Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

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mercoledì 31 maggio 2023

LA REGINA CARLOTTA: una storia di Bridgerton

Bentornati cari lettori del Mattei’s Blog, la vostra lady Whistledown è tornata con una storia degna di questa autrice, chi meglio della vostra scrittrice preferita può parlare della storia della donna più potente di tutta l’Inghilterra!

La serie spinoff di Bridgerton racconta il primo anno di matrimonio tra la Regina Carlotta (India Amarteifio) e il Re Giorgio III (Corey Mylcreest).
La Regina Carlotta, nobile delle colonie, viene promessa in sposa al Re Giorgio, erede al trono Inglese, contro la sua volontà.
Quest’ultimo è sfuggente e sembra celare un segreto, nessuno a Corte è infatti intenzionato a fornire alcuna informazione su di lui.
Carlotta, decide pertanto di scappare per evitare un destino infelice.
Giorgio stesso la sorprende però nel suo tentativo di fuga e la scoraggia dal commettere un’azione di cui potrebbe pentirsi.
Tra i due la reciproca attrazione è evidente dal primo incontro.
Re Giorgio, è però schivo e si rifiuta di passare tempo con la moglie relegandola da sola a Buckingham Palace.
Non accettando i comportamenti del marito Carlotta cerca un confronto, scoprendo delle verità sconcertanti, che potrebbero farle cambiare idea sul suo matrimonio.

"La Regina Carlotta" è sicuramente una serie più matura rispetto a Bridgerton, proponendo una storia d’amore malinconica e a tratti tragica.
Riesce a mantenere però tutti gli elementi che avevano reso la serie tanto apprezzata tra il grande pubblico. Conservando scene passionali e appariscenti,
la storia raccontata è però meno leggera e propone una prospettiva diversa sul matrimonio, mostrando anche i lati più negativi e oscuri.
Nonostante Shonda Rhimes sia uscita fuori dagli schemi, non solo è riuscita a proporre un prodotto al livello di quelli precedenti, ma è stata capace di renderlo migliore.
La produttrice non ha infatti avuto paura di osare e proporre al grande pubblico un nuovo volto della saga di Bridgerton.
Abbandonando il solito cliché del vissero tutti felici e contenti, mostra una storia d’amore dolceamara, fatta di compromessi e sofferenza, attraverso una sincerità disarmante abbattendo gli stereotipi fiabeschi.
Rhimes si spinge oltre la facciata di perfezione delle romcom e paradossalmente mostra gli aspetti meno romantici dell’amore, non per questo meno significativi.
Importanti anche temi sociali quali l’integrazione.
Carlotta è infatti scelta dalla madre di Giorgio per il cosiddetto Grande Esperimento, ovvero cercare di integrare diverse etnie all’interno del ton.
Una fase molto delicata per la monarchia inglese che porterà alla creazione del mondo utopico di Bridgerton.

Le donne sono le vere protagoniste di La Regina Carlotta, costrette a continui soprusi da parte degli uomini che le hanno rese forti e indipendenti, capaci di abbattere stereotipi sociali e far sentire la propria voce.
Vediamo Carlotta alle prese con la difficile situazione del marito e le sue responsabilità da regina allo stesso tempo. Lady Danbury (Arsema Thomas), disposta a tutto pur di proteggere i propri interessi e indipendenza e la madre di Giorgio, che seppur in modo controverso cerca di fare del suo meglio per proteggere la reputazione della corona.
Bridgerton era stato fortemente criticato dal pubblico, perché nonostante la sua capacità di creare una società utopica in cui tutto era possibile aveva escluso numerose tematiche contemporanee, tra cui la salute mentale.
Giorgio è un personaggio profondamente complesso, cresciuto con numerose pressioni per la sua grande responsabilità nei confronti del paese, sentendosi per questo costantemente inadeguato.
La sua follia si trasforma pertanto in un modo per sfuggire alle difficoltà della vita quotidiana.
La malattia incurabile e incontrollabile abbatte la facciata di perfezione faticosamente costruita e lo rende umano.
Un uomo in cerca di comprensione dalla donna che ama.
Nonostante molti spettatori avrebbero desiderato un cameo da parte dei protagonisti di Bridgerton, non ne sentiranno la mancanza.
I personaggi sono in grado di riempire brillantemente i vuoti lasciati dalla loro non apparizione.
La storia dopotutto racconta le esperienze di tre donne mature e di come una volta passata la giovinezza, cambi la concezione dell’amore, lasciando spesso rimpianti e ricordi dolorosi con cui fare i conti.
La scelta di produrre uno spin off prima dell’uscita della terza stagione, seppur azzardata, è vincente e getta nuove basi, dando rilievo a personaggi altrimenti secondari.
La serie è un piccolo “diamante” che brilla di luce propria senza il bisogno di essere legato necessariamente a Bridgerton.
È una serie coinvolgente e autoconclusiva che non lascia questioni in sospeso.
Il racconto di una storia d’amore colma di sfumature, costellata da difficoltà e ostacoli, che spezza la monotonia delle storie a lieto fine e mostra che spesso nella vita e nelle relazioni saranno necessari compromessi non sempre facili e con possibili risvolti infelici.
La Regina Carlotta insegna che l’amore è fatto anche di sofferenza e scelte, che non per questo lo rendono meno bello
 
 
Il mio voto è 9/ 10
Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il trailer:
https://youtu.be/pUWoFZKnhfw

Alla prossima recensione, 
KATIA BINELLI - 5^A LSU

p.s.: piccola nota d’onore al nostro re preferito: sei bellissimo!!


lunedì 17 aprile 2023

THE NIGHT AGENT

Cari lettori del Mattei's Blog, siete pronti per un’ intrigante storia che ci porta nel cuore della Casa Bianca!? 

The Night Agent è una serie Netflix ispirata all’omonimo romanzo di Matthew Quirk, disponibile dal 23 marzo 2023, creata da Shawn Ryan (già produttore di The Shield e S.W.A.T.), con protagonista Gabriel Basso.

La serie ruota attorno a Peter Sutherland, un giovane agente dell’FBI che durante un viaggio in metropolitana intuisce un pericolo e sventa un attentato terroristico.

Nonostante questo, con un salto temporale di diversi mesi lo ritroviamo centralinista alla Casa Bianca.
 
Peter deve rispondere ad un telefono molto particolare: è il telefono a cui chiamano i Night Agent, spie sotto copertura in missioni speciali che solo in caso di estremo pericolo possono chiamare quel numero.
Una notte il telefono squilla: è Rose, una donna che ha assistito all’aggressione dei propri zii in casa e che ha avuto il numero speciale proprio dallo zio.
In questo modo, Peter viene coinvolto in un complotto intricato e pericolosissimo, pieno di imprevisti e colpi di scena.

Nel caso della nuova creazione di Shawn Ryan, The Night Agent, lo show non brilla certo per originalità, virtuosismi narrativi o registici né per spessore qualitativo, eppure è certo che la serie in 10 episodi è strutturata con intelligenza e una buona dose di professionalità in maniera tale da catturare lo spettatore nelle spire dei suoi continui rovesciamenti di trama e di un ritmo che non lascia fiato.

The Night Agent sembra qualcosa che viene fuori dal gorgo del tempo: una storia classicissima con spie, agenti segreti, misteri politici e intrighi personali, storyline che si accumulano una sull’altra sciogliendo di volta in volta i nodi in sospeso e contemporaneamente aggiungendone di nuove, in un perenne turnover.
Il gusto è prettamente vintage, con tematiche ampiamente mainstream che però si rivolge ad un’utenza adulta che non si prende troppo sul serio.
Certo è che forse il primo episodio è fin troppo esplosivo nel suo mettere in campo tutte le pedine e le tracce narrative creando inevitabilmente un dislivello con il passare delle puntate.
La sceneggiatura punta tutto su un incipit travolgente, per poi all’improvviso diluirsi in tanti rivoli che devono riempire una prima stagione che forse, considerando la storia, avrebbe avuto uno svolgimento più efficace se ristretta in meno tempo.
 
Gabriel Basso è un protagonista carismatico, con un carattere in punta di penna che sa equamente dividersi tra freschezza teen e consapevolezza classica: anche se in questo senso paga lo scotto di un’uscita fin troppo ravvicinata a The Recruit, altra serie mistery/spy che ha ben altro spessore, perché pur rinunciando alla piacevolezza affabulatrice ad un intreccio più complesso e meno piacione.

The Night Agent è una serie che sa essere avvincente e si crea un suo pubblico usando gli ingredienti giusti che però sembrano fin troppo studiati a tavolino.
Piace perché deve piacere, e la lunghezza del racconto mostra i suoi punti deboli strutturali e creativi.
Tutto è efficace ma senza guizzi: dalla regia alla recitazione, dalla sceneggiatura al comparto tecnico.
 
Il mio voto è 7/10
 
Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il trailer:
https://youtu.be/4DsKXqyUSpk
 
 
Alla prossima recensione! 
KATIA BINELLI - 5^A LSU  

domenica 19 marzo 2023

TENEBRE E OSSA - II STAGIONE : storia di magia ed amore

Cari lettori del Mattei's Blog, la vostra Grisha preferita è qui per raccontarvi la storia di magie e amore che si è svolta nel mondo lontano di Rakva .
Credendo di aver ucciso Kirigan (Ben Barnes), Alina (Jessie Mei Li) e Mal (Archie Renaux) si mettono in viaggio per cercare gli ultimi due amplificatori, l’Uccello di Fuoco e la Frusta Marina, gli unici che possono aiutare l’Evoca Luce a distruggere per sempre la faglia. Nel frattempo, i Corvi, ai quali si aggiunge Nina (Danielle Galligan), cercano vendetta nei confronti di Pekka Rollins (Dean Lennon Kelly), nelle cui mani è intrappolata tutta Katterdam.
Intanto l’Oscuro è sopravvissuto alla Faglia e all’attacco dei Volcra, dalla quale ne è uscito insieme a dei mostri d’ombra. La sua missione è quella di intercettare Alina, la quale nel mentre è riuscita a tornare a Ravka, stringendo una potente alleanza con il principe Nikolai Lantsov (Patrick Gibson).
 
L’episodio conclusivo di Tenebre e Ossa, ha visto la (presunta) sconfitta dell’Oscuro da parte di Alina e i Corvi. L’unico problema resta la Faglia, terra di mezzo assediata dai Volcra, che continua a dividere Ravka dal resto del continente.
Tenebre e Ossa 2 riprende il viaggio lasciato in sospeso, con Alina e Mal in rotta verso altre terre, alla ricerca di nuovi alleati con i quali potersi unire.

La struttura narrativa della serie torna a modellarsi con sapienza su due differenti binari, Alina e Mal da una parte e i Corvi dall'altra, pur rimanendo entrambi legati dall'obiettivo comune di annientare la Faglia.
Alcuni ambienti in cui i personaggi si barcamenano li identifichiamo subito poiché già noti, come per esempio l’oscura Katterdam, nella quale infiammano rivolte. Altri, invece, sono lande da scoprire, governate da culture e tradizioni diverse, come il Regno orientale di Shu Han, dai tratti orientali.
Questi popoli, seppur dissimili, sono accomunati da un senso di risentimento nei confronti dell’Evoca Luce, alla quale attribuiscono la colpa d’essere stata braccio destro di Kirigan. Eppure, nell’affresco di Tenebre e Ossa 2, ci interfacciamo con un Alina matura e risoluta che, distaccatasi da Alexander, assume finalmente una propria identità. Infatti, non si lascia sopraffare dagli eventi e dalle emozioni, se non quelle d’amore rivolte al suo Mal. Il suo carattere è solido,  reso più forte da sconfitte, dolori e consapevolezze, e mira alla giustizia e alla vendetta al tempo stesso, prima sussurrata con timore e ora promessa a gran voce. Inoltre, è pieno di sfumature e sfaccettature, messe in evidenza dagli ostacoli incontrati lungo il cammino, i quali rendono Alina molto più umana e bilanciata di tanti altri eroi rappresentati dal solo Bene. Lei diventa un personaggio su cui Tenebre e Ossa 2 edifica il suo centro con fermezza, consapevole che la sua evoluzione potrà reggere il peso di tutto il lodevole world building.
 
Tenebre e Ossa 2, oltre a rimanere narrativamente e strutturalmente fedele al suo mondo complesso e stratificato, dosato negli snodi narrativi ma ricco di dettagli, è anche una serie che mette le radici nel genere Young Adult.
La prima stagione era riuscita a soppesarne la natura proponendo tematiche molto intricate, che spaziavano dalla guerra alla lotta contro la tirannia, fino a ragionare su temi razziali.
Ora, però, freme la necessità di trattare argomenti non ancora maneggiati, fra questi l’amore declinato nelle sue forme più distinte e variegate. Infatti, in questo nuovo capitolo è l’amore a dettare le regole e a spingere i protagonisti a reagire; che sia un fratello, un compagno o un amico, è l’unico sentimento da cui i personaggi attingono per recuperare forze ed energia.
L’amore diviene l’antidoto della guerra, quella civile di Ravka, quella di Ravka contro Fjierda e Shu Han, e quella dei popoli contro l’Oscuro. 
Inoltre, ci si lascia andare ad una scrittura più morbida, che pur mantenendo i suoi intrecci politici e razziali, scivola dolcemente in un sentimentalismo genuino, il quale riesce a trovare il suo giusto spazio nella macro-storia senza risultare stucchevole e ridondante, ma funzionale al progredire dei rapporti.

C’è poco da dire, “Tenebre e Ossa” ci stupisce ancora una volta: l’atmosfera fantasy che ci aveva entusiasmato nella prima stagione, è stata replicata benissimo.
Le scene di azione sono eseguite con qualità e gli effetti visivi sono sicuramente migliorati. Se nella prima stagione non eravamo riusciti a essere molto coinvolti dal punto di vista emotivo, nella seconda questo bisogno viene soddisfatto: i personaggi sono analizzati più in profondità e vengono sviluppati molto meglio; questo ovviamente avviene sia per i vecchi sia per i nuovi protagonisti, ai quali sicuramente vi affezionerete molto e in poco tempo.
 
Per quanto riguarda le tematiche, se si va nello specifico, purtroppo sono argomenti che abbiamo visto migliaia di volte. Razzismo, campanilismo, odio per il diverso.
Nonostante questo, “Tenebre e Ossa“, riesce comunque nel suo intento di trasportarci in questo mondo pieno di magia e oscurità, di luce e ombra.
Una cosa che i fan hanno apprezzato già dalla prima stagione, è la fusione tra i libri della trilogia originale (appunto “Tenebre e Ossa“) e quelli dello spin-off  “Sei di Corvi“. Questa unione ha fatto sì che i personaggi dei due filoni narrativi non solo interagissero fra loro, cosa che nei libri non accade.
Non solo interagiscono, ma anche che si aiutino a vicenda, creando un elemento di “novità” anche per chi aveva già letto i libri.
 
Il mio voto è 8/ 10
 
Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il trailer: https://youtu.be/F8BOSn_TGB4
 
Alla prossima recensione!
KATIA BINELLI - 5^A LSU
 
p.s mi dispiace per Mal ma Alexander resterà sempre il mio amore (ed anche Kaz ha il suo perché)

domenica 5 marzo 2023

LA LEGGE DI LIDIA POËT - l'avvocatessa rivoluzionaria

Cari lettori del Mattei’s blog, la vostra amata Katia è stata appena processata e grazie al cielo è stata assolta! E tutto grazie alla mia avvocatessa…


Lidia Poet è stata una rivoluzionaria, un’avvocatessa tenace e dedita alla sua professione e ai suoi clienti prima ancora che il termine  - avvocatessa - avesse ragione di esistere.

Lidia è vissuta nella Torino di fine ‘800, ed è lei la protagonista della nuova serie Netflix in sei episodi La legge di Lidia Poet.
Questa serie si i presenta al pubblico come un legal drama in costume, composto da episodi dalla durata di 40 minuti ciascuno, incentrati sulla vita e le vicende della prima donna in Italia ad entrare nell’Ordine degli Avvocati, interpretata dalla talentuosa Matilda De Angelis, attrice italiana conosciuta ed apprezzata anche oltre Oceano.

Accanto alla giovane attrice troviamo: Eduardo Scarpetta nei panni del giornalista Jacopo Barberis e Pier Luigi Pasino in quelli del fratello di Lidia, Enrico Poët. Sara Lazzaro e Sinéad Thornhill  vestono rispettivamente i panni di Teresa Barberis, moglie di Enrico e Marianna Poët, la loro figlia e infine, Dario Aita interpreta Andrea Caracciolo.

Alla fine del 1800 una sentenza della Corte d’Appello di Torino dichiara illegittima l’iscrizione di Lidia Poët all’albo degli avvocati, impedendole così di esercitare la professione solo perché donna.
Senza soldi ma piena di orgoglio, Lidia trova un lavoro presso lo studio legale del fratello Enrico, mentre prepara il ricorso per ribaltare le conclusioni della Corte.

È questa la trama da cui La legge di Lidia Poët, prende vita e si sviluppa cercando di raccontare in modo accattivante la storia di una donna realmente esistita che si è battuta per poter esercitare la professione d’avvocato in un mondo pervaso da leggi non scritte e retaggi culturali che glielo impedivano.
Lidia Poët è stata una rivoluzionaria, una donna che ha aperto le porte a molte altre verso una realtà che sembrava lontanissima, se non impossibile da raggiungere. 

Matilda De Angelis la riporta in vita in una versione romanzata, e questa è sicuramente la carta vincente per avvicinare la sua storia al pubblico: infatti il suo personaggio è sicuramente una donna coraggiosa e controcorrente ma, nella finzione cinematografica sfodera anche inaspettate doti investigative alla Sherlock Holmes, ci mostra le sue passioni e il suo desiderio di voler vivere libera ogni aspetto della sua vita, compreso quello della seduzione.
Una rappresentazione dai toni così moderni e sfacciati può risultare in contrasto con il contesto storico ma è funzionale per coinvolgere il giovane pubblico.

La struttura narrativa de La legge di Lidia Poët è semplice: la serie si sviluppa come un classico giallo con un caso da risolvere per ogni episodio. Ci viene mostrato il personaggio di Lidia destreggiarsi tra aule di tribunale e interrogatori, mantenendo viva l’attenzione e la curiosità anche grazie alle bellissime location (la serie è stata interamente girata a Torino).
Ci troviamo, quindi, dinanzi ad un light procedural in costume dalle sfumature rosa, che con la sua semplicità intrattiene nel modo giusto riuscendo anche ad amalgamare dignitosamente la trama orizzontale a quella verticale.

Il mio voto è 8/10
 
Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il link del trailer: https://youtu.be/VCttxLaikW0
 
Alla prossima recensione! 
KATIA BINELLI - 5^A LSU

domenica 26 febbraio 2023

MARE FUORI 3 - amore e caos


Ben ritrovati, cari lettori del Mattei’s blog! la vostra amata Katia è stata appena scarcerata ed è pronta per raccontarvi se veramente “ce sta o’ mar’ for’”.
 
Allo scoccare della mezzanotte del 13 Febbraio, dopo quasi due settimane d’attesa RaiPlay ha rilasciato in anteprima streaming gli ultimi sei episodi di Mare fuori 3.
Con il rilascio degli ultimi episodi la serie ha raggiunto un nuovo record: circa 12 milioni di visualizzazioni per un totale di 5,7 milioni di ore viste, nella sola giornata di lunedì 13.

Mare fuori è diventata in breve tempo un vero e proprio fenomeno di massa tanto che, nonostante le attenzioni la scorsa settimana fossero tutte puntate sulle schermaglie di Sanremo, i fan in attesa non si sono dimenticati che da lì a pochi giorni finalmente avrebbero potuto vedere la chiusura della terza stagione restando sempre attivi sui social.
Sul palco dell’Ariston gli attori che interpretano i ragazzi interrotti dell’IPM di Napoli hanno cantato tutti insieme la ormai iconica canzone: “O mar for”, sigla della serie.

Dopo il sesto episodio di Mare fuori 3, durante il quale vediamo chiudersi definitivamente il varco aperto attorno al personaggio di Viola (Serena de Ferrari), la storia continua mettendo per un po’ in secondo piano alcuni degli eventi avvenuti durante i primi episodi per dare spazio ad una serie di dinamiche che portano a grandi e inaspettati cambiamenti.
All’interno dell’IPM le cose sembrano peggiorare di giorno in giorno ma anche fuori non vanno affatto meglio.

Con l’avanzare del tempo l’agognata libertà per Filippo (Nicolas Maupas) e Naditza (Valentina Romani) si è trasformata in un ostacolo più grande del loro amore.
La vita da fuggitivi senza soldi e possibilità ha portato solo guai e sofferenza e forse la strada giusta è fare un passo indietro, accettare la sconfitta e ricominciare.

Così come per Filippo e Naditza è arrivato il momento di prendere delle decisioni, seppur dolorose, anche per Beppe (Vincenzo Ferrera) e Kubra (Kyshan Wilson).
Per loro è giunto il momento di affrontare la verità e provare a costruire un rapporto tra padre e figlia sincero, senza che le bugie annientino la possibilità di raggiungere una stabilità.

A dover prendere la scelta più importante, però, è Edoardo (Matteo Paolillo), dati gli eventi che lo coinvolgono deve fare chiarezza su ciò che desidera davvero per il suo futuro. Dopo aver rischiato tanto, la strada della criminalità e delle faide fratricide è ancora quella che ritiene più giusta per arrivare dove vuole?          
Non è possibile cancellare il male ma si può affrontare e sconfiggere se lo si vuole fare.

Mare fuori ci ha abituato agli addii e ai cambiamenti e anche questa volta con il destino dei protagonisti non fa eccezioni o sconti.
Una cosa è certa, che si tratti di un personaggio principale o di uno secondario, non è possibile dare per scontato la sua presenza nella prossima stagione.

Uno dei grandi punti interrogativi con il quale Mare fuori 3 ha lasciato i fan è proprio il rapporto tra Rosa Ricci (Maria Esposito) e Carmine Di Salvo (Massimiliano Caiazzo). 
I due sono entrambi cresciuti a stretto contatto con le dinamiche criminali e appartengono a famiglie rivali da sempre in guerra fra di loro ma all’interno dell’IPM, nonostante l’iniziale tentativo di Rosa di uccidere Carmine per vendicare la morte del fratello, hanno instaurato un legame speciale che non riescono più a nascondere.
Per Rosa resta impossibile pensare di avvicinarsi in modo così intimo ad una persona che per tutta la vita le hanno insegnato a vedere come un nemico da distruggere e cerca di reprimere i suoi sentimenti. Invece Carmine è sempre più convinto che il loro dolore li unisca e per questo non demorde e prova in tutti i modi a far crollare i muri eretti da Rosa.
Ci troviamo di fronte, dunque, ad una storia d’amore ostacolata ancor prima di nascere da un sistema che non da possibilità a chi non sta dalla stessa parte.

Nel finale di stagione di Mare fuori 3 molte delle dinamiche messe in moto non hanno una conclusione (chi avrà sparato alla fine?)
La serie è stata confermata per altre tre stagioni e le lavorazioni della quarta inizieranno a breve, quindi non ci resta che sperare che la prossima stagione possa essere all’altezza e far chiarezza nel caos lasciato in sospeso.
Giunti alla fine non posso che augurarvi di trovare il vostro Mare Fuori!

Il mio voto è 9/ 10
 
Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il trailer: https://youtu.be/azk84tpR5VI
 
Alla prossima recensione! 
KATIA BINELLI - 5^A LSU
 
p.s.:serie secondo voi Ciro è veramente morto? Secondo me no…

lunedì 20 febbraio 2023

CALEIDOSCOPIO - una rapina "a colori"

Se a voi piacciono i film su grandi rapine, menti intelligenti, mistero e creatività, "Caleidoscopio" è la serie che fa per voi! Un abile ladro e il suo equipaggio tentano un'epica rapina del valore di 7 miliardi di dollari, ma il tradimento, l'avidità e altre minacce rovinano i loro piani. 

Leo Pap, il Danny Ocean di un gruppo di ladri disadattati, è stato trascinato di nuovo nella vita criminale per un colpo personale. È intelligente, motivato e attento ai dettagli, forse anche abbastanza scaltro per farla franca con la rapina perfetta. La sua più stretta alleata è Ava Mercer, avvocato di alto profilo, ma anche specialista di armi e vecchia amica di Leo. I fastidiosi membri più giovani della troupe sono Judy Goodwin e la mina vagante di suo marito di nome Bob, Stan Loomis che è un contrabbandiere e vecchio compagno di cella di Leo in prigione. Infine RJ, l'ultimo membro del team, è un ingegnere e un abile meccanico che funge da pilota del team. 

Ovviamente, ogni buon progetto di rapina ha bisogno di un nemico, e questo ruolo è ricoperto da Roger Salas, un titano del mondo aziendale che ha un vecchio legame con Leo. Lavora con un altro personaggio collegato a Leo di nome Hannah, mentre due agenti dell'FBI ovvero Agente Abbasi e Agente Toby sono ossessionati dall'enorme rapina che hanno intravisto in arrivo ma che potrebbero non essere in grado di fermare.

"Caleidoscopio", creato da Eric Garcia, è il drama di un furto progettato in modo molto originale. Lo spettatore può guardare sette dei suoi otto episodi in qualsiasi ordine.  Al posto di numeri, agli episodi vengono assegnati i colori mostrati sull'interfaccia Netflix degli utenti in sequenze diverse; in questo modo si può scorrere gli episodi nell'ordine in cui sono presentati o saltare da uno all'altro in modo casuale.  Tuttavia "Bianco", il finale, dovrebbe sempre essere guardato per ultimo. 

In diverse interviste, Eric Garcia ha affermato che l'idea di guardare i primi sette episodi della serie in qualsiasi ordine ha costretto lui e il suo team di sceneggiatori a garantire che gli episodi fossero più simili a racconti antologici che a una trama continua. Lo spettatore viene reintrodotto ai giocatori in molti modi diversi così che non si perda se non ha guardato gli episodi precedenti e, il puzzle di ciò che è accaduto prima, durante e dopo la rapina viene visto in modo diverso a seconda dell'ordine in cui si guardano gli episodi. Così ogni spettatore ha un'esperienza unica nella visione della serie.

Ad ogni modo, Caleidoscopio è un dramma di rapina che presenta gli stessi punti focali di qualsiasi film di questo genere. Si raduna la  squadra, si fa il piano, lo si esegue, la situazione va male, le persone si rivoltano l'una contro l'altra, infine o si riesce a scappare da ricchi sfondati o si va in prigione. Inoltre, alcuni episodi sono ambientati nel passato o nel futuro e le situazioni sono descritte anche dal punto di vista delle forze dell'ordine. 

Ogni episodio consente agli spettatori di entrare nella rapina in un punto diverso con un codice colore diverso.  Ad esempio, c'è "Giallo: 6 settimane prima", "Rosa: 6 mesi dopo il colpo" e "Viola: 24 anni prima del colpo". L'ordine degli episodi che corrisponde all'ordine cronologico degli eventi è Viola (24 anni prima del colpo), Verde (sette anni prima), Giallo (sei settimane prima), Arancione (tre settimane), Blu (cinque giorni), Bianco (il giorno del colpo), Rosso (la mattina dopo), Rosa (sei mesi dopo il colpo). Tuttavia questo ordine può essere sovvertito, basti che si rispetti l'unica regola: guardare Bianco per ultimo!

È una serie tv che vale la pena guardare: consigliatissima!
E voi, in quale ordine di colori la guarderete?

PRABH KAUR - 3^B LS 

domenica 5 febbraio 2023

CALL MY AGENT - ITALIA

 Cari lettori del Mattei’s Blog, oggi vi propongo una nuova serie!!


Quando è arrivata anche sui nostri streaming Chiami il mio agente! (o, se preferite l'originale, Dix pour cent) abbiamo puntato il dito verso lo schermo, come fa Leonardo DiCaprio in C'era una volta a... Hollywood, e detto: “ma questa è la Boris francese”!

Ambientata nel mondo del cinema invece che in quello della televisione, la serie racconta le vicende quotidiane in una delle più importanti agenzie parigine di talenti cinematografici.
Il successo è stato così grande e così internazionale da portare diversi paesi ad acquistare i diritti dello show ideato da Fanny Herrero per farne un remake.
Tra la versione indiana (di cui siamo curiosissimi) e quella inglese, arriva ora anche quella italiana.
Dal 20 gennaio su Sky e in Streaming su NOW, Call My Agent - Italia fa la cosa più intelligente possibile: seguire la lezione dell'originale adattando però personaggi e situazioni al nostro paese.

La struttura è esattamente quella di Chiami il mio agente!: l'agenzia di spettacolo non si chiama più SKA ma CMA, come il suo fondatore, Claudio Maiorana.
I protagonisti sono sempre una veterana del mondo degli agenti, Elvira (Marzia Ubaldi, nell'originale Arlette), lo stratega Vittorio (Michele Di Mauro, versione italiana di Mathias), la super rombante Lea (Sara Drago, ovvero l'equivalente di Andréa), e Gabriele (Maurizio Lastrico, a lui non hanno cambiato nemmeno il nome), il pezzo di pane del gruppo.

Quando il grande capo decide di non tornare più e ritirarsi, per tutti loro è il caos: cosa dire ai clienti?
Che fare con le quote di Claudio?
Come fatto da Ludovico Bessegato con Skam Italia, fino a ora forse il miglior adattamento televisivo mai fatto, almeno negli ultimi anni, Lisa Nur Sultan (al momento una delle nostre migliori sceneggiatrici, suoi il film Sulla mia pelle, la serie Circeo e il recente Beata te), con un'operazione degna del miglior alchimista, è riuscita a rimanere fedele al materiale di partenza, cambiando però dove necessario per renderlo più nostro.
Non solo: Call My Agent - Italia, oltre a essere più simile a noi, tiene conto anche degli anni passati dall'uscita dell'originale, ormai datato 2015.
Il grande capo qui non muore improvvisamente, ma decide di cambiare vita, perché stufo di Zoom e del conto dei followers.
Si parla di "grandi dimissioni", di cui, da dopo la pandemia, siamo stati tutti testimoni.

"In un mondo in cui esiste Bali perché dovrei morire a Prati?", dice. 

Da una parte ha ragione, anche se potrebbe andargli molto peggio, visto che è uno dei quartieri più ricchi di Roma.
Il resto lo fanno i motorini e il caffè con la moka: due cose che non sono stereotipi, ma danno subito l'idea di quotidianità tricolore. E soprattutto la lingua: la comicità francese è diversa dalla nostra, così come il modo di imprecare. Là dove nell'originale si dicono i più eleganti, anche se volgari, "merde" e "putain", qui da noi c'è il romanissimo "li mortacci tua", con tanto di gesto ad accompagnare. 

Inutile dire che, oltre alla scrittura, la forza di Call My Agent - Italia sta nel cast: come nell'originale, sono stati scelti per i ruoli degli agenti, i veri protagonisti, attori bravissimi ma dai volti meno conosciuti dal grande pubblico, in modo da creare una differenza tra i personaggi di finzione e le star che interpretano se stesse. Marzia Ubaldi, con la sua voce magnifica, è il collante tra tutti quelli che lavorano alla CMA.
Michele Di Mauro è bravissimo, mentre Sara Drago e Maurizio Lastrico dopo questa serie siamo certi che li ritroveremo sempre più spesso in altri film e serie. Menzione di merito anche per Francesco Russo, che ha il ruolo di Pierpaolo, l'assistente di Gabriele: si era fatto già notare in A Classic Horror Story, ma qui conferma di essere uno dei nostri migliori talenti emergenti.

La vera sorpresa, però, sono i big del cinema italiano, che si prendono in giro consapevolmente, divertendo. Paola Cortellesi scherza sull'età che avanza ma ci mette il suo inconfondibile candore, risultando ancora più divertente. Pierfrancesco Favino è l'attore che rimane intrappolato nel suo personaggio, non esageriamo, è ancora meglio dell'originale: famoso per la sua bravura con gli accenti, si cimenta in una versione comica di Che Guevara memorabile. Stefano Accorsi invece è il nostro Isabelle Huppert: come lei dice di sì a tutto, per poi impazzire quando gli impegni si sovrappongono. Molto bravo e molto autoironico, tanto da coniare un nuovo meme: "da una nuova idea di Stefano Accorsi". 

Un'altra perla di Call My Agent - Italia è poi la coppia Emanuela Fanelli - Corrado Guzzanti: una gioia vederli insieme. Il vero capolavoro Call My Agent - Italia è però il secondo episodio, quello con Paolo Sorrentino. Nonostante in molti lo ritengano forse un po' antipatico, Sorrentino ha già dimostrato in passato un grande senso dell'umorismo. Proprio in Boris ha interpretato se stesso in versione comica. Qui ci ricasca e questa volta raggiunge vette imperdibili: vale la pena di vedere la serie anche soltanto per questo episodio. Qui lo vediamo pensare alla terza stagione della serie sul papa: The Lady Pope. 

Non voglio rovinarvi la sorpresa, ma il brainstorming che si vede è pura poesia. Così come il monologo del regista sul tetto dell'agenzia: un pezzo meraviglioso, per cui è impossibile non ridere di gusto. Scritto proprio da Sorrentino in persona. Come dice il personaggio ricorrente di Fanelli, una delle poche a non interpretare se stessa, Call My Agent - Italia non è un semplice remake: è una "purosangue".

Non resta quindi che augurarle tutto il successo possibile, in modo da poter godere di altri episodi e stagioni divertenti come questa. 
                                                              
Il mio voto è 8/10
 
Come sempre se la recensione vi ha incuriosito vi lascio il trailer: https://youtu.be/miVyv-QwMzk
 
Alla prossima recensione!
KATIA BINELLI - 5^A LSU
 
p.s. dopo averlo visto vorrete anche voi disperatamente The Lady Pope.