domenica 8 dicembre 2019

Con Fiorenzuola Oltre i Confini non esistono muri.


Se fossimo in una trasmissione sullo stile “Correva l’anno…” di Paolo Mieli, potremmo iniziare questa cronaca ricordando che Fiorenzuola oltre i Confini nasce nel 1998.

Il Foic è un’associazione di volontariato che si occupa principalmente di risolvere le problematiche che gli stranieri vivono appena giunti nel nostro Paese. Problematiche di vario genere: burocrazia come permessi di soggiorno o aggiornamenti degli stessi, cittadinanza e, talvolta, ricongiungimenti familiari.
1998, ventuno anni fa: per noi nati nel nuovo secolo, ci sembra sia trascorsa un’eternità. Eppure, appare sempre più chiaro che le problematiche riguardanti l’immigrazione, siano più forti che mai.
In questo articolo però non vogliamo raccontare storie tristi, semmai ciò che di buono si fa per aiutare le persone che hanno bisogno di un sostegno. Burocratico o sportello d’ascolto, non fa poi molta differenza se il divario linguistico non è in qualche modo colmato. Per questo, ascoltando l’intervista che Mattia, ha fatto ad Alessandro, un volontario dell’Associazione, non possiamo che essere felici di sapere che tra i volontari ci sono anche gli stranieri che oggi si sono integrati in tutto e per tutto nel nostro Paese. I mediatori culturali e linguistici sono figure professionali importanti, perché di grande aiuto per chi viene per la prima volta in Italia.

Un pomeriggio, noi del Mattei’s Blog, ci siamo recati presso la sede Foic. Volevamo conoscere questa Associazione che fa dell’impegno e della solidarietà la sua ragione di vita. È una onlus, questo significa che è un ente non lucrativo che si impegna sul sociale.
Luigi Danesi, ex presidente ma, nonostante abbia lasciato il testimone a Simona Solvi, sempre presente presso gli uffici del Foic, ci ha spiegato che un tempo gli impieghi dell’Associazione erano un po’ su tutto il territorio provinciale, poi ridotto alla sola presenza su Fiorenzuola. La Onlus vantava una partecipazione importante sul territorio: ben otto Comuni si occupavano delle problematiche degli stranieri. Oggi, solo Fiorenzuola è rimasta come roccaforte, una presenza forte che accoglie tutti coloro che chiedono aiuto.
In quell’occasione, oltre a conoscere Alessandro, il volontario intervistato da Mattia, e il già citato Luigi Danesi, c’era anche il dirigente del Liceo Gioia, Mario Magnelli, che aiutava a compilare quelle che a noi sembravano scartoffie.
“Visto che c’è – ha spiegato ironico l’ex presidente del Foic – tanto vale farlo lavorare”.
L’ambiente è accogliente e le persone sempre sorridenti.
Quando siamo arrivati abbiamo subito visto che c’era utenza di diversa nazionalità. La nostra presenza non è stata vista come inopportuna e, anche quando abbiamo chiesto il permesso di scattare qualche foto, ci hanno risposto che non c’erano problemi.
L’ufficio era reso ancora più accogliente dai souvenir che erano stati donati da chi – evidentemente – voleva ringraziare in qualche modo dell’aiuto che i volontari avevano dato loro una volta arrivati a Fiorenzuola.
È stata un’esperienza significativa osservare da vicino come lavorano i volontari del Foic. Vedere in modo diretto il loro impegno ci ha fatto capire che i muri esistono solo se li vogliamo e che la solidarietà, quella vera, va oltre i confini.

Martina Cattani, Suha Marmash, Mariarosaria Cipolletta (3ALSU)
Anna Fossati e Mattia Pellegrini (5ALSU)


0 commenti:

Posta un commento