i panettoni sono stati mangiati quasi tutti e l’unica cosa che ci resta da fare è smontate il nostro amato albero di Natale. Il 2020 non è stato un anno qualsiasi ma è stato l’Anno con la A maiuscola che non dimenticheremo mai e di cui si sentirà parlare sempre nei nostri discorsi. “Ti ricordi quando…” sarà la colonna sonora di questa generazione perché mai ci saremmo aspettati di vivere una situazione del genere. Ma nonostante tutto, nonostante le lotte continue, le tragedie, i pianti e le perdite, le persone si sono rese conto che c’è qualcosa di molto più potente di tutto ciò: la solidarietà, la forza, l’amore. Perché si cambia, anche quando non ce ne accorgiamo. Forse un giorno, ci volteremo e guarderemo il 2020 con un piccolo sorriso e penseremo che sì, nonostante tutto siamo sopravvissuti e continuiamo ogni giorno a lottare a ad andare avanti. Abbiamo riscoperto il piacere di avere delle passioni, dei sogni, ma cosa più importante, secondo il mio modesto parere, abbiamo riscoperto di avere dei sentimenti, delle emozioni, degli stati d’animo che si davano per scontato fino a un anno fa. Nel bene e nel male ci siamo focalizzati tutti su aspetti della nostra vita che mai avremmo pensato di affrontare e potremmo aver perso o vinto tutto, ma non importa più ormai. È stato un Capodanno diverso perché non si dava il benvenuto a l’anno nuovo, ma si diceva addio a quello vecchio. In 17 anni non ho mai detto addio ad un anno in particolare, semplicemente speravo che l’anno dopo fosse migliore. Ma questa volta è diverso e credo, o almeno spero, che per altre persone sia così. 
Abbiamo odiato questo 2020 solo per il fatto che ci ha tolto via tutto, ma abbiamo urlato perché, ormai, non ci fa più paura.

Ciao ciao 2020, riprovaci un’altra volta, magari sarai più fortunato e ti farai apprezzare anziché odiare... e buon 2021 da tutta la redazione del Mattei’s blog.

Mariarosaria Cipolletta 4ALSU


lunedì 28 dicembre 2020

POSSIBILITA’ OCCUPAZIONALI NEL MONDO DEL LAVORO POST COVID... lo chiediamo agli esperti



L'Istituto Mattei riparte alla grande. 
Lo stop natalizio è servito per riprendere fiato e per rimodulare le incombenze da gestire, una fra tutte rispondere alla domanda: come sarà il mondo del lavoro post covid? 
Il quesito richiede riflessione e le risposte devono essere espresse dai professionisti. 
Ecco perché l'8 gennaio 2021 alle ore 18.00 il Mattei cercherà di fare luce ponendo la questione a quattro relatori di eccellenza.

Non mancate!

giovedì 24 dicembre 2020

Cambiare l’acqua ai fiori Di Valérie Perrin.


“Ha tirato fuori i registri delle sepolture, e in quel momento ho capito che era una persona singolare, che esistono donne che non somigliano a nessun'altra. Lei era qualcuno, non la copia di qualcuno.”

La nostra protagonista è Violette, la guardiana del cimitero di una cittadina chiamata Borgogna; ama il suo lavoro, ama curare e prendersi cura delle piante, ma soprattutto, ama consolare le persone che hanno bisogno di conforto.

Lavorando in un cimitero Violette è a stretto contatto con le famiglie dei defunti, c'è chi ha bisogno di indicazioni o invece chi ha bisogno di un fazzoletto per asciugarsi le lacrime, e la nostra guardiana è sempre a disposizione per tutti offrendo, a chi ne ha bisogno, una tazza di tè e qualche biscotto.  

“Quando qualcuno è andato, è andato. Tranne che nella mente di chi rimane, e la mente di un unico uomo è ben più grande dell’universo”.

A prima vista potrebbe sembrare una semplice lavoratrice che conduce la sua vita serenamente ma in realtà nasconde un una vita piena di misteri!

Tra passato e presente ci immergiamo in ricordi, avventure e segreti che mano a mano prenderanno forma e ti lasceranno sbalordita fino all’ultima parola.

 “E' un lusso essere proprietari del proprio tempo, lo ritengo uno dei più grandi lussi che l'essere umano possa concedersi”

Se dovessi riassumere questo libro con una sola parola, quella parola sarebbe ‘Dolcezza’, l’autrice ci avvolge con le sue dolci parole nel mondo di Violette, un mondo che inizialmente potrebbe sembrarci tutto rosa e fiori ma poi scopriamo essere tutt’altro.

Inizialmente questo libro mi è sembrato un po’ noioso, che raccontasse di una semplice signora e della sua triste vita ma poi mi sono rimangiata subito le mie parole, questo testo è un capolavoro, l’autrice è riuscita a inserire diversi temi forti come la violenza domestica, la perdita di un figlio, la solitudine e la depressione in un testo unico e travolgente, che ti appassiona talmente tanto da provare le stesse emozioni della nostra protagonista.

Ho adorato questo libro e quello che mi è piaciuto di più è stato il carattere di Violette, nonostante la drammaticità del suo vissuto non ha perso il suo animo nobile e in lei regnano sempre pace e ottimismo.

                                                                                   -Signorile Martina-

  “Crescerai in un altro modo nell'amore che avrò per te. Crescerai altrove, nei mormorii del mondo, nel Mediterraneo, nell'orto di Sasha, nel volo di un uccello, con l'alba e col tramonto, in una ragazza che Incontrerò per caso, nel fogliame di un albero, nella preghiera di una donna, nelle lacrime di un uomo, nella luce d'una candela. [...] Dove sarà il mio cuore, il tuo continuerà a battere” 

“Perché si va verso certi libri come si va verso certe persone? Perché siamo attratti da determinate copertine come lo siamo da uno sguardo, da una voce che ci sembra conosciuta, già sentita, una voce che ci distoglie dal nostro percorso, ci fa alzare gli occhi, attira la nostra attenzione e cambierà forse il corso della nostra esistenza?”.

Come descriverei questo libro? Intrigante, tenero, appassionante, commovente e ricco di colpi di scena!

Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia in un turbine di mille sfumature, tutte da scoprire!

Ciò che più ho apprezzato maggiormente di questo libro, a livello stilistico, è stata la tecnica del flashback utilizzata dalla scrittrice che, permette al lettore di scoprire la vita passata della protagonista, ciò che ha influito e contributo a renderla ciò che è diventata.

 “Parlo da sola. Parlo ai morti, ai gatti, alle lucertole, ai fiori, a Dio (non sempre gentilmente). Parlo a me stessa, mi interrogo, mi chiamo, mi faccio coraggio.”

 Come definirei “Cambiare l’acqua ai fiori”?  500 pagine da leggere tutte d’un fiato, caratterizzate da una dolcezza unica nel suo genere e da una crudele realtà difficile da accettare, il tutto corredato da bellissime frasi all’inizio di ogni capitolo.  Una lettura da non perdere assolutamente!!

“ Se la vita è solo un passaggio, almeno su questo passaggio seminiamo fiori 🌺 💐”

 -          Camilla Ziliani -

martedì 22 dicembre 2020

HOLIDATE


Cari lettori del Mattei siamo tornate con un nuovo film, questa volta natalizio, per poterci rallegrare un po'.

La storia racconta l’incontro di due ragazzi, Sloane e Jackson che, per una serie di vicissitudini personali, non sono ancora riusciti a trovare l’anima gemella.

E non è certo grazie all’aiuto della zia provolona o di una app di incontri popolare che il processo di ricerca si velocizza e porta i suoi frutti.

Sloane è stata lasciata dal fidanzato e intanto la sua famiglia le mette molta pressione. I parenti vogliono infatti che l’ultima figlia single si sistemi e porti un uomo di tutto rispetto alle cene di famiglia importanti. Jackson invece colleziona una serie di rapporti poco soddisfacenti e superficiali con ragazze che non sono fatte per lui, e odia passare le festività da solo. Quando incontra per caso Sloane al centro commerciale, decide di proporle uno scambio.

Dal momento che entrambi hanno bisogno di compagnia nelle occasioni di famiglia, Jackson potrebbe accompagnare Sloane alle cene di Natale e del 4 luglio, e lei potrebbe così mettere a tacere una madre che non si fa gli affari suoi. Seppure titubante, la ragazza accetta... come finirà?

Il film mostra come l’amore possa arrivare quando meno lo si aspetta, o quando si crede che ormai sia giunta l’ora di rassegnarsi.

Il messaggio, di conseguenza, è di non smettere di sperare mai che arrivi la persona giusta, pur con le sue imperfezioni.

Una persona abbastanza coraggiosa da decidere di sceglierci “anche se”. Lo stratagemma del “festa-amico” si inserisce proprio in questo quadro: Sloane e Jackson credevano di avere trovato un modo per sfuggire all’impegno di conoscersi davvero e di potersi anche innamorare.

Un amico da accompagnare alle festività e poi il resto dell’anno ognuno per i fatti propri.

Ma è davvero possibile?

Per essere due sconosciuti, i protagonisti hanno trascorso insieme tutte le occasioni sociali più importanti. 

Holidate ci ricorda con dolcezza che i nostri piani vanno per aria quando si parla d’amore, e che forse è anche bello così.

Come sempre vi lasciamo il trailer per chi si fosse interessato

Holidate con Emma Roberts | Trova la compagnia perfetta | Trailer ufficiale (in ITALIANO) | Netflix

Selia e Katia, 3ALSU