Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

sabato 17 aprile 2021

Un mondo a forma di agnellino

 

EDOARDO DEVOTI

(vincitore del secondo premio sezione racconti brevi)

Molto tempo fa, in una pianura desolata, c’era un antico rudere di una casa e, davanti ad essa, c’era un uomo anziano che impugnava una vecchia spada arrugginita e aveva un agnellino al collo.

Ogni notte numerose belve attaccavano la postazione del vecchio, perché attirate dalla facile preda, ma lui arrivava a combattere anche fino all’alba pur di difendere la pecorella, e durante il giorno riposava tra le rovine.

Una mattina, dopo una nottata violenta, l’uomo stava riposando sull’erba quando un giovane viandante che passava di lì, avendo visto le numerose battaglie notturne e incuriosito dalla foga del vecchio, gli chiese:

«Perché tu, ormai anziano, sprechi così miserabilmente gli ultimi anni della tua vita difendendo una creatura destinata a morire in quanto debole preda?»

Il vegliardo rispose:

«Questa pecora è stato l’ultimo dono di mia moglie, prima della sua morte. Lei era tutta la mia vita, tutto ciò che avevo, il mio mondo. Molte persone che passano, come te, mi fanno la stessa domanda, e anche loro credono di avere un loro mondo che porta avanti la loro vita, ma spesso sono solo illusioni che essi pongono come epicentro della loro esistenza. Io combatto per dare anche a loro l’esempio di un mondo che vorrei, una realtà dove ciascuno ha la volontà e il coraggio di difendere il suo piccolo mondo personale.»

Tutti noi, nella nostra vita, dovremmo provare ad elevare come esempio individuale quest’uomo, personaggio di finzione, che per difendere il suo piccolo mondo combatte senza esitazione contro ciò che cerca di portarglielo via.

Il mondo che io vorrei è un luogo dove nessuno è costretto a combattere per proporre o attuare un’idea di mondo tutta sua, ma può farlo liberamente e senza limitazioni.

Forse… magari

 

GIADA ALRAZEM

(vincitrice del terzo premio sezione poesia)

Il mondo che vorrei

È fatto di tanti forse e magari.

 

Un giorno, magari.

Prima o poi, forse.

Però vivere di ipotesi, di illusioni

 

Rende più leggero

Il mondo che, purtroppo, “è”.

 

Nel mondo che vorrei

Non dimenticherei l’importanza

Dei silenzi,

degli sguardi.

 

Non cercherei febbrilmente

Di riempire ogni vuoto

Ma imparerei a conviverci,

A farmelo amico.

 

Nel mondo che vorrei

Non mi sentirei all’ombra

Di epoche passate

Che scalpitano nella mia mente

Per essere ricordate.

 

Non tremerei al pensiero

Di tenere lo sguardo

Sugli occhi di un’altra ragazza

Per più di quattro secondi.

 

Nel mondo che vorrei,

A nessuno importerebbe

Quale mano tengo nella mia.

 

E forse non inizierei un abbraccio

Col pensiero di volerlo finire.

Tanti “non”, ma purtroppo il mondo “è”.

 

Nel mondo che vorrei

Il mondo è esattamente com’è

E sono io a cambiare.


Piccoli primi passi

 

ARIANNA MARONGIU

(vincitrice del terzo premio sezione racconti brevi)

Il mondo è imperfetto, noi umani siamo imperfetti, la natura può fare errori. 

Eppure l’ingranaggio, nonostante non tutto viaggi al ritmo o tempo giusto, funziona.

Ma allora è sbagliato desiderare qualcosa di meglio? È da condannare questa ambizione di perfezione? Non si può neppure tentare di avvicinarsi a quel mondo ideale?

Sinceramente, per me non lo è. È quasi un nostro dovere tentare di rendere la macchina che è il mondo il più efficiente possibile.

Però, finché la realtà rimane questa, finché gli ingranaggi di questo enorme e vivo congegno saranno i medesimi e si muoveranno uguali al giorno prima e al giorno prima ancora, non cambieremo nulla.

Possiamo solo sognare, creare castelli in aria e tenerli lì, in mezzo alle nuvole nel cielo, impalpabili per noi a terra, piccoli come formiche rispetto ad essi.

Sono infatti piccola davanti al mio desiderio, che sulla carta non appare così impossibile o complesso. Ma tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare.

Il mondo che vorrei è pieno di rispetto. Pieno di gente che tiene in conto nel suo piccolo, ogni giorno, di tutto quello che esiste.

Il rispetto si declina in tantissimi modi.

Il primo è sicuramente il rispetto verso se stessi; come puoi dedicarti agli altri se per primo non ti tratti bene? Se non ti ami e ti impedisci di comportarti vilmente? Questa è la base per poter vivere sereni e poi potersi dedicare mente e cuore a tutto ciò che ci circonda.

Poi viene il rispetto per chi si conosce, per chi si ama. Se non li rispetti, tra l’altro, puoi davvero dire di amare o tenere a qualcuno? Puoi considerarti amico o fidanzato di una persona se non dai importanza alle sue idee e ai suoi sogni? No, eppure così spesso questo rispetto non esiste.

Successivamente si può trovare il rispetto per chi non si conosce. Solo perché non sai il suo nome, la sua storia, i suoi dolori e le sue gioie hai il diritto di arrecargli volutamente dolore? O la spettanza di ignorare ciò che non riguarda te e i tuoi cari? Nessuno ha questo diritto e nessuno lo può avere.

Dopo c’è il rispetto per il diverso, che può essere incluso in quello precedente, ma desidero parlarne distintamente.

La libertà di uno finisce quando inizia quella dell’altro. Se l’altro non ti danneggia, non limita realmente la tua libertà con il suo modo di fare, perché non portare rispetto per la sua peculiarità? Il mondo è bello perché è vario, no?

Sì, è bello nelle sue mille sfumature. E per questo bisognerebbe portare rispetto alla natura. La stiamo danneggiando e così danneggiamo noi stessi. Anche solo per egoismo, solo per il desiderio personale di vivere, dovremmo portarle rispetto.

Nonostante tutto questo, riconosco che è un sogno gigante rispetto la misera me, un desiderio che coinvolge tutto il mondo.

Io sono solo una goccia in mezzo a quasi altri otto miliardi di altre gocce, come posso sperare di poter imporre un mio desiderio sugli altri?

Sicuramente non posso proclamare di voler rispetto, se non inizio io per prima. Chi predica bene e razzola male è un ipocrita, non ci sono mezzi termini per definirlo.

Per questo tento di portare rispetto per tutto quello che ho citato sopra.

Sottolineo il verbo tentare perché è un percorso complicato.

È come un lungo cammino, che forse non ha una meta ben precisa, perché esiste una idea di rispetto, ma non esiste un traguardo che esprima in modo eclatante «Hai finalmente raggiunto il rispetto!»

Però io voglio provarci. Sicuramente sbagliando nel processo, comportandomi irrispettosamente anche se desidero fare il contrario, però non smetterò di tentare.

Il mondo che vorrei è pieno di rispetto.

E per cominciare a riempirlo, devo essere io a muovere i primi passi verso quel sogno.


Armonia

 

EMANUELE POLLEDRI

(vincitore del premio della critica sezione poesia)


Il mondo che vorrei

è come fatto dagli Dei

Maghi, draghi ed elefanti

sulle rive dei fiumi danzanti

 Fate leggiadre e bianche colombe

volan nel ciel ove la notte non incombe

 Nel verde bosco la musica si spande

danzan gli gnomi con le loro bevande

 Uomini e animali in

un'armonia senza eguali

 Niente crimini, virus e guerra

la gente libera di vivere ogni parte della terra!


Guardando l’oltre attraverso lo specchio retrovisore

 

SOFIA TRENTINI

(vincitrice del premio della critica sezione racconti brevi)

Credi che ci sia solo un universo? Il nostro?

Ho visto un video, tempo fa, dove si vede lo spostamento dalla terra all’eventuale universo parallelo. È assurdo pensare che siamo soli. È assurdo pensare di essere così piccoli, eppure così grandi per noi stessi. Abbiamo un mondo intero dentro di noi, e così tutte le persone che incontriamo. È assurdo. 

Sonder…

Sonder è la consapevolezza che tutti intorno a te, anche gli estranei, stanno vivendo una vita tanto complessa quanto la tua. A volte stai così male e ti senti l'unico. Ma dopo tutte le tue difficoltà inizi a capire che tutti sono così unici e non sei da solo ad affrontare la vita. Le vite di tutti sono così indescrivibilmente diverse e non c'è modo che tu possa mai capire veramente una persona. Per riassumere, ti stai rendendo conto che non sei l'unico a vivere con un tale caos e complessità. Tutte le vite delle persone sono uniche, caotiche e complesse, proprio come la tua. Quindi siamo troppo grandi per noi stessi per pensare al di fuori della nostra piccolezza. Il nostro tempo qui sulla Terra è solo una frazione dell'esistenza. Come un battito di ciglia, eppure ci sentiamo così al centro di tutto, così indispensabili. Il nostro sole impiega 200 milioni di anni per girare per la Via Lattea ... la nostra esistenza è un batter d'occhio. Dovremmo essere più riconoscenti per la nostra vita. Siamo esistiti durante un giro di 200 milioni di anni della Via Lattea.  Non possiamo puntare alla perfezione, speriamo sempre di essere quello nella vita, ma non sappiamo nemmeno noi che cosa sia… la perfezione.

Una cosa a cui penso spesso è il senso della vita e della parola “vita” stessa.

L’immagine che viene portata alla nostra mente, quando si parla di vita, è fare più soldi possibili e morire.

Quindi dovrei passare i miei giorni sulla terra con il pensiero che la mia vita consiste in lavorare per morire, in una società che se ne frega di tutto? Poche persone si chiedono veramente cosa ci facciamo su questo pianeta, quasi tutti hanno accettato la monotonia del tempo, quasi tutti non hanno uno scopo, quasi nessuno che si impegna a trovare il significato profondo del perché siamo qua.

Questo menefreghismo può spesso portare a disinteresse nella stessa vita in quanto esperienza, con conseguenze drammatiche per tutti.

Se lo scopo della vita dovesse essere questo, accettare senza domande, non ci sto. Non sono fatta di superficialità. So che c’è molto di più.

Se, quindi, non sappiamo cosa significa vivere in termini filosofici, non abbiamo uno scopo.

Io sto cercando di trovare il senso della vita nello scopo stesso, sono ormai arrivata alla conclusione che il senso della vita è darne uno personale, è trovare il significato della parola, darle un senso.

Sappiamo di vivere veramente quando il nostro personale significato di tale azione si può rappresentare in quel determinato momento.

Mi sento di vivere in una simulazione continua, cerco di dare forza alle persone che mi stanno intorno consumando completamente la mia, tanto che ormai per me stessa l’ho persa completamente, e la cerco ormai nelle cose più piccole, con risultati che non arrivano neanche con il tempo.

È che ormai mi sento di vivere in una bolla, in un cerchio senza fine, perché non so nemmeno cosa mi aspetta domani, la vita non sembra più reale.

Sotto quel punto di vista. Come faccio a vivere una vita che non mi sembra vera, in cui non ho più sicurezze, dove ogni giorno l’unico pensiero che ho è sperare che il tempo scorra in fretta, ma sembra invece che ci sia un blocco nel ripetersi di tutto.

Mi sembra di non essere più viva, o peggio ancora, di non vivere come dovrei, di non sentire più quello che sento, perché ormai mi sento distaccata da tutto, i nostri giorni si ripetono finché non moriremo, è triste, perdo il conto di quello che faccio, di chi sono davvero.

Non ho nemmeno le forze di pensare che la situazione cambierà, e ho paura che andrà avanti così e non riuscirò più ad essere felice, niente sembra più lo stesso.

E la cosa triste è che stanno cadendo tutti, se questo significa che abbiamo perso la motivazione, e chi non sta cadendo non lo vuole ancora ammettere, tutti si svegliano e vanno a dormire, tutti noi ragazzi siamo costretti a farlo.

La cosa che mi spaventa più di tutte è che sono emotivamente svuotata, è come se fosse solo un loop infinito che va avanti e indietro e non c'è niente che io possa fare perché ho smesso di preoccuparmi di tutto, non so nemmeno che giorno o mese sia né che ora sia perché semplicemente non dormo più, non mangio più, non sono nemmeno più interessata a sentirmi di nuovo felice.

La vita non sembra più esistere nella mia testa, quasi come se tutto quello che faccio lo faccio solo per andare avanti.

Mi sembra di vivere una simulazione continua…

martedì 13 aprile 2021

Una playlist al giorno e togli il malumore di torno

Cari lettori, eccoci ritrovati nella nostra prima playlist!

Come vi avevamo già accennato in precedenza, in questa rubrica alterneremo articoli a playlist consigliate e altri format che arriveranno prossimamente.

Oggi vi propongo delle canzoni che potete tranquillamente trovare su Spotify o qualsiasi altra piattaforma abbiate a disposizione. Il tema di questa playlist?

L’ESTATE!

A chi non manca l’estate? Si fa sempre più vicina e ci solletica con i pochi giorni di sole che ci ha donato solo pochi giorni fa ma, per prepararci al meglio, vi consiglio di indossare le cuffiette e di iniziare ad ascoltare queste canzoni.

Nome playlist by Mariarosaria Cipolletta: l’estate che vorrei.

Canzoni:

1.    Levitating (Dua Lipa ft. DaBaby).

2.    Fly away (Tones and I).

3.    The Nights (Avicii).

4.    I Just Wanna Dance (Rat City, Isak Heim).

5.    Classic (MKTO).

6.    Hypnotized (Purple Disco Machine, Sophie and the Giants).

7.    Rain on Me (Lady Gaga, Ariana Grande).

8.    Finesse (Bruno Mars ft. Cardi B).

9.    Dynamite (Taio Cruz).

10.  Hangover (Taio Cruz, Flo Rida).

11.  Timber (Pitbull ft. Ke$ha).

12.  Locked out of Heaven (Bruno Mars).

13.  24K Magic (Bruno Mars)

14.  Troublemaker (Olly Murs ft. Flo Rida).

15.  Watermelon Sugar (Harry Styles).

16.  Head & Heart (Joel Corry ft. MNEK).

17.  That’s What I Like (Bruno Mars).

18.  Liar (Camila Cabello).

19.  My House (Flo Rida).

20.  Don’t stop me now (Queen).

21.  Summer Days (Martin Garrix, Macklemore, Fall Out Boy).

22.  Best Day Of My Life (American Authors).

23.  Counting Stars (OneRepublic).

24.  Starships (Nicki Minaj).

25.  Good Feeling (Flo Rida).

26.  Can’t Hold Us (Macklemore & Ryan Lewis, Ray Dalton).

27.  Summer (Calvin Harris).

28.  Only Girl (In The World) (Rihanna).

29.  Feel This Moment (Pitbull, Christina Aguilera).

30.  Fireball (Pitbull, John Ryan)

31.  More Than You Know (Axwell / \ Ingrosso).

32.  Thunder (Imagine Dragons).

33.  Without you (Avicii ft. Sandro Cavazza).

34.  Jackie Chan (Tiesto, Dzeko, Preme, Post Malone).

35.  I Lived (OneRepublic).

36.  Sugar (Maroon 5).

37.  Drive By (Train).

38.  Body (Loud Luxury, Brando).

39.  I Want You To Know (Zedd ft.Selena Gomez).

40.  Blurred Lines (Robin Thicke, T.I., Pharrell Williams).

Arrivati a questo punto direi proprio che ci siamo riscaldati abbastanza ma si sa, la musica non ha confini e più ti fa ballare più ti sembra di stare in un mondo in cui l’unica cosa che conta è andare a tempo con la musica.

Spero che le proposte vi piacciano, qui sotto vi lascio il link di Spotify con cui vi sarà più comodo trovare la playlist.

A presto!

https://open.spotify.com/playlist/0nSesFt6wwUrWP9Afjs2bd?si=0CB0H3k-SfeTe5IreR7wXA


Mariarosaria Cipolletta

4ALSU


giovedì 8 aprile 2021

Una vita come tante di Hanya Yanagihara


‘Una vita come tante’ è la storia di quattro amici, che si incontrano al collage e diventano subito grandi amici, legati da un legame fortissimo che li terrà legati per sempre.

Il protagonista indiscusso è Jude, il più fragile del gruppo a causa di un passato terribile che non riesce a dimenticare e a superare; ma nonostante le sue difficoltà cerca di andare avanti con la vita, di ritrovare quella serenità e quella felicità che non è mai riuscito a trovare.

Scopriamo poco a poco che cosa è successo a Jude. Perché Jude “è così”. E, con il procedere del romanzo, le nostre conoscenze sono comparabili a quelle degli altri personaggi. Finiamo anche noi per domandarci come “gestire” Jude, lo ammiriamo per la sua tenacia e per i suoi successi, perché intuiamo che arriva da una moltitudine di posti che, tipicamente, non sfornano giuristi di spicco, matematici brillanti o esseri umani di una tale sensibilità. Restiamo con lui perché la sua fatica e il controllo costante che cerca di esercitare sul suo corpo e sulla sua mente sono esercizi titanici e vorremmo alleggerirgli il fardello, pur sapendo che non ce lo permetterà. Lo seguiamo perché ci fa arrabbiare, perché scopriremo che cosa è stato e vorremmo dirgli che non è colpa sua, che può smettere di farsi del male.

“Se fossi una persona diversa, forse direi che ciò che è accaduto è una metafora della vita: le cose si rompono, a volte si aggiustano, e ci rendiamo conto che, per quanti danni possiamo subire, la vita ci ricompensa quasi sempre, spesso in modo meraviglioso. A pensarci bene... forse sono proprio quel genere di persona”

‘Una vita come tante’ è un romanzo sul dolore. Ed è un romanzo che esplora gli estremi dello spettro emotivo e gli strascichi eterni del trauma… ma si sofferma anche sull’enigma delle fortune umane. Tutto sembra governato da una forma di giustizia ultraterrena: si può ottenere un risarcimento per le sofferenze patite, ma non sarà mai un risarcimento sufficiente a guarirti dove più ne hai bisogno. L’autrice ha più volte raccontato che questo calcare la mano è voluto e che il suo intento, scrivendo, era di amplificare fin quasi al paradosso tutto quello che di terribile può capitare a una persona, di spingersi fino ai confini più estremi dell’oscurità. Non c’è sfida che a Jude venga risparmiata. E queste sventure, che si tratti di dolore della carne o dello spirito, vengono anche descritte con puntiglio.

A che scopo si continua a vivere, se il prezzo da pagare è questo? 

                                                                                                    MARTINA SIGNORILE

Un libro che parte con leggerezza e poi ti trascina in abissi di sofferenza e meraviglia... è  una storia forte e delicata, densa e leggiadra, qui il lettore diventa spettatore di un incredibile storia di amore, violenza, amicizia e sofferenza così forte da persistere nella mente del lettore anche dopo giorni dalla conclusione. 


"Ora non puoi capire le mie parole, ma un giorno le capirai: l'unico segreto dell'amicizia, credo, è trovare persone migliori di te, non più intelligenti o di maggior successo, ma più gentili, più generose e di più  comprensione - apprezzali per quello che possono insegnarti, cerca di ascoltarli quando ti dicono qualcosa di te, buono o cattivo, e fidati di loro, che è la parte più difficile di tutte. Ma anche la più importante. "

Una vita come tante è un romanzo dalla grande morale, fa riflettere ampiamente, non è una lettura che si fa con leggerezza ma con consapevolezza e razionalità, mi ha fatto riflettere sul valore della vita, su quanto siano importanti i legami emotivi che costruiamo, su quanto spesso ci fossilizziamo su problemi che non possono nemmeno essere definiti tali, sprecando tempo prezioso, sul fatto che un cambiamento può avvenire solo quando troviamo una motivazione dentro di noi.

È un libro, una storia semplicemente UNICA, è una bellissima dolorosissima corsa al termine della quale si resta senza fiato!

Ziliani Camilla

 


sabato 3 aprile 2021

Harry Styles, quando la musica promuove il cambiamento


“Penso che con la musica sia così importante evolversi, e questo si estende ai vestiti, ai video e a tutto il resto. Ecco perché si guarda indietro a David Bowie con Ziggy Stardust o ai Beatles e alle loro diverse epoche: essere impavidi è super stimolante.”

Harry Styles

Nell’articolo introduttivo vi abbiamo parlato della mascolinità tossica, accennandovi che per questo periodo avremmo voluto analizzare e parlare della musica anche dal punto di vista sociale, i valori che trasmette. Se doveste chiedere ad un ragazzo/a della nostra generazione quale secondo loro chi è adesso l’artista che maggior mente cerca di combattere la mascolinità tossica, sentirete sicuramente il nome di Harry Styles.

Ma chi è Harry Styles e cosa c’entra con la mascolinità tossica?

Harry styles è un cantautore britannico, che è noto al pubblico mondiale come ex membro di una boy band famosa, gli One Direction. Nel 2017 intraprende la sua carriera da solista, riscontrando molto successo, noto infatti per la famosa canzone Sign of The Times, o più recentemente per Watermelon Sugar.

Fin dall’inizio della sua carriera Harry Styles si è mostrato come un ragazzo molto aperto mentalmente e ne è stata una dimostrazione concreta la sua recente apparizione su una nota rivista.

Il cantante a dicembre 2020 fece la sua apparizione sulla copertina della rivista Vogue America, divenendo il primo uomo ad apparire sulla rivista americana.  

Durante lo shooting fotografico Harry Styles indossò un abito strabiliante (oltre ad altri look eccezionali) che lasciò a bocca aperta tutti quanti, o quasi. Partendo in attacco, Candice Ownes, un’attivista conservatrice americana twittò:

«Non esiste società che possa sopravvivere senza uomini forti. L’Oriente lo sa bene. In occidente, la costante femminilizzazione dei nostri uomini nello stesso momento in cui il marxismo viene insegnato ai nostri figli non è una coincidenza. È un vero e proprio attacco. Ridateci gli uomini virili».

Harry Styles oltre a dedicare un post con una risposta accattivante nei confronti della Ownes scrivendo in descrizione “Bring back manly men”, durante un’intervista per Variety disse:

“Chiedere di non indossare qualcosa perché appartiene alla sfera di abiti femminili preclude la possibilità di indossare un mondo intero di vestiti. Io penso che la cosa bella di questo momento storico sia che puoi indossare quello che vuoi. Non deve essere X o Y. Queste limitazioni stanno diventando sempre meno nitide”.

Non manca una risposta italiana, questa volta da Caterina Collovati, una giornalista che ha espresso la sua opinione durante la trasmissione di Ogni Mattina, in occasione di un dibattito riguardante il crossdressing, riguardante gli abiti indossati dal cantante per la rivista:

“Io non amo affatto l’uomo che si traveste da donna, né la donna che scimmiotta l’uomo. Per me si tratta di menzogna, di finzione, di pagliacciata e di esibizionismo; è solo un’operazione di marketing quella di Harry Styles. Non c’entra niente l’identità sessuale, anzi, con questo fenomeno si sta svilendo la battaglia dell’identità sessuale. Io dico che ridicolizzare un maschio, come Harry Styles, mettendolo in abiti femminili è fuorviante, è un messaggio circense, mi viene in mente il pagliaccio del circo”.

Ma perché è importante capire bene da che parte stare quando succedono determinate cose? 


La costante necessità di appartenere ad una singola etichetta, maschile o femminile, insegnataci sin da piccoli, ha limitato maggiormente la possibilità di sperimentare, giocare, tra le due etichette. Da piccoli veniamo costantemente indirizzati verso una singola categoria, costringendoci a vedere un solo tipo di realtà, senza considerare minimamente l’altra faccia della medaglia. Fortunatamente ora vediamo maggiore ribellione da parte di chi non si impone un’etichetta, di chi ama essere sé stessi senza porsi domande, andando contro i canoni di una società che vede radici profonde nel patriarcato.

E’ importante rendersi conto che in un periodo storico come questo si stanno facendo passi enormi dal punto di vista sociale: una grande rivoluzione è anche solo partire dai vestiti, non etichettandoli necessariamente come maschili e femminili, scegliersi i vestiti perché ci piacciono e non perché appartengono a quella etichetta.

E perché bisogna essere uniti di fronte a un problema come la mascolinità tossica? Perché è da lì che partono i più grandi problemi che una società possa avere: si parte convincendo un bambino che deve giocare con le macchinine, che le barbie sono da femminucce e che essere una femminuccia è da deboli. Questo bambino crescerà con l’idea che piangere è da donne, che gli uomini come lui devono essere forti, devono portare i soldi in casa, che deve trovarsi una donna che gli cucini la cena quando torna a casa. Questo bambino vivrà sulla sua pelle la pressione di una società che considera gli uomini l’anello forte, mentre le donne coloro che devono occuparsi dei bambini e della casa. Partire da una cosa semplice come insegnare ai bambini che si può giocare alle Barbie e indossare un vestito che gli piace è il primo step che ci porterà a vedere davvero un’uguaglianza di genere, arrivando a vivere in una società che considera il fatto di piangere, indossare gonne, avere i capelli corti, mettere lo smalto, occuparsi dei bambini, è un qualcosa di normale da parte di entrambi i generi.

Avere persone famose come Harry Styles, che hanno la possibilità di indirizzare all’apertura mentale, è un grande vantaggio perché si ha la possibilità di avere un conforto per tutte quelle persone che si trovano da sole a combattere una battaglia contro una società che ti vuole in un solo modo.

Suha Marmash, 4Alsu

venerdì 2 aprile 2021

BIANCANEVE DI MICHELANGELO ROSSATO


La favola di Biancaneve è nota a tutti ma è sempre bene ricordarla.

In una giornata d’inverno una regina, mentre è intenta a cucire si punge un dito e, guardando le gocce di sangue cadute sul terreno innevato, esprime il desiderio di avere una figlia con i capelli scuri come l’ebano, la pelle bianca come la neve e le labbra rosse come il sangue; dopo qualche tempo la regina e il re hanno una bambina proprio con le caratteristiche che desideravano, alla quale danno il nome di Biancaneve. Ma, poco dopo la nascita della bambina, la mamma muore e il re, per assicurare una figura materna alla figlia, decide di risposarsi.

La nuova moglie del re è una donna bellissima e molto vanitosa che possiede uno specchio magico al quale chiede in continuazione chi sia la donna più bella del regno, sentendosi dire continuamente che è lei la donna più bella del reame. Ad un certo punto lo specchio dice che la donna più bella è Biancaneve e non più la regina, ma questo la nuova moglie del re non lo può accettare allora ordina ad un cacciatore di ucciderla e di portargli i suoi polmoni e il suo fegato. Il cacciatore però non riesce a portare a termine l’incarico, e decide di lasciare la fanciulla nel bosco e di uccidere un cinghiale al posto suo, per portare gli organi alla regina. 

La regina ricevuti gli organi li mangia convinta che siano quelli di Biancaneve; ma quando si dirige dallo specchio magico che gli rivela, ancora una volta, che la donna più bella non è la regina ma Biancaneve si infuria e decide di occuparsi personalmente della fanciulla. 

Intanto Biancaneve fugge nel bosco e si imbatte in una piccola casa, costruita nel cuore della foresta, nella quale vivono sette nani, che lavorano in una miniera. La povera fanciulla, stanca e assonnata decide di entrare nella casa dei nani per riposarsi e si addormentò. Quando arrivarono i nani, Biancaneve, dovette spiegare loro che cosa gli fosse successo e i nani decisero di ospitare in casa loro la fanciulla.

La vita scorreva tranquilla fino a quando non arrivò la regina cattiva che, travestita da vecchia venditrice, cerco di uccidere Biancaneve prima stringendole una cintura intorno al petto e poi facendole passare un pettine avvelenato tra i capelli; entrambe le volte non ci riuscì perché i sette nani intervenni in tempo, ma la terza volta, la regina, travestita da vecchia venditrice di frutta, decide di avvelenare Biancaneve con una mela avvelenata per metà. La piccola fanciulla al primo morso dalla parte avvelenata, cade e muore, questa volta nemmeno i nani riescono a salvarla.

I nani decidono di deporre Biancaneve in una bara di cristallo in cima ad una montagna, vegliando sempre su di lei; fino a quando un principe non si innamorò di Biancaneve e decise di portarla al suo castello per poterla ammirare tutti i giorni della sua vita. Quando i servitori del principe cercano di trasportare la bara, uno di esse inciampa facendo cadere la bara, e durante la caduta, dalla bocca di Biancaneve esce il boccone di mela avvelenata e così la ragazza si risveglia.

Biancaneve si innamora subito del principe e decidono di sposarsi, e alle nozze viene invitata anche la regina cattiva costretta ad indossare delle scarpe di ferro e a ballare con esse fino a quando non cadde a terra morente. 


Questa è la vera favola di Biancaneve, quella inventata dai Fratelli Grimm, e solo pochi illustratori riprendono la favola originale, come ad esempio Michelangelo Rossato nella sua illustrazione ‘Biancaneve’ dove ha riempito le pagine di segreti, omaggi e citazioni artistiche rendendo questa favola senza tempo, poiché le sue illustrazioni riprendono antichi simbolismi legati a madre natura e a riti iniziatici come le fasi della luna o l'età dell'esistenza.

Quaranta pagine di rara bellezza, nelle quali vi immergerete per scovare ogni più piccolo segreto.

Diciamocelo le fiabe sono per adulti, ci insegnano a vivere la nostra a vita, attraverso esempi di esperienze di vita fantasiose ma concrete. Forse quello che ci attrae di più a leggerle sono le illustrazioni!

Spero di avervi incuriosito a leggere questa storia e ad osservare le meravigliose immagini di Michelangelo Rossato, a me ha fatto impazzire😍😍

Martina Signorile